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Comunali a Somma Vesuviana, il Pd: esterrefatti dal dietrofront del M5s

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“Restiamo esterrefatti e sconcertati nell’apprendere che, dopo cinque anni passati all’opposizione a costruire un’alternativa di governo valida per il comune di Somma Vesuviana, il gruppo dirigente locale del Movimento 5 Stelle, dopo essersi dichiarato disponibile a sostenere la candidatura a sindaco del dottor Bianco, sia praticamente scomparso nelle ultime 72 ore, rendendo impossibile quella che poteva e doveva essere una naturale conseguenza del percorso di questi anni, ovvero una alleanza in vista delle prossime elezioni amministrative”. Lo afferma in una nota Valerio Di Pietro, coordinatore della segreteria Metropolitana del Pd Napoli che aggiunge: “Confidiamo – spiega – in un intervento tempestivo del gruppo dirigente nazionale del Movimento 5 Stelle, che possa porre rimedio a questa scelta incomprensibile. Una vicenda che vedrebbe i 5 Stelle alleati con liste e candidati che sono assolutamente lontani dai valori progressisti e riformisti. Il Pd, ad ogni modo, continuera’ la sua battaglia a sostegno di Peppe Bianco, per offrire ai cittadini di Somma Vesuviana una proposta di governo innovativa e nettamente differente con quella appena conclusa”. La querelle e’ nata nei giorni scorsi quando, si apprende da fonti dem, Gianfranco Di Sarno, parlamentare del Movimento 5 Stelle e persona che stava costruendo l’alleanza per Somma Vesuviana, ha smesso di rispondere al telefono alle chiamate di esponenti Pd.

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De Laurentiis e Spalletti: sarà un Napoli ambizioso

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Il Napoli torna a Dimaro, in Trentino, per l’undicesimo anno di seguito a preparare la prossima stagione, dal 9 al 19 luglio. Un’abitudine ormai per De Laurentiis e per i calciatori in azzurro, in una localita’ amata anche da Spalletti. Lavoro per la prossima stagione tra campionato e ritorno in Champions League, ma anche luogo del tam tam di mercato, come la localita’ viene subito ribattezzata da De Laurentiis: “chiamiamo quel periodo Dimaro-mercato”. Unica certezza al momento: “Posso dire che sicuramente Anguissa rimane”. Prima carta sul tavolo con circa 12 milioni da dare al Fulham per la proprieta’ del centrocampista ormai nel cuore anche dei tifosi, mentre il patron si mantiene su Olivera, terzino sinistro di un Getafe salvo in Liga e che potrebbe alzare il prezzo nella trattativa avanzata con il Napoli per sostituire Ghoulam: “Olivera? Ne seguiamo tanti – dice De Laurentiis – magari facciamo una goleada di foto. Ricordo anche che nella ripresa del mercato calcistico di questa estate tutto passa per uscite e acquisizioni, perche’ siamo in un periodo di ‘mala tempora’ ovunque”. Calma nelle spese, come gia’ preannunciato e in relazione alle possibili uscite a cominciare da Osimhen per il quale il Napoli e’ pronto ad aprire un’asta in Premier League e arrivare a superare i 100 milioni di incasso da reinvestire. Tra le trattative c’e’ anche quella per il rinnovo di Mertens: “Lo devo incontrare di nuovo – afferma il presidente azzurro – dopo l’ultima partita di Spezia, a fine maggio saro’ a Napoli molti giorni, anche per pianificare il mercato con Spalletti”. Per ora unica certezza l’addio di Insigne e l’arrivo del suo sostituto, il georgiano Khvicha Kvaratskhelia, ma il mercato e’ atteso, come spiega Luciano Spalletti: “Ci sara’ chi – dice – vista la bonta’ del risultato del Napoli quest’anno, ha interesse su nostri giocatori. Noi dobbiamo organizzare la nuova squadra che possa ambire a posizioni di classifica importanti, si lavora su questo e vedremo il mercato cosa ci mette davanti”. Spalletti poi ribadisce il suo legame con Napoli: “Se siamo innamorati – dice – di una squadra, il sentimento rimane forte sempre. Io rimarro’ innamorato della squadra come sono sempre stato”. Un amore che sentono le migliaia di tifosi del Napoli attesi a Dimaro-Folgarida dalla Campania ma anche da Svizzera, Austria, dalle regioni del nord Italia e che troveranno divertimenti e spettacoli oltre agli allenamenti e alle due amichevoli degli azzurri. Il covid e’ in calo, il ritiro punta a tornare a essere spettacolo condiviso verso l’inizio della serie A . Quanto allo stop per i Mondiali a novembre e dicembre “ci stiamo organizzando con altre squadre per tornei, vediamo se negli Usa o negli Emirati”, spiega il patron. Tutto pero’, parte in Trentino.

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Spadafora non le manda a dire: la leadership di Conte? non funziona, colleziona sconfitte serie

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Giuseppe Conte? “Non metto in discussione la sua leadership (nel Movimento cinque stelle ndr) ma in questo momento non sta funzionando. Il nuovo corso non e’ mai iniziato”. Lo ha detto Vincenzo Spadafora, deputato del Movimento cinque stelle e ex ministro per le Politiche giovanili e lo Sport nel governo Conte II, nel corso della presentazione del suo libro ‘Senza riserve’ a Milano. “La leadership di Conte- ha continuato – ha un grande deficit politico che non puo’ essere colmato dalla popolarita’ e dal consenso”. Secondo l’ex ministro e’ stata “un’illusione” pensare che “il consenso popolare ricevuto durante la pandemia potesse trasformarsi in capacita’ politica di saper gestire un partito, saper gestire gruppi parlamentari, avere un’agenda politica chiara anche per trattare con gli alleati della maggioranza e fare le cose per i cittadini che il Movimento voleva portare avanti. Mi auguro – ha aggiunto- che presto se ne renda conto perche’ nel Movimento ci sono tante persone che hanno esperienza e capacita’ per poterlo aiutare in questa esperienza”. Per Spadafora, “se Conte si fosse circondato di persone con maggiore esperienza non ci troveremmo in questa situazione. Metto in discussione che non abbia capito che bisognava appassionare e unire un Movimento uscito massacrato dall’esperienza di governo. Mi dispiace ma stanno collezionando sconfitte in serie”.

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Commissione esteri a Stefania Craxi, l’ira di Conte

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 Il M5s “perde” Vito Petrocelli, che abbandona il Movimento, ma perde anche la presidenza della Commissione Esteri che va alla senatrice azzurra, Stefania Craxi. Provocando l’ immediata ira di Giuseppe Conte che grida al complotto, punta l’indice sul centrodestra e Italia Viva e chiama in causa direttamente il premier. “Registriamo che di fatto si e’ formata una nuova maggioranza da FdI a Iv” tuona il leader 5 Stelle che si appella anche a Mario Draghi: “era stato avvertito gia’ ieri. Spetta a lui la responsabilita’ tenere in piedi questa maggioranza”. Il lungo braccio di ferro avviato in Senato con la manovra di isolamento del presidente accusato di filo-putinismo Petrocelli, finisce quindi con una sconfitta per il Movimento di Giuseppe Conte che sperava di rimpiazzarlo con Ettore Licheri, gia’ “bocciato” dal gruppo per la presidenza del gruppo al Senato, e che era stato appositamente trasferito in Commissione per poterne ereditare la presidenza. Cosi’ non e’ stato. Tanto che il “blitz” in Commissione ha provocato non solo la rabbia di Conte e della sua “segreteria”, convocata di urgenza non appena saputo l’esito del voto, ma una salva di malumori dentro il Movimento. Perche’ gia’ ieri sera, in occasione dell’assemblea del gruppo pentastellato, era stato lanciato da diversi di senatori il warning sul possibile flop della candidatura Licheri. Ed era stata lanciata la proposta, respinta dalla capogruppo Mariolina Castellone, di portare come seconda candidatura quella di Simona Nocerino, senatrice gia’ presente in Commissione e non “targata” come “contiana”. La conta in Commissione e’ finita con 12 per la Craxi, 9 per Licheri e un astenuto. E molti occhi, soprattutto quelli del M5s, puntati su Italia Viva. “Bisognava sedersi e trovare un nome condiviso, il M5s non ha voluto farlo” ribatte il presidente di Iv, Ettore Rosato che va all’affondo: “quando si da’ in mano un pallottoliere a Conte, siamo sicuri che il risultato e’ disastroso”. “Io non ho votato, perche’ una maggioranza deve essere unita. E’ un pessimo segno per la maggioranza. E’ mancata una cabina di regia del governo” commenta Pierferdinando Casini mentre Luigi Di Maio lamenta la carenza di “fair play” da parte di alcuni partiti. “E’ accaduta una cosa scontata, che nulla ha a che fare con una nuova maggioranza” replica invece Giorgia Meloni mentre Enrico Letta, che rivendica una “lealta’” che gli e’ riconosciuta anche da Conte, mette in guardia: “Se si accumulano gli incidenti si finisce fuoristrada e poi e’ difficile rimettere la macchina in carreggiata”. Sembra un nuovo messaggio lanciato a l leader 5s che dopo l’offensiva sullo stop alle armi per l’Ucraina si appresta ora a lanciare battaglia in Parlamento sul decreto aiuti che contiene la norma sull’inceneritore di Roma, contro cui ha riunito il “gotha” romano, da Virginia Raggi a Paola Taverna . Sul provvedimento, che dovrebbe arrivare in Aula dopo le amministrative, potrebbe calare la fiducia e il M5s gia’ pensa di non votarla, astenendosi. E c’e’ gia’ chi in Parlamento prefigura una sorta di Papeete di Conte: uscire dalla maggioranza e andare al voto dopo l’estate, non appena i parlamentari avranno maturato il diritto all’indennita’ pensionistica. Qualche parlamentare 5s, come Gianluca Castaldi, inizia gia’ a chiedere a Conte di rifletterci. Sempre che – si ragiona in Transatlantico – il M5s non deflagri prima sotto la spinta di una nuova grana giudiziaria e un cambio in corsa di leadership. “E’ un errore pensare di andare all’opposizione per rifarci una verginita’ e riconquistare il voto” commenta pero’ Vincenzo Spadafora, ex ministro 5s, che frena anche sulla spaccatura del Movimento: “Non credo alla scissione”. Anche se ritiene che la leadership di Conte ora non stia funzionando.

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