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Cisgiordania, raid israeliano a Kafr Qud: uccisi tre militanti palestinesi dalla unità speciale Yamam

La polizia israeliana annuncia l’uccisione di tre militanti palestinesi durante un raid nel villaggio di Kafr Qud, vicino Jenin. L’operazione è stata condotta dall’unità speciale Yamam con il supporto dell’esercito e dello Shin Bet.

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La polizia israeliana ha annunciato che gli agenti dell’unità speciale Yamam hanno ucciso tre militanti palestinesidurante un raid nel villaggio di Kafr Qud, nel nord della Cisgiordania, nei pressi di Jenin.

Secondo quanto riferiscono i media locali, l’operazione è stata condotta sulla base di informazioni di intelligence fornite dallo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, con il supporto delle Forze di difesa israeliane (Idf).

Sventata una cellula terroristica

Le autorità israeliane hanno spiegato che l’intervento aveva come obiettivo una cellula terroristica che stava pianificando un attacco imminente contro obiettivi israeliani. Durante il blitz, i cecchini della Yamam hanno aperto il fuoco contro tre uomini che, secondo le ricostruzioni, erano appena usciti da una grotta nel villaggio. Tutti e tre sono rimasti uccisi.

Attacco aereo sulla zona del raid

Subito dopo l’azione di terra, l’aeronautica militare israeliana ha effettuato un attacco aereo mirato contro la grotta utilizzata dai miliziani, colpendola per distruggere eventuali armi o depositi nascosti.

L’operazione rientra nella serie di azioni antiterrorismo condotte da Israele nella Cisgiordania settentrionale, un’area che nelle ultime settimane è stata teatro di ripetuti scontri tra le forze israeliane e gruppi armati palestinesi legati alle fazioni di Jenin e Nablus.

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Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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Paolini unica azzurra a Dubai: esordio al secondo turno nel WTA 1000

Jasmine Paolini unica italiana nel tabellone del WTA 1000 di Dubai. Debutto al secondo turno contro Eala o una qualificata. Difende il titolo vinto nel 2024.

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Jasmine Paolini è l’unica azzurra presente nel tabellone principale del torneo WTA 1000 di Dubai, secondo “mille” della stagione sul cemento.

La 30enne toscana, attualmente numero 8 del mondo, entrerà in gara direttamente al secondo turno. Affronterà la filippina Alexandra Eala, numero 40 WTA, oppure una giocatrice proveniente dalle qualificazioni.

Un ritorno da campionessa in carica

Paolini torna negli Emirati con il peso e l’orgoglio di campionessa in carica, avendo conquistato il titolo nel 2024. Un risultato che ha rappresentato uno dei punti più alti della sua carriera e che ora è chiamata a difendere in un tabellone di alto livello.

L’obiettivo è dare continuità alla stagione e ritrovare fiducia dopo l’eliminazione al secondo turno a Doha. Dubai può rappresentare uno snodo importante per consolidare la posizione tra le prime dieci del ranking mondiale.

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