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Como travolgente sotto la pioggia: 3-1 al Verona, Fabregas vola in alto

Il Como di Cesc Fabregas batte 3-1 il Verona in una gara intensa e bagnata dalla pioggia. Douvikas, Posch e Vojvoda firmano il successo che porta i lariani nei piani alti della classifica.

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Un Como concreto, giovane e determinato travolge 3-1 il Verona in una partita intensa e condizionata dalla pioggia.
Al “Sinigaglia” i lariani festeggiano sotto la curva una vittoria che li proietta ai piani alti della classifica con 16 punti, confermando il progetto vincente di Cesc Fabregas, allenatore-filosofo che continua a stupire per idee e risultati.

Il Verona, invece, resta in crisi e ferma a cinque punti, incapace di invertire la rotta nonostante una prova generosa e combattuta.


Douvikas apre, Serdar illude il Verona

La partita parte subito a ritmi altissimi.
Al 9’ il Como sblocca il risultato con Douvikas, bravissimo di testa a deviare il cross perfetto di Valle.
Il Verona reagisce con orgoglio e trova il pari al 25’: un’incomprensione tra Butez e Caqueret favorisce Serdar, che anticipa tutti e infila la porta con un destro preciso.

Il primo tempo resta equilibrato e ricco di occasioni da entrambe le parti, con Nico Paz e Valle pericolosi per il Como e ancora Serdar vicino al raddoppio per gli ospiti.


Posch e Vojvoda firmano il successo lariano

Nella ripresa il Como cresce e al 17’ trova il nuovo vantaggio con Posch, che di testa trasforma in oro l’assist di Caqueret.
Il Verona, mai domo, tenta l’assalto finale: Sarr e Bradaric ci provano, ma la difesa lariana resiste.
Nel recupero arriva il colpo del definitivo 3-1 con Vojvoda, servito da Jesus Rodriguez, che chiude la gara e fa esplodere lo stadio.


Fabregas, il condottiero del nuovo calcio lariano

Sotto la guida di Fabregas, il Como è diventato una delle realtà più interessanti del campionato: squadra giovane, intensa, capace di proporre calcio moderno e di sorprendere avversari di alto livello.
Il tecnico spagnolo parla poco e lavora molto, costruendo un gruppo che unisce talento e disciplina tattica.
“Questo Como – commentano i tifosi – è la vera rivelazione della stagione”.

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Giada D’Antonio, debutto olimpico tra sogno e caduta: “Ho rotto il ghiaccio”

Giada D’Antonio debutta alle Olimpiadi sulla pista Olympia delle Tofane: fuori dopo 15 secondi nella combinata, ma pronta per lo slalom. Il racconto dell’esordio.

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A quota 2.320 metri, sull’Olympia delle Tofane, Giada D’Antonio si presenta al cancelletto per il suo debutto olimpico. A 16 anni è la più giovane della spedizione azzurra. Sugli spalti spunta uno scudetto azzurro, lo stesso colore del Napoli di Maradona, in mezzo al tricolore sventolato dalla famiglia: radici partenopee, colombiane ed ecuadoregne.

L’esordio, però, dura appena una quindicina di secondi. Nella combinata a squadre, in coppia con Nadia Delago, la giovane azzurra inforca nel secondo intermedio, perde lo sci sinistro dopo l’urto con un paletto ed esce di gara.

La sua Olimpiade, però, non finisce lì.

L’errore e la reazione

“Ho rotto il ghiaccio. Anzi ho anche provato la pista in vista dello slalom di mercoledì 18”, spiega dopo la gara. “Quel giorno conto di partire con la convinzione di oggi”.

L’approccio alla manche era stato deciso. “Sono partita cercando di attaccare, perché la pista permetteva di fare una bellissima gara. Nello slalom capita l’errore, è un attimo inforcare. Sono felice comunque di aver dato il massimo fino a quel punto”.

La gara si interrompe presto, ma la lucidità resta. La 16enne campana parla con serenità di un errore fisiologico in una disciplina dove il margine è minimo.

Il sostegno della famiglia e di Napoli

Sugli spalti, dopo un attimo di silenzio, arriva l’applauso. Giada racconta di aver sentito “tutto il calore di Napoli”, con tante persone che si sono avvicinate per incoraggiarla.

Con lei ci sono la madre Sandra, che la accompagna anche come mental coach con il mantra “mente e controllo”, e il fratello Anthony, 18 anni, calciatore del Casalnuovo. “Prima di lei lo sci dalle nostre parti era utopia, invece Giada l’ha reso reale”, racconta con orgoglio.

D’Antonio guarda ai ragazzi del Sud: “Se ci si allena bene e si ha un obiettivo, bisogna rincorrerlo. Auguro il meglio ai giovani, non sono a livello inferiore rispetto a quelli del Nord”.

Tra idoli e nuove opportunità

La giovane azzurra archivia anche le polemiche sulla convocazione. “Non mi importa se il mio errore le riaccenderà, io sono qui per dare il massimo”.

Resta l’emozione di aver sciato sulla pista che fu teatro delle imprese di Lindsey Vonn, suo idolo, e di aver incontrato Mikaela Shiffrin, che le ha regalato dei guanti personalizzati.

Il debutto olimpico si chiude con una caduta, ma anche con un messaggio chiaro: la gara decisiva per lei è lo slalom. E la determinazione non sembra mancare.

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Mattarella a Cortina per il SuperG di Goggia e Brignone

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Cortina per assistere al SuperG femminile di Milano Cortina 2026 e visitare Villaggio Olimpico e Casa Italia.

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Dopo aver dichiarato ufficialmente aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a Cortina per assistere ad alcune gare olimpiche.

Il Capo dello Stato sarà presente in particolare al SuperG femminile, che vedrà al via tra le azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone. Si tratta di una delle prove più attese del programma alpino, in una cornice simbolica come quella delle Dolomiti.

Il programma tra sport e istituzioni

Mattarella arriverà nella “Regina delle Dolomiti” domani pomeriggio, dopo aver inaugurato a Trento l’anno accademico con l’intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca universitaria centrale.

Giovedì il presidente visiterà il Villaggio Olimpico, dove sarà accolto dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal segretario generale Carlo Mornati. È previsto un pranzo con le atlete e gli atleti azzurri, momento di vicinanza istituzionale al movimento sportivo italiano.

Prima di lasciare Cortina, Mattarella farà tappa anche a Casa Italia, confermando l’attenzione del Quirinale nei confronti dello sport nazionale in una fase centrale dei Giochi.

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Conte deluso dopo l’eliminazione: “Arbitri da migliorare, ma onore ai ragazzi”

Conte commenta l’eliminazione del Napoli contro il Como in Coppa Italia. Critiche agli arbitri ma elogi alla squadra dopo la sconfitta ai rigori.

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Antonio Conte analizza con amarezza l’eliminazione del Napoli, sconfitto ai rigori dal Como dopo una gara combattuta. Il tecnico azzurro evita di soffermarsi esclusivamente sull’episodio contestato della mancata espulsione di Ramon, ma allarga il discorso alla gestione arbitrale dell’intera stagione.

“Non stiamo sempre a parlare di decisioni arbitrali perché in ogni partita c’è sempre qualcuno che si lamenta”, afferma. Poi aggiunge: “Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Mi auguro possano trovare qualcosa per migliorare la situazione. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il VAR. Troppe lamentele in ogni partita non vanno bene per il calcio”.

Onore ai ragazzi, oltre i limiti della rosa

Al di là delle polemiche, Conte rivendica la prestazione del gruppo. “Onore ai miei ragazzi, perché non era una partita semplice. Affrontavamo un Como con l’organico completo e dieci giorni di pausa. Noi venivamo dalla gara contro il Genoa, finita anche in dieci”.

Il tecnico sottolinea come la squadra stia andando oltre le proprie potenzialità attuali: “In un anno e mezzo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa. Oggi ai rigori si è qualificato il Como ma potevamo qualificarci noi. Mi dispiace perché vorresti fare di più, ma stiamo facendo più di quanto questa rosa oggi possa garantire”.

Fabregas tra entusiasmo e pragmatismo

Dall’altra parte Cesc Fabregas celebra il passaggio del turno ma predica equilibrio. “Questa semifinale è un traguardo storico, un momento positivo, però sabato abbiamo una partita di campionato molto importante e l’euforia va lasciata per la fine della stagione”.

Il tecnico del Como spiega anche la sostituzione di Ramon: “Temevo il secondo cartellino. È un ragazzo di 20 anni, alla prima stagione da professionista, sta facendo molto bene ma in quel momento ho preferito non rischiare”.

Fabregas ammette qualche limite nella gestione dei secondi tempi, ma parla di un segnale incoraggiante: “Nel primo tempo abbiamo giocato bene, nel secondo meno. Non è la prima volta che succede, c’è da migliorare. Però oggi abbiamo mandato un messaggio positivo”.

Un’eliminazione che non cancella il percorso

Il Napoli esce dalla Coppa Italia tra gli applausi dei tifosi. Conte chiude con un ringraziamento al pubblico: “I tifosi continuano ad apprezzarci perché vedono l’impegno. Abbiamo giocato un’ottima partita contro una squadra che mette tutti in difficoltà”.

La semifinale sfuma ai rigori, ma il tecnico azzurro difende il cammino e rilancia l’obiettivo campionato, consapevole che la stagione resta aperta su altri fronti.

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