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Cronache

Castel Volturno, maxi arsenale sotterrato: sequestrati anche tre lanciarazzi anticarro

Scoperto e sequestrato a Castel Volturno un arsenale sotterrato con lanciarazzi anticarro e armi da guerra. Indagini in corso su provenienza e destinatari.

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Un arsenale di armi da guerra, comprensivo di tre lanciarazzi anticarro pronti all’uso, è stato scoperto e sequestrato dalla Polizia di Stato a Castel Volturno, nel Casertano. Il deposito, secondo le prime valutazioni investigative, sarebbe riconducibile all’area del clan dei Casalesi.

Le armi erano sotterrate in un terreno del Demanio Statale, al confine con Giugliano in Campania. A individuare il sito sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, al termine di un’attività di intelligence sul territorio. Sul posto è intervenuto anche un escavatore; con l’ausilio di metal detector in dotazione alla Polizia di Stato, gli scavi hanno portato al rinvenimento del deposito clandestino.

L’arsenale

Oltre ai lanciarazzi anticarro, gli investigatori hanno sequestrato:

  • una mitraglietta

  • quattro fucili d’assalto

  • una carabina di precisione

  • un fucile a pompa

  • otto pistole (revolver e semiautomatiche), tutte pronte al fuoco

  • circa 600 cartucce

Secondo gli accertamenti preliminari, molte armi provengono da Paesi dell’Europa dell’Est.

I lanciarazzi anticarro sono stati immediatamente neutralizzati (“fatti brillare”) dagli Artificieri della Polizia di Stato, mentre il resto dell’arsenale è stato posto sotto sequestro. Le indagini proseguono per verificare eventuali utilizzi in precedenti episodi delittuosi e per ricostruire i destinatari del materiale bellico, nonché i canali di approvvigionamento.

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Cronache

L’ultimo applauso a Peppino di Capri: l’isola si ferma per il suo artista, commozione ai funerali

Capri rende l’ultimo omaggio a Peppino di Capri. Migliaia di persone, amici, artisti e istituzioni partecipano ai funerali nella chiesa di Santo Stefano. Commozione per le parole del figlio Edoardo e di Aurelio De Laurentiis.

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Capri si è fermata. Per qualche ora il tempo sull’isola ha seguito il ritmo lento delle sue canzoni, mentre nella chiesa di Santo Stefano si celebravano i funerali di Peppino di Capri, l’artista che più di ogni altro ha saputo legare il nome dell’isola alla musica italiana nel mondo.

Nel caldo pomeriggio di luglio, amici, colleghi, istituzioni e centinaia di cittadini hanno riempito la storica chiesa del centro di Capri per accompagnare nell’ultimo viaggio il cantante, scomparso a 86 anni. All’esterno, la Piazzetta ha continuato a risuonare delle sue melodie, quasi a trasformare il saluto in un concerto collettivo della memoria.

L’abbraccio della sua Capri

Accanto ai tre figli erano presenti il presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis, l’imprenditore Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, musicisti, autori, amici di una vita e tanti protagonisti della cultura italiana.

Tra i presenti anche Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, che condivise con Peppino il palco del Festival di Sanremo nel 1992, il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessora comunale Chiara Marciani e Roberta, l’ex moglie dell’artista che ispirò una delle sue canzoni più celebri.

Ma il volto più autentico del funerale è stato quello della gente comune: capresi, amici e turisti si sono stretti attorno alla famiglia per rendere omaggio all’uomo che aveva trasformato Capri in una capitale della musica leggera.

«Ha portato Capri nel mondo»

Durante la celebrazione il parroco don Pasquale Irolla ha ricordato come Peppino di Capri sia riuscito «a portare e innalzare l’isola di Capri in tutto il mondo», conquistando il pubblico con il suo talento e con la sua eleganza.

Anche il prefetto Michele di Bari ha sottolineato il valore simbolico del nome d’arte scelto dal cantante.

«Quel “Di Capri” non è soltanto un nome d’arte, ma un’appartenenza. Ha trasformato i confini dell’isola, lambiti dal mare, in un affetto arrivato da ogni parte del mondo. È questo il suo lascito più grande: una lezione di vita, di rispetto, di educazione e di umanità.»

L’omaggio di De Laurentiis

Tra i momenti più intensi della cerimonia le parole di Aurelio De Laurentiis, che ha annunciato la volontà di riportare allo stadio Diego Armando Maradona lo storico inno del Napoli inciso da Peppino negli anni Ottanta.

Commosso, il presidente azzurro ha concluso il suo ricordo con un’immagine destinata a rimanere nella memoria dei presenti:

«Adesso lo immagino alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di Champagne

Il ricordo del figlio Edoardo

Le parole più intime sono state quelle del figlio Edoardo Faiella.

Ha raccontato di aver chiesto al padre, poco prima della sua scomparsa, quale fosse la canzone alla quale era più legato tra le oltre cinquecento incise durante la sua carriera.

La risposta fu “Il sognatore”.

«Adesso l’ascolto con orecchie diverse», ha spiegato. «È un po’ la sua autobiografia. Dentro ci sono malinconia, eleganza e c’è papà.»

Un ricordo che ha commosso profondamente i presenti e che restituisce il ritratto più personale di un artista capace di attraversare oltre sessant’anni di musica senza mai perdere la propria identità.

L’isola si ferma

Anche la città ha voluto rendere omaggio al suo figlio più celebre. Il sindaco di Capri, Paolo Falco, ha ricordato come Peppino non abbia mai reciso il legame con la sua terra.

«Salutiamo un’icona della musica italiana e internazionale. Il suo rapporto con Capri è rimasto sempre fortissimo e la sua arte continuerà a vivere.»

Durante la funzione tutti i bar della Piazzetta hanno sospeso il servizio, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto. Un gesto spontaneo che ha trasformato il cuore dell’isola in un luogo di silenzio e raccoglimento.

L’ultimo viaggio del sognatore

All’uscita dalla chiesa la bara, portata a spalla, è stata accolta da un lungo e caloroso applauso.

C’erano lacrime sincere sui volti di chi aveva conosciuto Peppino di Capri e lo aveva accompagnato per tutta la sua straordinaria carriera. C’erano anche i tanti turisti, sorpresi da un saluto così partecipato, spettatori inconsapevoli dell’ultimo viaggio di un artista che aveva fatto della sua isola un simbolo universale.

Per Capri non è stato soltanto un funerale. È stato l’abbraccio finale al suo sognatore, l’uomo che con un pianoforte, una voce inconfondibile e canzoni entrate nella storia ha fatto conoscere il nome dell’isola in ogni angolo del mondo.

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Cronache

Aversa, aggrediti medico, infermiera e guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 21enne

Un giovane di 21 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo l’aggressione a un medico, un’infermiera e una guardia giurata nel pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa. I tre hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra dieci e quindici giorni.

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Momenti di forte tensione questa mattina nel pronto soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa, dove un medico, un’infermiera e una guardia particolare giurata sono stati aggrediti da un giovane di 21 anni.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Lusciano, che hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato in flagranza.

La contestazione dopo la visita medica

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe manifestato il proprio dissenso nei confronti della valutazione effettuata dal medico di turno.

Il ventunenne sosteneva di avere una ferita da taglio che, al termine degli accertamenti clinici, non sarebbe stata riscontrata dal personale sanitario.

La contestazione sarebbe quindi degenerata in un’aggressione fisica ai danni del dirigente medico in servizio, di un’infermiera e della guardia giurata impegnata nel presidio dell’area di emergenza.

Tre persone ferite

Le tre persone aggredite sono state immediatamente soccorse e medicate all’interno dello stesso ospedale.

Il medico e l’infermiera hanno riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Per la guardia giurata la prognosi è invece di quindici giorni. I sanitari hanno riscontrato contusioni ed escoriazioni multiple.

Tutte le persone offese hanno formalizzato denuncia.

L’arresto e i domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato il giovane con le accuse di lesioni personali aggravate, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Cronache

Papa Leone XIV a Castel Gandolfo: «I venti di guerra non spengano la speranza e la pace»

Nel primo Angelus del soggiorno estivo a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha rivolto un nuovo appello al dialogo e alla diplomazia per fermare le guerre. Dal 14 al 16 luglio il Borgo Laudato Si’ ospiterà un summit internazionale su intelligenza artificiale, disarmo e pace.

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Primo Angelus estivo a Castel Gandolfo per Papa Leone XIV, accolto da una folla di fedeli assiepata in piazza della Libertà, davanti al Palazzo Apostolico. Il Pontefice ha salutato i presenti compiendo un giro a bordo di una golf-car e ha parlato del «bel borgo» nel quale trascorrere alcuni giorni di riposo e trovare ristoro.

La pausa estiva non attenua, tuttavia, la preoccupazione del Papa per le crisi internazionali e per le popolazioni travolte dai conflitti.

L’appello contro i venti di guerra

«Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti», ha detto Leone XIV dopo la recita dell’Angelus.

Il Pontefice ha invitato a non permettere che questi venti «spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante». Le parole sono state pronunciate nella prima domenica del soggiorno estivo del Papa a Castel Gandolfo.

«Dialogo e diplomazia unica via per la pace»

Per Leone XIV, l’unico percorso possibile resta quello del confronto tra le parti.

«Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona».

Un appello che riguarda il Medio Oriente, l’Ucraina e tutte le aree nelle quali i civili continuano a pagare il prezzo più alto delle guerre.

La Domenica del Mare

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Domenica del Mare, il Papa ha rivolto un pensiero anche ai lavoratori marittimi, spesso costretti a trascorrere lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie e, in alcuni casi, a navigare in aree attraversate da conflitti e tensioni.

Le parole del Pontefice assumono un significato particolare mentre cresce l’attenzione internazionale per la sicurezza delle rotte marittime e per le tensioni nello Stretto di Hormuz.

A Castel Gandolfo il summit su pace, nucleare e intelligenza artificiale

La pace sarà anche al centro della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, in programma dal 14 al 16 luglio nelle Ville Pontificie e al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

Il vertice riunirà oltre duecento personalità del mondo scientifico, accademico e istituzionale, tra le quali circa trenta Premi Nobel, ex capi di Stato e di governo, rappresentanti di università e centri di ricerca e protagonisti del settore dell’intelligenza artificiale. Tra le organizzazioni indicate figurano OpenAI, Google DeepMind, Aaru e Anthropic.

Al centro dei lavori ci saranno la sicurezza internazionale, il rischio nucleare, il disarmo e la governance delle tecnologie emergenti, con l’obiettivo di orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso la tutela della persona e la costruzione della pace.

L’enciclica Magnifica Humanitas

Il confronto sarà ispirato anche alla prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale e promulgata nel maggio scorso.

Al momento non risulta annunciato ufficialmente un intervento del Papa al summit. La presenza del Pontefice resta tuttavia auspicata dagli organizzatori, considerata la sede dell’incontro e la stretta relazione tra i temi del vertice e il suo magistero sull’intelligenza artificiale, la dignità umana e la pace.

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