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Cronache

Cava Ranieri, la rinascita del Vesuvio: da discarica a parco archeologico e naturalistico

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Da ferita ambientale a punto di riferimento culturale per il Vesuviano: la rinascita di Cava Ranieri a Terzigno non è più solo un progetto, ma una realtà in costruzione.
La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica e l’acquisizione dell’area al patrimonio pubblico, segnando un passaggio decisivo per la trasformazione del sito in un parco archeologico e naturalistico di rilievo nazionale.

Non si tratta di un semplice atto amministrativo, ma di un cambio di prospettiva che unisce memoria, tutela e sviluppo.
La storia di Cava Ranieri, infatti, è un condensato di contraddizioni e riscatto: per decenni cava di basalto, poi discarica, infine scrigno di storia romana.


LE VILLE ROMANE SOTTO IL VESUVIO

Negli anni Ottanta, durante gli scavi per l’estrazione della pietra lavica, emersero tre ville romane sepolte dall’eruzione del 79 d.C., testimonianze eccezionali della vita quotidiana di duemila anni fa.
Affreschi e reperti oggi sono custoditi al Museo Archeologico Territoriale di Terzigno (MATT), ma il sito conserva ancora un potenziale straordinario.

Oggi il progetto punta a restituire vita a quell’area, creando sentieri panoramici, percorsi didattici dedicati alla storia del vulcano e delle eruzioni, aree attrezzate con parcheggi e infopoint.
L’intervento interesserà oltre 500mila metri quadrati, restituendo alla comunità un luogo di incontro tra paesaggio, archeologia e memoria.

«È un giorno che attendevo dal 2015 – ha detto il sindaco Francesco Ranieri – e dimostra che perseveranza e pazienza portano risultati concreti».
Per il vicesindaco Genny Falciano, «custodire un patrimonio come la cava non è solo un dovere verso la nostra storia, ma un investimento sul futuro dei nostri figli».


IL PARCO DIFFUSO DEL VESUVIO

La rinascita di Cava Ranieri si inserisce in un disegno più ampio: quello del Grande Progetto Pompei, che ora punta a valorizzare anche le aree interne del Vesuviano.
L’obiettivo è la creazione di un “Parco diffuso” che colleghi Pompei, Boscoreale, Oplontis, Stabia e Terzigno, in un sistema capace di redistribuire i flussi turistici e generare sviluppo economico diffuso.

Il MATT di Terzigno diventa così il perno di un modello di fruizione che unisce museo e paesaggio, permettendo ai visitatori di passare dal chiuso delle sale all’esperienza diretta dei luoghi antichi.

A coordinare questa strategia c’è l’Unità Grande Pompei, guidata dal generale Giovanni Capasso, impegnata a estendere la tutela e la valorizzazione anche alla buffer zone del Vesuvio, dal cratere al mare.


UNA SFIDA CULTURALE E CIVILE

Gli incontri avviati tra i Comuni vesuviani mirano a costruire un piano strategico condiviso, che renda le comunità protagoniste del processo di rinascita.
La trasformazione di Cava Ranieri è così il simbolo di un Mezzogiorno che investe su se stesso, capace di trasformare luoghi di degrado in motori di identità e sviluppo sostenibile.

La sfida è ambiziosa: non basta restaurare, serve un modello che tenga insieme cultura, ambiente e comunità.
Se riuscirà, Cava Ranieri diventerà il cuore di una nuova stagione per il Vesuvio, un luogo dove memoria e innovazione si incontrano per disegnare il futuro del territorio.

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Cronache

Aversa, aggrediti medico, infermiera e guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 21enne

Un giovane di 21 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo l’aggressione a un medico, un’infermiera e una guardia giurata nel pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa. I tre hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra dieci e quindici giorni.

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Momenti di forte tensione questa mattina nel pronto soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa, dove un medico, un’infermiera e una guardia particolare giurata sono stati aggrediti da un giovane di 21 anni.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Lusciano, che hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato in flagranza.

La contestazione dopo la visita medica

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe manifestato il proprio dissenso nei confronti della valutazione effettuata dal medico di turno.

Il ventunenne sosteneva di avere una ferita da taglio che, al termine degli accertamenti clinici, non sarebbe stata riscontrata dal personale sanitario.

La contestazione sarebbe quindi degenerata in un’aggressione fisica ai danni del dirigente medico in servizio, di un’infermiera e della guardia giurata impegnata nel presidio dell’area di emergenza.

Tre persone ferite

Le tre persone aggredite sono state immediatamente soccorse e medicate all’interno dello stesso ospedale.

Il medico e l’infermiera hanno riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Per la guardia giurata la prognosi è invece di quindici giorni. I sanitari hanno riscontrato contusioni ed escoriazioni multiple.

Tutte le persone offese hanno formalizzato denuncia.

L’arresto e i domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato il giovane con le accuse di lesioni personali aggravate, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Papa Leone XIV a Castel Gandolfo: «I venti di guerra non spengano la speranza e la pace»

Nel primo Angelus del soggiorno estivo a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha rivolto un nuovo appello al dialogo e alla diplomazia per fermare le guerre. Dal 14 al 16 luglio il Borgo Laudato Si’ ospiterà un summit internazionale su intelligenza artificiale, disarmo e pace.

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Primo Angelus estivo a Castel Gandolfo per Papa Leone XIV, accolto da una folla di fedeli assiepata in piazza della Libertà, davanti al Palazzo Apostolico. Il Pontefice ha salutato i presenti compiendo un giro a bordo di una golf-car e ha parlato del «bel borgo» nel quale trascorrere alcuni giorni di riposo e trovare ristoro.

La pausa estiva non attenua, tuttavia, la preoccupazione del Papa per le crisi internazionali e per le popolazioni travolte dai conflitti.

L’appello contro i venti di guerra

«Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti», ha detto Leone XIV dopo la recita dell’Angelus.

Il Pontefice ha invitato a non permettere che questi venti «spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante». Le parole sono state pronunciate nella prima domenica del soggiorno estivo del Papa a Castel Gandolfo.

«Dialogo e diplomazia unica via per la pace»

Per Leone XIV, l’unico percorso possibile resta quello del confronto tra le parti.

«Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona».

Un appello che riguarda il Medio Oriente, l’Ucraina e tutte le aree nelle quali i civili continuano a pagare il prezzo più alto delle guerre.

La Domenica del Mare

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Domenica del Mare, il Papa ha rivolto un pensiero anche ai lavoratori marittimi, spesso costretti a trascorrere lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie e, in alcuni casi, a navigare in aree attraversate da conflitti e tensioni.

Le parole del Pontefice assumono un significato particolare mentre cresce l’attenzione internazionale per la sicurezza delle rotte marittime e per le tensioni nello Stretto di Hormuz.

A Castel Gandolfo il summit su pace, nucleare e intelligenza artificiale

La pace sarà anche al centro della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, in programma dal 14 al 16 luglio nelle Ville Pontificie e al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

Il vertice riunirà oltre duecento personalità del mondo scientifico, accademico e istituzionale, tra le quali circa trenta Premi Nobel, ex capi di Stato e di governo, rappresentanti di università e centri di ricerca e protagonisti del settore dell’intelligenza artificiale. Tra le organizzazioni indicate figurano OpenAI, Google DeepMind, Aaru e Anthropic.

Al centro dei lavori ci saranno la sicurezza internazionale, il rischio nucleare, il disarmo e la governance delle tecnologie emergenti, con l’obiettivo di orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso la tutela della persona e la costruzione della pace.

L’enciclica Magnifica Humanitas

Il confronto sarà ispirato anche alla prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale e promulgata nel maggio scorso.

Al momento non risulta annunciato ufficialmente un intervento del Papa al summit. La presenza del Pontefice resta tuttavia auspicata dagli organizzatori, considerata la sede dell’incontro e la stretta relazione tra i temi del vertice e il suo magistero sull’intelligenza artificiale, la dignità umana e la pace.

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Omicidio a Porta Capuana, si costituisce il secondo indagato: fermato Ernesto Maddaloni

Si è costituito nella notte Ernesto Maddaloni, secondo indagato per l’omicidio del 32enne Alessandro Gravino, ucciso a Napoli nella notte tra il 3 e il 4 luglio. Secondo l’accusa avrebbe sparato al termine di una vicenda sentimentale contrastata.

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Si è costituito nella notte Ernesto Maddaloni, il secondo indagato per l’omicidio di Alessandro Gravino, il 32enne ucciso con un colpo di pistola mentre si trovava in sella al suo scooter a Porta Capuana, a Napoli, nella notte tra il 3 e il 4 luglio.

Maddaloni è il compagno di Eliana Brunetti, la donna che, secondo gli investigatori, si trovava con lui su un motorino e che è accusata di concorso nel delitto. Il fermo della donna è già stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

L’ipotesi degli investigatori

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, sarebbe stato Maddaloni a esplodere i colpi di pistola contro Gravino. Uno dei proiettili avrebbe raggiunto la vittima alle spalle, provocandone la morte.

La vittima era nota alle forze dell’ordine per alcuni piccoli precedenti, ma non risulterebbe legata ai gruppi criminali attivi nella zona. Fin dalle prime ore successive all’agguato, gli investigatori avevano quindi concentrato l’attenzione sulla vita privata del trentaduenne.

La relazione sentimentale al centro delle indagini

Alla base dell’omicidio, secondo l’ipotesi accusatoria, vi sarebbe una relazione sentimentale contrastata. Gravino avrebbe avuto per circa tre anni un rapporto con la compagna di Maddaloni.

Gli inquirenti ritengono che proprio questa vicenda possa aver alimentato nel tempo tensioni e rancori. Secondo quanto ricostruito, Gravino avrebbe anche deriso Maddaloni pubblicamente e attraverso i social network.

Gli spari contro l’abitazione

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un precedente episodio avvenuto nel febbraio scorso. Maddaloni avrebbe esploso alcuni colpi di pistola contro l’abitazione di Gravino, già allora finito nel suo mirino per la presunta relazione con la donna.

L’epilogo sarebbe arrivato nelle prime ore del 4 luglio in piazza Capuana. Maddaloni e Brunetti, a bordo di uno scooter T-Max preso a noleggio, si sarebbero avvicinati a Gravino, anche lui in sella a uno scooter. A sparare sarebbe stato Maddaloni, prima della fuga della coppia.

L’uomo si trova ora in stato di fermo. La convalida del provvedimento è prevista nei prossimi giorni. Le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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