Collegati con noi

Cronache

Commissioni municipali a Napoli, riunioni lampo e collegamenti dalla spiaggia: indagine della Corte dei conti

Riunioni di commissione durate pochi minuti e collegamenti da bar e spiagge: la Corte dei conti indaga sui costi e sulle presenze nelle municipalità di Napoli.

Pubblicato

del

Il 30% delle riunioni non superava i dieci minuti, mentre il 50% delle sedute si chiudeva entro mezz’ora. Numeri che emergono dall’inchiesta in corso della Procura regionale della Corte dei conti sulle dieci municipalità di Napoli. Ma la questione non riguarda solo la durata dei lavori: sotto la lente finiscono anche le modalità con cui alcuni consiglieri partecipavano alle sedute delle commissioni.

Collegamenti da luoghi impropri

Negli ultimi quattro anni, diversi consiglieri municipali avrebbero preso l’abitudine di collegarsi alle riunioni da remoto da bar, parchi pubblici e persino stabilimenti balneari. Secondo quanto emerso, in alcuni casi la partecipazione si sarebbe limitata a pochi minuti, magari seduti su una moto o dalla spiaggia, con la videocamera puntata su una parete o sul soffitto. Una presenza formale, sufficiente però a maturare il gettone di presenza.

L’inchiesta della Corte dei conti

I retroscena emergono dall’indagine condotta dal sostituto procuratore generale Ferruccio Capalbo, sotto il coordinamento del procuratore regionale Antonio Giuseppone, con il supporto della Guardia di finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Al centro dell’inchiesta ci sono tempi, luoghi e contenuti delle sedute delle commissioni municipali, considerate il primo livello di rappresentanza sul territorio.

Ordini del giorno assenti e lavori superficiali

Dagli accertamenti risulta che circa l’80% delle sedute di commissione sarebbe stato convocato senza un reale ordine del giorno. In molti casi, le discussioni sarebbero rimaste generiche, senza produrre pareri, proposte di deliberazione o relazioni da sottoporre al consiglio municipale o ad altri organi istituzionali. Un’attività priva di tracciabilità e di risultati concreti.

I costi delle municipalità

L’indagine ha portato anche a una prima stima comparativa: le municipalità napoletane avrebbero un costo doppio rispetto a quelle di altre aree metropolitane. Il Comune di Napoli spende ogni anno circa 7 milioni di euro per stipendi, gettoni e attività consiliari delle dieci municipalità. Nel quinquennio 2021-2025, inoltre, sono stati corrisposti circa 1 milione di euro in rimborsi a società e aziende per l’assenza dal lavoro di consiglieri o dipendenti impegnati nelle commissioni.

Il capitolo rimborsi e le verifiche

Particolare attenzione è rivolta proprio ai rimborsi per permessi lavorativi. Si tratta di indennità che il Comune riconosce alle aziende o alle amministrazioni di appartenenza dei consiglieri, che poi percepiscono il gettone in busta paga. La Guardia di finanza sta verificando la reale presenza dei consiglieri sui luoghi di lavoro dichiarati, un controllo ritenuto necessario anche alla luce di precedenti casi che avevano coinvolto imprenditori privati.

Presunzione di innocenza e possibili sviluppi

Non tutti i consiglieri sono coinvolti in modo indiscriminato. Dall’inchiesta emerge che vi sono amministratori che hanno svolto il proprio ruolo con diligenza e correttezza. Resta però un possibile buco economico che gli inquirenti contabili stanno ricostruendo. Qualora dovessero emergere irregolarità anche sul fronte delle dichiarazioni lavorative, potrebbe aprirsi un ulteriore filone d’indagine presso la Procura di Napoli, con ipotesi di reato legate al falso. La verifica è in corso e ogni responsabilità sarà accertata nelle sedi competenti.

Advertisement

Cronache

Minacce al giornalista Nello Trocchia, assegnata la scorta all’inviato del Domani

Il giornalista del Domani Nello Trocchia ottiene la scorta dopo le recenti minacce ricevute dalla criminalità. La decisione è stata presa dal Dipartimento di pubblica sicurezza e dalla Prefettura di Roma, elevando il livello di tutela già previsto negli anni scorsi.

Pubblicato

del

Assegnata la scorta a Nello Trocchia (foto Imagoeconomica), inviato del quotidiano Domani, finito negli ultimi tempi nel mirino della criminalità attraverso minacce e intimidazioni.

La decisione, anticipata dal giornale per cui lavora il cronista, è stata adottata dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno insieme alla Prefettura di Roma.

Elevato il livello di tutela

Per Trocchia era già attiva una misura di vigilanza negli anni precedenti, ma ora le autorità hanno deciso di elevare il livello di protezione disponendo la scorta personale.

Il provvedimento arriva in un clima di crescente attenzione verso le minacce rivolte ai giornalisti impegnati in inchieste su criminalità organizzata, corruzione e affari illeciti.

Libertà di stampa e sicurezza dei cronisti

La vicenda riaccende il tema della tutela dei giornalisti che svolgono attività investigative su contesti criminali e ambienti ad alta pressione intimidatoria.

La protezione disposta per Trocchia rappresenta una misura preventiva adottata dalle autorità sulla base delle valutazioni effettuate dagli organismi competenti in materia di sicurezza.

Continua a leggere

Cronache

Tragedia a Sorrento, uomo precipita nel cortile della cattedrale: morto sul colpo un 64enne

Un uomo di 64 anni di Massa Lubrense è morto a Sorrento dopo essere precipitato dal muro perimetrale della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo. L’incidente è avvenuto mentre stava probabilmente rimuovendo delle erbacce. Indagini in corso dei carabinieri.

Pubblicato

del

Un uomo di 64 anni, residente a Massa Lubrense, è morto questa mattina dopo essere precipitato nel cortile interno della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo a Sorrento.

L’incidente si è verificato intorno alle 10:45.

La caduta dal muro perimetrale

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, l’uomo si trovava sul muro perimetrale della cattedrale e stava probabilmente effettuando lavori di rimozione di erbacce.

Per cause in corso di accertamento avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel cortile sottostante.

L’impatto si è rivelato fatale.

Inutili i soccorsi

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sorrento e i militari del nucleo investigativo di Torre Annunziataper i rilievi tecnici.

Gli investigatori stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Indagini in corso

Al momento non vengono escluse ipotesi accidentali legate alla perdita di equilibrio durante l’intervento di manutenzione.

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore anche per stabilire eventuali condizioni di sicurezza presenti nell’area.

Continua a leggere

Cronache

Scampia, picchiata dal marito per TikTok: “Mi controllava da vent’anni”

Una donna di 41 anni di Scampia è stata picchiata dal marito dopo avere scaricato TikTok sul cellulare. La vittima ha denunciato anni di violenze domestiche e controlli ossessivi. L’uomo è stato arrestato dopo l’intervento della polizia e il ricovero della donna al CTO di Napoli.

Pubblicato

del

Una notifica di TikTok, il display che si illumina e poi la furia. È finita con un ricovero in ospedale e un arresto la drammatica vicenda di una donna di 41 anni di Scampia, aggredita dal marito dopo avere scaricato l’applicazione social senza il suo consenso. Secondo quanto denunciato dalla vittima, l’uomo avrebbe reagito con violenza dopo avere visto comparire sul cellulare della moglie alcuni messaggi di notifica legati all’app.

“Chi ti ha mandato questi messaggi?”

La donna ha raccontato agli investigatori che stava leggendo documenti inviati dalla figlia quando sono arrivate le notifiche di TikTok.

Il marito le avrebbe strappato il telefono dalle mani urlando: “Chi ti ha inviato questi messaggi?”.

Nonostante i tentativi della donna di spiegare che si trattava soltanto di notifiche automatiche e post pubblicati da altri utenti, l’uomo avrebbe iniziato a colpirla.

Calci, pugni e capelli tirati davanti al figlio

Secondo la denuncia, l’aggressione sarebbe avvenuta nell’abitazione di via Piero Gobetti. La quarantunenne sarebbe stata colpita alle braccia, al volto e tirata violentemente per i capelli.

A evitare conseguenze peggiori sarebbe stato l’intervento del figlio minorenne della coppia, richiamato dalle urla provenienti dalla stanza. L’uomo avrebbe poi lasciato temporaneamente l’abitazione, tornando però dopo circa mezz’ora.

“Non ti restituisco il telefono”

La donna avrebbe tentato di riavere il cellulare, ma il marito avrebbe risposto: “Non ti do nulla, lo devo controllare”. Temendo una nuova aggressione, la vittima sarebbe uscita di casa in piena notte, raggiungendo la madre grazie all’aiuto di un parente.

Le minacce anche sotto casa della suocera

La situazione non si sarebbe fermata lì. Secondo il racconto della donna, il marito l’avrebbe raggiunta anche sotto casa della madre continuando a minacciarla. A quel punto la quarantunenne avrebbe chiamato il 113.

Poco dopo sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso del Ospedale CTO, dove i medici le hanno diagnosticato quindici giorni di prognosi.

“Mi malmenava da anni”

Nella querela firmata presso il commissariato di Scampia emerge il racconto di anni di presunti maltrattamenti. “Mi ha sempre malmenata, senza preoccuparsi della presenza dei nostri figli”, avrebbe dichiarato la donna agli investigatori.

La vittima riferisce anche un episodio risalente a qualche anno fa, quando il marito avrebbe preso un cacciavite minacciando di ucciderla. Nel 2021, dopo un’altra aggressione, si sarebbe fatta accompagnare in ospedale senza però denunciare per paura e per proteggere i figli.

Arrestato il marito della donna

Sulla base della denuncia è stato arrestato il quarantaseienne Carmine M.

L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Stefania Faiella della sezione Fasce deboli della Procura di Napoli, sotto il coordinamento dell’aggiunto Raffaello Falcone.

La Procura ha chiesto per l’uomo la custodia cautelare in carcere. Come previsto dall’ordinamento italiano, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

Una violenza che continua a colpire

La vicenda riaccende i riflettori sull’emergenza della violenza di genere a Napoli.

Secondo i dati citati nell’inchiesta, ogni anno almeno cinquecento donne si rivolgono ai centri antiviolenza presenti nel territorio comunale. Una realtà che continua a raccontare storie di controllo, paura e sopraffazione spesso consumate tra le mura domestiche.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto