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Coldiretti, in 1500 alla Giornata del Ringraziamento. I Vescovi :”Necessaria un’agricoltura contro la diseguaglianza”

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Una vera festa con 1500 persone che si sentono e sono una famiglia. Così Coldiretti Campania ha organizzato un momento conviviale ma importante per ripercorrere le tappe di quanto realizzato in questi ultimi cinque anni, gli anni della presidenza di Gennarino Masiello che sarà in carica per il prossimo quinquennio anche come vicepresidente nazionale. Per raccontare i cinque anni trascorsi è stato proiettato un video con le immagini più significative dell’attività, un bilancio presentato in occasione della 68^ Giornata Regionale del Ringraziamento di Coldiretti Campania, al Santuario di San Gerardo Maiella.  Ci sono gli eventi principali, ma mancano – per motivi di spazio – le miriadi di iniziative che Coldiretti ha messo in campo nelle cinque province della regione e le centinaia di citazioni sui mass media.

La festa degli agricoltori è la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata in tutta Italia insieme alla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e per chiedere la benedizione sulla nuova annata. Nel messaggio della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, i Vescovi italiani indicano la necessità di “un’agricoltura contro la diseguaglianza”. Sotto accusa anche i “processi di omologazione globale dei mercati agroalimentari che hanno mortificato quel contributo delle diversità culturali”. La 68 esima Giornata Regionale del Ringraziamento di Coldiretti Campania si è tenuta a Caposele (Av), presso il Santuario di San Gerardo Maiella.

In 1500 hanno partecipato, lungo la strada che porta alla Basilica antica, dove si trova la tomba del Santo, c’erano circa 100 trattori e macchine agricole, insieme ai gazebo di Campagna Amica, con una rappresentanza delle eccellenze agroalimentari delle cinque province.  Sindaci e istituzioni hanno partecipato alla giornata che si è chiusa con un messaggio ai soci il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente regionale Gennarino Masiello. Poi la messa,  la benedizione delle macchina agricole, infine il maxipranzo da 1.500 coperti. Un’occasione unica per farsi gli auguri di Buone Feste.

 

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A fuoco deposito di cosmetici, evacuata un’ampia zona di Castellammare tra Pompei e Torre Annunziata

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🛑Altre immagini dell incendio di questa mattina.➡️ Come potete notare nel video alcuni operai nonostante il fuoco, aprono il cancello principale per aprire vie di fuga ad eventuali colleghi bloccati all' interno del capannone.STABIESI AL 100 %

Pubblicato da STABIESI AL 100 % su Giovedì 21 marzo 2019

Un incendio di vaste proporzioni sta impegnando a Castellammare di Stabia molte squadre di vigili del fuoco intervenute a domare le fiamme che si stanno sviluppando all’interno di un deposito di cosmetici in via Ripuaria, zona alla periferia nord, ai confini con Pompei e Torre Annunziata. Intorno alle 13 è divampato l’incendio che al momento non è ancora stato domato a causa del forte vento che soffia in zona. Al momento restano ancora ignote le cause del rogo. A scopo precauzionale, molti abitanti della zona sono stati fatti evacuare.

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Sequestrata una discarica abusiva alta 23 metri nel Trentino: 200 mila tonnellate accumulate dal 2000

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Una montagna alta 23 metri fatta di rifiuti accumulati fin dal 2000: l’hanno scoperta i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento a Mezzocorona. Una vera e propria task force si è presentata giovedì mattina presto presso i cancelli di una società di primaria importanza operante nel settore estrattivo e di conglomerati bituminosi. In particolare  i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento, con gli ispettori ambientali dell’APPA, con il supporto di personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Trento – Settore Ambiente, hanno accertato che nell’area produttiva – estrattiva dell’impianto di proprietà del Gruppo Adige Bitumi S.p.A., era stata abusivamente realizzata una discarica di rifiuti decadenti dalla chiarificazione delle acque di lavaggio del materiale porfirico e calcareo proveniente da diversi siti estrattivi. Le complesse attività ispettive hanno permesso di accertare che a partire dagli inizi degli anni 2000 sono state accumulate circa 200.000 tonnellate (circa 130.000 mc) di rifiuti, sino a formare una collina di circa 23 mt di altezza, che ora dovranno essere gestiti al fine della rimessa in pristino dell’area.

Nel corso delle operazioni veniva, inoltre, sequestrato un impianto che consentiva, attraverso una rete di collettamento, di sversare l’esubero delle acque di processo in un’area boschiva attigua all’impianto che di fatto era stato trasformata in un acquitrino.

Le posizioni dei responsabili sono al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Trento, coordinata dal Procuratore Distrettuale dott. Sandro Raimondi, poiché le ipotesi di reato riguardano le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, reato recentemente introdotto nel codice penale.

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La denuncia dell’Unesco, più di 2 miliardi di persone private del diritto all’acqua

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Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi 15 anni, l’accesso all’acqua potabile sicura e pulita e’ un obiettivo irraggiungibile per gran parte della popolazione del mondo. Nel 2015, tre persone su dieci (2,1 miliardi) non avevano accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi di persone, pari a sei su dieci, non avevano servizi igienici sicuri. Lo rileva l’ultimo rapporto dell’Unesco sullo sviluppo idrico globale dal titolo “Nessuno sia lasciato indietro” pubblicato in vista della Giornata mondiale dell’acqua indetta dall’Onu il 22 marzo. Nel 2017, conflitti e persecuzioni hanno costretto 68,5 milioni di persone a fuggire dalle loro case, mentre 25,3 milioni di persone in media all’anno sono costrette a migrare a causa di disastri naturali, il doppio rispetto ai primi anni Settanta. E il numero dei rifugiati dovrebbe aumentare ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici. I rifugiati sono una categoria fortemente vulnerabile, afferma l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ricordando che l’accesso all’acqua potabile sicura, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene e’ un diritto umano riconosciuto a livello internazionale.

Il rapporto – che viene lanciato oggi a Ginevra, durante la 40/a sessione del Consiglio per i diritti umani – esplora i sintomi di esclusione e indaga i modi per superare le disuguaglianze. E’ in Africa che vive meta’ delle persone che bevono acqua da fonti non sicure a livello globale ed e’ piu’ probabile che siano gli emarginati o i discriminati per genere, eta’, stato economico o per identita’ etnica, religiosa o linguistica, ad avere un accesso limitato all’acqua e ai servizi igienici adeguati. Questi diritti obbligano gli Stati a lavorare affinche’ ci sia un accesso per tutti, senza discriminazioni, dando la priorita’ ai piu’ bisognosi. Acqua pulita e servizi igienico sanitari sono peraltro l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperita’ sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu.

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