Cronache
Caso Ranucci-Lavitola, il Fatto Quotidiano: cena dopo l’attentato per il maxi-affare dei carbon credit
Il Fatto Quotidiano, in edicola oggi, rivela in esclusiva che pochi giorni dopo l’attentato alla sua abitazione Sigfrido Ranucci partecipò con Valter Lavitola a una cena con esponenti di Urban Vision, mentre l’ex faccendiere cercava investitori per un progetto africano sui carbon credit. Gli inquirenti verificano se proprio quell’affare possa contribuire a spiegare il movente della bomba.
La fonte delle notizie riportate in questo articolo è Il Fatto Quotidiano in edicola oggi, che pubblica in esclusiva nuovi particolari sul rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola e sul progetto africano legato ai carbon credit. Le informazioni vengono attribuite al quotidiano e riguardano un’inchiesta giudiziaria ancora in corso, nella quale responsabilità e movente dell’attentato restano da accertare.
Pochi giorni dopo l’esplosione davanti alla sua casa di Campo Ascolano, a Pomezia, il conduttore di Report avrebbe partecipato con Lavitola a una cena alla quale erano presenti alcuni potenziali investitori interessati al progetto africano dell’ex faccendiere.
L’incontro si sarebbe svolto alla fine di ottobre del 2025 nel ristorante-pescheria Cefalù, gestito da Lavitola a Roma. Al tavolo sedevano anche Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni, rispettivamente amministratore e presidente di Urban Vision Spa.
Il progetto africano da 1,3 miliardi all’anno
Secondo Il Fatto Quotidiano, Lavitola presentava il progetto come un affare capace di generare fino a 1,3 miliardi di euro l’anno attraverso la commercializzazione di carbon credit prodotti in Africa.
I carbon credit consentono alle imprese di compensare una parte delle proprie emissioni finanziando iniziative destinate ad assorbire o ridurre l’anidride carbonica, come la tutela di foreste e territori.
Ranucci ha già confermato di avere fornito all’amico consigli gratuiti sul settore, spiegando di averlo fatto per evitare che potesse incorrere in truffe o altre “brutte sorprese”. Report aveva infatti dedicato nel 2023 un’inchiesta proprio al mercato dei crediti di carbonio e ai rischi collegati alla reale certificazione dei progetti.
I contatti intensificati prima della bomba
Al Fatto risulta che il confronto tra Ranucci e Lavitola sul progetto si sarebbe intensificato nel settembre del 2025, quindi prima dell’attentato del 16 ottobre, e sarebbe proseguito anche nei mesi successivi.
Le interlocuzioni sarebbero continuate fino a poche ore prima della perquisizione eseguita il 5 luglio 2026 nell’abitazione di Lavitola.
Il quotidiano rileva anche un cambiamento nelle dichiarazioni dell’ex faccendiere, che nelle conversazioni più recenti avrebbe ridimensionato l’importanza dell’affare proprio mentre l’attenzione investigativa si spostava dall’ipotesi politica al progetto economico.
La pista politica e il sondaggio su Ranucci
Una delle ipotesi emerse nei giorni scorsi riguarda il sondaggio commissionato per misurare il possibile gradimento politico di Ranucci come leader del centrosinistra.
Lo stesso Lavitola aveva rivelato l’esistenza del sondaggio al quotidiano La Verità. Secondo questa ricostruzione, la bomba avrebbe potuto accrescere la visibilità e la popolarità del giornalista, favorendo una sua eventuale discesa in campo.
Si tratta però di una pista investigativa ancora priva di conferme definitive. Gli inquirenti stanno valutando anche se il vero movente possa essere collegato agli interessi economici nel settore dei carbon credit.
La cena con i vertici di Urban Vision
Urban Vision ha confermato al Fatto Quotidiano la presenza di De Marchi e Mazzoni alla cena, definendola però un incontro «conviviale e occasionale».
La società ha precisato che durante la serata non sarebbe stato discusso alcun argomento di lavoro. Secondo le fonti del quotidiano, invece, Lavitola stava cercando investitori e Ranucci avrebbe illustrato alcuni rischi e criticità del settore.
Il giornalista ha preferito non rilasciare dichiarazioni sull’episodio.
Urban Vision era già stata oggetto di servizi di Report: nel 2012 in un’inchiesta firmata dallo stesso Ranucci e nel 2019 in un servizio di Lucina Paternesi.
L’invito del figlio di Lavitola
La società ha inoltre chiarito che l’invito alla cena non sarebbe partito direttamente da Valter Lavitola, ma dal figlio Giuseppe, ventiduenne impegnato in iniziative imprenditoriali e politiche.
Dal maggio 2025 Giuseppe Lavitola è consigliere di Urban Venture, società partecipata del gruppo Urban Vision.
L’ex faccendiere aveva però più volte presentato Ranucci come uno dei frequentatori e dei testimonial del proprio ristorante, circostanza che conferma la familiarità del rapporto tra i due.
L’attività esplorativa di Neutralia
Urban Vision ha confermato soltanto un’attività preliminare ed esplorativa nel settore dei carbon credit, svolta per un periodo limitato attraverso un’altra società estranea al gruppo.
Secondo Il Fatto Quotidiano, il veicolo societario potrebbe essere Neutralia Srl, partecipata al 50% da De Marchi e Mazzoni.
L’esplorazione sarebbe stata definitivamente interrotta nel marzo del 2026 e non avrebbe prodotto alcun investimento.
Urban Vision non è coinvolta nell’inchiesta sull’attentato e nessun elemento collega la società alla bomba esplosa davanti all’abitazione di Ranucci.
Il ruolo di Gomes Clesio Tavares
Il punto investigativo più delicato riguarda Gomes Clesio Tavares, collaboratore di Lavitola e indicato dagli inquirenti come possibile collegamento tra il presunto mandante e gli esecutori materiali dell’attentato.
Tavares si trova da mesi in Camerun per seguire le fasi del progetto africano. Secondo quanto riferito, Lavitola gli avrebbe promesso il 10% dei ricavi dell’affare sui carbon credit.
L’inchiesta avrebbe inoltre documentato rapporti tra Tavares e alcune delle persone arrestate come presunti esecutori dell’attentato.
È su questo intreccio che gli investigatori stanno concentrando una parte delle verifiche: la presenza di Ranucci nelle discussioni sull’affare, pur nella veste dichiarata di amico e consulente disinteressato, potrebbe essere stata percepita come una minaccia da chi temeva di perdere il controllo o i benefici economici del progetto.
Il movente resta da dimostrare
Al momento non esistono elementi che consentano di affermare che l’affare dei carbon credit sia stato il movente della bomba.
Lavitola e Tavares sono indicati nell’ipotesi investigativa come possibili mandanti, ma le accuse devono ancora essere provate. Entrambi hanno diritto alla presunzione di innocenza.
Le rivelazioni del Fatto Quotidiano aggiungono tuttavia un nuovo tassello alla ricostruzione del rapporto tra Ranucci e Lavitola: un’amicizia personale, un legame tra giornalista e fonte e una collaborazione informale su un progetto economico di dimensioni potenzialmente enormi.
Resta da capire se questi elementi siano soltanto il contesto di una relazione complessa oppure la chiave per individuare il movente dell’attentato.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




