Cronache
Colpo alla banca al Vomero, Il Mattino: individuato il possibile basista della banda del buco
Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, gli investigatori avrebbero individuato il possibile basista della banda del buco che il 16 aprile assaltò la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro al Vomero. L’indagine della Procura di Napoli punta a ricostruire ruoli, alibi e collegamenti con altri raid.
La banda del buco che ha assaltato la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero, non sarebbe più un gruppo senza volto. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, gli investigatori avrebbero individuato il possibile basista del colpo messo a segno il 16 aprile, quando furono svaligiate quaranta cassette di sicurezza e una quindicina di persone vennero tenute in ostaggio.
Si tratterebbe di una persona ritenuta in grado di conoscere ambienti, orari, sistemi di sicurezza, movimenti interni e punti deboli della filiale. Un profilo che gli inquirenti stanno valutando con attenzione, insieme alle posizioni di altri presunti componenti della gang. Ogni responsabilità, va precisato, resta da accertare nelle sedi giudiziarie.
L’indagine della Procura di Napoli
L’inchiesta è condotta dai carabinieri del reparto operativo, sotto il coordinamento della Procura di Napoli. Il fascicolo è seguito dal pm Federica D’Amodio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.
Gli investigatori lavorano su alcuni punti ritenuti centrali: l’esistenza di un basista, il possibile coinvolgimento di specialisti del sottosuolo già noti per raid simili e la costruzione di presunti falsi alibi da parte di alcuni sospettati.
Secondo la ricostruzione del Mattino, alcuni componenti della banda si sarebbero mossi con largo anticipo, predisponendo certificati medici o viaggi lontano da Napoli per provare a sviare eventuali accertamenti.
Il precedente di Giugliano
Tra gli elementi al vaglio ci sarebbe anche un possibile collegamento con un altro colpo, quello del 16 gennaio 2023 in una filiale della Banca popolare di Milano a Giugliano.
Gli investigatori starebbero verificando se alcuni componenti della banda del buco attiva nell’area collinare possano avere avuto un ruolo anche in quel raid. La pista, al momento, resta oggetto di approfondimento investigativo.
I professionisti del sottosuolo
Gli inquirenti ritengono che dietro l’assalto al Credit Agricole ci siano professionisti dei colpi attraverso il reticolo fognario. Persone già note alle forze dell’ordine, provenienti da ambienti criminali del centro storico, tra rione Sanità, zona dei Tribunali e piazza San Gaetano.
La banda avrebbe seguito uno schema seriale, pianificato mesi prima. I componenti sarebbero stati in grado di muoversi nei cunicoli, usare attrezzature specifiche, aprire varchi e sfruttare la rete sotterranea per arrivare al punto esatto della filiale.
Telefoni usa e getta e ruoli divisi
Un altro elemento al centro dell’indagine riguarda l’uso di apparati telefonici usa e getta, simili a walkie talkie, impiegati per comunicare durante le fasi del raid e ridurre il rischio di intercettazioni.
Secondo la ricostruzione, la banda avrebbe agito con ruoli distinti: alcuni uomini sarebbero entrati dal pavimento, altri dalla porta principale, poi bloccata con una trave proveniente dal sottosuolo, mentre altri ancora sarebbero rimasti all’esterno, mimetizzati tra la folla, per segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.
Il sequestro degli ostaggi e le cassette svaligiate
Il colpo del 16 aprile provocò forte allarme nel cuore del Vomero. Una quindicina di persone fu trattenuta all’interno della filiale. Il direttore venne immobilizzato per consentire l’accesso al vano delle cassette di sicurezza.
Il bottino, secondo le prime stime, ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro. Le cassette saccheggiate furono quaranta, con danni economici e personali ancora in fase di quantificazione.
Il cerchio investigativo si stringe
La possibile individuazione del basista rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta. Per gli investigatori, la rapina non sarebbe stata frutto di improvvisazione, ma di una pianificazione lunga, tecnica e accurata.
Il lavoro dei carabinieri punta ora a consolidare gli elementi raccolti, verificare gli alibi, ricostruire i movimenti dei sospettati e accertare eventuali collegamenti con altri colpi analoghi. La banda del buco, secondo quanto emerge dall’indagine raccontata dal Mattino, potrebbe non essere più un fantasma. Ma l’accertamento delle responsabilità resta affidato al lavoro della magistratura.
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