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Cronache

Chiese profanate e ostie consacrate rubate, tre casi in pochi giorni: si indaga anche sulla pista delle messe nere

Tre episodi di profanazione in pochi giorni a Pavia, Poggio Rusco e Scordia. Rubati un tabernacolo e pissidi contenenti ostie consacrate. I carabinieri indagano sui moventi e su eventuali collegamenti. Tra le piste considerate anche quella di rituali esoterici o messe nere, al momento non confermata.

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Cappelle profanate, tabernacoli divelti e ostie consacrate rubate. Tre episodi in pochi giorni tra Lombardia e Sicilia sui quali stanno indagando i carabinieri. Tra le ipotesi investigative viene considerato anche un possibile collegamento con messe nere o pratiche di gruppi satanici, ma al momento non risultano elementi sufficienti per indicare con certezza un unico movente o un legame tra i diversi episodi.

I casi sono avvenuti a Pavia, Poggio Rusco, nel Mantovano, e Scordia, in provincia di Catania.

A Poggio Rusco portato via un tabernacolo di marmo

Tra venerdì e sabato ignoti hanno forzato la porta posteriore della chiesa di Santa Maria Maddalena a Stoppiaro di Poggio Rusco.

Una volta raggiunto l’altare maggiore, i responsabili hanno smurato e portato via un tabernacolo in marmo risalente agli anni Cinquanta, dal valore stimato in circa 6mila euro.

All’interno si trovava una cassa metallica dorata che, al momento del furto, era vuota.

«È un furto sacrilego che colpisce tutta la comunità e offende la fede», ha commentato il sindaco Fabio Zacchi, auspicando la restituzione dell’opera.

A Pavia rubate le ostie consacrate

Più inquietante quanto accaduto nella cappella del cimitero monumentale di San Giovannino a Pavia.

Sabato è stato forzato l’ingresso della cappella e divelto il tabernacolo. I responsabili hanno portato via una pisside contenente ostie consacrate.

Alcune particole sono state successivamente ritrovate a terra e trasferite nel Duomo.

Per il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, le modalità dell’azione farebbero pensare a «una voluta profanazione e a una sottrazione intenzionale dell’Eucaristia».

Il vescovo ha definito l’episodio un «sacrilegio gravissimo», sottolineando il profondo significato che l’Eucaristia riveste per la fede cattolica.

Ostie sparite anche in Sicilia

Un episodio analogo è stato registrato a Scordia, nell’area metropolitana di Catania.

Nella chiesa di Santa Maria Maggiore è stata sottratta una pisside contenente ostie consacrate.

Anche in questo caso il gesto ha suscitato una forte reazione della comunità ecclesiale.

Il vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, si è detto «ferito e addolorato», invitando i fedeli alla preghiera e al perdono nei confronti dei responsabili.

L’ipotesi delle messe nere

Gli investigatori stanno cercando innanzitutto di stabilire il movente dei furti e se esistano eventuali collegamenti tra gli episodi.

La sottrazione di ostie consacrate porta inevitabilmente a considerare anche l’ipotesi di un utilizzo nell’ambito di rituali esoterici o cosiddette messe nere.

Si tratta, tuttavia, di una pista investigativa e non di una circostanza accertata. Nel caso del tabernacolo di Poggio Rusco, inoltre, potrebbe avere rilevanza anche il valore economico dell’opera sottratta.

Tre episodi sui quali indagano i carabinieri

Saranno quindi le indagini a chiarire se ci si trovi davanti a episodi indipendenti, a furti finalizzati alla sottrazione di oggetti di valore oppure ad azioni compiute con una specifica finalità sacrilega.

La concentrazione di tre profanazioni in pochi giorni ha comunque aumentato l’attenzione delle autorità e delle diocesi coinvolte.

Per le comunità cattoliche colpite, al danno materiale si aggiunge quello religioso: la sottrazione dell’Eucaristia rappresenta infatti uno degli atti considerati più gravi contro un luogo di culto e contro ciò che per i fedeli costituisce il centro stesso della celebrazione cristiana.

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Cronache

Poggiomarino, cade dalla scala al cimitero: operaio in coma

Un dipendente di una ditta di onoranze funebri, 58enne di Scafati, è rimasto gravemente ferito nel cimitero comunale di Poggiomarino. Sarebbe caduto da una scala, da circa tre metri, durante una tumulazione in una cappella privata. Ricoverato all’ospedale del Mare, è in coma e in pericolo di vita. Indagini dei carabinieri in corso.

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Un lavoratore di 58 anni, residente a Scafati, è ricoverato in coma e in pericolo di vita dopo un incidente sul lavoro nel cimitero comunale di Poggiomarino. Il dipendente di una ditta di onoranze funebri sarebbe caduto da una scala durante una tumulazione in una cappella privata.

La caduta durante la tumulazione

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 11 ottobre. Secondo una prima ricostruzione, ancora da verificare, l’uomo sarebbe precipitato da un’altezza di circa tre metri, battendo la testa e riportando diverse fratture.

Nel cimitero di Poggiomarino sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e della sezione radiomobile di Torre Annunziata.

Il ricovero all’ospedale del Mare

Il cinquantottenne è stato trasportato in ambulanza all’ospedale del Mare, a Napoli, dove si trova in rianimazione. È in coma e le sue condizioni sono gravissime.

Le indagini sulla dinamica

Sono in corso le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare le cause della caduta. Al momento non sono indicate eventuali responsabilità.

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Cronache

Fabrizio Corona rapinato a Milano: minacciato con un cacciavite

Fabrizio Corona ha denunciato un’aggressione e una rapina sotto casa, in via Gozzi a Milano. Sei uomini lo avrebbero minacciato con un cacciavite, sottraendogli collane e orecchini. Ha riportato lievi escoriazioni. I carabinieri verificano il suo racconto e analizzano le immagini delle telecamere.

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Accerchiato da sei uomini sotto casa, minacciato con un cacciavite e derubato di collane e orecchini. È quanto Fabrizio Corona ha riferito ai carabinieri dopo l’aggressione avvenuta nel pomeriggio di sabato 10 ottobre in via Gozzi, a Milano, nella zona di Città Studi. L’ex fotografo ha riportato alcune escoriazioni e ha rifiutato il trasporto in ospedale.

L’aggressione sotto casa

Secondo la prima ricostruzione, il gruppo avrebbe circondato Corona, aggredendolo e minacciandolo con un cacciavite, prima di sottrargli due collane e un paio di orecchini.

Dopo l’episodio, Corona ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Monforte, che hanno raccolto il suo racconto e avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica.

Il presunto riconoscimento di un aggressore

Ai militari, Corona avrebbe riferito di aver riconosciuto tra gli aggressori un imprenditore nei cui confronti sostiene di vantare un credito.

Si tratta di un’indicazione da verificare: il presunto riconoscimento e l’esistenza del rapporto economico non costituiscono, da soli, un accertamento di responsabilità né chiariscono il movente dell’aggressione.

Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare riscontri e identificare le persone coinvolte.

Il legale: «Qualche escoriazione, niente di grave»

Il suo avvocato, Ivano Chiesa, ha riferito di aver parlato con Corona dopo l’accaduto: «Lui ha qualche escoriazione, ma niente di grave».

Il legale ha inoltre riportato l’impressione del suo assistito secondo cui gli uomini avrebbero avuto un accento calabrese. È una percezione personale, che non consente di stabilire l’origine o l’identità degli aggressori.

Le indagini proseguono per chiarire circostanze, movente e responsabilità della rapina a Milano.

 

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Cronache

Termini Imerese, stop alla festa con Mauro Nardi: la scelta della sindaca

Maria Terranova non autorizza il programma della festa di San Daniele che prevede Mauro Nardi, richiamando le dichiarazioni televisive del cantante sulle esibizioni davanti a esponenti mafiosi e sui Casamonica. La sindaca precisa che la ricorrenza potrà essere riproposta con altri artisti. Il presidente dell’Antimafia regionale Cracolici esprime sostegno.

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Niente autorizzazione né patrocinio comunale alla festa di San Daniele con il programma che prevede Mauro Nardi. La sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, ha annunciato la decisione per i festeggiamenti del 17 ottobre, richiamando dichiarazioni televisive nelle quali il cantante avrebbe raccontato esibizioni davanti a esponenti mafiosi e rapporti di vicinanza con i Casamonica.

La prima cittadina precisa che la scelta non è contro la ricorrenza religiosa: la festa potrà essere riproposta con un programma diverso.

Le dichiarazioni richiamate da Terranova

Nel post pubblicato su Facebook, Terranova non nomina direttamente l’artista, identificato nel programma come Mauro Nardi, nome d’arte di Antonio Borrelli.

La sindaca riporta passaggi di interviste nei quali il cantante racconta di essersi esibito a feste private a Palermo, citando la presenza di figure note della storia mafiosa. Richiama inoltre le sue parole sui rapporti con i Casamonica, descritti in termini di affetto, compensi e regali ricevuti.

Sono queste dichiarazioni, secondo Terranova, a motivare il rifiuto dell’amministrazione di sostenere il programma proposto. La decisione riguarda l’evento e il patrocinio della città; non costituisce un accertamento giudiziario sulla persona del cantante.

«Non esprimo giudizi sulla persona»

Terranova distingue esplicitamente la propria valutazione amministrativa da un giudizio personale sull’artista.

«Non esprimo giudizi sulla persona», scrive, rivendicando la libertà di non concedere il patrocinio della città a uno spettacolo che ritiene incompatibile con i valori che intende rappresentare.

Il punto, nella posizione della sindaca, è la responsabilità dell’amministrazione nella scelta delle iniziative alle quali associare il nome del Comune.

Il richiamo a Falcone, Borsellino e alle vittime di mafia

Per spiegare la decisione, Terranova richiama la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino e don Pino Puglisi, insieme alle altre persone che hanno sacrificato la vita nel contrasto alla mafia.

La sindaca lega così il diniego alla necessità di rendere coerenti le commemorazioni e le scelte quotidiane dell’amministrazione.

Resta aperta la possibilità di organizzare i festeggiamenti di San Daniele, purché venga presentato un programma differente.

Il sostegno di Antonello Cracolici

Alla sindaca è arrivato l’appoggio di Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia.

Cracolici ha condiviso la decisione e annunciato che sabato mattina sarà a Termini Imerese per manifestare personalmente il proprio sostegno a Terranova.

Il precedente della festa del 2025

Già nell’edizione dell’anno scorso la festa di San Daniele era stata interessata da un intervento delle autorità: la Questuraaveva vietato l’esibizione di due artisti neomelodici e tiktoker napoletani.

Il precedente è distinto dalla scelta annunciata ora dalla sindaca, che riguarda il programma proposto per il 17 ottobre e l’associazione dell’amministrazione comunale all’iniziativa.

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