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Cronache

Castellammare, nominata la triade commissariale: Caputo, Moscato e Vallone guideranno il Comune

Dario Caputo, Mara Moscato e Maurizio Vallone compongono la commissione straordinaria chiamata a guidare Castellammare di Stabia dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. La gestione durerà almeno 18 mesi, mentre in città si apre il confronto sulla ricostruzione della classe dirigente.

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Dario Caputo, Mara Moscato e Maurizio Vallone guideranno Castellammare di Stabia dopo lo scioglimento del Consiglio comunale disposto per accertati condizionamenti della criminalità organizzata.

Il prefetto di Napoli Michele di Bari, in attesa del completamento dell’iter formale e del decreto del presidente della Repubblica, ha sospeso in via cautelare il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale, affidando la gestione dell’ente alla commissione straordinaria.

Dario Caputo alla guida della commissione

A presiedere la triade sarà Dario Caputo, prefetto in pensione ed ex prefetto di Agrigento, con una lunga esperienza nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Caputo sarà affiancato dal viceprefetto Mara Moscato e da Maurizio Vallone, dirigente generale della Polizia di Stato in pensione ed ex direttore della Direzione investigativa antimafia.

Tre profili di esperienza chiamati a governare Palazzo Farnese per i prossimi 18 mesi, periodo che potrà essere prorogato secondo quanto previsto dalla normativa sugli enti sciolti per infiltrazioni mafiose.

La commissione eserciterà i poteri del sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale, occupandosi sia dell’ordinaria amministrazione sia delle decisioni necessarie a ristabilire condizioni di piena legalità e trasparenza.

Il secondo scioglimento in pochi anni

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento il 14 luglio, su proposta del ministro dell’Interno, al termine del lavoro della commissione d’accesso che aveva esaminato gli atti e il funzionamento degli uffici comunali.

Per Castellammare si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni camorristiche in pochi anni. Il precedente era stato disposto nel 2022.

Le motivazioni dettagliate saranno conosciute con la pubblicazione della relazione allegata al decreto di scioglimento. Soltanto allora sarà possibile comprendere quali atti, rapporti o condizionamenti abbiano portato il Governo a interrompere anticipatamente l’amministrazione guidata da Luigi Vicinanza.

Longobardi: «Selezionare una nuova classe dirigente»

La nomina della commissione apre anche il confronto politico sul futuro della città.

Nino Longobardi, esponente di Casa Riformista, invita le forze politiche cittadine a utilizzare il periodo del commissariamento per ricostruire una classe dirigente competente e credibile.

«Memori della passata gestione politica successiva allo scioglimento, rivelatasi vacua e inefficace, intendiamo rivolgere un appello alle altre forze politiche, di destra e di sinistra, affinché si apra un serrato confronto sulla selezione della classe dirigente», afferma Longobardi.

L’obiettivo, aggiunge, deve essere quello di individuare «donne e uomini capaci, professionali e competenti» e di elaborare visioni alternative ma concrete per il futuro di Castellammare.

Lo scontro tra il Pd e Vicinanza

Resta aperta la frattura interna al Partito democratico e il confronto con l’ex sindaco Luigi Vicinanza, che dopo lo scioglimento ha accusato il partito di averlo delegittimato e abbandonato.

Nora Di Nocera, vicesegretaria del Pd metropolitano, respinge questa ricostruzione.

«Mi dispiace che in questo momento preferisca guardare al dito e non alla luna quando sostiene di essere stato delegittimato dal Pd», afferma. «In questi due anni una parte del partito gli ha segnalato criticità che non potevano essere taciute. Il problema è chi ha denunciato o chi ha fatto finta di nulla?».

Lo scioglimento ha fatto esplodere una crisi politica maturata nei mesi precedenti e ha accentuato lo scontro tra Vicinanza e una parte del gruppo dirigente democratico.

Sangiuliano: «Il Pd non può prendere le distanze»

Dal centrodestra arriva l’attacco di Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Consiglio regionale.

«Il tentativo con cui il Pd e alcuni suoi esponenti provano a prendere le distanze dallo scioglimento appare goffo e tardivo», sostiene Sangiuliano, indicando nel sistema delle liste civiche una delle principali responsabilità politiche.

Per l’esponente del centrodestra esiste «un tema enorme di qualità della politica e delle amministrazioni», che ricade soprattutto sui cittadini onesti costretti a subire il danno morale, sociale ed economico provocato da un nuovo commissariamento.

Di Nuzzo difende il lavoro dell’amministrazione

L’ex assessora Annalisa Di Nuzzo rivendica invece il lavoro svolto negli ultimi due anni dall’amministrazione sciolta.

«Abbiamo concepito la politica esclusivamente come servizio rivolto alla collettività e alla gestione del bene comune», afferma, esprimendo il rammarico per non aver potuto completare i progetti avviati.

Tra le iniziative delle quali si dice maggiormente orgogliosa indica il recupero e l’organizzazione dell’Archivio storico comunale, trasferito al piano terra della Reggia di Quisisana e, secondo l’ex assessora, ormai pronto per essere aperto al pubblico.

Diciotto mesi decisivi per la città

La commissione dovrà affrontare una fase particolarmente delicata: verificare il funzionamento degli uffici, controllare appalti e affidamenti, garantire la continuità dei servizi pubblici e ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini.

Il commissariamento non dovrà trasformarsi in un periodo di semplice attesa. La sfida sarà utilizzare i prossimi 18 mesi per risanare l’amministrazione e preparare le condizioni perché Castellammare possa tornare al voto con una classe politica capace di evitare gli errori e le ambiguità del passato.

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Bradisismo, Manzoni: «Pozzuoli non può essere lasciata sola»

Dopo la scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio, il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni annuncia iniziative e richieste di sostegno per residenti, lavoratori e attività produttive colpite dalla crisi bradisismica.

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Il Comune di Pozzuoli sarà parte attiva nel chiedere interventi e misure di sostegno per cittadini, lavoratori e commercianti colpiti dalle conseguenze della crisi bradisismica. Lo assicura il sindaco Gigi Manzoni dopo il terremoto di magnitudo 4.7 registrato il 31 luglio nei Campi Flegrei.

«Saremo in prima linea, perché Pozzuoli ha bisogno di risposte concrete e non può essere lasciata sola», afferma Manzoni. L’amministrazione, aggiunge, non intende limitarsi agli interventi di propria competenza, ma solleciterà tutte le istituzioni coinvolte.

Sostegni per residenti e attività produttive

Le priorità indicate dal sindaco riguardano le richieste dei cittadini e delle attività commerciali, alle prese con i danni e le ripercussioni economiche provocate dalla nuova fase dell’emergenza.

«Siamo impegnati quotidianamente a raccogliere, affrontare e rappresentare ogni richiesta che ci viene sottoposta dai residenti, anche quando le soluzioni non sono di diretta competenza del Comune», spiega Manzoni.

L’amministrazione ha avviato un confronto con i rappresentanti delle attività produttive per individuare le iniziative da adottare sul piano legislativo, organizzativo e programmatico.

Tra gli strumenti valutati ci sono anche emendamenti al decreto riguardante l’emergenza. Le proposte presentate dal mondo produttivo, sostiene il sindaco, coincidono con la linea del Comune e saranno portate ai tavoli istituzionali competenti.

«Porteremo la voce di Pozzuoli ovunque e pretenderemo risposte adeguate a ogni tavolo. È questo il nostro impegno», conclude Manzoni.

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Cronache

Cybersicurezza, quasi 44mila alert in sei mesi: 250 segnalazioni al giorno

Nei primi sei mesi del 2026 l’Acn ha inviato 43.675 comunicazioni preventive per vulnerabilità, configurazioni insicure e segnali di compromissione. Gli alert sono quasi raddoppiati rispetto al 2025, anche grazie al potenziamento del monitoraggio.

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L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha inviato 43.675 comunicazioni preventive a enti pubblici e aziende nei primi sei mesi del 2026. Una media di circa 250 segnalazioni al giorno, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Gli alert sono aumentati di 20.532 unità. Il dato non indica automaticamente un raddoppio degli attacchi informatici, ma riflette la crescita delle vulnerabilità rilevate e il rafforzamento delle attività di controllo.

Vulnerabilità e segnali di compromissione

Il monitoraggio proattivo è stato svolto attraverso lo Csirt Italia, il gruppo nazionale incaricato di prevenire e gestire gli incidenti informatici.

Le comunicazioni hanno riguardato vulnerabilità dei sistemi, configurazioni non sicure, segnali di compromissione e altre condizioni che avrebbero potuto favorire azioni ostili. Tra queste rientrano anche attività malevole già avviate, ma non ancora trasformatesi in incidenti con conseguenze operative.

L’incremento delle criticità individuate ha determinato una progressiva estensione del monitoraggio svolto dall’Agenzia nei confronti delle infrastrutture digitali pubbliche e private.

Quacivi: «Proteggere il sistema Paese»

«Intendiamo proseguire e rafforzare il nostro supporto alle pubbliche amministrazioni e alle aziende nell’attuazione degli obblighi previsti dalla normativa cyber», afferma il direttore generale dell’Acn Andrea Quacivi.

L’obiettivo è adottare un modello basato sulla collaborazione tra autorità, imprese ed enti pubblici, accompagnando i soggetti interessati nell’adeguamento alle nuove disposizioni.

«Con questa visione condivisa dobbiamo e possiamo garantire la protezione digitale del sistema Paese», conclude Quacivi.

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Cronache

Leone XIV: «Sui migranti cambiare prospettiva, al centro i diritti dei bambini»

Nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Leone XIV richiama istituzioni e comunità religiose alla protezione dei minori migranti. Il Papa chiede strumenti legali efficaci, ricongiungimenti familiari e un cambio di prospettiva nella gestione delle migrazioni.

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Papa Leone XIV chiede un cambio di prospettiva nel dibattito internazionale sulle migrazioni: non limitarsi alla gestione dei flussi, ma mettere al centro la dignità e la protezione dei bambini e degli adolescenti.

Il Pontefice interviene nel messaggio per la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in programma il prossimo 27 settembre e dedicata al tema “Anche uno solo di questi bambini”, tratto dal Vangelo di Matteo.

Il superiore interesse del minore

Per Leone XIV, le istituzioni devono assumere come criterio prioritario il “superiore interesse del minore”, adottando efficaci strumenti giuridici di protezione, favorendo i ricongiungimenti familiari ed evitando i traumi provocati dalle separazioni.

«È urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l’asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani», afferma il Papa.

Il Pontefice ricorda che bambini e adolescenti rappresentano la componente più vulnerabile dei movimenti migratori mondiali. Ogni anno milioni di minori sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa di guerre, povertà, violenze e disastri ambientali.

Le tragedie affrontate durante i viaggi

Nel messaggio vengono richiamate le condizioni estreme vissute dai minori lungo le rotte migratorie. Alcuni hanno perso genitori, fratelli e amici oppure hanno assistito a violenze indicibili. Altri restano separati per lunghi periodi dalle proprie famiglie o vengono allontanati dai genitori in seguito ai rimpatri.

Leone XIV denuncia inoltre le morti durante i viaggi, la tratta, lo sfruttamento, il reclutamento di minori nei conflitti armati, le violenze sessuali e i matrimoni forzati.

Secondo il Papa, dietro questa tragedia esistono responsabilità economiche, politiche e militari «immani». I minori migranti, aggiunge, sono spesso ridotti all’invisibilità e rischiano di essere considerati soltanto numeri all’interno di statistiche e provvedimenti amministrativi.

«Non possiamo restare indifferenti, né abituarci a tanta sofferenza», ammonisce Leone XIV, invitando governi, istituzioni e comunità a non fare calcoli davanti alla vita di un bambino. «Ogni bambino, anche uno solo, ogni essere umano possiede una dignità infinita».

L’appello alle comunità religiose

Il Pontefice incoraggia le comunità cristiane a favorire l’integrazione e a riconoscere migranti e rifugiati come componenti a pieno titolo della famiglia ecclesiale.

Un ruolo importante viene affidato anche al dialogo interreligioso. I credenti delle diverse confessioni sono invitati a collaborare nella costruzione di reti di protezione e di luoghi nei quali ogni ragazza e ogni ragazzo possano essere rispettati nella propria identità culturale.

Questi spazi, sottolinea Leone XIV, possono contribuire anche a prevenire l’isolamento sociale e il rischio che i più giovani vengano avvicinati da gruppi estremisti.

Il messaggio si inserisce nel percorso di attenzione dedicato dal Papa al dramma umano delle migrazioni, testimoniato anche dalle recenti visite alle Canarie e a Lampedusa. Al centro resta un principio preciso: nessun bambino può essere lasciato solo o reso invisibile.

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