Collegati con noi

Economia

ChatGpt resta il gigante dell’IA, ma Google e Claude aprono la prima crepa nel dominio di OpenAI

ChatGpt supera il miliardo di utenti attivi mensili, ma la sua quota di mercato scende sotto il 50%. Crescono Gemini di Google e Claude di Anthropic, mentre la fiducia degli utenti diventa un fattore decisivo nella nuova competizione globale dell’intelligenza artificiale.

Pubblicato

del

Il primato resta solido, ma non più inattaccabile. ChatGpt ha superato il miliardo di utenti attivi mensili in tre anni e mezzo, un traguardo raggiunto con una velocità mai vista prima dalle grandi piattaforme digitali. Nessuna tra YouTube, Instagram, TikTok o Google Maps era cresciuta così rapidamente.

Eppure, proprio mentre conferma la propria forza globale, la piattaforma di OpenAI mostra le prime crepe. La quota di mercato è scesa sotto il 50%, mentre avanzano Gemini di Google e Claude di Anthropic. La corsa dell’intelligenza artificiale entra così in una fase nuova: non conta più soltanto chi offre il modello più potente, ma anche chi conquista fiducia, integrazione nei servizi quotidiani e capacità di monetizzare.

ChatGpt primo, ma non più solo

Secondo il rapporto di Sensor Tower sullo stato dell’intelligenza artificiale, ChatGpt conta oltre 1,1 miliardi di utenti attivi mensili. A febbraio erano circa 900 milioni. Il dato conferma la forza della piattaforma, ancora la più usata al mondo nel settore degli assistenti di intelligenza artificiale.

Alle sue spalle cresce però rapidamente Gemini, l’assistente IA di Google, arrivato a 662 milioni di utenti attivi mensili, più del doppio rispetto ai 326 milioni registrati pochi mesi prima. Una crescita favorita anche dall’integrazione nei prodotti e nell’ecosistema di Mountain View.

Ancora più marcata, in proporzione, la crescita di Claude di Anthropic, passato da 60 a 245 milioni di utenti attivi mensili. Un salto che segnala la capacità della società americana di intercettare una parte crescente del pubblico più attento a produttività, qualità delle risposte e posizionamento etico.

La quota di OpenAI scende sotto il 50%

Il dato simbolico è la discesa della quota di mercato di ChatGpt sotto la soglia del 50%. Alla fine di maggio la piattaforma di OpenAI si è fermata al 46,4%, mentre Gemini ha raggiunto il 27,7% e Claude il 10,3%.

Gli altri assistenti, tra cui Grok, Perplexity, DeepSeek e Meta AI, restano sotto il 5%. Il mercato, dunque, resta concentrato nelle mani di pochi grandi protagonisti, ma la distanza tra OpenAI e i principali inseguitori si sta riducendo.

Il peso della fiducia e delle scelte geopolitiche

A incidere non sono soltanto le funzioni offerte agli utenti. Il rapporto tra aziende tecnologiche, governi e difesa sta diventando un elemento sempre più sensibile.

L’accordo tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha provocato un picco di disinstallazioni dell’app ChatGpt negli Stati Uniti. Il segnale è chiaro: per una parte degli utenti la fiducia nel marchio e le scelte etiche e geopolitiche pesano quanto le prestazioni tecniche.

Lo sottolinea anche Vincenzo Cosenza, esperto di innovazione e intelligenza artificiale, secondo il quale non è più soltanto una corsa alle nuove funzionalità. La reputazione delle società che sviluppano IA diventa un fattore competitivo decisivo.

La sfida tra OpenAI e Google

Il mercato delle app di intelligenza artificiale continua comunque a crescere a ritmi impressionanti. Nella prima metà del 2026 gli utenti scaricheranno quasi 2,3 miliardi di app IA e spenderanno oltre 4,2 miliardi di dollari. Nel primo semestre 2025 la spesa era stata di 1,83 miliardi.

Il settore sta passando dalla fase della crescita esplosiva a quella della monetizzazione. Claude, in particolare, registra il tasso di conversione al pagamento più alto: il 13% degli utenti paga per utilizzare le funzioni premium.

Un mercato sempre più maturo

Anche il tempo trascorso sulle applicazioni IA è destinato a crescere. Gli analisti stimano un passaggio da 17,2 miliardi di ore nel primo semestre 2025 a circa 36 miliardi di ore nel primo semestre 2026.

I primi tre assistenti, ChatGpt, Gemini e Claude, concentrano l’89% del tempo trascorso dagli utenti sulle app di intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti, in particolare, gli utenti usano questi strumenti soprattutto per attività di produttività e sono più propensi a pagare per le funzionalità avanzate.

La partita dell’intelligenza artificiale si restringe

La competizione resta aperta, ma la sfida consumer sembra concentrarsi soprattutto tra OpenAI e Google. Anthropic cresce rapidamente, ma potrebbe avere maggiori difficoltà a conquistare grandi quote nel mercato di massa.

ChatGpt resta il gigante dell’intelligenza artificiale. Ma il suo dominio non appare più solitario. L’avanzata di Gemini, la crescita di Claude e il peso crescente della fiducia degli utenti mostrano che la nuova fase dell’IA sarà meno prevedibile, più competitiva e sempre più legata anche alle scelte politiche e industriali delle grandi piattaforme tecnologiche.

Advertisement

Economia

Il debito italiano sfonda quota 3.200 miliardi: nuovo record a giugno

A giugno il debito pubblico italiano è aumentato di 26,2 miliardi, raggiungendo il record di 3.207,2 miliardi. Cresce la quota detenuta dagli investitori stranieri, mentre diminuiscono quelle di Bankitalia, famiglie e imprese. Il governo punta a uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Pubblicato

del

Il debito pubblico italiano supera per la prima volta i 3.200 miliardi di euro. A giugno è aumentato di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo il nuovo massimo storico di 3.207,2 miliardi: circa 136 miliardi in più rispetto a un anno prima.

Dopo il rallentamento registrato alla fine del 2025, il debito è tornato a crescere quasi senza interruzioni dall’inizio del 2026, con la sola eccezione della lieve diminuzione di aprile.

Aumenta la quota detenuta all’estero

Continua a ridursi la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia, scesa a giugno dal 17,2% al 16,7%. In base agli ultimi dati disponibili, riferiti a maggio, sale invece dal 35,7% al 35,9% la parte in mano ai non residenti.

In diminuzione anche la quota detenuta dagli altri residenti, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, passata dal 14,7% al 14,5%.

Il record assoluto fornisce la dimensione nominale del debito, ma per valutarne la sostenibilità sono determinanti anche il rapporto con il Pil, la crescita economica e il costo degli interessi.

Entrate in calo a giugno, ma crescono nel semestre

A giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,2 miliardi, in diminuzione di 600 milioni rispetto allo stesso mese del 2025.

Il bilancio dei primi sei mesi rimane però positivo: le entrate hanno raggiunto i 261 miliardi, con un incremento di 3,6 miliardi, pari all’1,4%.

Il governo punta a uscire dalla procedura europea

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta fiduciosa sulla possibilità che l’Italia possa uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo dopo la revisione dei conti del 2025 attesa dall’Istat a settembre.

Meloni ha nuovamente attribuito al costo del Superbonus il mancato raggiungimento anticipato dell’obiettivo. L’uscita dalla procedura eliminerebbe alcuni vincoli di sorveglianza rafforzata, ma non garantirebbe automaticamente maggiore libertà di spesa, perché resterebbero gli impegni previsti dalle nuove regole europee.

Tra le ipotesi per la prossima manovra figura una riduzione dell’Irpef per i redditi fino a 60mila euro. Le simulazioni indicano benefici compresi tra 100 e 1.000 euro, ma platea, costi e soglie devono ancora essere definiti.

L’Italia cresce meno della media europea

Nel secondo trimestre il Pil è aumentato dello 0,4% nell’Eurozona e dello 0,5% nell’intera Unione europea. L’Italia si è fermata al +0,2%, dopo il +0,3% dei primi tre mesi dell’anno.

Tra i Paesi considerati, l’incremento italiano figura nella parte bassa della classifica insieme a Germania, Francia e Slovacchia. L’Irlanda registra invece la crescita più elevata, con un +3,9%.

Frase chiave: Il debito pubblico italiano ha superato a giugno i 3.200 miliardi di euro, raggiungendo un nuovo massimo storico.

Meta descrizione: Il debito pubblico italiano sale al record di 3.207,2 miliardi. Entrate tributarie in crescita nel semestre, mentre l’Italia resta indietro sul Pil.

Riassunto SEO: A giugno il debito pubblico italiano è aumentato di 26,2 miliardi, raggiungendo il record di 3.207,2 miliardi. Cresce la quota detenuta dagli investitori stranieri, mentre diminuiscono quelle di Bankitalia, famiglie e imprese. Il governo punta a uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Continua a leggere

Economia

Ferrero acquisisce Purely Elizabeth e rafforza la colazione salutistica negli Usa

Ferrero Group ha firmato un accordo per acquisire Purely Elizabeth, marchio americano specializzato in granola, cereali e prodotti salutistici. L’operazione rafforza la strategia del gruppo nel mercato nordamericano dopo l’acquisizione di WK Kellogg Co. Non sono stati resi noti i termini economici.

Pubblicato

del

Ferrero Group ha siglato un accordo per acquisire Purely Elizabeth, azienda statunitense specializzata in prodotti per la colazione e alimenti posizionati nel segmento salutistico.

L’operazione rafforza ulteriormente la presenza del gruppo di Alba nel mercato nordamericano, soprattutto nelle categorie dei cereali, della granola e dei prodotti cosiddetti “better-for-you”. Non sono stati comunicati il valore economico dell’accordo e i tempi previsti per il completamento dell’acquisizione.

Il marchio americano fondato nel 2009

Purely Elizabeth è stata fondata nel 2009 da Elizabeth Stein e ha sede a Boulder, in Colorado. Il suo portafoglio comprende granola, cereali, oatmeal e prodotti realizzati anche con cereali antichi, frutta secca e semi.

Il marchio propone diverse linee certificate senza glutine, biologiche, vegane o prive di organismi geneticamente modificati. Negli ultimi anni l’azienda ha registrato una forte crescita, sostenuta dall’interesse dei consumatori americani verso alimenti percepiti come più naturali e funzionali.

La strategia di Ferrero negli Stati Uniti

«Con il suo straordinario portafoglio di prodotti di qualità e gustosi, Purely Elizabeth è un’ottima aggiunta a Ferrero», ha dichiarato Giovanni Ferrero, presidente di Ferrero International, la holding del gruppo.

Secondo Ferrero, l’acquisizione completa e rafforza quella di WK Kellogg Co, il gruppo che controlla numerosi marchi storici dei cereali per la colazione negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi.

L’obiettivo è consolidare la presenza nel mercato americano della prima colazione e, contemporaneamente, ampliare l’offerta di prodotti salutistici. In questo segmento Ferrero ha già investito attraverso marchi come Eat Natural e Fulfil in Europa, Power Crunch in Nord America e Bold Snacks in Brasile.

L’acquisizione di Purely Elizabeth conferma la strategia di diversificazione perseguita dal gruppo: accanto ai tradizionali prodotti dolciari, Ferrero sta ampliando la propria presenza nei biscotti, nei gelati, nei cereali, negli snack proteici e negli alimenti destinati ai consumatori maggiormente attenti agli ingredienti e ai valori nutrizionali.

Frase chiave: Ferrero acquisisce Purely Elizabeth

Meta descrizione: Ferrero sigla l’accordo per acquisire Purely Elizabeth e rafforza negli Stati Uniti il business della colazione e dei prodotti salutistici.

Riassunto SEO: Ferrero Group ha firmato un accordo per acquisire Purely Elizabeth, marchio americano specializzato in granola, cereali e prodotti salutistici. L’operazione rafforza la strategia del gruppo nel mercato nordamericano dopo l’acquisizione di WK Kellogg Co. Non sono stati resi noti i termini economici.

Suggerimento immagini: confezioni di granola Purely Elizabeth accanto al logo Ferrero oppure Giovanni Ferrero durante un evento aziendale. Evitare fotomontaggi che possano suggerire la conclusione definitiva dell’operazione prima del perfezionamento dell’accordo.

Continua a leggere

Economia

UniCredit-Commerzbank, primo confronto Orcel-Orlopp sul cambio di controllo

Primo confronto diretto tra Andrea Orcel e Bettina Orlopp dopo la conquista da parte di UniCredit di circa il 48% di Commerzbank. Al centro gli effetti contabili, legali e gestionali del cambio di controllo.

Pubblicato

del

Si apre il dialogo diretto tra UniCredit e Commerzbank. Andrea Orcel e Bettina Orlopp hanno partecipato alla fine della scorsa settimana a una videoconferenza insieme con altri dirigenti dei due istituti, avviando il confronto sulle conseguenze del passaggio del controllo della banca tedesca.

Il colloquio non rappresenta ancora l’apertura di una trattativa formale sulla fusione. Le discussioni si sarebbero concentrate soprattutto sugli aspetti contabili, legali e sulla gestione dei rischi legati alla nuova struttura azionaria.

UniCredit vicina al 50 per cento

Tra le azioni già detenute e quelle ottenute attraverso l’offerta pubblica di scambio conclusa a luglio, UniCredit può contare su una partecipazione di circa il 48 per cento di Commerzbank.

Restano necessari gli ultimi passaggi regolamentari prima che il gruppo italiano possa esercitare pienamente i diritti collegati alla quota. Il confronto servirà quindi a preparare le due banche agli effetti concreti del cambio di controllo.

La telefonata apre la strada a ulteriori incontri nei prossimi mesi, durante i quali potranno essere affrontati anche il futuro assetto industriale, la governance e i rapporti tra Commerzbank e Hvb, la controllata tedesca di UniCredit.

Le divergenze sul piano industriale

Il progetto di UniCredit punta a rafforzare il posizionamento di Commerzbank sul mercato domestico tedesco, riducendo la dipendenza dalle attività internazionali di finanziamento e negoziazione.

Proprio su questo punto restano le maggiori distanze. Bettina Orlopp considera la rete internazionale una componente essenziale del modello industriale e si opporrebbe a un suo ridimensionamento. Le proposte riguardanti la divisione retail e le attività amministrative sarebbero invece meno controverse.

La stessa amministratrice delegata ha ricordato che qualsiasi modifica strutturale, compreso un eventuale accordo di controllo, richiederebbe almeno il 75 per cento dei voti in assemblea.

«Solo un approccio congiunto ha delle potenzialità», ha affermato Orlopp durante la recente presentazione dei risultati.

La posizione del governo tedesco

Nella partita resta centrale il governo di Berlino, ancora titolare di circa il 13 per cento di Commerzbank. L’esecutivo tedesco ha sempre chiesto garanzie sul mantenimento della sede a Francoforte, sui posti di lavoro e sul ruolo della banca nel finanziamento delle imprese nazionali.

Finora Berlino ha mostrato forti resistenze all’operazione e ha respinto le richieste di Orcel di avviare un negoziato diretto. Il nuovo equilibrio azionario rende però sempre più difficile ignorare il peso raggiunto da UniCredit.

Secondo le ipotesi allo studio, Commerzbank potrebbe restare un’entità autonoma per almeno due anni dopo il cambio di controllo. Soltanto in una fase successiva UniCredit valuterebbe una possibile integrazione con Hvb.

Nessuna scossa in Borsa

I mercati hanno accolto senza particolari reazioni la notizia del primo confronto. Commerzbank ha terminato la seduta di Francoforte in rialzo dello 0,2 per cento a 39,1 euro, mentre UniCredit ha registrato a Milano un aumento analogo, chiudendo a 84,6 euro.

Alla fine dello scorso anno Commerzbank impiegava quasi 40 mila persone, circa 25 mila delle quali in Germania e diecimila in Polonia. La forza lavoro di Hvb era invece composta da circa 8.400 dipendenti. Numeri che spiegano perché l’eventuale integrazione sia destinata a restare una questione industriale e politica di primo piano in Germania.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto