Le quotazioni internazionali del petrolio scendono, ma alla pompa i prezzi dei carburanti continuano a salire. In autostrada il gasolio ha superato la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria il diesel al self service supera ormai i 2 euro al litro e la benzina si attesta in media intorno a 1,78 euro.
Il rincaro ha provocato proteste diffuse da parte di consumatori, autotrasportatori, imprese agricole, settore della pesca e dell’acquacoltura. Nel frattempo cresce la pressione politica sull’esecutivo affinché intervenga sul meccanismo delle accise mobili.
Le accuse di consumatori e imprese
Secondo il Codacons il mancato intervento immediato rappresenta un grave ritardo. L’associazione sostiene che ogni giorno senza un taglio delle accise provochi danni economici rilevanti per automobilisti e autotrasporto e possa avere ripercussioni sui prezzi dei beni trasportati su gomma.
L’Unione nazionale consumatori parla di un possibile autogol, sostenendo che più si rimanda un intervento più aumenteranno le risorse necessarie per fermare l’escalation dei prezzi.
Il governo al lavoro sulle accise mobili
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha spiegato che sul tema stanno lavorando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Economia.
Il ministro ha riferito di aver avuto contatti con i colleghi Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso, senza però indicare tempi precisi per eventuali misure.
Salvini ha inoltre sostenuto che eventuali fenomeni speculativi non riguarderebbero i gestori degli impianti ma potrebbero essere collegati alle dinamiche delle compagnie petrolifere lungo la filiera.
L’ipotesi speculazione e l’intervento del governo
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato della necessità di contrastare eventuali speculazioni legate alla crisi internazionale.
Secondo Tajani aumenti rapidi dei prezzi dei carburanti in presenza di rifornimenti già disponibili sul mercato potrebbero risultare ingiustificati. Il governo, ha aggiunto, sarebbe pronto a intervenire anche con sanzioni se venissero accertate pratiche speculative.
Il ruolo delle accise mobili
Le associazioni dei consumatori chiedono l’attivazione immediata del meccanismo delle accise mobili.
In una settimana il prezzo del gasolio è aumentato di circa 15 centesimi al litro, pari a un incremento superiore all’8%, secondo i dati dell’Unione nazionale consumatori.
Secondo il Codacons sarebbe necessario un taglio tra i 15 e i 20 centesimi al litro per avere effetti concreti sui prezzi, mentre interventi più limitati sarebbero insufficienti.
L’impatto sull’inflazione e sulle famiglie
Assoutenti stima che una riduzione delle accise potrebbe avere un effetto contenitivo sull’inflazione dei generi alimentari pari allo 0,5%.
Questo significherebbe evitare un aumento della spesa per cibi e bevande di circa 830 milioni di euro annui a carico delle famiglie.
Le richieste di imprese e agricoltura
Le imprese agricole e del settore agroalimentare temono effetti rilevanti sui costi di produzione e sulla competitività delle esportazioni.
Coldiretti avverte che l’aumento dei carburanti potrebbe provocare una perdita di circa 2 miliardi di euro nel valore delle esportazioni, in particolare per i prodotti deperibili.
Le organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura chiedono inoltre la reintroduzione del credito d’imposta sul carburante.
Le proposte alternative
Nel dibattito sono emerse anche altre ipotesi di intervento. Greenpeace propone di tassare gli extra profitti delle aziende del settore fossile e militare, misura che secondo l’organizzazione potrebbe generare fino a 4,5 miliardi di euro di risorse pubbliche.
Intanto il calo delle quotazioni internazionali del petrolio prosegue. Dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su una possibile fine della crisi in Medio Oriente, il Wti è sceso dell’8,6% e il Brent del 9%, ma gli effetti alla pompa restano ancora limitati.