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Cronache

Caso Garlasco, i pm di Brescia tornano alla carica: nuova richiesta di sequestro dei dispositivi dell’ex procuratore Venditti

Caso Garlasco, nuova richiesta di sequestro per i dispositivi dell’ex procuratore Mario Venditti. Indagini su Dna, tracce e misurazioni di Andrea Sempio: udienza fissata al 18 dicembre.

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Nuovo capitolo nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. I pm di Brescia hanno presentato per la terza volta la richiesta di sequestro di computer e dispositivi elettronici dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari.
Secondo l’accusa, nel 2017 Venditti avrebbe favorito l’archiviazione di Andrea Sempio, oggi nuovamente sotto inchiesta per l’omicidio.

La richiesta dei magistrati bresciani riguarda anche due carabinieri, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, che tuttavia non risultano indagati.


La reazione della difesa: “Campagna demolitoria senza regole”

Dopo la precedente bocciatura del Riesame — dovuta a una richiesta ritenuta “non sufficientemente circostanziata” — la Procura di Brescia ha ora depositato un’istanza più dettagliata, chiedendo la copia forense integrale dei dispositivi informatici.
L’obiettivo sarebbe chiarire come la consulenza del genetista Pasquale Linarello — redatta prima della sua pubblicazione ufficiale — sia finita nel gennaio 2017 nelle mani di Luciano Garofalo, consulente dei Sempio.

L’avvocato Domenico Aiello, difensore di Venditti, ha scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio denunciando che nella vicenda “le più elementari regole processuali e la stessa Costituzione paiono sospese”.
Il legale parla di “campagna demolitoria” contro il suo assistito, lamentando che “tutto avviene a mezzo stampa, con fazioni mediatiche che accompagnano le indagini”.


Le nuove analisi su Sempio e la casa di Chiara Poggi

Nel frattempo, a Milano, Andrea Sempio si è sottoposto alle misurazioni antropometriche all’Istituto di Medicina Legale, alla presenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, consulente della Procura di Pavia.
Sono stati registrati peso, altezza, misure di piede, caviglie e arti, dati che verranno confrontati con le lesioni sul corpo di Chiara Poggi e con la Bloodstain Pattern Analysis (Bpa) eseguita dal Ris di Cagliari.

Le indagini puntano a stabilire la compatibilità di Sempio con alcune tracce ematiche rinvenute nella casa della vittima, tra cui la “traccia 33” sul muro, considerata una delle più significative.


Attesa per i risultati del Dna e l’udienza di dicembre

Resta infine cruciale l’esito dell’analisi genetica sul Dna maschile trovato sotto le unghie di Chiara, che verrà confrontato con quello di Andrea Sempio.
La genetista Denise Albani, consulente della Procura di Pavia, ha ottenuto una proroga fino al 18 dicembre, data fissata per l’udienza in cui verranno discussi i risultati dell’incidente probatorio.

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Cronache

Giornalisti in sciopero, Fnsi: “Contratto fermo da 10 anni, serve dignità per salvare l’informazione”

Sciopero dei giornalisti per il mancato rinnovo del contratto da 10 anni: Fnsi denuncia salari erosi, precariato e mancanza di regole sull’AI.

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Le giornaliste e i giornalisti italiani tornano a scioperare per la terza volta. A proclamarlo è la Fnsi, che parla di una mobilitazione necessaria per richiamare l’attenzione su una crisi strutturale del settore.

Secondo il sindacato, lo sciopero non è una scelta “a cuor leggero”, ma un passaggio ritenuto indispensabile per informare cittadini e istituzioni su ciò che sta accadendo nel mondo dell’informazione.

Contratto fermo da dieci anni

Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dieci anni e mai aggiornato con la Fieg.

In questo periodo, denuncia la Fnsi, gli stipendi sarebbero stati progressivamente erosi dall’inflazione, mentre gli editori hanno continuato a beneficiare di aiuti pubblici.

Precariato ed equo compenso

Particolarmente critica la situazione dei collaboratori e dei giornalisti autonomi.

Secondo il sindacato, migliaia di professionisti lavorano senza una definizione chiara dell’equo compenso, con redditi spesso al di sotto della soglia di povertà.

La Fnsi punta il dito anche contro il ricorso diffuso a forme di lavoro precario, definite pratiche di dumping contrattuale.

Il nodo dell’intelligenza artificiale

Tra i temi emergenti, anche l’assenza di regole sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale.

Il sindacato segnala la mancanza di tutele economiche per gli autori dei contenuti utilizzati dalle piattaforme digitali e dagli operatori globali del web.

Informazione e democrazia

Per la Fnsi, la vertenza non riguarda solo i lavoratori, ma la qualità stessa dell’informazione.

“Dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale e la difesa dei diritti”, sottolinea il sindacato, evidenziando il legame diretto tra condizioni di lavoro e qualità del prodotto giornalistico.

Il confronto con gli editori resta aperto, ma il messaggio è chiaro: senza un intervento strutturale, il sistema dell’informazione rischia un ulteriore indebolimento.

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Cronache

Casa del Jazz, scavi senza esito: nessun resto umano nei cunicoli legati alla Banda della Magliana

Conclusi gli scavi sotto la Casa del Jazz a Roma: trovate solo ossa animali e bottiglie. Nessuna svolta nei casi Orlandi e Adinolfi.

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Si chiudono senza esito gli scavi nell’area della Casa del Jazz, a Roma, dove non sono stati rinvenuti resti umani né elementi utili alle indagini.

Al loro posto, solo ossa animali e alcune bottiglie. Lo ha confermato il prefetto Lamberto Giannini nel corso di una conferenza stampa in Prefettura.

Verifiche ritenute necessarie

Nonostante l’assenza di riscontri, le attività erano considerate indispensabili. L’area, infatti, insiste sulla villa che fu di Enrico Nicoletti, figura legata alla Banda della Magliana.

Proprio per questo, negli anni, i cunicoli erano stati associati a ipotesi investigative su casi irrisolti, tra cui la scomparsa di Emanuela Orlandi e quella del giudice Paolo Adinolfi.

L’attività nei cunicoli

Le operazioni hanno riguardato un’area ampia e complessa. Sono stati esplorati cunicoli sotterranei per oltre 25 metri, collegando diversi tratti già individuati e verificando anche un pozzo e una struttura di servizio.

Gli specialisti della scientifica e del Ris non hanno repertato tracce significative, neanche con l’utilizzo di strumenti come il luminol.

Il significato delle ricerche

Secondo Giannini, “non si poteva lasciare un punto interrogativo”. Le verifiche sono state definite un passaggio necessario per fare chiarezza su vicende che da decenni restano senza risposta.

Una posizione condivisa anche da chi ha promosso gli approfondimenti, nella convinzione che ogni pista, anche la più incerta, debba essere esplorata.

Le reazioni e il nodo irrisolto

Alla conferenza stampa era presente anche Pietro Orlandi, che ha ribadito la sua convinzione che la verità emergerà.

Al momento, però, nessun elemento collega i cunicoli della Casa del Jazz ai grandi misteri romani degli ultimi decenni.

Le indagini non si fermano, ma questa pista si chiude senza sviluppi: la verità resta ancora da cercare altrove.

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Cronache

Omicidio Fabio Ascione, fermo non convalidato per il 17enne: resta in carcere. Attesa per Autiero

Omicidio Ascione a Napoli: il gip minorile non convalida il fermo del 17enne ma dispone il carcere. Attesa per l’udienza di Autiero.

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Il gip del Tribunale per i minorenni di Napoli non ha convalidato il fermo del 17enne indagato per la sparatoria tra gruppi rivali che ha preceduto l’omicidio di Fabio Ascione.

Il giudice ha tuttavia disposto la misura cautelare del carcere, ritenendo gravi i reati contestati: pubblica intimidazione con uso di armi e porto e detenzione di arma da fuoco aggravati.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso nell’indagine, la morte di Fabio Ascione, 20 anni, sarebbe avvenuta all’alba del 7 aprile durante una sparatoria tra giovani.

Il colpo mortale sarebbe partito accidentalmente dalla pistola impugnata dal 23enne Francesco Pio Autiero, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia vicino al clan De Micco di Ponticelli.

Le dichiarazioni del minorenne

Nel corso dell’udienza di convalida, il 17enne ha reso dichiarazioni spontanee, confermando la dinamica dell’incidente e sostenendo che il colpo sia partito in modo non volontario.

Il giovane, secondo quanto riferito, si sarebbe mostrato profondamente scosso per la morte di Ascione, suo amico.

Attesa per l’udienza di Autiero

Per Francesco Pio Autiero è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al gip.

Nei suoi confronti, oltre ai reati legati alle armi, la Procura contesta anche l’omicidio volontario.

Sarà questo il passaggio decisivo per definire il quadro cautelare e l’impostazione dell’accusa nei confronti del principale indagato.

La fase delle indagini

La vicenda è ancora nella fase delle indagini preliminari.

Gli accertamenti dovranno chiarire in modo definitivo la dinamica della sparatoria, il ruolo dei singoli coinvolti e l’eventuale natura accidentale o volontaria dello sparo.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva per tutti gli indagati.

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