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Come cambia il reddito di cittadinanza, dai disabili alle offerte di lavoro, dagli incentivi ai furbetti del matrimonio

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Offerta di lavoro da 858 euro, pensione di cittadinanza in contanti, qualche aiuto in piu’ ai disabili, stretta sui finti divorzi. Nel corso dell’esame parlamentare del decretone, il reddito ha subito piccole e grandi modifiche, qualcuna in piu’ rispetto a quota 100. E nel giorno del voto di fiducia alla Camera arriva pero’ l’alert da parte dell’Inps: esaurito il plafond per finanziare il Reddito, le domande saranno sospese e a seconda dei fondi messi a disposizione successivamente dal ministero del Lavoro e dell’Economia i benefici potranno anche essere rivisti al ribasso. Ecco le novita’ principali del provvedimento, che per il via libera definitivo dovra’ comunque tornare in Senato.

OBBLIGO LAVORO SOLO CON SALARIO DA 858 EURO – L’ottica del salario minimo, nuovo obiettivo dei 5S, si proietta sul reddito. L’obbligo di accettare un’offerta congrua scattera’ quindi solo se il salario superera’ del 10% il beneficio massimo, quindi 78 euro in piu’ di 780 euro. Le offerte potranno essere destinate anche a chi un lavoro gia’ lo ha ma rientra nella categoria dei cosiddetti working poor, chi cioe’ e’ povero ma non disoccupato.

STRETTA SU FURBETTI DIVORZIO – Contro il fenomeno delle false separazioni per rientrare negli standard del reddito e’ stata introdotta una norma ad hoc: per le separazioni e i divorzi avvenuti dopo il primo settembre servira’ un verbale dei vigili. Intervento anche sui genitori single: anche se madre e padre non sono ne’ sposati ne’ conviventi, l’Isee dovra’ essere comprensivo di entrambe le situazioni patrimoniali e reddituali.

REQUISITI PIU’ RIGOROSI PER STRANIERI – Gli extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. Reddito e pensione non si potranno peraltro richiedere se si posseggono case da oltre 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.

ATTENZIONE A DISABILI E GENITORI CON FIGLI PICCOLI – I genitori di minorenni saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo entro 250 km dalla residenza e non piu’ in tutta Italia, anche in caso di terza offerta. Per le famiglie (numerose) con disabili sono state invece ritoccate le scale di equivalenza, facendo lievitare il beneficio massimo di 50 euro.

STATO NON VEDRA’ LE SPESE, PENSIONE ANCHE CASH – Per tutelare la privacy dei beneficiari, le singole spese effettuate con la card del reddito non potranno essere monitorate. Il vincolo, pensato per evitare che il denaro ricevuto venga speso in gioco d’azzardo, salta di fatto anche per le pensioni, che potranno essere erogate in contanti e non solo sulla carta Rdc.

NIENTE BENEFICI PER CHI HA GUAI CON LA GIUSTIZIA – Reddito e pensione vengono sospesi non solo in caso di condanna definitiva e di latitanza (cosi’ come disposto anche per il normale assegno previdenziale), ma anche se si e’ solo indagati o imputati.

INCENTIVI ANCHE PER APPRENDISTI, MAXISANZIONI PER NERO – Il bonus per l’assunzione di beneficiari del reddito varra’ anche per i contratti di apprendistato, non piu’ solo a tempo pieno e indeterminato. Verra’ invece revocato in caso di licenziamento entro 3 anni dall’assunzione. Le sanzioni incrementate del 20% contro il lavoro nero di stranieri irregolari e minori sono estese anche all’impiego sommerso dei beneficiari del reddito.

ACCORDO CON LE REGIONI SUI NAVIGATOR – Dal 2020 gli enti potranno assumere 3.000 persone (rispetto ai 6.000 precedenti) da destinare ai centri per l’impiego e dal 2021 ulteriori 4.600, anche per stabilizzare i propri precari. Il costo e’ 120 milioni nel 2020 e 304 milioni dal 2021. Al potenziamento dei centri per l’impiego vengono destinati ulteriori 340 milioni in tre anni.

NIENTE TETTO D’ETA’ PER RISCATTO LAUREA – Le agevolazioni previste scatteranno anche per gli ultra quarantacinquenni. Resta pero’ il limite temporale del 1996: la detrazione del 50% scatta solo per coloro che sono “privi di anzianita’ contributiva al 31 dicembre 1995”.

ANTICIPO TFS STATALI FINO A 45.000 EURO – Per i dipendenti pubblici in pensione con quota 100 l’anticipo del trattamento di fine servizio sale da 30.000 a 45.000 euro. Potra’ essere richiesto anche dagli statali gia’ in pensione.

PIU’ TEMPO PER LA PACE CONTRIBUTIVA – I ‘buchi’ potranno essere coperti e saldati in dieci anni, con 120 rate mensili, non piu’ in tre anni con 60 rate.

ADDIO FINESTRE PER PENSIONAMENTO LAVORATORI GRAVOSI –

Per l’accesso all’ape social e alla pensione con quota 41 a chi esercita professioni gravose non servira’ piu’ aspettare la finestra di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.

ASSUNZIONI NELLA SANITA’ PER COPRIRE BUCHI QUOTA 100 – Gli enti e le aziende del servizio sanitario nazionale potranno avviare le procedure per l’assunzione anche per coprire le uscite in corso d’anno. Da luglio via libera anche ad oltre 500 assunzioni ai Beni culturali.

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La carica dei navigator, in 54 mila a Roma per tre giorni per 2980 posti di lavoro al Mise

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Per tre giorni affolleranno cinque grandi padiglioni, con la speranza di conquistare, fino al 30 aprile 2021, il compenso annuo di 27.388,76 euro lordi. E’ la carica dei candidati navigator che per tre giorni mettera’ a dura prova il quadrante ovest della capitale. Alla linea di partenza della selezione sono 53.907. Erano quasi 79mila ma una prima selezione e’ stata fatta in base al voto di laurea. Ora solo uno su venti ce la fara’. I posti in palio, per questa prima ondata di ‘tutor’ del reddito di cittadinanza saranno solo 2.980. Poi ci saranno le altre selezioni per i centri impieghi regionali, altri 5.600 posti per i quali bisogna attendere ancora un po’. La scelta dei navigator e’ di fatto un maxi-concorso. Per una occupazione a tempo, che servira’ a trovare il lavoro a chi non ce l’ha e per questo percepisce il reddito di cittadinanza. La sfida, per chi si e’ candidato, passa attraverso 100 domande a risposta multipla. Non solo cultura generale e quesiti psicoattitudinali, ma anche domande di logica e informatica, economia aziendale, politica e mercato del lavoro…e soprattutto sul reddito di cittadinanza. Sono stati i temi affrontati con libricini e guide, selezionati con chat nate su internet per fare gruppo e scambiarsi consigli ed esperienze. Ma il primo ostacolo da superare sara’ quello di raggiungere la Fiera di Roma in tempo, alle 9 del mattino, e poi alle 14,30 per il secondo turno.

Chi non rispetta l’orario e’ fuori dal gioco. E il luogo e’ fuori citta’. Si raggiunge con la metro o con un trenino. I parcheggi sono molti, ma l’ingorgo va dato per scontato. Poi le distanze a piedi non sono piccolissime: del resto visti i numeri non era possibile scegliere location meno ampie. Sul sito dell’Anpal ci sono tutte le indicazioni. Si consiglia l’ingresso Nord. Poi bisogna andare al Padiglione 9 dove si mostra la copia firmata della domanda di partecipazione con il codice di identificazione. Solo dopo un ulteriore passaggio di identificazione si arriva ai padiglioni dal 3 all’8, nei quali si svolge la prova. L’identikit del ‘candidato’ e’ stato stilato dall’Anpal. Il primo dato che emerge e’ che tre quarti sono donne – 39.528 le candidate iscritte – e che nella meta’ dei casi si tratta di una persona con eta’ compresa tra i 30 e i 40 anni. Il 31% ha la laurea in legge e moltissimi sono coloro che vengono dal meridione. Dal Sud arrivano in 29.193: per la gran parte da Campania (9.420), Sicilia (8.580) e Puglia (4.960).

Nel proprio curriculum la laurea piu’ frequente (per 16.953 aspiranti) e’ quella in giurisprudenza, seguita da psicologia (12.080) e scienze economico-aziendali (7.242). I 2.980 idonei dovranno ricoprire le posizioni indicate da Anpal Servizi nel piano di distribuzione dei navigator per ciascuna zona d’Italia, un piano elaborato con l’obiettivo di uniformare gli standard dei servizi per l’impiego su tutto il territorio nazionale. Nella regione Campania c’e’ il maggior fabbisogno di navigator (471) con la sola provincia di Napoli che ne prevede 274. Segue la Sicilia con 429 posti di cui 125 a Palermo e 100 a Catania. Al Nord c’e’ la Lombardia con 329 navigator, di cui 76 a Milano e 50 a Brescia mentre nel centro Italia e’ il Lazio la regione che ha maggiore necessita’ di copertura con 273 operatori, 195 nella provincia di Roma. Chi superera’ la selezione avra’ un contratto di collaborazione, anche se il vicepremier Luigi Di Maio ha promesso piu’ volte una stabilizzazione: ma per ora l’incarico scadra’ il 30 aprile 2021, periodo nel quale oltre al compenso lordo annuale di 27.338,76 euro si aggiungeranno 300 euro lordi mensili come rimborso forfettario per le spese di viaggio, vitto e alloggio. Avranno l’obiettivo di realizzare ‘politiche attive’ per l’occupazione, anche innovative. Una scommessa che, da qualsiasi parte si guardi, gira attorno ad una sola parola: lavoro.

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Tute blu in piazza, ‘il Governo fa come Schettino’

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I metalmeccanici hanno scioperato per otto ore e sono scesi in piazza a Milano, Firenze e Napoli per chiedere a governo e imprese di mettere al centro lavoro, industria, diritti e salari. Politiche assenti per i sindacati visto che, sintetizza il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli, “il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave”. I confederali hanno dato una prova unitaria nel percorso partito a Roma il 9 febbraio e che si chiudera’ il 22 giugno a Reggio Calabria. A Milano hanno sfilato con Bentivogli il segretario Cgil Maurizio Landini e il predecessore Susanna Camusso. A Firenze c’erano i segretari Cisl Annamaria Furlan e Uilm Rocco Palombella. A Napoli quelli di Uil, Carmelo Barbagallo, e Fiom, Francesca Re David. “Il Governo deve sapere che se non cambia non ci fermiamo” ha detto Landini guardando la piazza che ha piu’ volte chiesto lo sciopero generale. “Se il Governo continua a non ascoltarci e’ chiaro che non escludiamo nulla” ha aggiunto. Se “le richieste nostre resteranno inascoltate” ha annunciato Palombella “chiediamo a Cgil Cisl e Uil di prepararsi a un nuovo sciopero generale”, mentre Barbagallo ha puntualizzato che “gli scioperi non li minaccio: se necessario, li faccio”. Il perimetro dell’azione del sindacato l’ha rivendicato Bentivogli. “Non ci spetta fare opposizione politica, ma quando si attacca il lavoro non e’ un optional mobilitarsi: e’ il nostro dovere” e “a chi dice ‘prima gli italiani’ noi diciamo ‘prima il lavoro”. Cosi’ tra Milano, Firenze e Napoli e’ stato un lungo elenco delle mancanze imputate al Governo. Dalle tante crisi aziendali – in testa Whirlpool all’ArcelorMittal – che per Fim mettono a rischio dagli 80.000 ai 280.000 posti, col Mise diventato, per Bentivogli, “un luogo fantasma, dove si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione”. Di conseguenza, soprattutto al Sud c’e’ una “desertificazione” industriale per Francesca Re David. La critica all’esecutivo e’ a 360 gradi. Furlan, da Firenze, ha dato l’affondo alla Flat Tax (“una riforma che prema i ricchi”) mentre Bentivogli ha strigliato chi minimizza gli effetti dello spread: “e’ una tassa occulta che toglie i soldi a chi ne ha bisogno per darli agli speculatori”. Imputando al Governo di non dire “neanche una parola sulla carneficina che c’e’ ogni giorno nei luoghi di lavoro” mentre riduce “i premi Inail per le imprese” e con lo Sblocca Cantieri “da’ il via libera al subappalto dando spazio non solo a illegalita’ e insicurezza ma anche mafia, alla camorra e ‘ndragheta”.

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Procedura per debito, dai vincoli alle sanzioni: ecco cosa rischia l’Italia

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Essere vincolati a rispettare gli obiettivi indicati dall’Ue per i conti pubblici e subire uno stretto monitoraggio della loro gestione: questa la prima conseguenza dell’eventuale apertura di una procedura per deficit eccessivo dovuto al debito, come tecnicamente viene definito nel gergo europeo il provvedimento che finora non è mai stato applicato. Ecco le tappe principali della procedura.

– Fase uno. Dopo aver compiuto tutti i passaggi previsti dall’istruttoria della procedura attraverso scambi di pareri tra la Commissione e il Comitato economico e finanziario, la decisione finale sull’apertura della procedura viene presa dal Consiglio dei ministri delle Finanze che puo’ bocciare la raccomandazione della Commissione solo con un voto a maggioranza qualificata.

– Fase due. Il Paese sotto procedura deve applicare le raccomandazioni di Bruxelles per riportare in linea con le regole Ue deficit e debito entro un massimo di sei mesi attraverso l’adozione di misure gia’ quantificate.

– Fase tre. Nel caso in cui il Paese sotto procedura non dovesse rispettare le richieste Ue, scatterebbe un nuovo giro di raccomandazioni che potrebbe contemplare il pagamento di una multa compresa tra lo 0,2% e lo 0,5 del Pil.

– Fase quattro. Successivamente, nel caso di continua e grave inottemperanza alle richieste Ue, potrebbe scattare anche la sospensione del versamento dei fondi strutturali.

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