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Napoli

Cena di Natale per il Napoli a Villa D’Angelo, la sorpresa sotto l’albero è il vincitore di X Factor

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Tradizionale cena di Natale per il Napoli di Aurelio De Laurentiis. La squadra di mister Carlo Ancelotti si è ritrovata nella fantastica cornice di Villa D’Angelo per festeggiare l’arrivo del Natale. Presenti alla serata di festa i calciatori del Napoli con le mogli e compagne. È il primo Natale a Napoli per Carlo Ancelotti, rimasto affascinato da Villa D’Angelo e presente alla serata con la compagna ed i figli Davide, che tra l’altro è il suo vice in panchina, e Katia, moglie del collaboratore Mino Fulco.

Tanti gli ospiti della serata. Il primo ad arrivare è stato Marco Anasasio, reduce dalla vittoria di X Factor. La guest star della serata è lui. Da Laura della Villa, fidanzata di Simone Verdi, al vicepresidente Edo de Laurentiis, tutti stanno postando le foto con il cantante autore de “La fine del mondo” e vincitore di X Factor. Prima di partecipare alla serata Anastasio ha spiegato come “Il tatuaggio di Maradona” mostrato in finale fosse “finto. Purtroppo è rimasta solo una macchia, si è lavato, quindi non posso mostrarlo più”. Onorato per l’invito del Napoli. “In questa serata voglio solo avere l’occasione di conoscere le persone che mi hanno fatto divertire in questi anni, si tratta di un bel regalo di Natale per me” ha detto il ragazzo di Meta di Sorrento catapultato dal paese alla fama nazionale.

A fare gli onori di casa, accanto alla famiglia Giugliano, il presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis.

Aurelio De Laurentiis sogna una semifinale di Europa League col Chelsea di Sarri ed elogia Milik: il nostro regalo di Natale

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Napoli

Francesco Dinacci eletto segretario metropolitano del Pd di Napoli

Concluso il congresso del Partito Democratico di Napoli: Francesco Dinacci è il nuovo segretario metropolitano dopo il voto delle assemblee di circolo.

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Partito Democratico di Napoli ha un nuovo segretario metropolitano. È Francesco Dinacci, eletto al termine delle assemblee di circolo. La Commissione per il Congresso di Napoli, presieduta da Assunta Tartaglione, ha certificato la conclusione delle operazioni elettorali e convocato per venerdì 20 febbraio, all’hotel Ramada di Napoli, l’assemblea provinciale per la proclamazione ufficiale e l’avvio del nuovo corso politico.

I numeri della consultazione

Alla consultazione congressuale hanno partecipato 3.308 iscritti. Le schede nulle sono state 7, quelle bianche 27. Dinacci e la lista a lui collegata hanno ottenuto 3.274 voti validi, un risultato che consegna al nuovo segretario una larga investitura all’interno del partito metropolitano.

La linea politica annunciata

Dinacci ha spiegato di aver scelto una campagna congressuale improntata all’ascolto e al confronto nei territori dell’area metropolitana. L’obiettivo dichiarato è rilanciare il ruolo dei circoli e costruire una proposta politica più solida, capace di sfidare dal basso quella che definisce la “destra della rassegnazione e della paura”. Nel suo intervento ha ringraziato militanti, iscritte, iscritti e volontari per la partecipazione e il clima unitario che ha accompagnato il percorso congressuale.

Referendum e mobilitazione nei circoli

Nel bilancio della fase congressuale, Dinacci ha richiamato anche la mobilitazione promossa dai circoli in vista del referendum sulla riforma della giustizia, con l’obiettivo di contrastare, secondo la linea del Pd, un disegno politico ritenuto lesivo dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e di principi fondamentali della Costituzione.

Le priorità per Napoli e l’area metropolitana

Il nuovo segretario metropolitano ha sottolineato che l’esito del voto, con risultati significativi in molte città e quartieri di Napoli, comporta una forte assunzione di responsabilità verso la comunità democratica. Ha annunciato l’avvio di un confronto con il mondo della cultura, dell’economia e del sociale per una riflessione sull’agenda di governo, sulle priorità di sviluppo della città di Napoli e dell’area metropolitana, anche in relazione alla nuova fase della Regione Campania.

Un nuovo cammino politico

Dinacci ha definito questa fase come l’inizio di un percorso di ascolto esterno destinato a orientare l’iniziativa politica dei prossimi anni. Un passaggio che, nelle sue intenzioni, dovrà consentire al Pd di Napoli di svolgere un ruolo credibile e centrale nel campo progressista. Il messaggio conclusivo è di rilancio: il Partito Democratico di Napoli, ha detto, è in campo con le sue proposte, con passione, impegno e generosità.

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Cronache

Bagnoli in piazza contro i lavori per l’America’s Cup: migliaia in corteo, tensioni e proteste

Migliaia di persone in corteo a Bagnoli contro i lavori legati all’America’s Cup. Residenti e comitati temono rischi ambientali e chiedono una vera bonifica del sito.

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Non solo comitati storici e attivisti di lungo corso. Le strade di Bagnoli sono state attraversate da migliaia di persone, circa cinquemila secondo gli organizzatori: residenti, anziani, famiglie e ragazzi. In molti indossavano mascherine, come segno polemico per denunciare il rischio di diffusione di polveri sottili legato agli interventi di riqualificazione propedeutici alla realizzazione della base dell’America’s Cup.

Gli slogan e la tensione

Il corteo si è mosso tra slogan e striscioni, con una scritta rivolta al sindaco Gaetano Manfredi che ha suscitato immediate reazioni e portato la solidarietà bipartisan delle istituzioni al primo cittadino. In testa alla manifestazione le donne del quartiere, con lo striscione “Stop ai lavori della vergogna”, mentre lungo il percorso si scandiva “Niente Coppa, Bagnoli non si tocca”.

L’ingresso nel cantiere

All’arrivo davanti al cantiere, presidiato da mezzi e agenti della polizia in tenuta antisommossa, i manifestanti hanno dato vita a una trattativa. Al termine, una delegazione è stata autorizzata a entrare per raccogliere campioni di terreno da sottoporre ad analisi nei laboratori cittadini. Un gesto simbolico ma concreto, per verificare lo stato dei suoli interessati dagli interventi.

Le ragioni dei comitati

Secondo Mario Avoletto, rappresentante dei Comitati per il mare libero, pulito e gratuito, la protesta nasce dalla sfiducia verso le istituzioni: «Altro che bonifica, sarà un nuovo avvelenamento. Faremo analizzare il terreno perché siamo convinti che sia contaminato. Bagnoli ha bisogno di una vera bonifica, non di un’America’s Cup inutile».

La voce dei residenti

Dal corteo emergono testimonianze di disagio quotidiano. «Sono nata e cresciuta qui – racconta una delle mamme presenti – i lavori vanno avanti senza trasparenza. Di notte passano centinaia di camion che sollevano polvere e invadono le nostre case. Era previsto un grande parco per tutti, ora temiamo che la diossina torni a circolare».

Un quartiere sotto osservazione

La manifestazione si è conclusa senza incidenti, ma con un messaggio chiaro: una parte consistente della popolazione di Bagnoli rifiuta l’idea che l’America’s Cup diventi la leva per interventi percepiti come rischiosi sul piano ambientale. La raccolta dei campioni e le successive analisi potrebbero ora aprire un nuovo fronte di confronto, tra istituzioni e cittadini, su uno dei territori più delicati della città.

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Napoli

Bagnoli, Manfredi difende il piano di bonifica: “Standard ambientali all’avanguardia, rimuovere la colmata sarebbe più rischioso”

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Il tema della bonifica di Bagnoli torna al centro del dibattito pubblico dopo il nuovo blocco dei camion diretti al sito dell’ex area industriale, ripetutosi anche nelle prime ore della giornata. Un segnale di una tensione che accompagna da tempo uno dei più complessi interventi di risanamento ambientale del Paese.

Il piano di bonifica e il confronto istituzionale

Il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, ha ribadito che tutte le attività previste nel piano di bonifica sono il risultato di un lungo confronto con il Ministero dell’Ambiente e con la Commissione VIA VAS, e rispondono a standard considerati all’avanguardia sia per gli interventi a terra sia per quelli a mare.

La scelta sulla colmata: sicurezza ambientale al centro

Uno dei punti più contestati riguarda la decisione di non rimuovere completamente la colmata presente nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli. Secondo Manfredi, le analisi di impatto ambientale hanno dimostrato che la soluzione più sicura è lasciarla in sito, procedendo alla sua messa in sicurezza, piuttosto che alla rimozione totale.

I rischi di una rimozione totale

La rimozione della colmata, ha spiegato il commissario, avrebbe comportato un impatto ambientale molto più elevato: milioni di metri cubi di materiale da estrarre dal mare, il trasferimento verso discariche controllate fuori regione e il passaggio quotidiano di decine di migliaia di camion, con pesanti ricadute sulla qualità della vita dei residenti.

Tutela del mare e limiti delle scelte passate

Secondo Manfredi, demolire una struttura compatta di questo tipo avrebbe inoltre comportato la dispersione in mare di residui, con interferenze sull’ambiente marino in un’area molto ampia. Per oltre trent’anni, ha ricordato, una parte del dibattito pubblico ha sostenuto la necessità della rimozione integrale, ma quella soluzione non è mai stata attuata perché ritenuta, nei fatti, non sostenibile.

Un nodo ancora aperto nel rapporto con il territorio

Le dichiarazioni del sindaco-commissario mirano a chiarire le ragioni tecniche e ambientali delle scelte adottate, mentre sul territorio resta aperto il confronto con una parte della cittadinanza, preoccupata per le conseguenze dei lavori e per il futuro di un’area simbolo della lunga e complessa vicenda di Bagnoli.

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