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Col Bologna basta Lukaku, l’Inter vola a +8 e vede lo scudetto

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L’Inter non sciupa l’occasione, centra la nona vittoria consecutiva battendo il Bologna al Dall’Ara lanciando la fuga forse decisiva in chiave scudetto: piu’ 8 sul Milan, piu’ 10 sull’Atalanta e piu’ 12 su Napoli e Juventus, chiamate a recuperare lo scontro diretto, proprio come la banda Conte la sfida con il Sassuolo. Il Bologna gioca per il decimo posto e per andare a caccia di un colpaccio casalingo che con i nerazzurri manca dal lontano 2002, ma nel posticipo sono soprattutto le motivazioni a fare la differenza.

Perche’ l’Inter si ripresenta in campo dopo tre settimane di stop a causa del match saltato con il Sassuolo causa Covid e della sosta per le nazionali, senza Perisic (assente dell’ultimo minuto) e con qualche dubbio da fugare sulla condizione fisica, ma non sbaglia un match che vale una fetta di scudetto. Ingolositi dai pareggi di Milan e Juventus, i nerazzurri controllano il ritmo del match fin dall’avvio. Poche le occasioni, con un tiro di Lukaku al minuto 8: ma alla prima vera occasione la squadra di Conte passa. E’ il minuto 31, sulla sinistra Young e Bastoni orchestrano la discesa che lascia di sasso Tomiyasu (costretto a uscire pochi minuti dopo per un problema muscolare) e sul cross del nazionale azzurro Lukaku colpisce di testa. Ravaglia, in campo al posto di Skorupski (Covid), para, ma il pallone carambola su palo con Lukaku che lo accompagna pronto all’eventuale tap in vincente. E’ la giocata che mette il match sui binari preferiti dall’Inter. Se fin li’ il Bologna aveva contenuto senza apparenti patemi gli avversari, poi cerca di proporre qualcosa in piu’: un tiro di Schouten sul finire del primo tempo, un’occasionissima per Soriano sul calcio d’angolo successivo, con il trequartista che spara alto, cosi’ come Sansone a inizio ripresa.

Ma i rossoblu’ concedono il fianco alle ripartenze nerazzurre, con Martinez fermato dal palo al 5′. Il Bologna spinge e ci prova pure con Barrow, che non trova la porta e con Sansone, che gira al volo di destro un cross di De Silvestri, trovando attento Handanovic. Conte si copre inserendo Gagliardini in mediana al posto di uno spento Eriksen, che si e’ acceso solo in occasione di un calcio piazzato nel primo tempo, con la sua Inter che sembra pagare lo stop di tre settimane: uno svarione di Skriniar, al minuto 26, libera Svanberg per il tiro al volo, ma il rossoblu’ spara alto. L’Inter ha comunque maturita’ e concentrazioni sufficienti per stringere i denti e portare in porto la nona vittoria consecutiva che significa piu’ 8 sul Milan, con una gara da recuperare. Mercoledi’ con i neroverdi per la capolista si offre un’altra chance di aumentare ancora il vantaggio per poter avvicinare il titolo. La fuga scudetto e’ servita: nel segno del solito Lukaku, alla ventesima rete in 27 presenze in campionato.

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Malagò rieletto presidente del Coni per la terza volta, il suo primo impegno: è l’ultima volta

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Giovanni Malagò è stato rieletto presidente del Coni a Milano. Con un lungo applauso il Consiglio Nazionale  ha accolto la rielezione di  Malagò. Il numero uno uscente ha ricevuto 55 voti, con 13 voti a Di Rocco e 1 a Belluti, con una scheda bianca e una scheda nulla. “Gli faccio i migliori auguri e ringrazio Di Rocco e Belluti per il contributo che hanno dato. Non solo sono persone di sport, ma è stata una competizione civile e corretta”, le parole di Franco Carraro, che ha presieduto il Consiglio elettivo.

Malago

“Sarà il mio terzo mandato, sarà anche l’ultimo. Non mi risparmiero’ nel mio ruolo. A chi ha votato per Di Rocco e Bellutti dico che cercherò di fare il possibile per raccontargli che insieme si puo’ scrivere una nuova pagina di storia dello sport italiano e del Coni e arrivare a un traguardo, essere piu’ prestigiosi, forti e credibili in questi momenti di tempesta” ha detto Giovanni Malagò, appena rieletto padre padrone dello sport italiano. “Ringrazio tutti, anche chi mi ha dato nuovi stimoli come i due avversari elettorali che mi hanno stimolato a dare più energie per essere credibile”, ha proseguito Malagò nel suo discorso dopo la rielezione. “Vi devo raccontare una cosa che pochi sanno, in questi anni ho ricevuto tante proposte di fare cose sulla carta molto belle. Non le ho mai prese in considerazione per due motivi, perchè ho preso un impegno con tutte le persone ed era indispensabile continuare questa storia e perchè per me non esiste ruolo più bello. Grazie a tutti, siete la mia famiglia, e mi troverete sempre dalla parte dello sport e del Coni. Viva l’Italia”, ha concluso Malagò.

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Musica

U2 e Martin Garrix firmano inno Europei di Calcio

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Il tocco magico del dj e produttore multiplatino Martin Garrix da una parte, quello poetico e leggendario di Bono e The Edge dall’altra per la colonna sonora dei prossimi Europei di calcio. Frutto della collaborazione tra Garrix e gli U2 e’ We are the People, inno ufficiale di Euro 2020 (che ha mantenuto il nome, anche se la competizione e’ stata rimandata, causa Covid), che dopo un anno di attesa e’ pronto a risuonare negli stadi di mezza Europa (11 le citta’ ospitanti, con Roma a fare da apripista, ospitando la prima gara allo Stadio Olimpico con l’Italia che affrontera’ la Turchia) e da oggi e’ disponibile in radio e sulle piattaforme. Un brano – scritto due anni fa – che nelle intenzioni vuole trasmettere positivita’, speranza, determinazione e coesione. E segnare un primo passo verso il ritorno alla normalita’, dopo il ciclone pandemia che ha investito il mondo. “E’ la cosa piu’ pazza che io abbia mai fatto – ha raccontato Martin Garrix in un incontro internazionale -. Quando la Uefa mi ha chiamato per chiedermi di occuparmi della produzione dell’intera colonna sonora dandomi carta bianca ero davvero molto emozionato, ma anche nervoso. Mi e’ stato chiesto solo che fosse una musica che facesse divertire le persone e che rispecchiasse l’atmosfera del torneo. Un grande onore per me, ma anche tanta pressione perche’ sentivo che le aspettative erano alte”. Nel momento in cui il dj olandese ha iniziato a lavorare al progetto, ha avuto subito chiaro quale voce avrebbe potuto accompagnare la sua produzione. “Avevo questa demo che mi ricordava un po’ The Edge, nell’intro con la chitarra, e Bono. Ma li consideravo irraggiungibili, non erano nemmeno nella lista di persone che avevo intenzione di contattare. Invece dopo due ore aver inviato loro il provino, ero gia’ al telefono con Bono a parlare della canzone: era entusiasta e super-coinvolto”. Il brano e’ una miscela perfetta delle sonorita’ distintive di tutti e tre gli artisti: Bono ha infatti composto il testo e alcune melodie insieme a Garrix, mentre The Edge ha impreziosito il brano con i suoi riff di chitarra. Una collaborazione “incredibile”, la definisce Garrix, con The Edge e Bono artisti “geniali”. “Ancora non posso credere di aver avuto la possibilita’ di lavorarci insieme su questo pezzo – racconta come un bimbo al quale hanno regalato un gioco che sognava da tempo -. Mi hanno aiutato molto e credo che il brano non sia una canzone di Garrix con Bono che canta e The Edge che suona la chitarra, ma una canzone alla quale hanno contribuito tutti, un lavoro di grande collaborazione. Ed e’ stato interessante e istruttivo per me vedere il loro approccio e confrontarmi con il loro modo di lavorare”. L’ispirazione per il brano e’ arrivata da come il calcio riesce a far sentire i tifosi e “da come sia in grado di unire le persone. Abbiamo cercato con tutte le nostre forze di catturare quella sensazione di euforia, eccitazione, felicita’”, spiega ancora Garrix che si dice “emozionato” per il campionato “perche’ e’ gia’ di per se’ una vittoria. Non importa chi vincera’ alla fine, perche’ gia’ solo il fatto che questo torneo si faccia puo’ essere motivo di gioia per la gente. In questo momento tutti abbiamo bisogno di questa connessione, di sentirci uniti”. L’olandese – che ovviamente tifa per la squadra del suo Paese -, oltre al singolo, ha prodotto anche tutti i temi musicali della manifestazione, inclusi quelli che accompagneranno in campo le squadre e sottolineano il momento dei gol. Ogni campionato europeo a partire dal 1992 ha avuto un inno ufficiale: il dj e’ stato preceduto da artisti come Nelly Furtado, Simply Red, Enrique Iglesias.

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Corsa Champions, vincono tutte le avversarie del Napoli: azzurri concentrati per il rush finale

Valeria Grasso

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Per la corsa Champions vincono tutte alla terz’ultima di campionato dunque il Napoli, più che mai sarà artefice del suo futuro. Milan e Atalanta (75 punti) hanno già un piede nel massimo campionato europeo. Domenica  alle 12:30 gli azzurri affronteranno la Fiorentina in trasferta al Franchi. Vecchi ricordi affiorano ancora se pensiamo all’anno dello scudetto sfiorato con Sarri (tre anni fa) quando nello stesso turno cruciale si incrociarono sia Fiorentina e Napoli che Inter e Juventus. La storia insegna e gli azzurri stavolta non possono e non devono sbagliare.

A scanso di clamorose defaillance dellle squadre che sono davanti dunque Gattuso (Napoli punti 73) e Pirlo (Juventus punti 72), separati da un punto in classifica, si giocano l’ultimo posto in palio con la Lazio (punti 67) di Inzaghi che segue (ha una partita in meno) ed è tenuta in corsa dall’aritmetica. Due vittorie del Napoli (appunto con la Fiorentina e poi con il Verona in casa) significheranno per il Napoli almeno il terzo posto.

Comunque vada appare scontato il divorzio tra Gattuso e il Napoli. Da settimane è scattato il toto allenatore: al possibile Spalletti si è unito nelle ultime ore il nome di Allegri. I due sembrano favoriti rispetto al ritorno di Sarri e all’approdo di uno tra Juric o Italiano.

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