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Carcere fuorilegge, a Poggioreale ci sono 850 detenuti in più rispetto a quanti ne può ospitare

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Ci risiano. Si torna a parlare di sovraffollamento nel carcere di Poggioreale. A farlo sono i componenti del collegio del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. E lo fanno dopo aver compiuto una visita di quattro giorni, come sempre non annunciata, nel penitenziario di Napoli. Una vista che ha consentito loro di  riscontrare la presenza di 848 detenuti in più rispetto ai posti disponibili. Nel penitenziario di Poggioreale sono “ospitate” ad oggi 2363 persone a fronte di una ricettività effettiva di 1515 posti. Particolarmente critica la situazione in alcuni reparti: la sezione circondariale a custodia aperta con 1.220 persone ristrette in 738 posti; la sezione circondariale ordinaria con 588 persone in 327 posti; la sezione protetti-riprovazione sociale a custodia aperta con 101 persone in 53 posti. Il Garante “apprezza lo sforzo” di migliorare le condizioni materiali dei reparti, tuttavia a fianco a quelli ristrutturati, alcuni sono invece “appena accettabili e altri del tutto inaccettabili”. Cosi’ come “permangono inammissibili le condizioni di lavoro, in particolare di chi opera nell’ufficio della matricola posto sotto il livello terra in un ambiente buio e insalubre, situazione che l’Amministrazione penitenziaria da tempo si e’ impegnata a risolvere”.

Rispetto ad alcune “criticità molto forti che hanno segnato il passato dell’Istituto, per le quali, è in corso a Napoli un processo per episodi di maltrattamento”, il Garante nazionale ha avuto modo di verificare come nell’Istituto si stia instaurando “un clima diverso, teso a interrompere ogni uso di violenza e qualsiasi comportamento non rispettoso della dignità e dei diritti delle persone private della liberta’”. Il percorso di cambiamento “e’ certamente avviato, tuttavia, occorre continuare su tale strada, senza sottovalutare possibili rischi di un ritorno al passato, mantenendo sempre alto il livello di attenzione”. La possibilita’ per gli operatori di segnalare e denunciare eventuali maltrattamenti senza incorrere in ritorsioni “deve essere riaffermato in concreto, anche alla luce di recenti episodi”. Inoltre, il Garante nazionale “ha incontrato piu’ volte una persona detenuta, andando appositamente a verificare le sue condizioni nell’Istituto di Santa Maria Capua Vetere dove era stato trasferito in coincidenza con l’inizio della visita. La sua situazione, che successivamente e’ stata resa nota alla stampa dalla famiglia, e’ stata oggetto di approfondimento da parte del Garante, al punto da tornare nuovamente a verificare le sue condizioni tre giorni dopo la conclusione della visita, incontrandolo e avendo con lui un ulteriore lungo colloquio.

Il Garante ha quindi presentato un esposto alla Procura della Repubblica”. Nel corso della visita a Poggioreale, sono state riscontrate anche “gravi criticita’ e una certa difficolta’” da parte dell’area sanitaria a raggiungere tutte le persone e a rispondere ai bisogni di una popolazione che spesso viene dalle fasce piu’ marginali e quindi gia’ deprivate anche sotto il profilo della salute. A cio’ si aggiungono le condizioni materiali che coinvolgono anche le strutture sanitarie: il Servizio di assistenza intensificata (Sai) posto nel padiglione San Paolo ha bisogno di interventi di adeguamento, cosi’ come l’ambulatorio di primo soccorso. “Il degrado dell’ambiente non deve spingere ad abbassare l’attenzione nei confronti dei pazienti”, sottolinea ancora il Garante ricordando che “proprio i medici rappresentano in carcere un importante presidio per la prevenzione del rischio di maltrattamenti”.

 

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In pantaloncini e non rilasciavano ricevute, stangati molti tassisti al Porto e in Aeoporto a Napoli

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C’e’ chi guidava il taxi in abbigliamento non consono, con pantaloncini corti e chi ai turisti non rilasciava la ricevuta o li prelevava fuori fila o ancora non esponeva il tariffario. Controlli della polizia municipale sui tassisti napoletani, soprattutto nella zona dell’Aeroporto, della stazione marittima come della stazione centrale. Scattate diverse sanzioni. Al posteggio del Molo Beverello sono stati verbalizzati due taxi per aver prelevato clienti a meno di 100 metri; nella stessa zona ed alla Stazione Centrale sanzionati tre tassisti in pantaloncini corti. All’Aeroporto e’ stato intercettato un tassista di un altro comune che prelevava clienti alla fermata dell’Alibus: verbalizzato e segnalato al comune di provenienza. Anche la zona del Centro Storico e’ stata oggetto di controlli, ed in piazza Museo e’ stato fermato e verbalizzato un bus che svolgeva servizio per conto di un gruppo di turisti, poiche’ a bordo si e’ riscontrata l’assenza di martelletti frangivetro. Nel corso dei controlli ‘beccato’ anche un venditore ambulante abusivo: sequestrati 100 kg di meloni che sono stati devoluti allo zoo cittadino.

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L’addio a Gimondi: “Grazie anche delle sconfitte”

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“Ci hai insegnato il rispetto per l’avversario e, soprattutto, a non arrenderci mai come faremo anche noi. Oggi piu’ che mai abbiamo bisogno che tu sia con noi. Con le tue poche parole ma con i tuoi tanti fatti, ci hai amato immensamente”. Con queste commoventi parole della figlia Norma, lette dal genero del campione dall’altare, si sono conclusi stamattina i funerali di Felice Gimondi, morto all’improvviso a 76 anni, venerdi’ scorso mentre era in vacanza a Giardini Naxos, nel Messinese. “Ora tutto sembra finito – le parole della figlia – ma tu ci hai insegnato che nella vita si lotta tutti i giorni per cio’ in cui si crede anche quando gli altri ti danno per perdente”. Per l’addio al grande campione era gremita la chiesa parrocchiale di Paladina, il centro alle porte di Bergamo dove il campione nativo della vicina Sedrina viveva da anni. Tante persone comuni, alcuni in bicicletta e con indosso le maglie delle grandi vittorie di Gimondi. Presenti fra gli altri anche molti nomi noti delle due ruote come Francesco Moser e Beppe Saronni, Paolo Salvoldelli e Moreno Argentin, Giambattista Baronchelli, ma anche Tonina, la mamma di Marco Pantani, gli ex Marino Basso, Davide Boifava, il ct della Nazionale Davide Cassani, Maurizio Fondriest, Marco Milesi, Gianmaria Fagnini, Giancarlo Ferretti ‘Ferron’. Tra gli applausi della folla a portare il feretro dalla vicina chiesetta dov’era stata allestita la camera ardente fino alla parrocchiale sono stati Beppe Manenti, Gianbattista Baronchelli, Massimo Girotto, Osvaldo Bettoni, Dario Acquaroli, Moreno Argentin, Paolo Savoldelli, Giovanni Bettineschi. Assente il grande avversario e amico di sempre, Eddy Merckx, che ha fatto sapere alla moglie di Gimondi, Tiziana, di essere troppo addolorato per poter partecipare all’addio a Felice e che verra’ a trovare la famiglia nei prossimi giorni. “Oggi abbiamo bisogno di fare memoria: ciascuno di noi potrebbe ricordare oggi uno, dieci, cento episodi in cui Gimondi e’ entrato nella nostra vita, per dirgli grazie delle sue vittorie di campione, che infondevano coraggio orgoglio e gioia anche agli italiani che erano all’estero a lavorare come boscaioli in Savoia o minatori in Belgio”, ha evidenziato monsignor Mansueto Callioni, parroco di Alme’ e amico di lunga data della famiglia Gimondi, nell’omelia. “Ma grazie lo diciamo non solo per le tue vittorie – ha aggiunto il sacerdote -, ma anche per le sue sconfitte da campione: ci hai insegnato a lottare sempre, a non cedere mai e a non arrendersi mai, perche’ nella vita non si puo’ sempre vincere. Ora siamo qui a pregare per Felice e la sua famiglia, ma anche per tutti noi, per chiedere al Signore il conforto alla nostra sofferenza e la luce a tanti nostri interrogativi oscuri: perche’ Lui ci illumini attraverso la sua Parola”. “Il Regno dei Cieli e’ simile a una Gran fondo in bicicletta, che ha come lunghezza l’infinito e come durata l’eternita’ – ha aggiunto il sacerdote -. Tutti insieme, pedalatori di ogni genere, assieme a Felice si sentono tutti vincitori”. Presenti in prima fila tutte le autorita’ bergamasche, tra cui il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il prefetto Elisabetta Margiacchi e i comandanti delle forze dell’ordine. In apertura della celebrazione il vicario generale della diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, in rappresentanza del vescovo Francesco Beschi, impossibilitato a intervenire, ha ricordato i tratti salienti della personalita’ del campione, “cosi’ permeata del carattere tipico della Valle Brembana, dove e’ nato e cresciuto, capace di sacrificio, dedizione e lealta’”. Monsignor Pelucchi ha ricordato l’uomo prima che il campione Felice Gimondi e l’amore per la sua famiglia. In particolare per Tiziana, la moglie, con la quale ha condiviso 51 anni di matrimonio e che sabato aveva salutato con un bacio e poche parole prima di congedarsi: “Ci vediamo tra poco”. Poi un lunghissimo applauso quando il feretro e’ stato portato all’esterno, diretto verso il cimitero monumentale di Bergamo – scortato dalla polizia stradale – dove il corpo di Gimondi sara’ cremato, come da sua volonta’: le ceneri riposeranno nella casa della famiglia a Paladina.

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Buona Sanità, espianto multiorgano all’ospedale di Pozzuoli

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– La scorsa notte tre diverse equipe mediche sono arrivate all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per eseguire il prelievo degli organi da un giovane di 22 anni deceduto nella giornata di ieri, a seguito di un incidente stradale che si e’ verificato venerdi’ scorso a Pozzuoli. Grazie al consenso della famiglia del ragazzo, nella giornata di ieri l’equipe dei medici e infermieri guidata da Francesco Diurno ha avviato le procedure per il prelievo degli organi. Le equipe giunte nella notte da tre diversi ospedali italiani e campani hanno prelevato il cuore, i reni, il pancreas e il fegato. “A nome di tutto il personale dell’ASL Napoli 2 Nord esprimo il cordoglio per la famiglia del ragazzo che, nonostante tutti i nostri sforzi, non e’ riuscito a sopravvivere alle conseguenze del grave incidente verificatosi lo scorso venerdi’. Voglio anche ringraziare i familiari per la generosa scelta di donare gli organi del proprio caro. Grazie a questo gesto cinque pazienti gravemente ammalati potranno tornare ad avere una vita normale. Si tratta di piccoli miracoli che e’ possibile realizzare anche in virtu’ della competenza e professionalita’ dei medici e degli infermieri del Santa Maria delle Grazie”, ha detto Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’Asl Napoli 2 Nord.

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