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Cronache

Cellule geneticamente modificate efficaci per combattere il mieloma

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“E’ la frontiera piu’ avanzata della terapia immunologica di precisione” che “sfrutta meccanismi totalmente diversi dalla quelli della classica chemioterapia”. Il professor Michele Cavo, direttore dell’Unita’ operativa di Ematologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha iniziato cosi’ a spiegare l’uso, per la prima volta in Italia, della terapia con cellule Car-T (acronimo che sta per ‘Chimeric antigen receptor T-cell’) in due pazienti affetti da mieloma multiplo, una neoplasia del midollo osseo di cui si registrano ogni anno, nel nostro Paese, seimila casi. Uno e’ stato dimesso ed e’ ancora sottoposto a controlli, il secondo, ricoverato attualmente in reparto, ha ricevuto oggi il trattamento. Fin qui questo tipo di cellule era stato testato su altre malattie del sangue e gli studi condotti e pubblicati in un particolare tipo di leucemia acuta e di linfoma hanno dimostrato un’eccezionale efficacia del trattamento. Per il mieloma multiplo le prime risposte appaiono soddisfacenti, anche se i medici sono cauti e non si sbilanciano piu’ di tanto perche’ servira’ altro tempo per l’osservazione. A illustrare la delicata procedura sperimentata erano presenti anche il direttore generale del Policlinico Antonella Messori, e l’assessore regionale alla Sanita’ Sergio Venturi. “Stiamo parlando di una immunoterapia cellulare con cellule geneticamente modificate – ha spiegato Cavo – i T-linfociti vengono prelevati e modificati per riconoscere una proteina che e’ espressa sulle cellule tumorali. Il grande vantaggio, in questo momento, e’ che questa terapia e’ stata utilizzata in pazienti che avevano esaurito qualsiasi altra alternativa terapeutica. Le cellule sono state istruite a colpire il bersaglio, sono state ingegnerizzate. Un processo che, dopo il prelevamento – ha aggiunto il principal investigator dello studio clinico – avviene negli Stati Uniti, dove ci sono laboratori specializzati. Il bersaglio da centrare puo’ essere diverso a seconda dei marcatori che esprime”. Ma e’ una terapia che richiede attenzione. “Questo sistema immunitario attivato – ha aggiunto Cavo – puo’ determinare una sindrome da rilascio citochinico: con un meccanismo indiretto, innesca una cascata di proteine infiammatorie che si manifestano con diversi gradi. Per controllare le complicanze abbiamo a disposizione almeno due anticorpi monoclonali che ‘spengono’ la risposta immunitaria. Il primo paziente ha sviluppato questa complicanza poche ore dopo l’infusione delle cellule geneticamente modificate: abbiamo fatto anticorpi monoclonali e, in poco tempo, tutto si e’ spento rapidamente”. Oltre allo studio in essere, gia’ chiuso all’arruolamento dei pazienti, l’Ematologia e’ in attesa di avviare nuovi studi sperimentali con cellule Car-T nel mieloma multiplo e nei linfomi. “Vogliamo essere – ha sottolineato il direttore generale Messori – uno degli ospedali di riferimento italiani per questa terapia che, per l’alta complessita’, ha bisogno della collaborazione di altri reparti all’avanguardia. Un biglietto da visita in piu’ nella strada per la trasformazione del Policlinico Sant’Orsola in Irccs”.

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Lavoratori trattati come schiavi: blitz della Polizia a Latina, coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro

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Sfruttavano centinaia di stranieri e li impiegavano nei campi a fare lavori agricoli in condizioni disumane. È in corso un’operazione della Polizia di Stato di Latina nei confronti di un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di persone.

Nel blitz coinvolti fra gli altri un sindacalista ed un ispettore del lavoro che operavano nella provincia di Latina: anche loro sono stati raggiunti da una misura cautelare, eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

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Cronache

Non si ferma all’alt dei carabinieri e va a schiantarsi contro un albero a Monteforte Irpino: morto un quarantenne di Mercogliano

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Un incidente con dei punti oscuri quello avvenuto a Monteforte Irpino, sulla strada nazionale, in località Gaudi nel quale un uomo che guidava una Fiat Bravo non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri finendo con l’impattare contro un albero. Antonio Dello Russo, 40 anni, di Mercogliano morto incastrato nelle lamiere della sua auto. I Vigili del Fuoco ci hanno messo ore a recuperare l’auto, a tirare fuori Dello Russo e a liberare la strade.

La ricostruzione di quanto accaduto non è ancora ben chiara: Dello Russo, potrebbe aver urtato l’auto dei carabinieri e poi sarebbe scappato, inseguito dai militari lungo la strada che da Baiano porta ad Avellino. La sua corsa è finita all’altezza dell’incrocio con la provinciale per Taurano, nella zona del ponte dell’autostrada, quando Dello Russo è andato a schiantarsi contro un albero. L’uomo che è molto conosciuto nella zona, non solo a Mercogliano dove risiedeva, aveva lavorato per un corriere ma attualmente sembra fosse disoccupato: questo però non spiega perché non si sia fermato all’alt dei carabinieri.

 

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Cronache

Bombe ad Afragola e alla pizzeria Sorbillo, l’analisi di Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto: camorra sovrana in certi posti

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Salvatore Calleri parla con Juorno.it, analizza il fenomeno camorra dentro quel perimetro più ampio e pericoloso che sono le mafie d’Italia. Calleri ne parla con la competenza dello studioso, di chi quotidianamente analizza pervasività, perniciosità, eversività delle mafie in Italia. Lo fa dall’Osservatorio privilegiato della Fondazione Caponnetto che presiede. L’abbiamo ascoltato sul ritorno delle bombe nell’area nord di Napoli (Afragola, Sant’Antimo, Melito, Grumo Nevano) e sull’ordigno fatto esplodere davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo.

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