Sono almeno settanta i calciatori che avrebbero partecipato alle feste organizzate dalla società Ma.De, al centro di un’indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
I nomi degli sportivi restano riservati e, salvo alcune eccezioni citate negli atti, non risultano indagati. Essere clienti, infatti, non configura di per sé un reato.
Gli arresti e l’organizzazione
Su richiesta della procuratrice aggiunta Bruna Albertini, la gip Chiara Valori ha disposto gli arresti domiciliari per quattro persone ritenute coinvolte nell’organizzazione del giro illecito.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe gestito un sistema strutturato di eventi e incontri privati, coordinando le ragazze coinvolte e i contatti con clienti appartenenti anche al mondo dello sport.
Il sistema delle serate e dei contatti
Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno ricostruito un circuito di serate in locali della movida milanese, estranei alle contestazioni, e in location di lusso anche all’estero.
Le ragazze, in gran parte molto giovani, venivano indirizzate agli eventi e agli incontri privati, mentre gli organizzatori gestivano compensi e logistica.
Il business e i flussi di denaro
Secondo gli inquirenti, il giro avrebbe generato incassi per oltre 1,2 milioni di euro in meno di due anni, con una parte dei pagamenti proveniente direttamente da clienti sportivi.
Le somme sarebbero state movimentate anche attraverso conti esteri, elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività organizzata e continuativa nel tempo.
Le testimonianze e le indagini in corso
A far emergere il sistema sarebbe stata la denuncia di una giovane, che ha raccontato modalità e condizioni di lavoro, parlando di trattenute sui compensi e di un contesto abitativo condiviso.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire l’estensione del fenomeno e le responsabilità individuali, anche attraverso l’ascolto delle presunte vittime.
Il perimetro giudiziario
Al momento, le contestazioni riguardano esclusivamente gli organizzatori del presunto sistema illecito. La posizione dei clienti, compresi gli sportivi, resta distinta e non coinvolta sotto il profilo penale.
L’inchiesta resta aperta e in evoluzione, in attesa degli ulteriori sviluppi investigativi.