Cronache
Caso Martina Carbonaro, divieto di avvicinamento per i genitori ai familiari di Alessio Tucci
Il gip di Napoli Nord avrebbe disposto il divieto di avvicinamento per i genitori di Martina Carbonaro ai familiari di Alessio Tucci. La misura riguarda una distinta indagine per presunti atti persecutori denunciati dalla famiglia dell’imputato.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord avrebbe disposto nei confronti dei genitori di Martina Carbonaro il divieto di avvicinamento ai familiari di Alessio Tucci, imputato nel processo per l’omicidio della quattordicenne di Afragola.
La misura cautelare sarebbe stata adottata nell’ambito di un procedimento distinto da quello relativo alla morte della ragazza e riguarderebbe una serie di episodi denunciati dai familiari di Tucci.
A rendere nota la decisione è stato l’avvocato Mario Mangazzo, difensore dell’imputato, precisando di non avere ancora ricevuto la comunicazione ufficiale della Procura di Napoli Nord.
Le denunce per presunti atti persecutori
Secondo quanto riferito dal legale, il provvedimento sarebbe stato emesso in relazione a diversi episodi verificatisi tra il 26 dicembre 2025 e l’aprile 2026.
Le condotte contestate sarebbero state qualificate dalla Procura come atti persecutori continuati ai danni dei prossimi congiunti di Alessio Tucci.
Si tratta di accuse che dovranno essere verificate nel corso del procedimento e sulle quali, al momento, non risulta intervenuto alcun accertamento definitivo.
«Apprendo dagli organi di stampa che nei confronti dei genitori di Martina è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai prossimi congiunti di Alessio Tucci», ha dichiarato Mangazzo.
«Siamo in attesa di ricevere la comunicazione ufficiale da parte della Procura del Tribunale di Napoli Nord».
«Il dolore non può giustificare altre condotte»
Il difensore di Tucci ha espresso comprensione per il dolore della famiglia Carbonaro, sostenendo però che la sofferenza provocata dalla morte di Martina non possa giustificare comportamenti rivolti contro persone estranee al procedimento principale.
«Il dolore dei genitori di Martina non può mai giustificare le condotte poste in essere ai danni dei familiari di Alessio, assolutamente estranei alla tragica vicenda giudiziaria», ha affermato l’avvocato.
Mangazzo ha quindi concluso sottolineando la necessità di evitare ulteriori tensioni: «Occorre scongiurare il rischio che violenza generi altra violenza».
La richiesta della Procura dopo le denunce
La Procura di Napoli Nord aveva chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento dopo le denunce presentate dai familiari di Tucci, che avevano riferito di minacce e altri episodi intimidatori.
Alcuni momenti di forte tensione si sarebbero verificati anche in occasione delle udienze del processo davanti alla Corte d’Assise di Napoli.
Il provvedimento cautelare non rappresenta una dichiarazione di colpevolezza, ma una misura preventiva adottata dal giudice quando ritiene necessario impedire contatti o avvicinamenti tra le persone coinvolte.
Il processo per l’omicidio della quattordicenne
Alessio Tucci è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere per la morte di Martina Carbonaro.
La ragazza, di 14 anni, fu uccisa ad Afragola nel maggio 2025. Tucci, ex fidanzato della vittima, è attualmente detenuto e ha ammesso la propria responsabilità nell’omicidio, mentre il processo dovrà stabilire la qualificazione giuridica dei fatti, le aggravanti contestate e la pena.
La nuova vicenda giudiziaria resta completamente separata dal processo per la morte di Martina. Da una parte sarà la Corte d’Assise a giudicare la responsabilità di Tucci per l’omicidio; dall’altra la magistratura dovrà accertare la fondatezza delle contestazioni mosse ai genitori della giovane dopo le denunce presentate dai familiari dell’imputato.
Cronache
Sita Sud introduce il congedo mestruale: due giorni al mese senza certificato medico
Un accordo integrativo consente alle lavoratrici di Sita Sud di utilizzare fino a due giorni al mese per cicli mestruali dolorosi, senza consumare ferie personali e senza presentare certificazione medica. Le giornate provengono dalla banca delle ferie solidali.
Due giorni di assenza al mese, senza certificazione medica e senza intaccare ferie e permessi personali. È la misura introdotta in Sita Sud con il rinnovo dell’accordo integrativo sottoscritto dall’azienda e dalle organizzazioni sindacali.
Le lavoratrici che affrontano cicli mestruali particolarmente dolorosi potranno utilizzare le giornate raccolte attraverso la banca delle ferie solidali, alimentata dalle donazioni dei colleghi.
L’iniziativa rappresenta una novità significativa nel settore del trasporto pubblico, anche perché in Italia non esiste ancora un congedo mestruale disciplinato da una legge nazionale o dai contratti collettivi.
Una banca nata nel 2015
Il sistema delle ferie solidali era stato sperimentato in azienda già nel 2015, quando i dipendenti donarono parte delle proprie giornate a un collega che doveva assistere il figlio gravemente malato. La solidarietà permise al lavoratore di occuparsi del ragazzo per quasi due anni.
Da allora la banca viene riaperta quando le giornate disponibili stanno per esaurirsi. Alla nuova raccolta hanno partecipato i circa 480 dipendenti dell’azienda: secondo il sindacato sono state donate complessivamente circa 300 giornate, considerate sufficienti a coprire il fabbisogno previsto per un anno.
«Tutela per salute, sicurezza e reddito»
«Si tratta di un passo avanti fondamentale», afferma Diego Corace, segretario provinciale della Fit Cisl Salerno. Il sindacalista richiama in particolare la condizione delle conducenti, responsabili ogni giorno della propria sicurezza e di quella dei passeggeri.
«Un ciclo mestruale particolarmente intenso può compromettere la piena affidabilità alla guida e costringere le lavoratrici a scegliere tra salute, sicurezza e penalizzazioni economiche», sostiene Corace.
Il ricorso alla malattia può infatti incidere sul premio di risultato, mentre utilizzare le ferie personali riduce ulteriormente il monte dei giorni disponibili. Con il nuovo accordo, sottolinea il rappresentante della Fit Cisl, le dipendenti potranno assentarsi senza conseguenze economiche.
La richiesta di estendere la tutela
La commissione aziendale incaricata di valutare l’accesso alla banca delle ferie solidali, riferisce il sindacato, non avrebbe finora riscontrato richieste improprie.
La Fit Cisl chiede ora che la misura non resti confinata alla singola azienda. «Il contratto nazionale degli autoferrotranvieri dovrebbe prevedere permessi aggiuntivi per le lavoratrici con cicli mestruali particolarmente dolorosi, almeno per chi svolge mansioni di prima linea», conclude Corace.
Cronache
SuperEnalotto, a Oggiono centrato il “6” da 223,2 milioni con una schedina da 5 euro
Una schedina da 5 euro giocata nel punto vendita Al Chicherin di Oggiono, in provincia di Lecco, ha centrato il “6” da 223,2 milioni di euro. È la prima vincita del 2026 e la seconda più alta di sempre al SuperEnalotto.
Cronache
Eredità Agnelli, Margherita esclusa come parte civile contro John Elkann
La gup di Torino Irene Giani ha escluso Margherita Agnelli come parte civile contro il figlio John Elkann nel filone sulle presunte violazioni fiscali relative alla residenza di Marella Caracciolo. La donna è stata invece ammessa nel segmento riguardante il presunto falso sulla composizione della società Dicembre, che coinvolge Gianluca Ferrero e Remo Morone.
Margherita Agnelli non potrà costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel segmento del procedimento relativo alle presunte violazioni fiscali sulla residenza di Marella Caracciolo. La gup di Torino Irene Giani ha respinto la richiesta durante la nuova udienza preliminare, aggiornata al 16 ottobre.
La decisione non chiude però ogni possibilità di richiesta risarcitoria: Margherita è stata ammessa come parte civile per il diverso capitolo processuale riguardante un presunto falso nella documentazione sulla società Dicembre.
La richiesta di risarcimento
Margherita Agnelli aveva quantificato in un milione e 300 mila euro il danno morale che sarebbe stato provocato dalle condotte contestate a John Elkann e allo storico commercialista della famiglia, Gianluca Ferrero.
Secondo la donna, le presunte irregolarità fiscali sulla residenza di Marella Caracciolo, morta nel 2019, avrebbero fatto parte di un piano volto non soltanto a evadere le imposte, ma anche a compromettere i suoi diritti sull’eredità.
Per la giudice, tuttavia, il collegamento tra i reati contestati e il danno lamentato da Margherita sarebbe troppo debole. Accogliere una simile impostazione significherebbe riconoscere automaticamente un danno risarcibile all’immagine e alla reputazione dei familiari dell’autore di qualsiasi reato.
La difesa di Elkann
«Una decisione condivisibile, perché una costituzione di parte civile non può diventare lo strumento di insondabili rancori personali», ha commentato l’avvocato Paolo Siniscalchi, componente del collegio difensivo di Elkann.
La difesa ha annunciato che si concentrerà ora sulla sostanza delle contestazioni per dimostrare che il presidente di Stellantis non avrebbe violato alcuna legge.
Ammessa nel filone sulla società Dicembre
La richiesta di Margherita è stata invece accolta per il capitolo che coinvolge il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio Remo Morone. Al centro c’è un presunto falso nella dichiarazione del 2021 sulla composizione societaria di Dicembre, la cassaforte che controlla le partecipazioni del gruppo.
La Procura ha contestato un’aggravante che, in caso di condanna, prevede una pena compresa tra tre e dieci anni. Secondo Margherita, l’irregolarità avrebbe influenzato le numerose cause civili che la contrappongono ai figli sull’eredità della madre.
La gup ha riconosciuto la legittimazione della donna a costituirsi parte civile, mentre l’eventuale diritto a un risarcimento sarà valutato successivamente.
Il suo legale, Dario Trevisan, ha precisato che le richieste per i danni morali potranno essere riproposte in una fase successiva e che resta possibile agire in sede civile per quelli patrimoniali. Le responsabilità degli imputati dovranno essere accertate nel processo.


