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Check Point trova una falla nei chip 4G e 5G di Qualcomm

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Check Point Research (CPR), divisione della compagnia di sicurezza informatica Check Point Software Technologies, ha scovato una vulnerabilita’ nei modem (MSM) sia 4G che 5G di Qualcomm. Questo e’ il chip che gestisce le telecomunicazioni di quasi il 40% degli smartphone al mondo. Se sfruttata, la vulnerabilita’ permetterebbe a terzi di accedere alla cronologia delle chiamate e ai messaggi SMS dei telefonini Android, cosi’ come all’audio delle conversazioni. Inoltre, la falla interessa anche lo sblocco della sim di un dispositivo, superando cosi’ le limitazioni imposte dagli operatori. Il bug di sicurezza, secondo quanto condiviso dal team CPR, puo’ consentire a qualsiasi app dannosa di nascondere le sue tracce all’interno dei chip dei modem, rendendosi completamente invisibile al sistema operativo Android e a qualsiasi misura di sicurezza di cui dispone. In altre parole, un telefono infettato da un’app, nasconderebbe le malefatte del codice “sotto” il sistema operativo. Yaniv Balmas, Head of Cyber Research di Check Point Software Technologies ha spiegato: “Credo che la nostra ultima ricerca sia un enorme passo avanti nelle analisi sui chip mobili, visto che verifiche simili sono sempre difficili da trovare per i ricercatori. Con il nostro lavoriamo speriamo di aiutare Qualcomm e altre aziende a creare chip piu’ sicuri. Ad oggi, quello che gli utenti Android devono fare e’ aggiornare all’ultimo sistema operativo il loro smartphone”.

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Boeing, primo volo del 737-10: è l’aereo più grande del mondo

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L’ultimo nato e il piu’ grande della famiglia degli aerei Max della Boeing, il 737-10, ha fatto il suo volo inaugurale oggi segnando una nuova tappa nel rilancio di questo velivolo, che era stato fermato per venti mesi dopo due incidenti mortali. L’aereo e’ decollato da Renton, nello Stato di Washington, ed e’ atterrato a Seattle. “Ha funzionato a meraviglia”, ha assicurato Jennifer Henderson, responsabile dei piloti del programma 737, che era al comando del volo.

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Spazio: astronauti cinesi sono nella stazione Tianhe

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 I tre astronauti cinesi a bordo della navicella Shenzhou-12 oggi sono entrati nel modulo centrale di Tianhe, la stazione spaziale del Paese. Lo ha reso noto la China Manned Space Agency. Dopo che Shenzhou-12 ha completato con successo un rapido aggancio automatizzato e un attracco con il modulo orbitante Tianhe, l’equipaggio e’ entrato nella capsula orbitale dalla capsula di ritorno della nave spaziale. La China Manned Space Agency ha riportato che dopo una serie di preparativi, gli astronauti hanno aperto i portelli del nodo e del modulo Tianhe e alle 18:48 ora di Pechino (le 12.48 in Italia), Nie Haisheng, Liu Boming e Tang Hongbo sono entrati uno per uno nel modulo. E’ la prima volta che i cinesi mettono piede nella loro stazione spaziale, dove svolgeranno il lavoro pertinente come previsto.

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Topi sani da spermatozoi esposti a raggi cosmici

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Godono di ottima salute i 168 topi spaziali nati da spermatozoi esposti per sei anni a radiazioni cosmiche a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). L’esperimento e’ stato ideato per capire se una permanenza prolungata nello spazio possa avere effetti sulla fertilita’. Pubblicato sulla rivista Science Advances, l’esperimento e’ stato condotto dal gruppo dell’Universita’ giapponese di Yamanash guidato da Teruhiko Wakayama. Nei prossimi decenni il Sistema Solare potrebbe vedere la nascita di avamposti e colonie umane, ma si conoscono ancora poco gli effetti che le radiazioni cosmiche possono avere sul corpo umano. In vista di future colonie abitate in forma stabile, prima sulla Luna e po su Marte, i ricercatori giapponesi hanno voluto analizzare i pericoli delle radiazioni su spermatozoi di topo conservati per anni sulla Stazione Spaziale dopo essere stati disidratati e conservati a basse temperature, in una sorta di liofilizzazione. La Stazione Spaziale si trova ad una quota nella quale gode ancora della protezione del campo magnetico terrestre, ma e’ comunque colpita da dosi di radiazioni cosmiche molto piu’ alte rispetto a quelle che raggiungono la superficie terrestre. L’esperimento e’ cominciato nel 2013, quando sulla Stazione Spaziale sono state trasportate 48 ampolle che contenevano gli spermatozoi liofilizzati di 12 topi. Una prima serie di ampolle e’ stata riportata a Terra dopo 9 mesi, una seconda dopo 2 anni e 9 mesi e le ultime dopo ben 6 anni. Una volta riportati a Terra, in laboratorio gli spermatozoi sono stati ‘reidratati’ e usati per fecondare degli ovuli. I risultati ottenuti nella prima sessione avevano dato ottimi risultati, nonostante gli spermatozoi avessero accumulato danni nel Dna a seguito delle radiazioni una volta utilizzati per le fecondazioni hanno dato vita a una prole sana, con lo stesso tasso di natalita’ dei topi ‘non spaziali’ e con la stessa proporzione tra maschi e femmine. I nuovi risultati relativi a tutte e 3 le sessioni indicano risultati grossomodo simili, tanto che lo studio si e’ spinto ad ipotizzare che lo sperma conservato in questo modo avrebbe potuto essere conservato con successo, senza subire gravi danni, per almeno 200 anni. Avamposti come potrebbe essere il futuro Lunar Gateway, a cui partecipa anche l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), esporranno a dosi di radiazioni molto piu’ alte ma secondo i ricercatori la conservazione di cellule germinali con le stesse tecniche di liofilizzazione potrebbe comunque garantirne la preservazione per molti anni anche in questi ambienti piu’ estremi.

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