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Caritas, l’ombra della povertà anche su perle del turismo: da Ischia a Venezia

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La pandemia ha aggravato la poverta’ nel Paese che ha allungato la sua ombra anche su zone un tempo impensabili, come le ‘perle’ del turismo. Il Rapporto Caritas sulla poverta’ contiene uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico. Assisi (Perugia), Ischia (Napoli), Riva del Garda (Trento) e Venezia. Assisi contribuisce con il 25% al Pil di tutta la regione Umbria. Si stima che il 78% del consumo in Assisi alta sia dovuto alla presenza di gruppi di pellegrini/turisti che arrivano in pullman. Il calo del fatturato si e’ avvertito in tutti i settori economici. La Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato nella sola dimensione dei servizi assistenziali, degli empori e della distribuzione. Ad Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perche’ su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai piu’ ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunita’ di riferimento di circa 20.000 abitanti. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolo’, distribuendo circa 250.000 euro.

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Attirato in trappola e ucciso: ergastolo per Marco Di Lauro

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Condanna all’ergastolo per Marco Di Lauro, soprannominato “F4”, quarto figlio del capoclan Paolo, detto “Ciruzzo o’ milionario”, condannato dal gup di Napoli Maria Laura Ciollaro che lo ha ritenuto colpevole, in veste di mandante, dell’omicidio di Ciro Maisto, un affiliato al suo clan assassinato in quanto ritenuto inaffidabile. Maisto non smetteva di lamentarsi della leadership, minacciava di uscire dalle fila dei Di Lauro e anche di avviare una collaborazione con la Giustizia. Per questi motivi venne attirato in una trappola e trucidato il 6 agosto del 2008. L’omicidio fu eseguito in una villa di Secondigliano, che si trova nei pressi del cosiddetto “Terzo Mondo”. Ciro Maisto venne colpito almeno nove volte, con una calibro 357 Magnum. Otto colpi lo raggiunsero alla testa. Insieme con Marco Di Lauro, sono stati condannati all’ergastolo anche Pasquale Spinelli (colui che tese la trappola alla vittima), Nunzio Talotti (incaricato di coordinare ed eseguire gli ordini di Marco Di Lauro) e Gennaro Vizzaccaro (esecutore materiale insieme con Antonello Faiello, nel frattempo deceduto). Il giudice – che ha accolto totalmente le richieste avanzate dal pm Maurizio De Marco al termine della requisitoria – ha ritenuto di non tenere conto della cosiddetta ‘dissociazione’ a cui si sono appellati gli avvocati difensori degli imputati.

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Giustizia, il tribunale di Napoli intitolato al giurista Alessandro Criscuolo

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Da oggi il palazzo di Giustizia di Napoli e’ intitolato ad Alessandro Criscuolo, giurista di lungo corso, gia’ presidente della Corte Costituzionale tra il 2014 e il 2016 di cui e’ stato giudice dal 2008, scomparso a marzo di due anni fa. “Un protagonista dell’intera esperienza giudiziaria italiana – lo ricorda il Guardasigilli Marta Cartabia che lo stesso Criscuolo volle vicepresidente ai tempi della Consulta – e che aveva una dote rara: era un uomo che sapeva cedere il passo. Non solo non amava i protagonismi e la ribalta, volentieri cedeva il passo ad altri, con i suoi modi sempre eleganti, sempre raffinati, ispirati forse proprio da quella naturale nobile umilta’ che lo caratterizzava”. “Sandro Criscuolo – ha ricordato Cartabia – fu eletto alla Corte Costituzionale dalla Corte di Cassazione ed e’ uno di quei rarissimi casi, non so se l’unico, di eletto al primo turno con un consenso unanime.

Qual era il segreto della sua personalita’? Sicuramente c’e’ l’insigne giurista della grande scuola napoletana, ma non meno decisive sono le virtu’ dell’uomo, capace di diventare un modello e un maestro”. Inevitabile il ricordo personale frutto delle comuni esperienze alla Consulta. “Ebbe nei miei confronti un gesto molto generoso – ha sottolineato il ministro nel corso della cerimonia all’aperto – quando mi volle alla Corte Costituzionale, una scelta quasi eversiva, anche perche’ io ero arrivata da poco e appartenevo a una generazione diversa, anche una formazione diversa, venivo dall’accademia, ma per me fu un vero privilegio. E mai mi fece sentire la distanza in alcun modo. Il rapporto con lui era facile e naturale, aveva un animo davvero mite, quante volte diceva ‘non mi piace comandare’. Quando presiedeva la Corte qualche comando lo doveva pur impartire, ma la sua era una autorita’ che si faceva ascoltare senza mai imporsi, con interventi sempre misurati ma sempre incisivi. Lo considero un modello, per tanti giudici, per tanti giovani che guarderanno questo nome come un faro di un percorso da seguire”.

Luigi Riello, oggi procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, di Criscuolo e’ stato un allievo. “Era il magistrato per eccellenza, il giudice che sapeva ascoltare, e infatti lo ricordo in una posa particolare, pollice e indice sul volto nell’ascoltare in religioso silenzio e rispetto il suo interlocutore. In questo momento cosi’ delicato e lacerante, che magistrati e avvocati insieme all’unisono abbiano pensato di intitolargli il palazzo di Giustizia di Napoli trovando l’entusiastica adesione della ministra, fa pensare a un momento di ricostruzione, a una voglia di andare avanti. Ripartiamo da Alessandro Criscuolo – l’invito – dalla sua figura, dall’esempio che ha dato e che ha testimoniato ogni giorno nella sua vita da magistrato”. “Alessandro Criscuolo – ha osservato il presidente del tribunale Elisabetta Garzo – e’ stato soprattutto per noi giovani magistrati un faro perche’ era una persona di grandissimo spessore, umanita’ e preparazione. Ogni volta si chiedeva un consiglio a Sandro, era sempre disposto a darci una mano. Aveva una vivacita’ infinita e una saggezza grandissima. Negli anni in cui e’ stato presidente dell’Anm ne ho apprezzato la sua disponibilita’ in tutte le battaglie che la magistratura affrontava”. Parla di “riconoscimento alla grande tradizione giuridica napoletana, e a un uomo che e’ stato uno dei piu’ grandi esponenti di quella tradizione”, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

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Covid, in Campania incidenza risale al 14,84%

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Risale anche in Campania il dato di incidenza del Covid sulla popolazione, arrivando al 14,8% di positivi sui tamponi. In totale sono quindi 16.380 i nuovi contagi in regione, su 110.674 test esaminati, riportando il tasso di contagio in alto rispetto al 12,91 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi conta oggi 38 nuove vittime, di cui 20 decedute nelle ultime 48 ore e 18 risalenti ai giorni precedenti ma registrate in ritardo. In lieve incremento anche l’occupazione dei posti letto, che sono 102 nelle intensive (+2) e 1.394 in degenza (+3). La situazione a fine gennaio resta quindi difficile in una giornata in cui le Regioni esprimono al governo la volonta’ di cancellare i colori assegnati e che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici. In Campania, intanto, parte anche un nuovo accordo tra la sanita’ regionale e i medici di base che e’ stato ufficialmente approvato al Tavolo regionale di medicina generale: i medici di base potranno aderire alla catena di tamponi per il covid, effettuando i test antigenici sui malati che stanno bene e devono concludere la quarantena. L’idea e’ stata stabilita oggi nella riunione in cui l’Unita’ di Crisi ha acquisito la volonta’ dei medici di medicina generale a collaborare per i tamponi antigenici rapidi al fine di ottimizzare la conclusione dei processi di quarantena e isolamento. I tamponi dei medici di base sul territorio si sommeranno a quelli di farmacie e laboratori di analisi, accelerando la possibilita’ di uscire dall’isolamento. I medici comunicheranno i risultati alle Asl di appartenenza attraverso la piattaforma regionale. L’adesione dei professionisti sara’ volontaria: i sindacati stimano che in Campania il 70-80 per cento dei medici di medicina generale siano pronti a collaborare. A NAPOLI, intanto, continua a crescere il dato dei malati con 2.918 nuovi positivi di cui 429 sono senza vaccino. Gli ospedali dedicati al Covid si affollano come dimostra il Loreto Mare, che oggi accoglie in degenza altre due persone raggiungendo la totalita’ di occupazione dei propri 50 posti letto.

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