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Cronache

Circumvesuviana, un treno che non passa mai tra annunci e menzogne raccontate ai pendolari

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Siamo abituati a sopportare quotidianamente disagi, disservizi, ritardi, soppressioni ma vedere intere tratte sospese fa davvero male, migliaia di cittadini, intere comunità private del diritto alla mobilità, isolate, destinate a rimanere ai margini da un pensiero politico amministrativo miope.
Una gestione che crede di poter spostare una coperta corta da una parte o dall’altra secondo necessità o convenienza, addossando le colpe ad altri.
Oggi parliamo di disagi causati da un rifiuto di assicurare prestazioni straordinarie da parte una schiera di dipendenti addetti alla gestione delle stazioni, passaggi a livello, scambi e altro, ieri erano i macchinisti, domani forse quelli del DCO e così via.
Tutto questo perché i vertici aziendali con la complicità della Regione hanno stilato un programma di esercizio che poggia le basi sul lavoro straordinario dei dipendenti, un dato aleatorio se non menzognero.
Noi abbonati abbiamo comprato un titolo di viaggio in corrispondenza di un servizio pubblicizzato e offerto, ritenuto valido.
La diatriba, Eav, Regione e OO.SS. non ci interessa se non nella misura del danno causato.
Chiediamo a EAV di farsene carico e risolvere al meglio il disservizio se lo stesso dovesse persistere, implementando le corse dei bus, le attuali servono solo all’EAV per non aver denunce o sanzioni, preoccuparsi di coprire anche la tratta Napoli, San Giorgio perché non devono esserci cittadini discriminati.
Inoltre chiediamo ai sindaci dei territori vesuviani di difendere le proprie comunità, ribellandosi a questo scempio che mette a rischio la mobilità dell’intero territorio vesuviano già gravemente compromessa dai lavori di adeguamento della strada statale 268 del Vesuvio.
Siamo da anni in attesa di un treno che non passa, di vedere risolti i problemi che affliggono questa ferrovia.
L’annosa mancanza di treni, attendiamo ancora quelli del revamping in ritardo sulla consegna da oltre 3 anni, la scarsa sicurezza, il decoro delle stazioni, l’implemento delle corse.
Anni di annunci, promesse e mancate risposte, nonostante le maggiori risorse finanziarie, i milioni di utili in bilancio, la Vesuviana resta sul podio delle peggiori ferrovie italiane, un primato da non andar fieri.
Un’azienda che programma il servizio ferroviario su 2 intere tratte e due snodi, contando solo sulle ore di lavoro straordinario, in un Paese normale è da commissariare e denunciare per vendita mendace dei servizi agli abbonati.

Enzo Ciniglio
Portavoce Comitato Pendolari Vesuviani

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Cronache

Scoperto il Bed and Breakfast del sesso, donne in fila per prostituirsi: ammesse solo italiane

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Lo hanno scoperto i carabinieri a Belluno in Veneto. Era un vero e proprio bed and breakfast del sesso con donne che arrivavano da tutto il nord Italia per prostituirsi. Non prostitute di professione. No, donne normali che arrotondavano per soldi.

Quando i carabinieri di Belluno hanno messo piede nell’appartamento hanno scoperto l’esistenza di un vero e proprio calendario in cui si alternavano le donne che offrivano i loro servizi nell’alcova di Fiammoi nel bellunese. Era un pensionato 62enne a cambiarle spesso. Sempre lui a selezionarle: uno dei requisiti, per esempio, era che fossero italiane. Chiedeva di vedere le foto e in anticipo parlava con loro al telefono per verificare che fossero all’altezza dei suoi standard.

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Cronache

L’ex pm antimafia Ingroia ubriaco a Parigi, costretto a non salire sull’aereo che doveva portarlo in Italia

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Volare ubriachi non si può. Per questo motivo l’ex pm Antonio Ingroia è stato fermato ieri all’aeroporto parigino di Roissy mentre si stava imbarcando su un volo per l’Italia. L’hanno fermato perché era “visibilmente in stato di ebbrezza”. L’ha rivelato “Repubblica.it” spiegando che “Ingroia è stato così costretto a tornare indietro” e a non volare perché ubriaco.

“Secondo fonti aeroportuali – si legge sul quotidiano – il rifiuto di imbarco non avrebbe provocato resistenza da parte di Ingroia, che è stato portato in una zona di Roissy non lontano dai gate. Il consolato italiano a Parigi è stato avvertito. Ingroia è stato fatto partire qualche ora dopo, una volta ripresi i sensi e in grado di viaggiare per rientrare in Italia”. Che brutta cosa per un magistrato che per una vita intera ha combattuto la mafia dalla trincea della procura di Palermo. Speriamo sia stato solo un infortunio passeggero.

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Cronache

Chiara Ferragni risponde a tono sui social ai “giudicatori di sto ca…”

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Chiara Ferragni e Federico Fedez sono in partenza per le vacanze pasquali. I cosiddetti haters dei social invece non vanno mai in vacanza. Anzi sono sempre in servizio permanente effettivo. Così, mai stanchi, continuano a bombardare di messaggi (e spesso anche di insulti) il profilo Instagram della fashion blogger. Ogni sua foto è soggetta a centinaia di migliaia di commenti. Sempre commenti di elogio perché Chiara Ferragni è assai social è assai amata. Ma spesso e volentieri accade che questi commenti vadano un po’ troppo oltre e anche la calma Chiara non può sopportarlo. Non può fare finta di nulla. E così risponde anche lei a tono ai cosiddetti haters.

Qualche giorno fa, infatti, ha pubblicato una foto con il figlio Leone mentre è seduto sul passeggino. Ma qualcuno, i soliti imbecilli, ha trovato del marcio in una foto volendo dolce: una mamma col suo bimbo sorridente a favore di obiettivo. Davanti a questa immagine c’è stato uno che ha scritto: “Non hai così tanto amore per tuo figlio. Guarda caso tutte e due le foto evidenziano sponsor”. E leggi un commento e leggine un altro, Chiara Ferragni è “esplosa”. “Se fosse un post sponsorizzato – risponde – avrebbe la dicitura advertising o prenderei una multa. Sveglia giudicatori di sto cazzo”. Ecco, la Ferragni non ci va per il sottile. Non è stata fine, ma alla fine l’hanno capita tutti.

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