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Che cosa succede in Afghanistan dopo le “bombe intelligenti” Usa e la fuga degli eserciti occidentali?

Angelo Turco

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Il regime di Najibullah, l’autocrate comunista lasciato solo nel 1989 a Kabul dalla possente Armata Rossa che non venne a capo di nulla dopo 10 anni di combattimenti all’ultimo respiro, durò tre anni. Poi i talebani spazzarono via ogni resistenza, ma anche ogni ragione.

Quanto tempo resisterà il presidente afgano Ashraf Ghani, ora che le armate americane stanno abbandonando rapidamente il campo? Qualche mese, dicono in molti, certo non i tre anni di Najibullah. 

Imponendo il loro calendario a tutti gli alleati -e alla NATO- gli Stati Uniti hanno anticipato al 4 di luglio -una data-simbolo, si capisce- l’inizio delle operazioni di ritirata previsto per l’11 Settembre, esattamente nel ventennale delle torri gemelle, da cui i disastrosi interventi mediorientali e centro-asiatici americani hanno avuto proditoriamente inizio.

Se ne vanno dunque: gli USA mettono fine con un atto unilaterale alla loro guerra più lunga, a sua volta iniziata con un atto unilaterale: invasione, bombardamenti, internazionalizzazione del conflitto. Sancendo così la loro sconfitta. Un’ennesima, clamorosa sconfitta degli Stati Uniti: altro che Invencible Armada….

Sono evaporati, sulle impervie montagne afghane, nelle gole profonde e rocciose, lungo gli aridi greti, qualcosa come 2.000 (duemila) miliardi di dollari. 50.000 civili vittime di danni collaterali. Famiglie distrutte, vincoli sociali frantumati, esodi inenarrabili, su brevi, su medie, su lunghe e lunghissime distanze, fino in Europa, attraverso l’Iran, la Turchia, le rotte balcaniche. 70.000 soldati afghani uccisi. 2.500 giovani americani non hanno fatto più ritorno a casa.

Per cosa? Per alimentare la sindrome americana del grilletto facile, che scambia i teatri di guerra nel mondo –dall’Asia all’Africa e all’America Latina- per i teatri di posa di Hollywood. E scambia, sì, la politica per la tromba che lancia alla carica il 7° Cavalleggeri. 

Ora se ne vanno: così hanno deciso e così si fa. Qualcuno ha provato a dire: restate ancora qualche tempo, si dia la possibilità r.e.a.l.e. al processo di pace inquadrato dagli accordi di Doha (29/2/2020), di dispiegare qualche effetto sul terreno. Ma la voce di così elementare buon senso del generale Joseph Dunford, già capo di stato maggiore dell’esercito statunitense, non è bastata: il buon senso non è di casa a Washington, a quanto pare, si tratti di democratici o repubblicani, quando si tratta di politica estera.

Afghanistan, Gardez. Un giovane soldato aghano monta la guardia con un mitra kalasnikov al check point di Cati Candou, 25 km da Gardez. Ph. Mario Laporta

Ci rivedremo a Kabul, amici miei, osservando da lontano lo sventolìo di lugubri bandiere vittoriose, temo presto. 

Angelo Turco, africanista, è uno studioso di teoria ed epistemologia della Geografia, professore emerito all’Università IULM di Milano, dove è stato Preside di Facoltà, Prorettore vicario e Presidente della Fondazione IULM.

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Clima, 1 miliardo da Bezos per proteggere terra e mare

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Un miliardo per proteggere la terra e il mare. E’ l’impegno di Jeff Bezos per tutelare il 30% del pianeta entro il 2030, nel tentativo di prevenire estinzioni di massa. Il Bezos Earth Fund non identifica i gruppi o le iniziative a cui sono destinati i fondi. “Daremo la priorita’ alle aree importanti per la biodiversità e daremo enfasi al ruolo centrale delle comunita’ locali”, spiega il fondo al Washington Post.

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Usa, video di agenti che frustano migranti al confine col Messico

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Non sono solo i talebani ad usare la frusta per mantenere l’ordine. A poche ore dal debutto di Joe Biden all’assemblea generale dell’Onu, i media Usa hanno diffuso immagini che sembrano mostrare agenti della polizia di frontiera americana a cavallo mentre usano la frusta contro i migranti che chiedono asilo al confine col Messico, dove e’ scoppiata una nuova crisi umanitaria per l’arrivo di oltre 10 mila persone. “Orribile da vedere”, ha commentata la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.

“Ho visto alcune delle immagini, non ho il contesto completo ma non riesco a immaginare quale contesto lo renderebbe appropriato”, ha detto. “Penso che nessun che abbia visto quelle immagini pensi sia accettabile o appropriato”, ha aggiunto. La gente, ha proseguito, e’ “comprensibilmente” offesa dalla possibilita’ che le forze dell’ordine usino le fruste o oggetti simili contro i migranti radunatisi vicino a Del Rio (Texas), molti dei quali da Haiti. Un caso imbarazzante di diritti umani per l’amministrazione Biden e per il suo ministro Alejandro Mayorkas, primo responsabile degli Interni ispanico degli Stati Uniti, anche lui figlio di rifugiati (cubani). Quanto alla decisione di Joe Biden di rimpatriare tutti i migranti alla frontiera, Psaki ha detto che “non e’ questo il momento di venire”.

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Russia, sparatoria in università a Perm: ci sono 8 morti e tanti feriti

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Ha aperto il fuoco in uno degli edifici dell’Università Statale di Perm in Russia, uccidendo 8 persine e ferendone diverse. La notizia è stata diffusa dalla Tass citando le informazioni preliminari arrivate da una fonte delle forze dell’ordine. “Una persona (poi identificata) è entrata nell’edificio universitario e ha aperto il fuoco. Alcuni studenti si sono chiusi negli auditorium delle facoltà per nascondersi dall’aggressore. Alcuni studenti sono saltati fuori dalle finestre. Le forze dell’ordine, allertate, sono prontamente arrivate  sul posto. L’autore della sparatoria è stato subito ucciso dalle forze dell’ordine nel corso dell’operazione di arresto. Il numero di persone uccise nella sparatoria all’Università Statale di Perm in Russia è al momento di a otto persone.

Sette feriti nella sparatoria all’Universita’ Statale di Perm sono stati portati in ospedale: lo stato di uno di loro e’ definito grave, quello di altri sei ‘di moderata gravita”. Lo ha riferito il servizio stampa del Ministero della Salute russo citato dalla Tass. Vladimir Putin ha espresso “le profonde condoglianze alle famiglie e agli amici delle persone uccise” nella sparatoria all’università di Perm. Questo il testo del messaggio diffuso dal Cremlino.

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