Cronache
Caso Adinolfi, per il gip i soldi della “Scommessa Collettiva” finivano in affitti, orologi, quadri e viaggi
Secondo l’ordinanza del gip, soltanto una parte limitata dei milioni raccolti da Mario Adinolfi attraverso la “Scommessa Collettiva” sarebbe stata destinata alle scommesse. Il resto sarebbe confluito in affitti, beni di lusso, viaggi e pagamenti a persone estranee al sistema. L’indagato respinge ogni accusa.
Affitti, orologi, quadri, viaggi, gioielli, una barca e persino lingotti d’oro. È il lungo elenco delle spese che, secondo la Procura di Roma e la Guardia di Finanza, sarebbero state sostenute da Mario Adinolfi utilizzando parte del denaro raccolto attraverso il circuito denominato “Scommessa Collettiva”.
Il giornalista, ex parlamentare e leader del Popolo della Famiglia è agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta per truffa ed evasione fiscale. Secondo l’accusa, il sistema avrebbe raccolto da privati circa 4,7 milioni di euro, prospettando rendimenti collegati alle scommesse sportive.
Adinolfi ha dichiarato di essere «totalmente innocente» e ha respinto la ricostruzione degli inquirenti. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per l’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Quasi cinque milioni raccolti dai partecipanti
Secondo quanto riportato nell’ordinanza firmata dal gip Giulia Arcieri, tra il 2020 e il 2025 gli aderenti al gruppo avrebbero versato complessivamente circa 4 milioni e 700 mila euro.
La Guardia di Finanza avrebbe individuato movimentazioni considerate «in apparenza incongrue e ingiustificate». Tra gennaio 2022 e giugno 2023, in particolare, sui conti riconducibili ad Adinolfi sarebbero entrati circa 3 milioni e mezzo di euro.
Nello stesso periodo sarebbero usciti quasi due milioni. Di questa somma, secondo il giudice, soltanto 369 mila euro sarebbero stati effettivamente impiegati nelle attività di gioco e nelle scommesse.
Affitto da 4.700 euro e pagamenti alla madre
Una parte consistente delle somme sarebbe stata utilizzata per sostenere spese personali e familiari. Nell’ordinanza viene indicato il canone dell’abitazione, pari a circa 4.700 euro al mese, pagato per diversi anni.
Tra le uscite figurerebbero anche versamenti mensili da 1.800 euro alla madre dell’indagato, Louise, oltre a 74 mila euro complessivi per l’affitto di un locale in piazza del Gesù.
Secondo il gip, circa 1 milione e 631 mila euro sarebbe stato trasferito a persone fisiche per acquisti e prestazioni non direttamente collegati alle scommesse.
L’orologio Omega e il quadro da 42 mila euro
Tra i beni acquistati dagli inquirenti vengono indicati un orologio Omega del valore di 45 mila euro e un quadro pagato circa 42 mila euro.
Nella documentazione compaiono inoltre 114 mila euro destinati a servizi di catering, 30 mila euro per una barca e per accessori da bicicletta, 19 mila euro per lavori alla sala hobby, al tetto e all’automobile.
L’elenco comprende anche un gommone costato 5 mila euro, una collana da 12 mila euro, 7 mila euro per gli arredi dell’abitazione e un acconto di 5 mila euro per l’acquisto di una Smart.
Monete, lingotti e viaggi
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, Adinolfi si sarebbe rivolto anche a un banco dei metalli per acquistare monete straniere e lingotti d’oro, pagando circa 14.200 euro con un assegno.
Altre somme sarebbero state impiegate per vacanze e soggiorni: 7 mila euro come anticipo per un viaggio a Courmayeur e 5 mila euro per una vacanza alle Maldive. Quest’ultima spesa è stata però espressamente contestata da Adinolfi attraverso i suoi difensori, gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo.
Il beneficiario dei bonifici periodici
Gli investigatori stanno approfondendo anche la posizione di una persona che avrebbe ricevuto dall’indagato circa 470 mila euro in cinque anni.
I pagamenti sarebbero stati effettuati con bonifici periodici di circa 3.900 euro ogni due settimane. L’identità e la causale di questi versamenti costituiscono uno degli aspetti ancora da chiarire dell’inchiesta.
Secondo il gip, diversi destinatari delle somme utilizzate per viaggi, automobili e arredamenti non risulterebbero tra gli aderenti alla “Scommessa Collettiva”.
Soltanto il 3 per cento avrebbe ricevuto una remunerazione
Un altro elemento centrale dell’ordinanza riguarda i rendimenti riconosciuti ai partecipanti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, soltanto il 3 per cento delle persone che avevano versato denaro avrebbe ottenuto una remunerazione.
La Procura ipotizza che i fondi raccolti non fossero utilizzati prevalentemente per le scommesse promesse, ma per finanziare spese personali e rimborsare soltanto una parte degli aderenti.
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari ritenendo sussistenti le esigenze cautelari e sottolineando, nell’ordinanza, il rischio di reiterazione delle condotte. La misura cautelare non costituisce tuttavia un accertamento definitivo di responsabilità.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




