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La voce del parco

Cibo sostenibile, biodiversità e filiera corta: Cilento migliore bio-distretto d’Europa

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Mille imprese agricole biologiche certificate, con una superficie agricola utilizzata di circa 14mila ettari per quasi 100 comuni e un totale di 270 mila abitanti : è il bio-distretto Cilento in Campania che secondo la Commissione Ue e il Comitato europeo delle Regioni è il miglior cluster biologico d’Europa.

Il premio 2022 è stato assegnato nella prestigiosa sede della Commissione Europea, al Bio-Distretto Cilento, rappresentato dal Presidente Emilio Buonomo che, nel dichiararsi orgoglioso per il prestigioso riconoscimento ricevuto dopo 18 anni di attività, ha sottolineato come lo consideri un premio per tutti i Bio-Distretti della Rete internazionale.”Il bio-distretto Cilento – ha ricordato Buonomo – è stato il primo in Europa, fondato nel 2004, e insieme alla Rete internazionale dei bio-distretti ha supportato a livello internazionale la costituzione di tante nuove realtà”.

La premiazione per il bio distretto Cilento

La motivazione del premio nascae dal fatto che secondo i giurati questa iniziativa sostiene “la produzione sostenibile di cibo a favore della biodiversità, della conservazione del suolo e della protezione delle acque, ma anche lo sviluppo di filiere corte, aumentando il consumo di alimenti prodotti localmente. Inoltre, collega tutte queste attività con iniziative turistiche e permette la creazione di posti di lavoro”.

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Ambiente

Meraviglia Cilento in bicicletta: parte il progetto Bike sharing nel Parco

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Sarà una delle reti di Bike sharing più grandi e significative d’Italia: 36 stazioni all’interno del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni per poter fruire di bellezza, cultura, natura. Il progetto, finanziato con oltre 2 milioni di Euro, nell’ambito del programma ‘Parchi per il clima’ ha completato l’iter amministrativo e autorizzativo ed è stato presentato nel corso di una conferenza stampa. Adesso

“Sono particolarmente soddisfatto per l’ambizioso progetto che finalmente vede la luce.
Oggi diamo il via a un percorso virtuoso, di grande forza e di grande valore, ha detto  Tommaso Pellegrino, Commissario straordinario del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che va ad arricchire il patrimonio legato ai servizi per il turismo all’interno del nostro Parco Nazionale. E’ stato un percorso lungo, rallentato da una burocrazia eccessiva e spesso poco razionale, ma siamo riusciti a chiudere il complesso e articolato iter autorizzativo, dando il via al bando di gara per l’assegnazione dei lavori”.

Questa rete di Bike sharing coinvolge 36 comuni del comprensorio del Parco, e “viene realizzata in un territorio, ha spiegato il Commissario Pellegrino, dove la lotta ai cambiamenti climatici e la promozione del turismo sostenibile costituiscono un pilastro importante delle politiche dell’Ente Parco. Il tema del risparmio energetico e della produzione di energia rappresentano elementi di assoluta necessità soprattutto in questo periodo storico, soprattutto se vogliamo dare dei segnali concreti di autonomia energetica”.

Poi Pellegrino ha ringraziato i sindaci gli amministratori dei comuni coinvolti  e le associazioni che si occupano di mobilità legata alla bicicletta che hanno aderito al progetto con entusiasmo.
“Un’opportunità in più per il turismo esperienziale che rappresenta il punto di forza dei nostri Territori. In un momento in cui il brand Cilento è tra i più riconosciuti d’Italia, ha concluso Tommaso Pellegrino, dobbiamo continuare a investire su quella forma di turismo esperienziale che attrae visitatori in grado di coniugare l’interesse per il paesaggio, la natura, l’arte e la cultura con il rispetto del Territorio. Quale migliore modo se non farlo in bici?”

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Cultura

Giffoni Film Festival e Paestum fanno rete: in progetto 10 short film

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Il Giffoni Film Festival fa rete con Paestum e gli altri siti archeologici e le istituzioni museali della provincia salernitana. L’obiettivo è quello di mettere in luce le “macchine del tempo” capaci di custodire, valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale di un’intera area. Ciò in particolare ai giovani, attraverso quelli che sono i loro linguaggi.

Sarà un percorso politico e filosofico quello che Giffoni intraprenderà, già a partire da gennaio, con i musei del territorio. Per ora si parte con quelli di Paestum e di Pontecagnano, con i quali, già in passato, ci sono state preziose collaborazioni. Ma l’obiettivo ben più ambizioso è quello di ampliare la rete facendo squadra nel segno della cultura. Se ne è discusso questa mattina a Paestum, alla presenza del fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi, del director manager Jacopo Gubitosi e delle due direttrici Tiziana D’Angelo e Ilaria Menale. E’ stata ribadita la volontà di realizzare 10 short film che avranno il compito di raccontare ai ragazzi un’area archeologica o un museo, partendo da un’opera simbolo, come il Tuffatore nel caso di Paestum o il vaso del lupo cattivo per Pontecagnano. Reperti iconici, dietro i quali si nascondono particolari poco noti e curiosità che si prestano a una molteplicità di storytelling mirati ad avvicinare il pubblico dei teen, e non solo, ai vasti patrimoni che la Campania custodisce. Ma c’è molto di più.

“In un momento storico delicatissimo contrassegnato dalla crisi economica, dalla guerra, dai rincari, dalle aziende che abbassano ogni giorno le saracinesche lasciando in difficoltà le famiglie, dalla guerra e dai terremoti psicologici che tutto questo insieme di fattori scatena nei giovani ma anche negli adulti, dobbiamo ripensare al nostro ruolo ed osare, senza timori. C’è bisogno di choc, di nuove rivoluzioni – ha spiegato Gubitosi – Dobbiamo essere in grado, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, di far colloquiare le epoche, proprio come alcune istituzioni museali fanno, mettendo a confronto il passato e il contemporaneo. Questo ci aiuterà a ragionare sul rapporto tra i popoli. La cultura è un’arma potente ed è arrivato il tempo giusto per usarla senza timori. A breve a Giffoni apriranno le prime startup che coinvolgeranno tantissimi giovani: a noi si rivolgono grandi brand che ci chiedono aiuto per risolvere problemi, perché abbiamo le intelligenze e le competenze per poterlo fare. Ma tutto parte dalla vocazione umanistica e filosofica che ci siamo dati. Un motivo in più per essere vicini ai musei che hanno queste vocazioni nel loro Dna”.

Claudio Gubitosi

Rapporto con il territorio, senso di identità, internazionalizzazione, sono state le parole chiave di un dialogo costruttivo per mettere a fuoco le strategie che verranno messe in campo all’insegna della condivisione e dell’interscambio. Per il momento Giffoni ha messo a disposizione dei musei di Paestum, una delle perle del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni,  e Pontecagnano le sue strutture e saranno tanti i progetti di collaborazione che nasceranno da qui ai prossimi mesi. “Lavoriamo per la stessa missione – ha chiarito la direttrice di Paestum, Tiziana D’Angelo – Per noi è una collaborazione importante, che segna una linea di continuità, perché Giffoni, Paestum e Velia sono amici da molto tempo e si possono sempre costruire nuove storie. Chissa se i giffoner – ha detto scherzando – non troveranno finalmente quella risposta che archeologici e studiosi non sono riusciti a dare da più di cinquant’anni sul Tuffatore. Abbiamo parlato di territorio, di identità, di internazionalizzazione, di come facendo rete con il territorio possiamo rendere internazionale il nostro patrimonio. Siamo sulla strada giusta”.

In quest’ottica, nel 2023, a Paestum si terrà un convegno internazionale sui rapporti tra il Mediterraneo e l’Asia: non solo arte e archeologia, ma anche geopolitica con una serie di attività collaterali capaci di attrarre un bacino d’utenza sempre più ampio. “Il nostro vaso con il lupo cattivo che insegue una gorgone sarà presto protagonista di una delle storie che costruiremo con Giffoni. Vi invito a scoprire il nostro museo. Ringrazio Gubitosi. Questo è un momento importante per Pontecagnano per aprirsi ancora di più al territorio insieme a dei partner importanti, come il festival di Giffoni che parla non solo all’Italia ma al mondo – ha precisato la direttrice del museo di Pontecagnano Ilaria Menale – Coinvolgendo anche la direzione dei musei regionali riusciremo certamente a portare le nostre bellezze all’attenzione del mondo”.

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Esteri

Missili russi a Mykolaiv, sfiorata la centrale nucleare

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Un disastro sfiorato. Missili russi sparati nella notte sulla regione meridionale ucraina di Mykolaiv sono caduti ad appena trecento metri dai reattori della centrale nucleare di Pivdennoukrainsk, la seconda piu’ grande del Paese. “L’onda d’urto ha danneggiato gli edifici della centrale. Sono state scollegate anche tre linee elettriche ad alta tensione”, ha spiegato l’operatore di Kiev, Energoatom, precisando poi che “attualmente tutte e tre le unita’ di potenza della centrale funzionano normalmente” e “non ci sono vittime tra il personale”. I bombardamenti hanno ridotto in frantumi un centinaio di finestre e danneggiato una vicina centrale idroelettrica, mentre la caduta di un razzo ha provocato un cratere profondo due metri. Uno scampato pericolo che ha subito rilanciato l’allarme sui rischi per la sicurezza degli impianti atomici derivanti dal conflitto. “Gli invasori volevano sparare di nuovo, ma hanno dimenticato cos’e’ una centrale nucleare. La Russia mette in pericolo il mondo intero. Dobbiamo fermarla prima che sia troppo tardi”, ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Poche ore dopo, altri otto missili sono stati lanciati dai russi su Zaporizhzhia, nella regione che ospita la piu’ grande centrale nucleare d’Europa. Per Kiev, e’ l’ennesima dimostrazione dell’urgenza di smilitarizzare l’area. Una richiesta rilanciata nei giorni scorsi anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica ma sempre respinta da Mosca, che al contrario con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha accusato le forze ucraine di bombardare l’impianto con “armi fornite dai Paesi occidentali”, esponendo cosi’ “l’Europa al pericolo di una catastrofe nucleare”. Intanto, il Cremlino e’ tornato a farsi sentire bollando come “menzogne” le denunce sulle atrocita’ commesse dalle truppe russe prima del ritiro dalla regione di Kharkiv, dopo la scoperta di centinaia di corpi sommariamente sepolti in una foresta di Izyum, molti con segni di torture e violenze. Tra i 146 corpi riesumati finora, ha riferito il governatore Oleg Sinegubov, ci sono anche quelli di due bambini. “Si tratta dello stesso scenario di Bucha, e’ una menzogna, e naturalmente noi difenderemo la verita’”, ha affermato il portavoce Dmitry Peskov, intervenuto anche sulla promessa di Kiev di riprendersi l’intero territorio ucraino, compresa la Crimea. La penisola, ha detto, “e’ parte indivisibile della Russia e ogni pretesa sui territori russi ricevera’ un’adeguata risposta”. Tra Mosca e Kiev il rimpallo di responsabilita’ continua anche sugli attacchi che insanguinano l’Ucraina. I filorussi hanno denunciato un raid nemico a Donetsk con 13 civili uccisi, tra cui due bambini. Gli ucraini hanno riferito invece di 10 civili uccisi e 22 feriti in 24 ore. Intanto, mentre “stabilizza” i territori riconquistati – 80 mila km quadrati in tutto il Paese dall’inizio dell’invasione, secondo il procuratore generale Andriy Kostin -, l’esercito di Kiev continua la controffensiva nel Lugansk, dove ha ripreso nelle ultime ore il villaggio di Bilohorivka, alla periferia di Lysychansk. Una conquista importante sul piano simbolico, perche’ toglie a Mosca il pieno controllo sull’oblast. Ma il governatore Serhiy Gaidai ha chiesto pazienza alla popolazione. “Questo processo sara’ molto piu’ difficile che nella regione di Kharkiv, visto che non e’ realistico cogliere di sorpresa il nemico in questa direzione”. Quindi, ha avvertito, “ci sara’ una dura lotta per ogni centimetro della terra di Lugansk”. Anche nel Kherson gli ucraini rivendicano passi avanti. Secondo lo Stato maggiore, i russi sono ormai stretti tra l’avanzata delle loro forze e la riva destra del fiume Dnipro, al punto che alcuni comandanti starebbero cercando di mettersi in contatto con Kiev per negoziare la resa.

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