All’Università degli Studi di Napoli Federico II nasce B2R, Biohybrid and Biomimetic Robotics Lab, nuova infrastruttura dedicata alla robotica bioibrida e biomimetica capace di dialogare direttamente con il corpo umano.
Il laboratorio fa parte della rete nazionale Brief, progetto finanziato dal Pnrr e sostenuto da NextGenerationEU, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna insieme al Politecnico di Bari e alla Federico II.
L’obiettivo è trasformare la ricerca avanzata in tecnologie concrete per medicina, riabilitazione e chirurgia.
Protesi ed esoscheletri che dialogano con il cervello
Il laboratorio si concentra soprattutto su protesi intelligenti, esoscheletri e robot medicali progettati per integrarsi con l’organismo umano e aiutare persone che hanno perso funzioni motorie.
Coordinatore del progetto è Bruno Siciliano, mentre la guida scientifica del laboratorio è affidata a Fanny Ficuciello.
“La finalità è creare robot che diventino parte dell’essere umano”, spiega Ficuciello.
La vera innovazione riguarda le interfacce uomo-macchina, capaci di leggere segnali cerebrali e nervosi per restituire movimento e percezione sensoriale.
Esoscheletri sperimentati su pazienti SLA
Uno dei filoni più avanzati riguarda lo sviluppo di esoscheletri intelligenti destinati anche ai pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Le sperimentazioni sono già in corso al Policlinico universitario.
L’obiettivo è migliorare la comunicazione tra paziente e macchina, superando i limiti attuali delle protesi tradizionali.
I ricercatori puntano a creare sistemi dotati di “intelligenza intrinseca”, capaci di completare autonomamente i movimenti grazie a sensori avanzati e controlli bioispirati.
Mini robot chirurgici dentro il corpo umano
Accanto alla robotica riabilitativa cresce anche il settore della chirurgia robotica soft.
Il progetto Endotheranostics, guidato da Bruno Siciliano, lavora allo sviluppo di mini robot biocompatibili in grado di entrare nel corpo attraverso cavità naturali senza interventi chirurgici invasivi.
Questi dispositivi, grandi al massimo 12 millimetri, potranno navigare nel corpo umano ed eseguire operazioni estremamente precise, come la rimozione di polipi o piccole masse.
La prospettiva è rivoluzionare la chirurgia minimamente invasiva, superando l’attuale modello dei robot teleoperati.
Biomateriali biodegradabili e stampa 3D
Nel progetto è coinvolto anche Paolo Netti, direttore del CRIB.
La ricerca riguarda biomateriali biodegradabili derivati da attività batteriche, progettati per essere compatibili con il corpo umano e sostenibili sul piano ambientale.
Il laboratorio ospita inoltre piattaforme avanzate di stampa 3D multimateriale, con l’obiettivo di ridurre anche i costi delle future tecnologie chirurgiche.
Droni tattili anche per l’archeologia
Le applicazioni del laboratorio non riguardano soltanto la medicina.
Tra i progetti in sviluppo ci sono sensori tattili montati su droni destinati al recupero di reperti archeologici fragili o difficili da raggiungere.
Una dimostrazione di come la robotica bioispirata possa trovare applicazioni trasversali tra salute, tecnologia e tutela del patrimonio culturale.
Un progetto strategico per il Sud
La rete Brief è destinata ad ampliarsi con il progetto BriefS, coinvolgendo nuove università del Mezzogiorno, tra cui anche la Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Per Bruno Siciliano, il fatto che un’infrastruttura di questo livello nasca nel Sud Italia rappresenta un segnale importante per la ricerca e l’innovazione tecnologica nazionale.