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Corona Virus

Cina in allerta: troppo presto per considerare Omicron una grande influenza

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E’ troppo presto per etichettare le infezioni della variante Omicron come una “grande influenza”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Xinhua un importante epidemiologo cinese, in un’intervista recente. Per i singoli individui il rischio di sintomi gravi causati da Omicron puo’ diminuire, ma il virus si diffonde rapidamente, ha affermato Liang Wannian, capo del team di esperti che si occupa della risposta al Covid-19 per conto della Commissione Sanitaria Nazionale. “Se si verifica un grande numero assoluto di infezioni, il numero di casi gravi e di morti nella popolazione nel complesso sara’ alto e questo puo’ ancora provocare gravi danni”, ha osservato lo studioso. Liang ha sottolineato che l’essenza dell’approccio dinamico zero-Covid della Cina risiede nella reazione rapida e in misure di risposta mirate. “Una volta che un focolaio viene rilevato, abbiamo una serie di modi per stroncarlo sul nascere”, ha aggiunto l’esperto, sottolineando che “la chiave sta nel garantire l’individuazione precoce e l’eliminazione di questi cluster”. Liang ha messo in guardia contro qualsiasi rallentamento, esitazione o mentalita’ orientata al rischio nella lotta contro il Covid-19, dicendo che il virus puo’ diffondersi in modo esponenziale, quando non viene rilevato in modo tempestivo o l’intervento non e’ immediato. L’approccio dinamico zero-Covid, la politica di salute pubblica cinese che e’ stata attuata per combattere il coronavirus negli ultimi due anni, ha dimostrato di essere efficace nel trovare un buon equilibrio tra prevenzione e controllo delle epidemie, sviluppo economico e sociale, secondo lo scienziato. L’obiettivo di questo approccio e’ portare l’epidemia sotto controllo nel piu’ breve tempo possibile, con un costo minimo per la societa’. “Se non perseguiamo l’eliminazione dinamica di ogni focolaio sporadico, alla fine si evolvera’ in un’ondata su larga scala”, ha osservato l’esperto. La Cina sta assistendo a una ricomparsa del Covid-19 da marzo, con alcune province che hanno registrato un numero di infezioni in rapido aumento. Dal 1 al 18 marzo, piu’ di 29.000 infezioni locali sono state segnalate in 28 suddivisioni a livello provinciale in tutta la Cina continentale. Piu’ del 95% dei pazienti contagiati nell’ultima epidemia ha sviluppato forme lievi o asintomatiche, come hanno mostrato i dati della commissione sanitaria. Ieri in Cina continentale sono stati rilevati 1.947 casi di Covid-19 e 2.384 nuovi asintomatici a trasmissione locale. “La recente ricomparsa del virus in Cina non implica che la politica e le misure di risposta al Covid-19 del Paese siano inefficaci”, ha precisato Liang. Le infezioni sono aumentate esponenzialmente in molte nazioni e regioni in un breve periodo da quando le varianti Omicron imperversano nel mondo. “Tuttavia, la Cina ha assistito a un aumento piu’ lento del numero di infezioni, proprio perche’ abbiamo adottato una serie di misure di intervento efficaci per contenere il virus”, ha aggiunto lo studioso.

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Covid, in Italia 152 vittime e contagio al 15 per cento

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Il Covid continua a mietere vittime: quelle di oggi sono 152, 22 più di ieri.  26.693 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano 28.433.  Il tasso è al 15%, lo stesso di ieri.

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Crollo ricoveri ma curva casi Covid frena la discesa

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Crolla, in una settimana, il numero dei ricoveri per Covid-19 e gli italiani attualmente positivi al virus tornano sotto il milione. Un trend che sembra prospettare un miglioramento della situazione epidemica anche se un segnale non del tutto tranquillizzante arriva da dieci Regioni, dove i dati indicano che la discesa dei casi sta cominciando ad arrestarsi e si va verso una fase di stasi. Resta intanto sempre elevato il numero dei decessi: sono 145 nelle ultime 24 ore, sia pure in calo rispetto ai 177 di ieri. Sul fronte dell’occupazione degli ospedali, la rilevazione settimanale della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) segnala dunque un crollo deciso dei ricoveri Covid nell’ultima settimana. In area medica la rilevazione negli ospedali aderenti alla rete sentinella fa infatti segnare un -20%, dato simile per le terapie intensive che registrano il -22% rispetto alla settimana precedente e un indice di occupazione stabile al 4,4%. Il rallentamento delle infezioni da SarsCoV2 si sta ora dunque riflettendo anche sui ricoveri, che si riducono dopo la stabilita’ registrata la settimana scorsa e la crescita delle settimane antecedenti. In netto calo anche i pazienti ‘con Covid’, il cui ricovero e’ stato determinato da altre patologie ma che sono risultati positivi al tampone. Rappresentano comunque il 60% dei ricoverati. Fiaso segnala inoltre che l’80% dei soggetti vaccinati presenti in area medica ha una eta’ media di 76 anni e non si e’ sottoposto alla quarta dose. Nelle intensive l’eta’ media scende a 73 anni e il 100% dei soggetti e’ affetto da altre patologie, ma anche tra questa fascia permane la mancata somministrazione della dose booster. In calo del 27% anche i ricoveri Covid pediatrici e nessun bambino si trova attualmente in terapia intensiva. In diminuzione sono pure i nuovi contagi nell’arco delle 24 ore. Secondo il bollettino del ministero della Salute, sono infatti 31.703 le nuove infezioni da Covid. Ieri i contagiati erano stati 43.084. Le vittime sono 145. Il tasso e’ al 15,7%, quasi invariato rispetto a ieri, su 201.509 tamponi eseguiti. Sono invece 321 i pazienti in terapia intensiva, 10 in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.592, cioe’ 224 in meno rispetto a ieri. E scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830. Tuttavia, la discesa dei casi comincia ad arrestarsi: dieci regioni sono vicine a una stasi e, fra queste, in due si rilevano segnali di una crescita debole. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “L’analisi delle differenze settimanali della percentuale dei positivi ai test molecolari rivela che alcune regioni sono in fase di decrescita molto debole e prossime ad una stasi, mentre altre sono in fase di crescita molto debole”, osserva. Del primo gruppo fanno parte Campania (6%), Friuli Venezia Giulia (9%), Lazio (8%), Lombardia (11%), Molise (5%), provincia autonoma di Trento (5%), Umbria (20.5%) e Veneto (12%); nel secondo gruppo ci sono provincia autonoma di Bolzano (6.5%) e Piemonte (10%). A livello globale, segnala inoltre l’Oms, il numero di nuovi casi settimanali di Covid-19 e’ rimasto stabile durante la settimana dall’1 al 7 agosto 2022, rispetto alla settimana precedente, con oltre 6,9 ;;milioni di nuovi casi segnalati. Il numero di nuovi decessi settimanali e’ invece diminuito del 9%, con oltre 14.000 decessi segnalati, rispetto alla settimana precedente. Intanto, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si appresta ad approvare in autunno il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech adattato per contrastare le varianti BA.4 e BA.5 Omicron, come reso noto da un portavoce della stessa Ema. Le due aziende hanno avviato una sperimentazione clinica e dovrebbero presto presentare una domanda di autorizzazione all’Ema, che potrebbe procedere con un’approvazione rapida in autunno.

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Covid: meno di un milione i positivi in Italia

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Scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830, ovvero 48.497 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.400.179 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.571. I dimessi e i guariti sono 20.256.778 con un incremento di 80.051.

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