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Champions, Allegri a Madrid vuole almeno un gol e punta sulla difesa Chiellini/Bonucci

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Il prossimo obiettivo della Juventus “e’ fare gol a Madrid”. Superato con un largo 3-0 l’ostacolo Frosinone, la capolista puo’ finalmente concentrarsi sull’impegno di mercoledi’ contro l’Atletico. Rinfrancata dal ritorno di Chiellini e Bonucci, titolari al centro della difesa, e dal ritrovato feeling con il gol di Dybala, Allegri fissa gli obiettivi per il match di andata con la squadra di Simeone: “Dobbiamo segnare almeno un gol a Madrid, il nostro passaggio del turno dipende da quello – spiega il tecnico bianconero -. Sara’ una sfida aperta, abbiamo le stesse possibilita’ loro di passare il turno. La squadra e’ in crescita, stiamo anche meglio rispetto alle prime settimane”. Il ritorno di Chiellini infonde fiducia in vista del match di mercoledi’, ed e’ stato schierato titolare a sorpresa fin dal primo minuto dopo che alla vigilia l’obiettivo era far entrare il capitano a partita in corso: “Rugani non era a disposizione, inoltre e’ sempre meglio schierare subito in campo i giocatori quando rientrano dagli infortuni, bisogna metterli subito in moto. Dybala? Siamo contenti, Paulo voleva il gol e gli attaccanti vivono anche per questo”. Segnali importanti in chiave Champions, anche se in vista di Madrid la formazione non e’ decisa: “Ho qualche dubbio, ci sara’ Alex Sandro, a centrocampo stanno tutti bene. Vedremo chi giochera’, Dybala e’ in ottima condizione e torna anche Douglas Costa. Ci sara’ molta fisicita’, bisogna tenere botta”. Pensa ai prossimi impegni anche Baroni, deluso dal risultato prevedibile ma rinfrancato dalla prestazione della sua squadra: “Il divario tecnico e di personalita’ e’ visibile e andare sotto per 2-0 dopo 18′ non era facile – racconta il tecnico del Frosinone -. Avevo chiesto alla squadra la prestazione al di la’ del risultato, di non fare un passo indietro rispetto alle altre partite. Nonostante le difficolta’ siamo rimasti compatti, di questa sconfitta resta la prestazione: un punto di crescita”. A sorpresa Baroni ha schierato Molinaro sulla fascia sinistra, lasciando a riposo Beghetto: “Non possiamo giocare con 11 o 12 giocatori, Molinaro mi aveva dato dei segnali e oggi mi e’ piaciuta la sua prestazione. Siamo migliorati in compattezza, in fase di attesa, ma ci serve anche buona gestione e Molinaro, giocatore ritrovato, se giochera’ il posto con Beghetto”.

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Niente accordo in Figc, slitta voto del 4 novembre

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La disputa tra la Figc e la Lega Serie A è destinata a proseguire, ma con nuove regole in gioco. L’incontro tenutosi nella sede della Federcalcio tra il presidente federale Gabriele Gravina e le componenti del mondo del calcio, a cui non ha preso parte il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, non ha portato a un accordo definitivo. Nonostante le circa due ore di confronto, nessun accordo è stato trovato in merito alla nuova rimodulazione dei pesi della Serie A, sia per quanto riguarda le percentuali elettorali sia il consiglio federale, in seguito all’emendamento Mulé.

Gravina ha annunciato che, senza aver discusso richieste e numeri specifici, proporrà al Consiglio federale, già fissato per lunedì 29 luglio, la possibilità di convocare un’assemblea per la modifica dello statuto. Questo passaggio è visto come necessario per favorire una riflessione approfondita e fruttuosa sulle modifiche da attuare nelle prossime settimane.

Il confronto assembleare è ormai inevitabile e si tradurrà nella modifica dello statuto federale, unica soluzione per soddisfare le richieste della Lega Serie A. Di conseguenza, l’assemblea elettiva prevista per il 4 novembre sarà quasi certamente trasformata in straordinaria per modificare lo statuto, facendo slittare l’elezione del nuovo presidente Figc al 2025. Infatti, le norme federali prevedono che passino almeno 60 giorni per convocare una nuova assemblea elettiva, il cui termine sarà quindi fissato da gennaio in poi.

Le richieste della Serie A comprendono una maggiore autonomia delle leghe dal punto di vista organizzativo, l’ordinamento dei campionati e delle componenti, e soprattutto uno statuto speciale che aumenti la quota del professionismo al 50%, conferendo alla Serie A un peso preponderante. Per soddisfare queste richieste, è necessaria una modifica statutaria.

Durante la riunione, il presidente della Lnd, Giancarlo Abete, ha sottolineato che ai dilettanti non è stata richiesta una riduzione delle loro quote elettorali. Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha espresso favore per la creazione di un “percorso che metta insieme tutti”, evidenziando l’apertura della Serie C a ogni posizione e l’importanza di rafforzare le peculiarità di ciascuna lega del sistema calcio.

La prossima mossa decisiva avverrà il 29 luglio in consiglio, dove si discuterà la proposta di Gravina. Questo incontro sarà cruciale per determinare il futuro del calcio italiano e le relazioni tra Figc e Lega Serie A.

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Calciomercato, si raffredda la trattativa tra Napoli e Psg per Osimhen

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Sembrava fatta e invece la trattativa tra il Napoli e il Paris Saint Germain su Osimhen è ancora in pieno corso, anzi con dubbi. Il club parigino del miliardario Nasser Al-Khelaïfi e del tecnico Luis Enrique sta infatti vivendo un blocco nel cuore della squadra in cui, come riferisce oggi il quotidiano francese L’Equipe sia Kolo Muani che Gonzalo Ramos, due attaccanti messi dal club sul mercato, non vogliono lasciare la squadra, cercando di convincere il tecnico.

Uno stop che ha rallentato le trattative con il Napoli che stava parlando con il Psg per concedere uno sconto sui 130 milioni della clausola, vendendolo però non sotto i 100 milioni che il Napoli è pronto a reinvestire. In Francia la trattativa è quindi data rallentata, con Osimhen che aspetta risposte ed è pronto a volare a Parigi. L’attaccante nigeriano ha partecipato al ritiro a Dimaro conoscendo il nuovo tecnico Conte, ma non ha giocato le due amichevoli per evitare infortuni e ieri alla fine del ritiro ha salutato i tifosi del Napoi a Dimaro, come in un addio. Ora però tutto torna in dubbio.

Intanto il tecnico Conte aspetta, dopo la fine del ritiro di Dimaro, l’arrivo dei nazionali per la seconda parte a Castel di Sangro, in Abruzzo, da giovedì. In arrivo anche Giovanni Di Lorenzo, che ha riacceso il suo affetto per Napoli in una sua lettera e su cui oggi ha parlato il suo procuratore Mario Giuffredi.

“Dopo la vittoria dello scudetto – ha detto Giuffredi – Giovanni si è trovato con cambi radicali di allenatore, del ds Giuntoli andato via e c’è stato anche un presidente De Laurentiis molto più vivo nella società. Nessuno si aspettava di fare un campionato da decimo posto. Da parte di Di Lorenzo e dei compagni di squadra, sono stati vissuti momenti difficilissimi, ma pensavano che a un certo punto sarebbero riusciti a rialzarsi, invece le cose peggioravano e ci fu frustrazione, delusione. E’ un ragazzo che ha passato un’annata difficile, che mai pensava di vivere. Di Lorenzo si è anche sostituito un po’ ai dirigenti, prendendo parte di tantissimi problemi, non di natura calcistica, tra la società e la squadra. Parlavo sempre con lui e mi disse che se fosse arrivato Antonio Conte sarebbe rimasto, era l’unico allenatore che poteva farlo rimanere”.

Giuffredi narra anche di un episodio: “In Fiorentina-Napoli Di Lorenzo – spiega – non va a giocare la partita, resta in camera perché non stava benissimo; a fine partita, quando la squadra va a prendere il treno, il pullman passa a prendere Di Lorenzo in albergo, provano a chiamare il ragazzo che non risponde al telefono. I dottori entrano nella stanza e trovano il ragazzo collassato. E’ stato un episodio dovuto al tanto stress. Il giorno dopo, invece, si ritrova scritto sui giornali che Di Lorenzo ha finto di star male perché aveva un accordo con la Juventus e non voleva andare alla partita. Non poteva esserci cosa più ingenerosa di questa. Di quella situazione c’è rimasto male perché, nonostante il club sapesse dell’accaduto, nessuno della società abbia fatto una smentita a quelle voci infondate”.

Il manager ha citato anche la sostituzione di Di Lorenzo a pochi minuti dalla fine dell’ultimo match in campionato che gli ha portato i fischi del Maradona “cambio deciso – spiega il procuratore – da un allenatore che ha fatto una roba neanche nella fantasia più assoluta si può pensare di fare”. Il manager racconta anche di inizio difficile di Di Lorenzo nel rapporto con il nuovo ds Manna “poi è arrivato Conte – spiega – che mi ha incontrato, mi ha ascoltato lamentarmi per un’ora poi si è posto come un campione, ha capito tutto ciò che era successo. Ci ha dato ragione su determinati aspetti e si è affiancato a me e a Di Lorenzo e che ha fatto di tutto per rimettere tutto a posto”.

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Osimhen e Lukaku ore decisive, la Roma stringe per Soulè

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La settimana decisiva per OSIMHEN e LUKAKU. Potrebbe essere quella che comincerà domani, perché dopo il passaggio di MORATA al Milan è partito il valzer delle punte. Dipenderà anche da quando il Psg riuscirà a cedere KOLO MUANI, che non vuole lasciare il club della capitale dopo appena un anno dal suo arrivo. In ogni caso la partenza dell’attaccante francese aprirà le porte all’arrivo di Osimhen, per il quale non è detto che il Psg paghi l’intero ammontare della clausola rescissoria di 120 milioni. In attesa di capire quale sarà la reale proposta (potrebbe essere intorno ai cento milioni), il Napolisi è cautelato bloccando LUKAKU, con il quale c’è già l’accordo per un triennale da 6 milioni all’anno. La società del presidente De Laurentiis è anche pronta a prendere il belga a titolo definitivo dal Chelsea, ma non per i 35 milioni di sterline (circa 41 milioni di euro) chiesti dai Blues.

La sensazione è che alla fine l’operazione si farà. In uscita dal Napoli c’è anche il Cholito SIMEONE, per il quale si è fatta avanti la Lazio, e la trattativa sta andando avanti. Intanto il presidente Lotito ha definito la cessione di MARCOS ANTONIO al San Paolo, che ha ‘soffiato’ il giocatore al Flamengo, e ora cerca di stringere per JOBE BELLINGHAM. Il Napoli, invece, attende anche una risposta da OSTIGARD, che è stato ceduto al Rennes per 6 milioni ma non ha ancora fatto sapere se accetta il trasferimento. In dirittura d’arrivo anche il prestito di LINDSTROM all’Everton. Sul fronte delle cessioni è al lavoro anche la Juventus, e il nome più caldo è sempre quello di SOULE’, per il quale i bianconeri hanno in mano la proposta di 30 milioni di euro fatta dal Leicester.

Ma anche la Roma è in pressing sul giocatore, che vorrebbe rimanere in Italia. E’ possibile che nei prossimi giorni il ds dei giallorossi Ghisolfi rilanci per pareggiare, o anche migliorare, la proposta degli inglesi, anche con l’inserimento di un’eventuale percentuale sulla futura rivendita. Per HUIJSEN, che partirà, Giuntoli chiede 20 milioni, e Wolfsburg e Stoccarda sono interessate. Potrebbe partire anche RUGANI, con destinazione Bologna, mentre è tutto fermo per il neo-sposo CHIESA. In entrata il ds dei bianconeri è sempre al lavoro per TODIBO del Nizza. Se dovesse andare via anche MILIK, verrà fatto un tentativo con il Genoa per avere RETEGUI, sul quale c’è anche la Roma. Se il grifone rossoblù dovesse cedere l’italo-argentino, andrebbe poi su NZOLA, in uscita dalla Fiorentina.

L’Inter invece cerca un difensore, e il profilo individuato è RENAN, brasiliano dello Zenit in prestito all’Internacional. Intanto sembra entrata nella fase finale la trattativa tra l’Arsenal e il Bologna per CALAFIORI, perché il club emiliano e il Basilea avrebbe trovato un accordo sulla percentuale che spetta agli svizzeri, che a suo tempo era stata fissata al 40% e che ora il Bologna riteneva troppo elevata essendo stato solo ed esclusivamente il club rossoblù, questa era la sua tesi, a valorizzare il giocatore.

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