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Cinema

Cinema, tagli e tax credit: autori contro il governo, “Così si uccide la creatività italiana”

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Un taglio di 90 milioni di euro al Fondo per il cinema e l’audiovisivo e, contemporaneamente, un aumento significativo del tax credit destinato alle produzioni straniere. È questo il cuore del decreto ministeriale che ha acceso la protesta del mondo del cinema italiano.

Le risorse complessive passano da 696 milioni nel 2025 a 606 milioni nel 2026, mentre la quota per attrarre investimenti esteri sale da 40 a 100 milioni.

L’appello degli autori: “Così si uccide il nostro cinema”

Oltre 200 tra registi, sceneggiatori e interpreti hanno firmato un appello critico verso il provvedimento. Tra i nomi più noti Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti.

Secondo i firmatari, la scelta di ridurre i fondi destinati alla scrittura, allo sviluppo e alla produzione delle opere italiane rischia di penalizzare in modo significativo la creatività nazionale, in particolare nei settori più fragili come documentari e animazione.

La posizione del settore e il tema strategico

Per gli autori, la questione non è solo economica ma strategica. Viene chiesto che il finanziamento pubblico torni a concentrarsi sulla produzione culturale interna, garantendo continuità e certezze al sistema.

Il dibattito si inserisce in una fase in cui si discute una nuova legge di sistema per il cinema, che dovrebbe ridefinire criteri e priorità degli investimenti pubblici.

Il punto di vista dell’industria

Di diverso avviso il presidente di Cinecittà, Antonio Saccone, che sottolinea l’impatto economico delle produzioni internazionali.

Secondo questa visione, l’attrazione di grandi produzioni genera occupazione e indotto, con ricadute su diversi settori, dall’ospitalità ai servizi tecnici.

Creatività nazionale e investimenti esteri

Il nodo centrale resta l’equilibrio tra sostegno alla creatività italiana e apertura agli investimenti stranieri.

Una parte del settore sostiene che le due dimensioni non siano alternative, ma che debbano essere finanziate con strumenti distinti, evitando che le risorse culturali vengano ridotte a favore di logiche industriali.

Le ricadute sui giovani autori

Tra le principali preoccupazioni espresse dai firmatari c’è l’impatto sulle nuove generazioni. La riduzione dei fondi destinati allo sviluppo e alla sperimentazione rischia di limitare l’accesso al sistema per giovani registi e autori.

Il confronto resta aperto e si preannuncia centrale nei prossimi mesi, anche alla luce delle scelte legislative che definiranno il futuro del cinema italiano.

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Cinema

Il diavolo veste Prada 2, cachet milionari per Streep, Hathaway e Blunt: fino a 20 milioni a testa

“Il diavolo veste Prada 2” conquista il botteghino mondiale e porta cachet milionari alle sue protagoniste. Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt avrebbero ottenuto 12,5 milioni di dollari ciascuna più bonus sugli incassi che potrebbero far superare quota 20 milioni.

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A vent’anni dal primo capitolo, The Devil Wears Prada torna al cinema con un sequel che sta già conquistando il botteghino mondiale. Secondo le prime stime, “Il diavolo veste Prada 2” avrebbe già raggiunto circa 300 milioni di dollari di incassi globali.

Dietro il ritorno del celebre trio protagonista ci sarebbero anche compensi da vere superstar di Hollywood.

Meryl Streep decisiva per il sequel

Secondo quanto riportato da Variety, la presenza di Meryl Streep sarebbe stata considerata fondamentale dai produttori e da 20th Century Studios per dare il via libera definitivo al progetto.

Per tornare nei panni della leggendaria Miranda Priestly, l’attrice avrebbe ottenuto un cachet da 12,5 milioni di dollari.

Accordo speciale anche per Anne Hathaway ed Emily Blunt

La stessa cifra sarebbe stata riconosciuta anche a Anne Hathaway e Emily Blunt.

Le tre protagoniste avrebbero infatti negoziato un accordo “favored nations”, formula molto utilizzata a Hollywood che garantisce alle star coinvolte lo stesso trattamento economico.

Un’intesa che conferma il peso artistico e commerciale delle tre attrici nel successo del franchise.

Bonus sugli incassi e guadagni ancora più alti

Oltre al compenso fisso, il contratto prevederebbe anche bonus legati agli incassi internazionali del film.

Secondo indiscrezioni vicine alla produzione, i premi economici avrebbero già iniziato a maturare grazie all’ottima risposta del pubblico nelle prime settimane di programmazione.

Se il sequel continuerà a performare bene al botteghino, ciascuna delle tre attrici potrebbe arrivare a superare i 20 milioni di dollari complessivi.

Il ritorno di Miranda Priestly accende la nostalgia

Il successo del sequel ha riportato grande attenzione anche sul primo capitolo della saga, trasmesso nuovamente dalle televisioni di diversi Paesi proprio sull’onda della nostalgia.

Miranda Priestly resta ancora oggi una delle figure più iconiche del cinema contemporaneo legato al mondo della moda e dell’editoria.

Nonostante il successo commerciale del secondo capitolo, però, appare difficile immaginare già adesso una terza puntata della serie cinematografica.

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Cinema

David di Donatello 2026, Checco Zalone assente alla cerimonia: “Buen Camino” vince il David dello Spettatore

Checco Zalone non ha partecipato alla cerimonia dei David di Donatello a Cinecittà nonostante la vittoria del David dello Spettatore per “Buen Camino”. L’attore era però presente all’incontro al Quirinale con il presidente Mattarella.

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Checco Zalone ha disertato la serata finale dei David di Donatello 2026 andata in scena a Cinecittà. Il film Buen Camino, di cui Zalone è protagonista e co-sceneggiatore, ha conquistato il David dello Spettatore.

Presente invece al Quirinale

L’attore pugliese aveva però partecipato nelle ore precedenti all’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ai candidati e ai premiati dell’edizione 2026.

Assente anche Gennaro Nunziante

Alla cerimonia non era presente nemmeno il regista Gennaro Nunziante.

A ritirare il premio sul palco sono stati invece i produttori:

Il premio del pubblico

Il David dello Spettatore premia il film italiano con il maggior numero di presenze in sala nel corso della stagione cinematografica.

“Buen Camino” si è confermato uno dei maggiori successi commerciali dell’anno, consolidando ancora una volta il forte richiamo al botteghino di Checco Zalone.

Una presenza sempre centrale nel cinema italiano

Nonostante l’assenza alla serata televisiva, Zalone resta una delle figure più popolari e redditizie del cinema italiano contemporaneo.

I suoi film continuano infatti a registrare:

  • grandi incassi
  • forte partecipazione del pubblico
  • ampia visibilità mediatica

La mancata presenza a Cinecittà non ha dunque impedito a “Buen Camino” di conquistare uno dei riconoscimenti più legati al gradimento del pubblico italiano.

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Cinema

David di Donatello 2026, trionfa “Le città di pianura”: otto premi per il film di Francesco Sossai

Alla 71ª edizione dei David di Donatello domina “Le città di pianura” di Francesco Sossai con otto premi, tra cui miglior film e regia. Delusione per Paolo Sorrentino, mentre brillano anche “Le assaggiatrici”, “Primavera” e “Gioia Mia”.

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È Le città di pianura il grande vincitore della 71ª edizione dei David di Donatello 2026. Il film diretto da Francesco Sossai e Adriano Candiago conquista otto premi:

  • miglior film
  • miglior regia
  • miglior attore protagonista
  • miglior sceneggiatura originale
  • miglior canzone
  • miglior montaggio
  • miglior produttore
  • miglior casting

Una pellicola dal tono surreale e poetico sulla provincia italiana che molti hanno descritto come “un film scritto da Paolo Conte”.

Delusione totale per Sorrentino

Grande sconfitto della serata è Paolo Sorrentino.

Il suo film La Grazia, pur partendo con quattordici candidature, non ottiene alcun riconoscimento.

Le sorprese della serata

Tra le sorprese spicca Le assaggiatrici di Silvio Soldini, premiato per:

  • miglior sceneggiatura non originale
  • David Giovani
  • miglior trucco

Quattro David tecnici vanno invece a Primavera di Damiano Michieletto:

  • miglior compositore
  • miglior acconciatura
  • miglior costumi
  • miglior suono

“Gioia Mia” conquista pubblico e critica

Ottimo risultato anche per Gioia Mia di Margherita Spampinato.

Il film ottiene:

  • miglior esordio alla regia
  • miglior attrice protagonista ad Aurora Quattrocchi

L’attrice siciliana conquista il premio a 83 anni.

Premi tecnici per Mainetti

Tre David vanno a La città proibita di Gabriele Mainetti:

  • scenografia
  • fotografia
  • effetti visivi

Una serata tra cinema e proteste

La cerimonia, trasmessa dal Teatro 23 di Cinecittà su Rai 1, è stata condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti.

La serata è stata segnata anche dalle proteste del mondo dello spettacolo contro:

  • i tagli al cinema
  • la crisi del settore
  • la situazione internazionale

Diversi interventi sul palco hanno richiamato temi sociali e politici.

Tra questi:

  • Matilda De Angelis
  • Lino Musella
  • Matthew Modine

I momenti più emozionanti

Tra i momenti più applauditi:

  • il premio consegnato da Stefania Sandrelli a Vittorio Storaro
  • il David al miglior documentario per Everyday in Gaza

Storaro, tre volte premio Oscar, ha ricevuto una standing ovation.

Tutti i principali premi dei David di Donatello 2026

  • Miglior film: Le città di pianura
  • Miglior regia: Francesco Sossai
  • Miglior attore protagonista: Sergio Romano per Le città di pianura
  • Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi per Gioia Mia
  • Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis per Fuori
  • Miglior sceneggiatura originale: Le città di pianura
  • Miglior sceneggiatura non originale: Le assaggiatrici
  • Miglior esordio alla regia: Margherita Spampinato per Gioia Mia
  • Miglior film internazionale: Una battaglia dopo l’altra
  • David dello Spettatore: Buen Camino
  • Miglior documentario: Everyday in Gaza
  • Miglior scenografia: La città proibita
  • Miglior fotografia: La città proibita
  • Migliori effetti visivi: La città proibita
  • Miglior compositore: Massimo Capogrosso per Primavera
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