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Cinema, Radford a “Capri, Hollywood” ricorda “la lezione di vita del mio amico Troisi”

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Sta scrivendo un film sulla storia vera di una coppia di cantanti lirici americani degli anni ’30 che con i loro film sbancarono i botteghini prima di ‘Via col vento’, ma Michael Radford, uno dei protagonisti di ‘Capri, Hollywood’, ogni volta che e’ in Italia ricorda con affetto il suo grande amico Massimo Troisi e la straordinaria storia del film ‘Il Postino’. ”Non Ti preoccupare perche’ tu hai l’umanita’, al resto ci pensiamo noi napoletani”. Cita ancora con emozione la battuta di Troisi, fatta quando lo stesso regista scozzese si disse incerto di poter ben raccontare quella storia cosi’ mediterranea. ”Massimo era tanto dispiaciuto per non aver girato con me ‘Another time, another place’, perche’ diceva che in Scozia faceva troppo freddo. Quella parte la fece poi benissimo Giovanni Mauriello della nuova Compagnia di canto popolare, un gruppo che conoscevo bene e ho seguito per un documentario.

Insomma ci rimase male. ‘Da voi invece fa troppo caldo’, gli dissi io quando volle coinvolgermi in un progetto da fare a Napoli. Per scrivere la sceneggiatura de ‘Il Postino’ Troisi decise che dovevamo lavorare tutti insieme a Los Angeles, dove nessuno lo conosceva e poteva star tranquillo, io, lui e Anna Pavignano. Poi una volta lo scoprii in un ristorante italiano, evidentemente aveva nostalgia…”. Quando ricorda la difficile lavorazione del Postino, Radford ha le lacrime agli occhi: ”Se notate bene nel film, lui e’ sempre seduto, le scene di spalle le ha girate un ragazzo calabrese che aveva le sue orecchie. Un altro ragazzo aveva il cappuccio e abbiamo usato la voce di Massimo. Avevo registrato molto vocale. Prima di partire con la lavorazione del film gli chiesi: cosa facciamo? Perche’ sapevo che aveva seri problemi. Abbiamo preso insieme la decisione. Lui voleva fare assolutamente quel film, nonostante i controlli per il suo cuore che fece anche in America, la stanchezza. Peccato che non abbia potuto godere poi del successo e dell’Oscar (il film ebbe 5 candidature nel 1996 compresa quella per Troisi come miglior attore protagonista, ne vinse poi solo uno per la colonna sonora, mentre Radford vinse un Bafta per la regia, ndr). Per me sono ricordi molto tristi perche’ Massimo era un vero amico. Quella esperienza e’ stata fondamentale per me. La sua lezione di vita mi accompagnera’ sempre”.

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Carlo Verdone è felice: torno a camminare dopo una operazione all’anca

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“Faccio questo video perche’ sono estremamente felice, mi sembra veramente una cosa miracolosa. Sono sette anni che prendevo antidolorifici… Mi sembra di stare in paradiso”. Cosi’ Carlo Verdone in un video su Facebook da casa sua, nel quale mostra di riuscire a camminare senza stampelle (pur invitando tutti a usarle) e senza dolore, dopo un intervento a entrambe le anche. “Vi sembrera’ un video banale, ma oggi e’ una giornata molto importante perche’ da sette anni soffrivo di coxartrosi bilaterale – spiega il regista e attore -. Quindi anche completamente partite, senza cartilagine. Non potendone piu’ nell’ultimo mese per il dolore, mi sono operato in un colpo solo a tutte e due le anche. Quando? Giovedi’ scorso… avrei dovuto buttare la prima stampella dopo 20 giorni e dopo altri 20 l’altra stampella, e invece oggi non so che cosa e’ successo…”.

 

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Elettra Lamborghini e Afrojack sposi a Villa Balbiano, sul lago di Como

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Per chi ancora non ci crede ci sono foto e video di Elettra Lamborghini e Afrojack sposi. La cantante  e Nick van de Wall (AfroJack) si sono detti sì in Chiesa il 26 settembre 2020 negli splendidi giardini di Villa Balbiano sul Lago di Como. Mezza Italia era sott’acqua, sul Lago splendeva il sole.  Elettra sembra radiosa nelle poche immagini arrivate sui social. Fasciata in  in pizzo senza spalline a taglio sirena si scambia effusioni con AfroJack. Smoking elegante per lo sposo. I due hanno detto sì davanti ad amici e parenti. C’è la polemica assenza della sorella di lei, Ginevra. Ma per il resto, sembra sia stato un matrimonio bello, semplice, minimal. Anche se questi termini magari mal si addicono con Elettra.

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Cinema italiano in scena in Russia, parte la 30/a edizione del Nice

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La XXVII edizione del Festival del Nuovo Cinema Italiano (Nice) in Russia è pronta a partire. Un’edizione particolare perche’ sara’ il primo evento di questo 30/o anno di attivita’ di Nice e che vedra’ ancora una volta sotto i riflettori le opere piu’ interessanti del panorama italiano di questo ultimo anno. Il Festival Nice si svolgera’ a Mosca (24/29 marzo) nel Cinema Multiplex Oktyabr, a San Pietroburgo (26 – 29 Marzo) nel Cinema Rodina e a Novosibirsk (1/3 aprile) nello storico Cinema Pobeda. A Mosca i film italiani saranno anche nella memorabile location della Galleria Tretyakov, che oltre a custodire la piu’ importante collezione del patrimonio artistico russo, offre una sala di proiezione pubblica dedicata prevalentemente ai documentari. Insieme al direttore di Nice Viviana del Bianco, presenteranno la manifestazione l’Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca, Luigina Peddi, e Maxim Pavlov, responsabile Cinema della Galleria Tretyakov. L’unicita’ del Festival Nice e’ da sempre di saper inglobare varie categorie del cinema italiano: dai film che hanno partecipato e vinto famosi festival internazionali (Matteo Garrone, Matteo Rovere, Paolo Sorrentino e Valeria Golino), ai lavori documentaristici sui problemi sociali del Paese e alle raccolte di cortometraggi di giovani registi. Nel ricco programma non manca poi la sezione dedicata al cinema d’autore, che comprende alcuni film che senza questo festival rimarrebbero sconosciuti, o quasi, al pubblico russo.

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