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Cronache

Caterina, l’assistente virtuale all’uffiico anagrafe del Comune di Siena è un robot

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Si chiama Caterina e sara’ la prima assistente virtuale in Italia che si occupera’ dell’ufficio anagrafe di un Comune supportando il cittadino in ogni fase della prestazione a Siena. Si tratta di un ‘chatbot’ sviluppato con la piattaforma Algho e “avra’ lo scopo di semplificare l’accesso alle informazioni relative ai servizi pubblici e la richiesta di documenti all’intero dell’Ufficio Anagrafe, come il cambio di residenza o il rinnovo della carta d’identita’, fino all’invio digitale del documento richiesto, con valore legale”, spiega una nota dell’azienda QuestIT specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale. “La nuova tecnologia – si sottolinea ancora – valorizza la sfida dell’amministrazione 4.0, con un prodotto specifico e innovativo realizzato su misura per la pubblica amministrazione, rivolto anche a persone diversamente abili e replicabile per altri servizi ed enti pubblici e privati”. Da casa o dallo smartphone il residente non dovra’ piu’ sottoporsi ad estenuanti file e orari di apertura, ma avra’ un dialogo diretto con l’assistente virtuale attraverso la piattaforma online messa a disposizione dal Comune di Siena e accessibile anche alle persone non udenti e non vedenti. Il sistema e’ realizzato in italiano e inglese, con l’obiettivo di valorizzare la politica di integrazione per i residenti del Comune di Siena e facilitare i servizi ai cittadini stranieri e agli studenti dell’Universita’ di Siena e dell’Universita’ per Stranieri. Presentazione pubblica il 3 settembre, nella Sala delle Lupe, in piazza del Campo a Siena.

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Cronache

Universiadi 2019 di Napoli, indagato per corruzione anche il commissario Gianluca Basile

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Sono due le ipotesi di reato che i pm vogliono accertare: la presunta corruzione e la presunta turbativa d’asta in relazione agli accordi veloci chiusi tra Regione Campania (per essa da Agenzia Regionale Universiadi)  e aziende private che hanno consentito di allestire nel porto di Napoli un villaggio olimpico riservato ad atleti, staff tecnici e delegazioni dei paesi partecipanti alle Universiadi. La Procura di Napoli ha inviato tre avvisi di proroga delle indagini, che è poi il corrispettivo di avvisi di garanzia, a due esponenti di vertice della macchina amministrativa e a un imprenditore della Msc. Tra gli “avvisati” c’è  il commissario straordinario dell’ evento Gianluca Basile (il numero 1), l’avvocato Lorenzo Lentini, in qualità di presidente del Cusi, comitato esecutivo dell’ evento, e di Aureliano Cerasa, a sua volta general manager della Msc.

Da sinistra Adam Sotiriadis Coordinatore generale del comitato organizzativo , Gianluca Basile commissario straordinario Universiadi Napoli 2019 e Lorenzo Lentini, Presidente Cusi

Universiadi 2019, la storia a lieto fine dei fotografi che hanno documentato tutte le gare

Siamo in presenza di una verifica di legittimità dell’operato di questi tre uomini e non di una sentenza di condanna. Premessa che è essenziale. La richiesta di proroga delle indagini. Sia Basile che Lentini hanno  rivendicato e rivendicano da sempre la piena trasparenza delle scelte dei vertici della cabina di regìa che ha guidato l’ evento sportivo. Lo stesso dirigente della MSC Cerasa ha sempre mostrato massima disponibilità  “ad offrire chiarimenti, in piena collaborazione con gli inquirenti”.

Atletica leggera – Napoli, Stadio San Paolo, 8 luglio 2019 – Photo Pool Fotografi Universiade 2019

I pm Henry John Woodcock e Francesco Raffaele, i titolarti dell’inchiesta, sono invece convinti dell’esistenza di un accordo a sfondo corruttivo per offrire l’appalto della ospitalità degli atleti e delle delegazioni alla sola Msc. Una vicenda che fa leva, secondo quanto emerso fino a questo momento, su intercettazioni ma anche su alcune testimonianze finite agli atti. Nell’inchiesta ci sono altri indagati, tra questi il nome di peso è Fulvio Bonavitacola, vice presidente della giunta regionale della Campania. La vicenda giudiziaria Univerasiadi va dunque avanti ancora almeno per sei mesi, mentre si passano al setaccio alcuni documenti sequestrati un paio di mesi fa in un’agenzia di viaggi nei pressi del porto di Napoli. Un intero mondo di contatti, non solo telefonici, viene passato al setaccio dalla Procura di Napoli, che ora avvisa altri tre indagati della volontà di approfondire. E poi ci sono altri filoni da verificare, tra questi anche la scelta delle modalità di comunicazione dell’Evento, la scelta dei fotografi dell’evento e i pagamenti. Accertamenti di legalità e non  sentenza di condanna.

Finali Taekwondo maschili e femminili al PalaCasoria. Ph. Roberta Basile/Pool Fotografi Universiade 2019

Universiadi di Napoli, indagato per corruzione il vice presidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola

 

Credits: la foto in evidenza è del pool fotografi delle Universiadi ed immortala il presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca assieme al commissario Gianluca Basile

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Cronache

“Qui c’è un ebreo”, la scritta antisemita su un porta di una deportata

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“Juden Hier”, “Ebrei qui”: e’ la scritta choc, accompagnata dalla stella di Davide, comparsa a Mondovi’, citta’ Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione della provincia di Cuneo. Dalla scorsa notte la scritta marchia la porta della casa in cui ha vissuto Lidia Beccaria Rolfi, nella via che prende il nome della staffetta partigiana morta nel 1996, amica di Primo Levi, grande voce dell’orrore dei lager. A scoprirla il figlio Aldo, che dalla madre ha raccolto il testimone, e che nei giorni scorsi aveva firmato un articolo sul settimanale locale Provincia Granda contro “l’emergenza odio”. Alla vigilia del Giorno della Memoria, 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz, la mente torna alle notti buie e vergognose della nostra Storia recente. Quelle che Lidia Rolfi, deportata a Ravensbruck nel 1944, racconta in ‘Le donne di Ravensbruck’, prima opera in italiano sulla deportazione femminile nei campi di concentramento della Germania nazista. E in ‘Il futuro spezzato’, saggio sull’infanzia durante la dittatura. “Non ho idee particolari su chi possa aver compiuto questo gesto – dice il figlio Aldo – ma e’ qualcuno che conosce la storia solo marginalmente”. Parla di “ignoranza dell’ignoranza” Aldo Rolfi, ricordando che la madre “non era ebrea”. “Il grande problema di tante persone – sottolinea – e’ anche la non conoscenza dei fatti”. Le forze dell’ordine hanno prelevato un campione della vernice nera con cui e’ stata realizzata la scritta, poi coperta, e stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare i responsabili di quello che il sindaco Paolo Adriano definisce “un atto gravissimo, un fatto vergognoso che offende e indigna la citta’”. Un “segnale gravissimo di intolleranza e provocazione proprio nei giorni in cui ricordiamo la Shoah”, afferma Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. La condanna del mondo della politica e’ unanime. “Indignato” il governatore Alberto Cirio, per il quale si tratta di un gesto “ignobile, che il Piemonte condanna con la sua storia e i suoi sacrifici”. “Quelle scritte antisemite sono una vergogna e un’offesa a tutti piemontesi”, rincara la dose il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, leghista. “Oggi piu’ che mai bisogna non dimenticare cosa accadde e non stancarsi di spiegare”, osserva la vicepresidente del Senato Anna Rossomando. “Ecco dove porta la cultura dell’odio”, riflette il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ricordando che la scritta e’ la stessa che i nazisti utilizzavano durante i rastrellamenti per deportare gli ebrei. “Sostituiamo l’intolleranza, l’odio,la violenza, l’arroganza con la fiducia, il rispetto, la speranza, la passione. Cosi si costruisce il futuro migliore per tutte e tutti”, e’ il suo appello. “Sono ebrea anch’io”, si legge sull’adesivo incollato nel pomeriggio sulla buca delle lettere di casa Rolfi, un fiore sulla scalinata d’ingresso lasciato da qualche monregalese. Lunedi’ sera Mondovi’ sfilera’ in corteo contro l’antisemitismo e il razzismo. Una fiaccolata dal Municipio fino a casa Rolfi. “La comunita’ tutta si metta in cammino e, unita, testimoni la ferma condanna del gesto ed esprima solidarieta’ alla Comunita’ Ebraica, al nostro concittadino Aldo e a alla sua famiglia”, e’ l’invito dell’amministrazione comunale, che vuole cosi’ “affermare con forza la nostra appartenenza ad una societa’ civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo”.

 

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Maestra d’asilo trovata morta in casa con ferite alla testa, è giallo

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E’ avvolta nel mistero la morte di Ambra Pregnolato, maestra d’asilo di 41 anni uccisa nella sua abitazione di Valenza. A trovarla nel soggiorno di casa, la testa fracassata con colpi inferti con violenza, e’ stato il marito al rientro dal lavoro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che si trovano ancora all’interno dell’appartamento per i rilievi del caso. La tragedia al civico 5 di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. I carabinieri del Comando provinciale di Alessandria, agli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso, stanno ricostruendo la vita della donna, una figlia di 12 anni che era a scuola. I militari stanno ascoltando il marito, sotto choc, e nelle prossime ore raccoglieranno anche le testimonianze dei vicini di casa, dei famigliari e degli amici, chiunque possa contribuire a far luce sul delitto. Esclusa la rapina, nessuna altra ipotesi viene al momento scartata dagli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Alessio Rinaldi. “Mai paura N.A.” e’ la scritta che aveva sul braccio la donna, la passione per i tatuaggi e per il suo cane, Bruce. Un omaggio al Nonno Antonio, come lei stessa racconta nel suo profilo Facebook, i post dedicati alla preoccupazione per il lavoro, per la famiglia, per la vita di tutti i giorni. “Nonnino mio…. In questi giorni manchi troppo…. Maledetto quel giorno che si avvicina… Si fa sempre sentire. Sempre forte. Il dolore si sente nel petto, nello stomaco, nel cuore – e’ uno dei suoi ultimi messaggi social -. Ovunque. Ringrazio Dio ogni giorno per essere tua nipote. Per aver ereditato la tua forza e la tua enorme, incredibile generosita’. Non cambiero’ mai. Un giorno ci rivedremo, nonno. E sara’ bellissimo. Fatti sentire se puoi…”. Erano le 22.06 del 17 gennaio, la scorsa settimana, e nessuno, probabilmente nemmeno lei, avrebbe immaginato che quel giorno sarebbe arrivato cosi’ presto.

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