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Cobolli vola in finale al Roland Garros, Arnaldi si ritira e ora c’è Zverev

Flavio Cobolli raggiunge la finale del Roland Garros dopo il forfait di Matteo Arnaldi, fermato da un virus prima della semifinale tutta italiana. Domenica sfiderà Alexander Zverev, ancora a caccia del primo titolo Slam.

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Sarà Italia-Germania nella finale maschile del Roland Garros. Flavio Cobolli, romano, 23 anni, approda all’ultimo atto dello Slam parigino dopo il clamoroso forfait di Matteo Arnaldi, costretto a ritirarsi a poche ore dalla semifinale tutta azzurra per un virus. Dall’altra parte della rete ci sarà Alexander Zverev, numero 3 del mondo, che ha superato in quattro set il ceco Jakub Mensik con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3.

Per Cobolli è la prima finale Slam della carriera. Da lunedì entrerà per la prima volta nella top ten Atp, completando una scalata che a Parigi ha assunto i contorni dell’impresa. Ma la gioia del tennista capitolino resta inevitabilmente attraversata dal dispiacere per Arnaldi, amico e compagno di una generazione italiana che continua a produrre risultati di altissimo livello.

Arnaldi fermato da un virus prima della partita più importante

La semifinale italiana non si è giocata. Arnaldi, protagonista di un torneo straordinario, ha dovuto arrendersi a un malessere improvviso. Il sanremese ha raccontato di aver iniziato a sentirsi male la sera precedente, con nausea, mal di stomaco e vomito, fino all’impossibilità di dormire, mangiare, bere e muoversi normalmente.

Davanti ai giornalisti ha spiegato che non si sarebbe trattato soltanto di un problema alimentare, ma con ogni probabilità di qualcosa di virale. Il ritiro prima della prima semifinale in un Grande Slam resta una ferita sportiva durissima, soprattutto dopo un percorso costruito con fatica, resistenza e qualità.

Arnaldi era arrivato tra i migliori quattro del torneo dopo cinque partite durissime, per un totale di quasi venti ore in campo. Un dato che misura la portata fisica e mentale del suo Roland Garros: una maratona continua, interrotta proprio nel momento in cui avrebbe potuto trasformarsi nella partita della vita.

Cobolli tra emozione, rispetto e allenamento sul centrale

Cobolli ha accolto il passaggio in finale con sentimenti contrastanti. Da un lato la felicità per il traguardo più importante della carriera; dall’altro la tristezza per non aver potuto affrontare Arnaldi in campo. In conferenza stampa, accanto al ligure ma a distanza per ragioni sanitarie, il romano ha parlato con grande rispetto dell’amico, definendolo un esempio e un atleta eccellente.

Poi è tornato sul Philippe-Chatrier per allenarsi. Non una partita vera, non la tensione di una semifinale Slam, ma un lavoro necessario per restare dentro il torneo, mantenere ritmo e concentrazione, “carburare” in vista della finale. È anche questo il paradosso della sua giornata: entrare nella storia senza giocare, ma dover subito ricostruire mentalmente la vigilia più importante.

Zverev favorito e ancora senza titolo Major

Alexander Zverev arriva alla finale da favorito. A 29 anni, il tedesco cerca ancora il primo titolo del Grande Slam dopo tre finali perse: Us Open 2020, Roland Garros 2024 e Australian Open 2025. A Parigi ha mostrato solidità, esperienza e continuità, superando Mensik in quattro set e diventando il primo finalista del torneo.

Il colosso di Amburgo, alto 1 metro e 98, ha parlato con simpatia di Cobolli, ricordando di apprezzare sia il giocatore sia il padre. Ma domenica la cordialità lascerà spazio alla partita. Zverev sa che questa può essere una delle grandi occasioni della sua carriera: un torneo pieno di cadute eccellenti, un tabellone sorprendente e una finale contro un avversario alla prima esperienza in un ultimo atto Slam.

Il Roland Garros delle sfortune azzurre

Il cammino italiano a Parigi resta straordinario, ma anche segnato da una sequenza di contrattempi pesantissimi. Prima l’uscita improvvisa di Jannik Sinner, poi il ritiro di Matteo Berrettini per un problema muscolare proprio nel match con Arnaldi, quindi il virus che ha fermato il ligure prima della semifinale. A completare il quadro, anche la sconfitta in semifinale di Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel doppio maschile contro Marcel Granollers e Horacio Zeballos, numeri uno del ranking mondiale.

È stato il Roland Garros delle occasioni enormi e dei colpi di scena, delle nuove certezze e delle ferite improvvise. L’Italia ha confermato una profondità tecnica mai vista, ma ha pagato un conto altissimo alla sfortuna.

Cobolli per scrivere una pagina nuova

Ora tutto passa da Cobolli. A cinquant’anni dal trionfo di Adriano Panatta a Parigi, un altro romano si prepara a giocare una finale sulla terra del Roland Garros. Il riferimento storico è inevitabile, ma il presente ha una forza propria: Cobolli non arriva come erede di qualcuno, arriva come protagonista di una nuova stagione del tennis italiano.

Domenica contro Zverev serviranno coraggio, lucidità e la capacità di trasformare una vigilia anomala in energia competitiva. Il tedesco parte favorito per esperienza e abitudine ai grandi palcoscenici. Cobolli, però, ha già vinto la partita più difficile: quella che lo ha portato a sentirsi legittimamente tra i grandi.

Parigi gli consegna una finale nata da un dolore sportivo, ma anche da un percorso vero. Ora resta l’ultimo passo, il più alto: provare a trasformare una settimana indimenticabile in una pagina di storia.

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Napoli, effetto Allegri sullo spogliatoio: Rrahmani e Meret promuovono il nuovo corso

Il Napoli scopre il metodo Allegri. Rrahmani sottolinea la libertà di comunicazione e il clima positivo, mentre Meret rilancia le ambizioni in Champions e conferma la fiducia nel nuovo tecnico.

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Ogni cambio di allenatore porta con sé parole nuove e inevitabili confronti con il passato. Nel Napoli affidato a Massimiliano Allegri, però, le dichiarazioni di Amir Rrahmani sembrano fotografare un cambiamento già percepibile all’interno dello spogliatoio.

«Con Allegri ci sentiamo liberi di comunicare, c’è una positività che ci serve», ha spiegato il difensore a Sky Sport. Una frase accompagnata subito da una precisazione: «Non significa che con gli altri allenatori non accadesse».

Il riferimento al biennio precedente, segnato dalla gestione di Antonio Conte e dal ruolo centrale di Lele Oriali, appare inevitabile. Rrahmani non mette in discussione il lavoro svolto, ma sottolinea la diversa atmosfera portata dal nuovo tecnico.

Un rapporto più diretto con l’allenatore

Allegri avrebbe conquistato rapidamente i veterani del gruppo grazie a un approccio diretto, senza intermediari tra allenatore e squadra.

Un metodo che sembra essere stato apprezzato già nei primi giorni di lavoro. Il tecnico livornese porta con sé un curriculum ricco di scudetti e grandi campagne europee, ma ha scelto di presentarsi allo spogliatoio con leggerezza, disponibilità al confronto e grande attenzione al lavoro quotidiano.

La filosofia di fondo, tuttavia, non cambia: anche per Allegri, come per Conte, vincere resta l’obiettivo principale.

Rrahmani al centro della nuova difesa

Rrahmani sarà ancora uno dei pilastri della retroguardia azzurra. Il difensore kosovaro dovrebbe formare la coppia centrale con Sam Beukema, tornato a correre sul terreno di gioco nel finale dell’ultimo allenamento.

Alle loro spalle ci saranno Rafa Marin e Luca Marianucci, chiamati a garantire profondità e affidabilità durante l’assenza di Alessandro Buongiorno, costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico al ginocchio e destinato a restare fuori per almeno tre mesi.

«Rafa Marin e Marianucci sono giovani e hanno qualità. Rafa, in particolare, ha già dimostrato il proprio valore», ha osservato Rrahmani.

Il ritorno alla difesa a quattro

Il Napoli dovrebbe tornare stabilmente alla difesa a quattro. Allegri non ne fa mistero e anche le prime esercitazioni tattiche sembrano indicare chiaramente questa direzione.

«Per il modo in cui ci stiamo allenando, sembra proprio di sì», ha confermato Rrahmani, evitando invece di sbilanciarsi sugli obiettivi stagionali: «Solo il tempo lo dirà».

Il lavoro riguarda sia la fase di possesso sia quella senza palla, con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni alle prime amichevoli.

Meret riparte da titolare

Nel nuovo Napoli non dovrebbe esserci un vero ballottaggio tra i pali. Alex Meret è destinato a partire ancora una volta da titolare, davanti a Vanja Milinkovic-Savic.

Per il portiere si tratta del nono ritiro in maglia azzurra. «Sono giorni duri di preparazione, ma siamo partiti bene e con grande entusiasmo. Vogliamo iniziare la stagione nel migliore dei modi», ha raccontato.

Meret ha sottolineato soprattutto l’attenzione di Allegri per i dettagli: «Vuole che si sbagli poco tecnicamente. Ogni gesto può determinare una partita o addirittura una stagione».

L’obiettivo Champions League

Dopo l’eliminazione prematura della scorsa stagione, il Napoli vuole tornare protagonista anche in Europa.

«Andare avanti in Champions è fondamentale», ha spiegato Meret. «L’anno scorso ci siamo fermati subito e fare strada è uno dei nostri desideri».

Il portiere ha infine aperto alla possibilità di proseguire ancora a lungo la propria esperienza in azzurro: «Qui mi trovo molto bene. Se c’è fiducia da parte dell’allenatore e della società non ho problemi a continuare questa bellissima avventura. Questa fiducia la sento».

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Ct Italia, Malagò accelera: Guardiola resta il sogno, Mancini e Pirlo le alternative

La Figc è vicina alla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Giovanni Malagò conferma i contatti con Pep Guardiola, senza escludere Roberto Mancini, Andrea Pirlo e altri candidati. L’annuncio è atteso nei prossimi giorni.

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La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana è ormai alle battute finali. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha assicurato che la fumata bianca arriverà «entro pochissimo», anche se l’annuncio potrebbe non coincidere con l’assemblea della Lega Serie A in programma giovedì e slittare di qualche giorno.

Intervenuto alla trasmissione Vivavoce, Malagò ha confermato che la Federazione continua a lavorare su più fronti insieme al direttore tecnico Paolo Maldini e al consulente Leonardo, impegnati nella ricerca del successore di Gennaro Gattuso.

Guardiola resta il grande sogno

Il nome che continua a far sognare i tifosi è quello di Pep Guardiola.

Malagò ha confermato che esistono contatti con il tecnico catalano, pur invitando alla prudenza.

«Era importante e giusto aprire un dialogo e tenerlo vivo, ma non è detto che l’operazione vada in porto», ha spiegato il presidente federale.

Il nodo principale resta quello economico. Guardiola è uno degli allenatori più pagati del mondo e la Figc dovrebbe compiere uno sforzo straordinario per convincerlo ad accettare la panchina azzurra.

«Ci sono anche aspetti finanziari, di budget. Dire che bisogna stringere la cinghia è dire poco. Però per un nome di questo livello possono essere fatte eccezioni», ha aggiunto Malagò.

Mancini e Pirlo restano in corsa

Accanto al sogno Guardiola restano candidature di assoluto prestigio.

La più solida è quella di Roberto Mancini, ultimo allenatore capace di conquistare un trofeo con l’Italia grazie alla vittoria dell’Europeo. La sua esperienza internazionale e la conoscenza dell’ambiente azzurro continuano a renderlo uno dei principali candidati.

In corsa c’è anche Andrea Pirlo, molto apprezzato da Maldini e Leonardo. Pur avendo un curriculum da allenatore meno ricco rispetto agli altri pretendenti, l’ex centrocampista può contare su costi più contenuti, una profonda conoscenza della Nazionale e un forte legame con la maglia azzurra.

Possibile una sorpresa

Malagò ha lasciato intendere che la rosa dei candidati non si limita ai tre nomi più discussi.

«Ci può essere una sorpresa», aveva già dichiarato nelle scorse ore, alimentando le indiscrezioni su un possibile profilo finora rimasto lontano dai riflettori.

Per il momento la Federazione mantiene il massimo riserbo, ma la decisione appare ormai imminente.

Oltre cento giorni senza commissario tecnico

Giovedì saranno trascorsi 111 giorni dalle dimissioni di Gennaro Gattuso, che aveva lasciato l’incarico dopo il fallimento della qualificazione ai Mondiali.

Nel frattempo molte altre nazionali hanno cambiato guida tecnica, mentre la Figc ha preferito prendersi il tempo necessario per individuare il profilo ritenuto più adatto a rilanciare il progetto azzurro.

La scelta del nuovo commissario tecnico rappresenterà il primo grande banco di prova della nuova gestione federale guidata da Giovanni Malagò e potrebbe segnare l’inizio di un nuovo ciclo con l’obiettivo di riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale.

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Dramma nel baseball Mlb: Joshua Kuroda-Grauer operato d’urgenza dopo un colpo ai genitali

Paura per il rookie degli Athletics Joshua Kuroda-Grauer, sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza dopo la rottura di un testicolo provocata da una violenta palla foul. Il giocatore è stato inserito nella lista infortunati per almeno dieci giorni.

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Brutto incidente in Major League Baseball per il rookie degli Athletics Joshua Kuroda-Grauer, costretto a un intervento chirurgico d’urgenza dopo aver riportato la rottura di un testicolo in seguito all’impatto di una palla foul durante la partita contro gli Arizona Diamondbacks.

L’infortunio durante la gara

L’episodio è avvenuto nel quinto inning della sfida vinta dagli Athletics per 5-2. Kuroda-Grauer ha colpito una palla che gli è rimbalzata violentemente all’inguine. Il giovane interno è crollato a terra per il dolore ma, dopo le cure dello staff medico, ha deciso di proseguire l’incontro.

Nonostante le condizioni fisiche, è riuscito perfino a battere un singolo prima di essere sostituito nel sesto inning da Donovan Walton. Gli accertamenti effettuati al termine della gara hanno però evidenziato la gravità dell’infortunio, rendendo necessario un intervento chirurgico immediato.

Operazione riuscita e stop di almeno dieci giorni

Gli Athletics hanno comunicato che il giocatore è stato operato con successo e che le sue condizioni sono stabili. La franchigia lo ha inserito nella lista degli infortunati per dieci giorni, precisando che il rookie sta riposando e che il decorso post-operatorio procede regolarmente.

Un avvio di carriera brillante interrotto dall’infortunio

Promosso dalle Minors il 29 giugno, Kuroda-Grauer aveva iniziato in maniera eccezionale la sua avventura nelle grandi leghe. Nelle prime 16 partite disputate aveva fatto registrare una media battuta di .417, con sette doppi, mentre proprio contro Arizona aveva festeggiato anche il primo fuoricampo della sua carriera in MLB.

Anche Mark Leiter Jr. finisce in infermeria

La giornata è stata complicata anche per il bullpen degli Athletics. Il lanciatore destro Mark Leiter Jr. è stato inserito nella lista degli infortunati per 15 giorni a causa di un problema all’anca destra, già accusato nelle scorse settimane.

Per sopperire alle assenze, la società ha richiamato dalla Triple-A Las Vegas il lanciatore Hayden Juenger e l’interno Max Muncy, che entrano immediatamente nel roster della prima squadra.

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