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Champions, tensione a Napoli per la presenza di 600 tifosi dell’Eintracht, i primi incidenti

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Man mano che si avvicina l’ora della partita fra Napoli ed Eintracht Francoforte al Maradona, aumenta la tensione. Un gruppo di circa 600 tifosi tedeschi, senza biglietto – l’ingresso allo stadio è inibito ai cittadini di Francoforte per il concreto rischio di disordini dopo quanto avvenuto nella città tedesca nella partita d’andata- ha attraversato tutto il centro di Napoli per arrivare fino a piazza del Gesù. I  tedeschi sono partiti dalla Riviera di Chiaia, passando per via Calabritto, piazza dei Martiri, via Chiaia: hanno raggiunto il centro e i Quartieri spagnoli, alcuni di loro sono saliti su per i vicoli.  Dall’alto vigila un elicottero e il folto gruppo è seguito dai poliziotti.

Ieri sera il gruppone è rimasto nell’hotel Continental  guardato a vista dai poliziotti. Questa mattina però ci sono stati lanci di fumogeni l’assalto ad alcuni bus.

Preoccupazioni per quello che può accadere sono state espresse dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha detto di essere in costante contatto con questore  e prefetto: “Spero che la situazione possa essere gestita senza danni alla città. Oggi deve essere una grande giornata di festa e di sport e mi auguro che questi comportamenti violenti non incidano sulla sicurezza dei cittadini”. Ieri sera in città si sono  già verificati incidenti. “Chiaramente c’è amarezza – ha ancora dettoManfredi- perché questa dovrebbe essere una giornata di festa anche in nome dell’amicizia italo-tedesca e dell’amicizia storica di Napoli con la Germania anche dal punto di vista del legame culturale tra i due popoli. Purtroppo ci sono state intemperanze del passato, giuste le decisioni prese dal ministero dell’Interno. Quando ci sono queste situazioni è sempre una sconfitta dello sport”.

 

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Affari Tuoi, Sara sfida il dottore e vince 50mila euro: partita sofferta ma premiata dal coraggio

Partita ricca di colpi di scena ad Affari Tuoi: Sara da Volpiano rifiuta le offerte del dottore e porta a casa 50mila euro dopo una sfida al cardiopalma.

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Serata complicata ad Affari Tuoi, il programma di Rai1 condotto da Stefano De Martino. Protagonista Sara, da Volpiano in provincia di Torino, in gara per il Piemonte insieme al compagno Daniele.

L’inizio è tra i peggiori possibili: escono subito pacchi pesanti, prima quello da 100mila euro e poi il più temuto da 300mila. La partita sembra compromessa fin dalle prime battute.

La rimonta e il momento decisivo

Con il passare dei turni, però, il gioco cambia volto. Sara riesce a eliminare diversi pacchi blu e a riequilibrare la partita. A cinque pacchi dalla fine la situazione torna incerta ma gestibile: tre rossi e due blu ancora in gioco.

Arriva l’offerta del dottore: 35mila euro per chiudere. Sara e Daniele decidono di rischiare e rifiutano.

Il rischio massimo e il finale

La scelta si rivela pericolosa: poco dopo esce anche il pacco da 200mila euro. La tensione sale. Restano in gioco 30mila e 50mila euro contro due pacchi blu, tra cui la “coperta anti-lite” di Herbert Ballerina.

Sara elimina prima i 200 euro, poi perde i 30mila. Si arriva così all’ultimo bivio: 50mila euro o la coperta.

Il dottore propone un cambio, ma Sara rifiuta ancora.

Il coraggio premiato

La scelta finale si rivela vincente: nel pacco di Sara ci sono 50mila euro. Una partita partita male, rimessa in piedi con pazienza e chiusa con coraggio.

Una vittoria costruita sul rischio, che alla fine paga.

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Budanov: “Guerra ferma al fronte, ma trattative in corso. Serve un nuovo ordine mondiale”

Il capo dell’intelligence ucraina Budanov: negoziati aperti con Mosca e Usa, fronte stabile e guerra destinata a ridefinire l’ordine globale.

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Il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov conferma che i contatti con Mosca sono in corso, pur senza risultati definitivi.
“Stiamo parlando con i russi e confidiamo di continuare”, afferma, sottolineando che l’attenzione è rivolta più ai risultati che alle dichiarazioni.

Sul piano umanitario proseguono gli scambi di prigionieri, mentre con gli Stati Uniti si sarebbe vicini a un’intesa sulle garanzie di sicurezza per il dopoguerra.

Fronte stabile e guerra di logoramento

Secondo Budanov, il fronte è sostanzialmente congelato dal 2023. Le operazioni si limitano a movimenti tattici senza avanzamenti significativi.

La Russia continua a puntare al controllo del Donbass e di Zaporizhzhia, ma senza risultati decisivi. Anche gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine non avrebbero raggiunto gli obiettivi strategici.

Strategia asimmetrica e attacchi in Russia

Kiev, spiega, ha scelto una strategia asimmetrica: colpire in profondità il territorio russo con droni e missili a lunga gittata per compensare la disparità di forze.

Una tattica che “fa male a Mosca”, ma non è sufficiente da sola a cambiare l’esito del conflitto.

Energia, sanzioni e scenari globali

Budanov evidenzia come il rialzo del prezzo del petrolio russo e l’allentamento di alcune sanzioni possano rafforzare economicamente il Cremlino.

Sottolinea inoltre i legami tra Russia e Iran sul piano militare e tecnologico, in un contesto internazionale sempre più interconnesso.

“Sta nascendo un nuovo ordine mondiale”

Per il capo dell’intelligence ucraina, il conflitto in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente fanno parte di un processo più ampio.

“Il vecchio ordine è morto”, afferma, delineando uno scenario in cui la guerra rappresenta una fase di transizione verso nuovi equilibri globali.

Posizioni e responsabilità

Le dichiarazioni di Budanov riflettono la posizione delle autorità ucraine nel contesto del conflitto. Gli sviluppi diplomatici e militari restano in evoluzione e soggetti a verifiche sul campo.

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Processo Maradona, si riparte: sette imputati per la morte del Pibe

Riparte il processo per la morte di Diego Armando Maradona. Sette sanitari imputati per omicidio con dolo eventuale.

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Riparte oggi, dopo undici mesi di stop, il processo per la morte di Diego Armando Maradona nell’aula della Settima sezione del Tribunale orale di San Isidro.

Sono passati cinque anni e cinque mesi dalla scomparsa del campione argentino, avvenuta il 25 novembre 2020, poco dopo un intervento chirurgico al cervello.

L’accusa: assistenza inadeguata

Secondo i magistrati Patricio Ferrari e Cosme Iribarren, l’arresto cardiorespiratorio sarebbe stato provocato da un’assistenza sanitaria definita “precaria” o addirittura inesistente durante la convalescenza domiciliare.

Nel primo processo, poi sospeso per l’esclusione di un giudice, l’accusa aveva già delineato una linea netta, sostenendo che le condizioni di Maradona fossero evidenti e che non fossero state gestite adeguatamente.

Sette imputati a giudizio

Sono sette i sanitari rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio con dolo eventuale, reato che prevede pene da 8 a 25 anni di carcere.

Il processo vedrà anche un filone separato per un’ulteriore imputata, che sarà giudicata con rito a giuria.

Nuovo collegio e 92 testimoni

Davanti al nuovo collegio giudicante sfileranno 92 testimoni, diversi rispetto a quelli ascoltati nel procedimento precedente. Le udienze sono previste due volte a settimana.

Gli inquirenti intendono ricostruire integralmente la vicenda, partendo dalla decisione di trasferire Maradona in un’abitazione privata dopo l’operazione, invece che in una struttura specializzata.

Il ruolo della famiglia

Le figlie del campione hanno più volte sostenuto che il padre fosse isolato e non adeguatamente seguito. Secondo l’accusa, in quel contesto la morte sarebbe stata “prevedibile”.

Il processo punta ora ad accertare eventuali responsabilità penali. Come previsto dalla legge argentina, gli imputati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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