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Cronache

Cinecittà, indagine sul tax credit: blitz della Guardia di finanza sui rapporti con produzioni cinematografiche

La Guardia di finanza acquisisce documenti a Cinecittà nell’indagine della Procura sul sistema di tax credit nel cinema. Sotto esame i finanziamenti pubblici a diverse produzioni.

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La Procura di Roma ha avviato accertamenti sulla gestione dei finanziamenti pubblici al cinema attraverso il sistema del tax credit. Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza ha effettuato un accesso negli studi di Cinecittà acquisendo documentazione relativa ai rapporti tra la precedente gestione della società e alcune case di produzione.

Al momento non risultano persone indagate.

Sotto esame i finanziamenti pubblici al cinema

Gli investigatori stanno verificando se alcuni film siano stati finanziati sfruttando in modo improprio il sistema del tax credit, il meccanismo fiscale che consente alle produzioni cinematografiche di ottenere agevolazioni per sostenere il settore audiovisivo.

Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni bilanci potrebbero essere stati rimodellati per ottenere finanziamenti pubblici più consistenti o per coprire eventuali aumenti dei costi di produzione.

Il reato ipotizzato nell’inchiesta è truffa ai danni dello Stato.

Gli inquirenti precisano che eventuali irregolarità non riguarderebbero attori o registi, che non avrebbero avuto consapevolezza delle operazioni contabili sotto esame.

I film al centro delle verifiche

Tra le opere finite nel mirino della Procura c’è la serie televisiva M – Il figlio del secolo, tratta dal romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright, con Luca Marinelli nel ruolo di Benito Mussolini.

I finanzieri stanno inoltre analizzando la documentazione relativa al film Queer diretto da Luca Guadagnino, con Daniel Craig e Drew Starkey nel cast, presentato nel 2024 e candidato ai Golden Globes.

Sotto esame anche il film Finalmente l’alba diretto da Saverio Costanzo.

I documenti acquisiti dagli investigatori

La Guardia di finanza ha acquisito:

  • i bilanci 2022 e 2023 delle società coinvolte

  • le comunicazioni interne tra uffici amministrativi e marketing

  • email e contratti relativi alle produzioni

  • documentazione sulla partecipazione ai ricavi derivanti dal botteghino

Le verifiche riguardano in particolare i rapporti tra le società di produzione The Apartment e Fremantle Italy e la gestione di Cinecittà.

Un’indagine più ampia sul tax credit

L’acquisizione disposta dai pubblici ministeri Elena Dolce e Giorgio Orano rientra in un’inchiesta più ampia sul sistema di finanziamenti pubblici al cinema.

Già nei mesi scorsi la Guardia di finanza aveva acquisito documenti relativi ad altre produzioni, tra cui Siccità di Paolo Virzì e L’immensità di Emanuele Crialese.

Nel fascicolo investigativo è confluito anche il finanziamento richiesto per il film Stelle della notte, progetto che avrebbe dovuto essere diretto da Francis Kaufmann, il regista accusato nei mesi scorsi del duplice omicidio avvenuto a Villa Pamphili.

Le verifiche proseguiranno ora sull’analisi dei documenti acquisiti per ricostruire il flusso dei finanziamenti e l’utilizzo dei fondi pubblici nel settore cinematografico.

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Cronache

Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e più bonifiche reali. Campania, 60 milioni per 15 aree

Il Ministero dell’Ambiente rimodula il piano Pnrr sui siti orfani: da 500 a 470 milioni, obiettivo 70% di suolo bonificato. In Campania 60 milioni per 15 interventi.

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Le aree contaminate senza responsabile individuabile, definite tecnicamente “siti orfani”, restano una delle principali criticità ambientali del Paese. Si tratta di territori inquinati per i quali l’onere della bonifica ricade sulla pubblica amministrazione.

Il Ministero dell’Ambiente ha rivisto il piano finanziato con risorse del Pnrr: dai 500 milioni inizialmente stanziati nel 2021 si passa a poco più di 470 milioni, con una diversa distribuzione degli interventi. L’obiettivo operativo viene confermato: il target si considera raggiunto quando almeno il 70% della superficie complessiva dei siti individuati risulta bonificata e certificata.

La revisione: meno progetti teorici, più cantieri chiusi

Alla base della rimodulazione vi sono aggiornamenti tecnici forniti dai soggetti attuatori e dalle Regioni. In diversi casi sono state segnalate incongruenze nei dati o difficoltà operative tali da richiedere lo stralcio o la modifica degli interventi previsti.

Il vincolo temporale imposto dal Pnrr ha spinto il Ministero a privilegiare opere concretamente realizzabili entro le scadenze, riducendo il numero di interventi sulla carta e concentrando le risorse su quelli cantierabili e certificabili.

Campania, 60 milioni per 15 siti da bonificare

Dopo la rimodulazione, alla Campania sono destinati quasi 60 milioni di euro. Restano quindici i siti da bonificare: sette in provincia di Caserta, cinque in provincia di Napoli e tre in provincia di Salerno.

Tra gli interventi prioritari figura l’ex deposito di fitofarmaci Agrimonda a Mariglianella, con lavori di messa in sicurezza permanente di suoli e falda. Seguono interventi rilevanti come la discarica di Masseria del Pozzo a Giugliano e la cava in località Difesa a Roccarainola.

Previsti lavori anche in numerose ex discariche comunali e siti industriali dismessi, oltre a due ex mattatoi nel Casertano. Tra gli interventi più estesi spiccano l’area Apreamare di Torre Annunziata e la cava di Cupa Viola a Ercolano, dove sono previste operazioni complesse che includono caratterizzazione, analisi del rischio, rimozione rifiuti e bonifica di suolo e falda.

L’obiettivo: certificare i risultati entro le scadenze

La rimodulazione, secondo il Ministero, punta a rafforzare l’efficacia dell’azione amministrativa. L’indirizzo è chiaro: privilegiare interventi completabili e certificabili rispetto a una pianificazione più ampia ma difficilmente realizzabile nei tempi previsti.

Dal punto di vista operativo, il parametro centrale resta la certificazione delle bonifiche, elemento chiave anche nel confronto con le istituzioni europee per il raggiungimento degli obiettivi Pnrr.

La posizione del Governo

Il viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, ha definito la revisione “una scelta di responsabilità e concretezza”, sottolineando come la riduzione delle risorse complessive non rappresenti un arretramento ma un adeguamento strategico.

Secondo il Ministero, la nuova impostazione consentirà una misurazione più trasparente dei risultati e una maggiore probabilità di rispettare le scadenze, con l’obiettivo dichiarato di restituire ai cittadini aree bonificate e pienamente fruibili.

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Cronache

Papa Leone XIV a Napoli e Pompei l’8 maggio: visita pastorale tra fede e territorio

Papa Leone XIV sarà a Napoli e Pompei l’8 maggio per la visita pastorale. In programma incontri con clero e fedeli, tappa anche ad Acerra il 23 maggio.

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È tutto pronto per la visita pastorale di Papa Leone XIV a Napoli prevista per l’8 maggio, giornata dedicata alla Madonna.

Il Pontefice, nel primo anno del suo pontificato, farà tappa a Santuario della Beata Vergine del Rosario, uno dei luoghi simbolo della devozione mariana, prima di proseguire il suo programma tra Napoli e provincia.

Conferenza stampa con le istituzioni

I dettagli della visita saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo Arcivescovile.

All’incontro parteciperanno il cardinale Domenico Battaglia, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto Michele di Bari e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il programma: Papamobile, Duomo e Piazza del Plebiscito

Nel corso della giornata dell’8 maggio è previsto anche un lungo giro in Papamobile tra i fedeli.

A Napoli, il Papa incontrerà il clero nel Duomo di Napoli per poi spostarsi in Piazza del Plebiscito, dove è atteso un grande momento pubblico con i fedeli.

Tappa ad Acerra il 23 maggio

Il programma pastorale prevede anche una successiva visita ad Acerra il 23 maggio, ulteriore segnale di attenzione verso il territorio campano.

La visita si inserisce nel quadro delle iniziative del primo anno di pontificato, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Chiesa e le comunità locali.

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Cronache

Napoli, riapre la biblioteca dei Girolamini: mostra e nuovo percorso dopo anni di scandali e chiusure

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Il 2026 si candida a essere una stagione di rilancio per il patrimonio culturale napoletano. Dopo la riapertura del Cimitero delle Fontanelle, un altro luogo simbolo torna progressivamente alla città: la biblioteca dei Girolamini.

Chiusa dal 2012 a seguito dello scandalo dei furti di libri antichi che coinvolse l’ex direttore Massimo De Caro, la struttura ha attraversato anni di difficoltà, tra procedimenti giudiziari e criticità strutturali che ne hanno più volte impedito la fruizione.

Dallo scandalo alla ricostruzione

Dopo una lunga fase di degrado e inattività, il complesso ha avviato un percorso di recupero grazie a nuove direzioni e a una rinnovata attenzione istituzionale.

Un primo segnale concreto era arrivato nel 2024 con la riapertura della chiesa dei Complesso dei Girolamini, tornata subito al centro dei flussi turistici. Oggi si compie un ulteriore passo: il ritorno, seppur parziale, della biblioteca.

La mostra che segna il nuovo inizio

Dal 22 aprile apre al pubblico la mostra “Rinascimento meridionale. La biblioteca di Matteo III d’Almaviva”, che rappresenta molto più di un evento espositivo.

L’iniziativa segna il ritorno alla fruizione della sezione libraria, proprio quella colpita dagli scandali. In esposizione codici, manoscritti e volumi antichi provenienti da diverse istituzioni, insieme a preziosi esemplari conservati nei Girolamini, legati alla figura di Andrea Matteo III Acquaviva.

La scelta curatoriale punta a trasformare una perdita storica in occasione di racconto e ricostruzione culturale.

Il ruolo della nuova direzione

Il percorso di rilancio è guidato dall’attuale direttore Antonello Cucciniello, che ha accompagnato il complesso verso una progressiva normalizzazione e autonomia gestionale.

La riapertura della biblioteca rappresenta, nelle intenzioni della direzione, il tassello decisivo per sanare una ferita profonda e restituire alla città uno dei suoi luoghi più identitari.

Un itinerario sperimentale tra storia e arte

Dal 22 aprile i visitatori potranno accedere a un percorso sperimentale che parte dall’ingresso storico di via Duomo e conduce nelle sale più rappresentative della biblioteca, tra cui la celebre sala dedicata a Giambattista Vico.

Si tratta di una riapertura graduale, pensata per coniugare esigenze di tutela, lavori ancora in corso e fruizione pubblica.

Verso la riapertura completa del complesso

Il progetto prevede il recupero integrale del sito entro la fine dell’anno, al termine degli ultimi interventi di restauro e riallestimento.

I numeri registrati dopo la riapertura della chiesa – tra le 1.500 e le 2.000 presenze – indicano un forte interesse del pubblico e confermano il valore strategico dei Girolamini nel sistema culturale cittadino.

La riapertura della biblioteca assume così un significato che va oltre il dato culturale: rappresenta un passaggio concreto nella ricostruzione dell’identità e della credibilità di un patrimonio che Napoli prova a restituire, finalmente, alla sua comunità.

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