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Cibo sintetico, la petizione di Coldiretti contro gli alimenti da laboratorio

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Latte senza mucche, carne in laboratorio e pesce senza mare: il no di Coldiretti si esprime con la mobilitazione per raccogliere su tutto il territorio nazionale le firme utili per la presentazione di una legge di iniziativa popolare che vieti la produzione, l’utilizzo e la vendita di cibo sintetico nel nostro Paese. Prodotti che potrebbero presto inondare il mercato europeo sulla spinta delle multinazionali e dei colossi dell’hi tech. Una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro dell’agricoltura, dei nostri allevamenti e dell’intera filiera del cibo Made in Italy. La petizione può essere sottoscritta in tutti gli uffici Coldiretti delle cinque province della regione, nei mercati contadini di Campagna Amica e in tutti gli eventi.

Gennarino Masiello

“Questa non è solo la battaglia degli agricoltori e degli allevatori – evidenzia Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania – ma è una battaglia di civiltà per tutti i cittadini. Siamo di fronte ad una degenerazione della tecnologia, che diventa strumento speculativo della finanza. Cosa che temevamo da tempo. Creare cibo in laboratorio mette il bene primario nelle mani dei grandi capitali multinazionali, tagliando in un colpo solo produzione agricola, biodiversità, tutela del paesaggio, cultura. Chiederemo nelle prossime ore ai parlamentari, alla Regione, alle Province, ai Comuni, alle associazioni di pronunciarsi contro questa minaccia epocale, sottoscrivendo la proposta di legge affinché arrivi velocemente in Parlamento”.

Già ad inizio 2023 potrebbero essere, infatti, introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue, mentre entro il primo semestre 2023 negli Usa potrebbero entrare in commercio i primi prodotti sintetici.

Il primo prodotto di laboratorio è stata la finta carne della società americana Beyond Meat e sostenuta da importanti campagne di marketing che tendono a nascondere i colossali interessi commerciali e speculativi in ballo per esaltare invece il mito della maggior sostenibilità rispetto alle tradizionali attività di allevamento e pesca. Gli investimenti nel campo del cibo sintetico stanno crescendo molto sostenuti da diversi protagonisti del settore hi tech e della nuova finanza mondiale, da Bill Gates (fondatore di Microsoft) ad Eric Schmidt (cofondatore di Google), da Peter Thiel (co-fondatore di PayPal) a Marc Andreessen (fondatore di Netscape), da Jerry Yang (co-fondatore di Yahoo!) a Vinod Khosla (Sun Microsystems). L’esempio più lampante è quello della carne artificiale dove solo nel 2020 sono stati investiti 366 milioni di dollari, con una crescita del 6000% in 5 anni.

Per quanto riguarda la carne da laboratorio la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore, non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato. Ma non c’è solo la bistecca in provetta. Infatti la società Remilk vuole poi aprire una fabbrica chimica in Danimarca per la produzione di latte sintetico realizzato in laboratorio senza mucche. In Germania si lavora a bastoncini di sostanza ittica coltivati in vitro senza aver mai neppure visto il mare, mentre negli Usa si stanno buttando anche sul sushi in provetta.

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C’è anche il Sushi Wine per il food asiatico a Gustus, expo dei sapori mediterranei

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La novità assoluta è il Sushi Wine, un prodotto giusto per accompagnare il food asiatico: lo ha presentato ‘Cantine Mediterranee”, azienda napoletana presente a ‘Gustus’, expo dei sapori mediterranei anche quest’anno.

Oltre agli ottimi vini tradizionali, rossi e bianchi,  e al Sushi Wine, Cantine Mediterranee ha portato a ‘Gustus’ anche le bevande aromatizzate, cioè Sangria, Percoca, Fragola e lo Spritz già pronto da bere.

Una presenza ormai abituale: “Tre giorni intensi di business di alta qualità – ha detto Vincenzo Napolitano, titolare di Cantine Mediterranee- dove esserci è indispensabile”.

 

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Agro-food Italia, primo al mondo per ‘medaglie’ Unesco

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 All’Italia il primato mondiale dei riconoscimenti Unesco nel settore dell’agro-food: con 5 sui 68 totali assegnati a livello globale, il nostro Paese si posiziona al primo posto nella classifica. A seguire il Marocco con 4 riconoscimenti Unesco, 3 a Turchia e Azerbaigian, 2 a Belgio, Francia, Spagna, Tunisia, Giappone, Corea e Messico. I rimanenti sono 1 a testa nei vari altri Paesi. Questi i dati del rapporto su cibo e cultura presentato in occasione della conferenza a New York sul futuro della Dieta Mediterranea promossa dalla rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite.

“L’Italia, da questo punto di vista, è una potenza mondiale”, ha detto il presidente dell’organo degli esperti mondiali dell’Unesco Pier Luigi Petrillo, professore di Cultural Heritage alla Luiss Guido Carli e direttore della Cattedra Unesco dell’Università Unitelma Sapienza. Bilancio che arriva nella giornata in cui alla Farnesina si festeggia la cucina italiana nel mondo che durante questi giorni ha avuti eventi in tantissimi Paesi con “i cuochi – dice la Federazione – principali ambasciatori del made in Italy nel mondo”.

E il Governo, con i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, dell’ Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e della Salute, Orazio Schillaci, blinda la tradizione italiana a tavola contro il cibo sintetico (di ieri la notizia dell’ok dalla Food and Drug Administration Usa) e contro sistemi di etichettatura, come quella a semaforo del Nutriscore, che rischia di piegare uno strumento che nasce per la salute dei cittadini “alle logiche di marketing”, le parole di Schillaci.

“Il Nutriscore – dice poi Tajani – è un colossale errore che è parte di un attacco alla cucina mediterranea”. Non può essere “un semaforino a fermare le potenzialità benefiche di un modello come quello che abbiamo conosciuto”, rincara Lollobrigida sottolineando che la missione è quella di mettere al centro la produzione di qualità e attuare la difesa da modelli “che non sposano la tutela dei nostri prodotti”.

Sul cibo sintetico ribadisce che “l’Italia non si arrende”. Non possiamo mettere “nei piatti dei nostri figli bistecche realizzate in laboratorio che desertificano i territori di produzione”. In tal senso Coldiretti e Filiera Italia ricordano la petizione nazionale contro il “cibo in provetta”. E dal 2023 partirà un progetto che il ministero della Salute sta portando avanti con la Farnesina e riguarda la creazione di un Osservatorio sulla Dieta Mediterranea presso la Fao “come presidio a costante difesa di tutte le diete tradizionali e salutari presso uno snodo multilaterale strategico”.

A dare forza al percorso, il successo ottenuto con i riconoscimento Unesco. Il settore agro-alimentare, dice l’esperto Unesco, Petrillo, “è divenuto altamente sfidante, specialmente se si pensa che il cibo è sempre di più uno strumento di dialogo e di diplomazia. Proprio puntando sulla dimensione culturale del cibo, tra l’altro, si può battere l’assurda politica del ‘semaforo’ sugli alimenti che è altamente diseducativa e dannosa per le nostre produzioni tipiche”. Le 5 ‘medaglie’ Unesco dell’Italia nel settore agro-food (su 15 totali in varie categorie) riguardano Dieta Mediterranea, arte dei pizzaiuoli napoletani, cava e cerca del tartufo, transumanza, pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria.

E sulla Dieta Mediterranea: “Il riconoscimento Unesco segna un punto di svolta assoluto – dice Petrillo – perché da allora il cibo è stato percepito dalla comunità mondiale non solo come prodotto ma come fenomeno culturale ed identitario di uno stile di vita, di un modo di essere”. Il primo riconoscimento di sempre nella storia Unesco in ambito di cibo e pratiche alimentari. In ambito internazionale, dal 28 novembre al 2 dicembre prossimi, a Rabat, in Marocco, si riunirà il Comitato Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale che dovrà decidere, tra l’altro, sulla baguette francese e il tè cinese.

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Stati Uniti, mozzarella e prosciutto per la settimana della cucina italiana

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Mozzarella di Bufala Campana Dop e Prosciutto di Parma Dop rappresentano le eccellenze del Made in Italy negli Usa in occasione della “Settimana della Cucina italiana nel mondo”, in programma dal 14 fino al 20 novembre.

Promossa dal Ministero degli Esteri, la “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo” è dedicata quest’anno al tema “Convivialità, sostenibilità e innovazione: gli ingredienti della cucina italiana per la salute delle persone e la salvaguardia del pianeta”.

I Consorzi di Tutela dei due prodotti simbolo dell’Italia nel mondo sono a Washington dove hanno preso parte ieri, 14 novembre, all’evento di celebrazione nella sede dell’ambasciata italiana negli Usa. “Innovation & Technology for Sustainable food production” è il titolo del workshop, incentrato su come migliorare le produzioni nel settore agrifood in ottica sostenibile.

Al convegno, aperto dall’Ambasciatrice italiana negli Usa Mariangela Zappia, hanno partecipato Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma; Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop; Shawna Morris, senior vice President, Trade Policy – Us Dairy e Nick Gardner, Us Meat Institute.

“I produttori del nostro sistema agroalimentare, che coniugano in perfetto equilibrio tradizione e innovazione, con un uso responsabile delle risorse naturali e l’attenzione all’ambiente e alla minimizzazione dell’impatto climatico, sono dei modelli di ispirazione anche per gli Stati Uniti, i cui consumatori apprezzano sempre di più la qualità delle nostre eccellenze alimentari”, ha evidenziato l’Ambasciatrice Zappia.

“La tradizione ha bisogno di innovazione per poter affrontare le sfide del mondo globale anche in cucina. La cucina italiana si basa su prodotti di straordinaria qualità. Il nostro impegno deve essere volto a promuovere il modello della dieta mediterranea e parallelamente a far conoscere la qualità e versatilità in cucina delle nostre eccellenze, così che possano entrare nelle abitudini dei consumatori all’estero. Ad esempio, per restare negli Usa, sarebbe interessante preparare i loro classici macaroni cheese con la Bufala Campana Dop e la Pasta di Gragnano Igp”, ha sottolineato il direttore Saccani e ha aggiunto: “Siamo arrivati negli Usa subito dopo le elezioni di Midterm, il cui esito ci indica cosa potrà succedere nei prossimi mesi anche in tema di economia mondiale, al di là degli schieramenti politici”.

“L’impegno più sfidante che il Consorzio del Prosciutto di Parma si trova ad affrontare a quasi sessant’anni dalla sua fondazione – ha dichiarato Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma – è quello di portare avanti un modello operativo capace di coniugare sostenibilità ambientale, sociale ed economica, rispettando le norme di autenticità del prodotto e il legame inscindibile con il territorio in cui nasce la nostra DOP. Condividiamo con i nostri produttori una missione ben precisa: gestire responsabilmente l’intero processo produttivo e promuovere prestazioni ambientali con il minor impatto possibile, senza perdere mai di vista il benessere animale, la ricerca sui packaging alternativi e la valorizzazione di comportamenti virtuosi in tutta la filiera. In questo modo intendiamo consolidare, su questi temi così attuali, un’impronta etica riconoscibile e garantire ulteriormente la tutela imprescindibile del consumatore, sia nel mercato domestico che in quello internazionale”.

Nella sede dell’ambasciata i due Consorzi hanno dialogato con gli altri ospiti, portando oltreoceano le best practice adottate da due delle principali filiere agroalimentari nazionali. Sostenibilità (ambientale ma anche economica), benessere animale e tracciabilità sono i caratteri distintivi del lavoro portato avanti in questi anni dalla Bufala Campana e dal Prosciutto di Parma, tutti aspetti su cui si punta per rafforzare l’informazione e la comunicazione ai consumatori in merito ai valori che esprimono questi prodotti e anche al loro legame con il territorio.

Al centro del dibattito, durante la settimana americana promossa dalla nostra Ambasciata, ci saranno inoltre i temi della Dieta Mediterranea come modello di sostenibilità alimentare, il rapporto virtuoso tra uomo e natura, le caratteristiche organolettiche dei prodotti italiani e il contrasto all’Italian sounding, per favorire la tutela dell’autentico Made in Italy.

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