Collegati con noi

Economia

Commerzbank frena su Unicredit: “Offerta non crea valore”, ma resta aperto il dialogo

Commerzbank respinge l’offerta di Unicredit ma non chiude al dialogo. Dubbi sul valore dell’operazione, mentre Orcel prepara l’assemblea del 4 maggio.

Pubblicato

del

La Commerzbank mantiene una posizione prudente sull’offerta avanzata da UniCredit, ribadendo che la proposta non appare, allo stato, sufficientemente attrattiva.

L’istituto tedesco ha chiarito di non aver interrotto il dialogo, ma di non intravedere al momento le condizioni per un’intesa condivisa.

Dubbi sul valore dell’operazione

Secondo la banca guidata da Bettina Orlopp, gli elementi illustrati finora non garantiscono un adeguato valore per gli azionisti.

Nel mirino anche il premio dell’offerta, giudicato insufficiente, e l’assenza di dettagli concreti sui benefici industriali e finanziari dell’operazione.

Strategia autonoma e nuovi obiettivi

Commerzbank conferma la volontà di proseguire lungo una strategia indipendente, con l’annuncio di nuovi obiettivi finanziari atteso per l’8 maggio, in occasione della presentazione dei risultati trimestrali.

La banca ritiene di avere margini di crescita superiori rispetto ai target già fissati per il 2028.

La posizione di Unicredit

Dal canto suo, il gruppo guidato da Andrea Orcel prosegue il percorso dell’offerta pubblica volontaria di scambio.

È stata convocata per il 4 maggio l’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale necessario all’operazione, che dovrebbe poi entrare nella fase operativa nelle settimane successive.

Un’operazione ancora aperta

L’obiettivo dichiarato di Unicredit non è il controllo, ma una maggiore flessibilità nella gestione della partecipazione.

L’esito dell’operazione resta incerto e dipenderà dall’evoluzione del confronto tra le parti e dalla risposta del mercato.

In un contesto europeo caratterizzato da spinte al consolidamento bancario, il caso Commerzbank-Unicredit si conferma uno dei dossier più rilevanti e osservati.

Advertisement

Economia

Moncler cresce nel primo trimestre: ricavi a 880 milioni, pesa il calo del turismo in Europa

Moncler chiude il trimestre in crescita grazie ad Asia e Americhe, ma soffre il calo del turismo in Europa legato alle tensioni globali.

Pubblicato

del

Moncler archivia il primo trimestre con ricavi pari a 880,6 milioni di euro, in aumento del 12% a cambi costanti. La crescita è trainata sia dal marchio principale sia da Stone Island, entrambi in progresso a doppia cifra.

Il risultato conferma un avvio d’anno positivo, con un trend che, secondo la società, è proseguito anche nei primi giorni di aprile.

Asia e Americhe trainano le vendite

La performance più solida arriva dall’Asia, con un incremento del 22%, sostenuto in particolare da Cina e Corea. Anche le Americhe registrano un andamento positivo.

Più debole invece l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), che segna una lieve flessione, influenzata dal calo dei flussi turistici.

Il peso del turismo internazionale

Il rallentamento del turismo, soprattutto da parte dei clienti asiatici, incide sulle vendite in Europa. Una dinamica legata anche alla riduzione dei voli e alle tensioni internazionali, con effetti sui consumi nei duty free.

Il Medio Oriente, che rappresenta una quota limitata dei ricavi, non ha invece un impatto significativo sul risultato complessivo del gruppo.

Canali di vendita e performance dei brand

Le vendite nei negozi diretti crescono del 14%, mentre il canale wholesale registra un incremento più contenuto.

Stone Island continua a espandersi nel canale diretto, con risultati positivi in tutte le aree geografiche e una crescita più marcata in Asia e Americhe.

La strategia del gruppo

Il presidente esecutivo Remo Ruffini sottolinea la necessità di mantenere flessibilità in un contesto esterno complesso, ribadendo la volontà di proseguire lungo una linea strategica definita.

Nel frattempo, il nuovo amministratore delegato Leo Rongone ha ricevuto formalmente le deleghe operative, segnando l’avvio di una nuova fase gestionale.

Prospettive e incertezze

L’inizio del secondo trimestre viene descritto come incerto, con una domanda influenzata dalle dinamiche del turismo internazionale.

Il gruppo resta esposto alle evoluzioni del contesto globale, ma continua a puntare sulla crescita nei mercati chiave e sul rafforzamento dei propri brand.

Continua a leggere

Economia

Voli cancellati, Ue: risarcimento dovuto anche con caro carburante, salvo casi eccezionali

L’Ue chiarisce: il caro carburante non basta a evitare i risarcimenti per voli cancellati. Compensazioni garantite ai passeggeri.

Pubblicato

del

La Commissione europea chiarisce la linea sui voli cancellati: il semplice aumento del costo del carburante non giustifica l’esonero delle compagnie aeree dal pagamento delle compensazioni ai passeggeri.

L’unica circostanza straordinaria riconosciuta, in questo ambito, resta una reale carenza di carburante. Una condizione che, allo stato, non si è ancora verificata su larga scala.

I diritti dei passeggeri

Secondo Bruxelles, in caso di cancellazioni legate a scelte economiche – come l’eliminazione di tratte meno redditizie – i viaggiatori hanno diritto non solo al rimborso, ma anche alla compensazione economica prevista dalla normativa europea.

Un orientamento ribadito dal commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, che ha invitato le compagnie a rispettare pienamente gli obblighi verso i passeggeri.

Il rischio legato allo stretto di Hormuz

L’attenzione resta alta sulle conseguenze della crisi internazionale, in particolare per un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa del carburante destinato all’Europa.

Al momento, l’Unione importa circa il 40% del jet fuel, con una parte rilevante legata a quell’area geografica.

Le misure allo studio

Bruxelles sta preparando nuove linee guida, attese a maggio, per chiarire ulteriormente diritti e obblighi in caso di crisi energetiche.

Tra le iniziative previste:

  • creazione di un osservatorio europeo sui carburanti
  • ricerca di forniture alternative
  • possibile introduzione di scorte minime obbligatorie per gli Stati membri

Il contesto economico e politico

Nel frattempo, il tema energetico si intreccia con quello delle politiche economiche europee. Il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato la richiesta di sospensione del Patto di stabilità, ipotesi che tuttavia non trova riscontri a Bruxelles.

La Commissione punta invece su interventi mirati e temporanei, evitando misure generalizzate.

Uno scenario ancora incerto

L’Europa, pur non essendo in una situazione di emergenza, riconosce il rischio di possibili tensioni sul fronte del carburante.

L’obiettivo, secondo Bruxelles, è prevenire shock futuri garantendo trasparenza nei mercati e tutela dei consumatori, senza compromettere l’equilibrio del sistema economico.

Continua a leggere

Economia

Banco Bpm rinnova la governance: Rossetti vicepresidente, definiti i comitati

Banco Bpm completa la nuova governance: Rossetti vicepresidente e definiti i comitati interni. Assetti anche per Mps in arrivo.

Pubblicato

del

Banco BPM chiude il percorso di rinnovamento della governance con la nomina dei comitati interni e del nuovo vicepresidente. L’incarico è stato affidato a Eugenio Rossetti, già membro del consiglio di amministrazione dal 2020 e con un lungo passato in Intesa Sanpaolo.

Rossetti subentra a Maurizio Comoli, che non ha superato il voto assembleare anche a causa delle valutazioni negative dei proxy advisor sui requisiti di indipendenza.

I comitati del consiglio

Il consiglio di amministrazione, che ha confermato Giuseppe Castagna nel ruolo di ceo, ha definito la composizione dei cinque comitati interni.

La maggioranza dei comitati è stata assegnata ai consiglieri espressi dalla lista del board, risultata la più votata in assemblea. Alla stessa lista sono andate anche le presidenze del comitato nomine e di quello remunerazione.

Gli equilibri tra le liste

Le minoranze, rappresentate tra gli altri da Crédit Agricole e dai fondi, hanno ottenuto ruoli rilevanti. In particolare, agli esponenti francesi sono state attribuite le presidenze del comitato sostenibilità e del comitato rischi, quest’ultimo riservato alle minoranze secondo la normativa vigente.

Il comitato parti correlate sarà invece guidato da Giampiero Massolo, espressione dei fondi.

Il quadro normativo

La nuova struttura riflette anche le regole introdotte dalla cosiddetta Legge Capitali, che ha inciso sulle modalità di elezione e sugli equilibri interni agli organi di governance delle società quotate.

L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e bilanciamento tra maggioranza e minoranze.

Attesa per il Monte dei Paschi

Parallelamente, si prepara il rinnovo della governance di Monte dei Paschi di Siena. Dopo l’assemblea che ha visto prevalere la lista di Plt Holding, si attende la definizione degli incarichi apicali.

Tra le ipotesi più accreditate, la conferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato e la nomina di Cesare Bisonialla presidenza.

Equilibri e prospettive

La distribuzione dei ruoli nei comitati sarà determinante per la stabilità della governance e per l’attuazione delle strategie industriali.

I prossimi passaggi nei consigli di amministrazione delle principali banche italiane definiranno l’assetto operativo e gli equilibri interni per i prossimi anni.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto