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Cervello malnutrito nella società opulenta: gli italiani mangiano male e il cervello ne paga il prezzo
Secondo un saggio di Eliana Liotta e Michela Matteoli l’alimentazione degli italiani è povera di nutrienti essenziali per il cervello.
In una società ricca di cibo, il cervello degli italiani rischia paradossalmente di essere malnutrito.
È quanto emerge dall’analisi di numerosi studi scientifici raccolti dalla giornalista scientifica Eliana Liotta e dalla neuroscienziata Michela Matteoli, già direttrice dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr e oggi ricercatrice in Humanitas.
Le due studiose lo spiegano nel saggio La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita, in uscita nella collana Scienze per la vita di Sonzogno.
L’intervista e l’anticipazione del libro sono state pubblicate dal Corriere della Sera.
Il cervello come una città di neuroni
Nel libro il cervello viene descritto come una grande città in movimento, composta da miliardi di neuroni collegati tra loro attraverso le sinapsi, i punti di contatto dove si scambiano impulsi elettrici e neurotrasmettitori.
Da questi scambi nascono pensieri, emozioni e ricordi. Più le connessioni sono numerose e funzionano bene, più il “traffico” delle informazioni scorre in modo efficiente.
Superare la separazione tra mente e corpo
Per comprendere il funzionamento del cervello bisogna però abbandonare una concezione antica, quella della separazione tra mente e corpo.
Il neurologo portoghese Antonio Damasio ha definito questa visione “l’errore di Cartesio”: l’idea che la mente fosse indipendente dal corpo.
Secondo le autrici, invece, alimentazione, stato fisico e vita emotiva sono profondamente collegati.
I neurotrasmettitori che regolano l’equilibrio mentale
Tre sostanze chimiche sono fondamentali per il benessere quotidiano:
- serotonina, legata al buonumore
- dopamina, che sostiene motivazione ed energia
- melatonina, che regola il ritmo sonno-veglia
Il cervello però può produrle solo se riceve dal cibo le materie prime necessarie.
Nove nutrienti essenziali spesso carenti
Secondo i dati raccolti dalle autrici, l’alimentazione media degli italiani è carente di nove nutrienti fondamentali per il sistema nervoso:
- omega-3
- vitamine del gruppo B
- vitamina D
- ferro
- triptofano
- magnesio
- potassio
- fibre
- iodio
Queste sostanze sono indispensabili per la produzione dei neurotrasmettitori e per la salute delle cellule nervose.
Potassio e sonno: gli italiani ne assumono troppo poco
Il potassio, coinvolto nei meccanismi del sonno, è presente soprattutto in frutta, verdura, legumi, patate e cacao.
Gli italiani ne assumono mediamente 2,2–2,5 grammi al giorno, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda 3,5 grammi.
Ferro e vitamine per umore e motivazione
La produzione di serotonina e dopamina dipende anche da triptofano, ferro e vitamine del gruppo B.
Secondo i dati internazionali, circa il 14% delle donne italiane in età fertile è carente di ferro, mentre alcune vitamine del gruppo B risultano insufficienti in una parte significativa della popolazione.
Omega-3 e vitamina D per memoria e apprendimento
Per la memoria e la concentrazione sono fondamentali gli omega-3, che favoriscono la comunicazione tra le sinapsi.
La mappa mondiale degli omega-3 del 2024 indica per l’Italia valori compresi tra 4 e 6%, inferiori alla soglia ottimale dell’8%.
Anche la vitamina D, che contribuisce al rilascio dei neurotrasmettitori, risulta carente in oltre la metà degli italiani.
Il ruolo delle fibre e del microbiota
Le fibre sono essenziali perché alimentano il microbiota intestinale, i batteri che vivono nell’intestino e producono sostanze utili al cervello.
Una loro carenza è stata associata a depressione, ansia e malattie neurodegenerative.
Gli italiani ne consumano mediamente 18 grammi al giorno, contro i 25–30 raccomandati, anche perché mangiano:
- il 45% di frutta in meno
- il 50% di verdura in meno
- l’85% di legumi in meno rispetto alle indicazioni nutrizionali.
Non solo cibo: i nutrimenti della mente
Secondo le autrici, però, il cervello non si nutre soltanto di sostanze biologiche.
Accanto ai cibi materiali esistono anche nutrimenti immateriali, come:
- le relazioni sociali
- l’apprendimento
- la lettura
- la meraviglia
- la ricerca della pace interiore.
Gli studi di neuroimaging mostrano infatti che le persone soddisfatte della propria vita sociale presentano una maggiore densità di materia grigia in alcune aree del cervello.
L’eco delle emozioni nel corpo
Le emozioni, spiegano Liotta e Matteoli, lasciano tracce nel cervello e nel corpo.
Ogni esperienza condivisa — una cena, una risata, un amore — contribuisce a modellare le connessioni neurali.
Il libro si chiude con un richiamo simbolico al Promemoria di Gianni Rodari, che invita a ricordare le azioni quotidiane necessarie alla vita e quelle che non dovrebbero essere mai compiute.
Tra queste ultime, scrive Rodari, c’è la guerra.
In Evidenza
Nasce Ivory, il social italiano che punta su contenuti verificati e qualità
Arriva Ivory, il social nato in Italia che punta su identità verificata e contenuti di qualità. Obiettivo: contrastare fake news e viralità senza controllo.
Si chiama Ivory ed è il nuovo social network ideato per valorizzare contenuti verificati e competenze, con apertura al pubblico prevista dal 30 aprile.
Tra i fondatori Uel Bertin e Adam Nettles, che hanno sviluppato il progetto partendo dall’esigenza di creare uno spazio digitale più affidabile e orientato alla conoscenza.
Identità verificata e livelli di competenza
Uno degli elementi distintivi della piattaforma è la distinzione tra utenti verificati e non verificati.
I primi dovranno certificare la propria identità, mentre i secondi potranno accedere ai contenuti senza interagire.
All’interno degli utenti verificati è prevista una ulteriore classificazione basata sulle competenze: livello base, avanzato e accademico, con l’obiettivo di valorizzare contributi qualificati.
Algoritmo e contenuti: meno viralità, più valore
Ivory propone un algoritmo che privilegia la qualità rispetto alla viralità.
L’idea è quella di incentivare contenuti informati e approfonditi, superando le logiche dei social tradizionali, dove spesso la visibilità è legata più all’impatto immediato che alla sostanza.
Le “Torri d’avorio” e il modello peer review
Le conversazioni saranno organizzate in aree tematiche chiamate “Torri d’avorio”, ispirate a comunità accademiche e forum specialistici.
Il sistema di valutazione dei contenuti si basa su meccanismi simili alla revisione tra pari, con feedback degli utenti che contribuiscono alla credibilità dei contributi.
Un modello tra apertura e selezione
Il progetto punta a creare uno spazio inclusivo ma al tempo stesso orientato alla qualità.
Secondo i promotori, non si tratta di escludere, ma di incentivare un approccio più consapevole alla partecipazione online, basato sull’apprendimento e sull’approfondimento.
Privacy, Europa e modello economico
Ivory nasce con un’impostazione conforme al GDPR e con l’ambizione di inserirsi nel dibattito su una maggiore autonomia digitale europea.
La piattaforma prevede pubblicità mirata ma senza condivisione dei dati con terze parti né monitoraggio invasivo del tempo trascorso online.
Obiettivo: informazione e conoscenza
Tra gli sviluppi futuri, anche la possibilità di pubblicare e distribuire articoli scientifici, con un sistema di revisione affidato a esperti del settore.
Ivory si propone così come un esperimento nel panorama dei social network, con l’obiettivo dichiarato di riportare al centro informazione, competenza e qualità dei contenuti.
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