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Cronache

Casoria, crolla palazzo in via Cavour: il gesto di Domenico salva vite, ma perde tutto

A Casoria crolla un palazzo evacuato poche ore prima grazie all’allarme lanciato da un giovane residente. Nessun ferito, ma famiglie senza casa e rabbia tra i cittadini.

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A Domenico Ferraiuolo i ringraziamenti dei residenti ai quali ha salvato la vita forse serviranno a poco. È stato lui, giovane sposo, a lanciare l’allarme che ha consentito di evacuare lo stabile di via Cavour a Casoria, crollato poche ore dopo senza provocare vittime. Un gesto decisivo che ha evitato una tragedia annunciata.

I segnali ignorati e il sopralluogo

Nella giornata precedente al crollo, qualcosa non tornava: le porte degli appartamenti non si chiudevano più correttamente, poi i rumori sordi, i boati. I condomini hanno chiesto un sopralluogo a un ingegnere, che ha riscontrato una forte perdita d’acqua in una profonda cavità alla base del fabbricato. La segnalazione ai vigili del fuoco è stata immediata: la situazione è apparsa subito gravissima.

L’evacuazione e il crollo all’alba

Alle 18.30 di ieri è stata disposta l’evacuazione senza esitazioni di circa venti famiglie. Alcune hanno trovato alloggio in albergo, altre si sono arrangiate con sistemazioni di fortuna. L’area è stata transennata. Alle 4 del mattino si sono avvertiti scricchiolii sinistri, alle 6 il crollo: è venuto giù l’arco di Carmignano, trascinando con sé buona parte dello stabile già evacuato.

Paura, rabbia e accuse

Sul posto si sono radunati i residenti, tra paura e rabbia. C’è chi accusa le istituzioni e chi chiede soluzioni immediate. Le mura rimaste in piedi continuano a cedere e, in via precauzionale, sono stati sgomberati anche alcuni edifici vicini. Senza casa sono rimasti anche i proprietari di animali domestici, recuperati grazie all’aiuto dei residenti e dei vigili del fuoco.

L’intervento dei soccorsi e della Regione

I vigili del fuoco hanno confermato che lo sgombero è avvenuto “fra le proteste dei residenti”, mentre oggi le famiglie hanno ringraziato i pompieri per la tempestiva valutazione che ha salvato vite. Il Comune ha attivato il COC per coordinare assistenza e soccorsi. Sul posto sono arrivati mezzi della Protezione civile regionale e della SMA Campania, con 30 volontari e 3 psicologi dell’emergenza. Inviate anche transenne e due autobotti per il rifornimento idrico.

Le voci dei residenti

“Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene”, è lo sfogo di Roberto Maida, che viveva con la famiglia in uno degli appartamenti crollati. La richiesta è una sola: interventi immediati e il ripristino delle abitazioni.

L’eroe senza casa

Resta lo sconforto di Domenico Ferraiuolo. “Sono disoccupato e mi sono sposato da poco. Quella casa l’avevo acquistata con enormi sacrifici miei e della mia famiglia. Ora sono un nullatenente”, racconta. “Mi dicono che ho salvato molte vite, ne sono felice, ma stanotte ho perso tutto. Ho bisogno di aiuto, perché non ho praticamente più niente”.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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