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Economia

Carburante aeroporti, allarme rientra: Enac rassicura, ma resta il nodo Hormuz

Nessuna emergenza carburante negli aeroporti italiani secondo Enac. Situazione sotto controllo, ma attenzione alle evoluzioni legate a Hormuz.

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Restano monitorati gli aeroporti italiani per possibili criticità nelle forniture di carburante, in un contesto internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente.

A livello europeo è previsto a Bruxelles un incontro del gruppo di coordinamento sul petrolio, con la partecipazione anche delle compagnie aeree, per valutare eventuali carenze e definire misure condivise.

Enac: “Situazione contingente e sotto controllo”

Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, ha ridimensionato l’allarme, spiegando che le limitazioni registrate in alcuni scali sono legate al traffico intenso del periodo pasquale.

Secondo Enac, non esistono segnali di emergenza nei principali hub come Fiumicino e Malpensa e non risultano avvisi operativi rilevanti.

Le criticità segnalate riguardano scali minori e situazioni specifiche, in alcuni casi legate a operatori di rifornimento.

Il fattore Hormuz e i rischi futuri

Il possibile impatto della crisi nello Stretto di Hormuz viene considerato, al momento, limitato.

Tuttavia, lo scenario potrebbe cambiare nelle prossime settimane. Di Palma ha indicato la fine di maggio e giugno come possibili momenti critici, soprattutto in vista dell’aumento dei flussi estivi.

Anche Ryanair ha segnalato che un prolungamento della crisi potrebbe comportare rischi per le forniture in alcuni aeroporti europei.

Situazione negli scali italiani

Diverse società di gestione aeroportuale hanno fornito rassicurazioni sulla regolarità degli approvvigionamenti.

Negli aeroporti pugliesi, calabresi, così come a Palermo e Trieste, non risultano criticità operative. Alcune limitazioni temporanee, come quella registrata a Reggio Calabria, sono state adottate in via precauzionale per gestire la domanda.

Il fronte politico

Sul piano interno, le opposizioni chiedono al governo di riferire in Parlamento sulla situazione delle forniture e sui possibili sviluppi.

Monitoraggio e scenari

La situazione resta sotto controllo ma in evoluzione.

Molto dipenderà dall’andamento della crisi internazionale e dalla tenuta delle rotte energetiche globali. In assenza di ulteriori tensioni, le forniture dovrebbero restare regolari; in caso contrario, non si escludono ripercussioni sul sistema dei trasporti aerei europeo.

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Economia

Banco Bpm rinnova la governance: Rossetti vicepresidente, definiti i comitati

Banco Bpm completa la nuova governance: Rossetti vicepresidente e definiti i comitati interni. Assetti anche per Mps in arrivo.

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Banco BPM chiude il percorso di rinnovamento della governance con la nomina dei comitati interni e del nuovo vicepresidente. L’incarico è stato affidato a Eugenio Rossetti, già membro del consiglio di amministrazione dal 2020 e con un lungo passato in Intesa Sanpaolo.

Rossetti subentra a Maurizio Comoli, che non ha superato il voto assembleare anche a causa delle valutazioni negative dei proxy advisor sui requisiti di indipendenza.

I comitati del consiglio

Il consiglio di amministrazione, che ha confermato Giuseppe Castagna nel ruolo di ceo, ha definito la composizione dei cinque comitati interni.

La maggioranza dei comitati è stata assegnata ai consiglieri espressi dalla lista del board, risultata la più votata in assemblea. Alla stessa lista sono andate anche le presidenze del comitato nomine e di quello remunerazione.

Gli equilibri tra le liste

Le minoranze, rappresentate tra gli altri da Crédit Agricole e dai fondi, hanno ottenuto ruoli rilevanti. In particolare, agli esponenti francesi sono state attribuite le presidenze del comitato sostenibilità e del comitato rischi, quest’ultimo riservato alle minoranze secondo la normativa vigente.

Il comitato parti correlate sarà invece guidato da Giampiero Massolo, espressione dei fondi.

Il quadro normativo

La nuova struttura riflette anche le regole introdotte dalla cosiddetta Legge Capitali, che ha inciso sulle modalità di elezione e sugli equilibri interni agli organi di governance delle società quotate.

L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e bilanciamento tra maggioranza e minoranze.

Attesa per il Monte dei Paschi

Parallelamente, si prepara il rinnovo della governance di Monte dei Paschi di Siena. Dopo l’assemblea che ha visto prevalere la lista di Plt Holding, si attende la definizione degli incarichi apicali.

Tra le ipotesi più accreditate, la conferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato e la nomina di Cesare Bisonialla presidenza.

Equilibri e prospettive

La distribuzione dei ruoli nei comitati sarà determinante per la stabilità della governance e per l’attuazione delle strategie industriali.

I prossimi passaggi nei consigli di amministrazione delle principali banche italiane definiranno l’assetto operativo e gli equilibri interni per i prossimi anni.

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Economia

Deficit Italia, attesa per Eurostat: decisiva la soglia del 3% per uscire dalla procedura Ue

Attesa per i dati Eurostat sul deficit italiano: decisiva la soglia del 3% per uscire dalla procedura Ue. Governo pronto al nuovo Dfp.

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L’Italia attende il dato ufficiale di Eurostat sul deficit 2025, cruciale per capire se potrà uscire dalla procedura per deficit eccessivo. La soglia da rispettare è quella del 3% del Pil: restare sopra significherebbe proseguire sotto osservazione europea, mentre scendere sotto aprirebbe margini di manovra più ampi.

I dati preliminari forniti da Istat indicano un deficit al 3,1%, poi aggiornato al 3,07%, un livello molto vicino ma ancora oltre il limite.

Le posizioni del governo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di una situazione “sui centesimi”, lasciando aperta la possibilità di una revisione favorevole. Più esplicito l’ottimismo del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che auspica un dato finale sotto il 3%, ipotizzando un 2,9%.

Secondo le regole tecniche, per rientrare nei parametri il deficit dovrebbe scendere sotto il 2,95%, anche se da Bruxelles si fa sapere che potrebbero essere considerati anche altri fattori oltre al dato puntuale.

Procedura europea e vincoli per l’Italia

La procedura per deficit eccessivo, che coinvolge diversi Paesi tra cui Francia, Austria e Belgio, comporta vincoli sulla spesa pubblica e raccomandazioni per il rientro dei conti.

L’uscita dalla procedura consentirebbe all’Italia di attivare margini aggiuntivi, tra cui la possibilità di escludere alcune spese, come quelle per la difesa, dal calcolo della spesa pubblica netta. Una leva che, secondo le stime, potrebbe valere circa 12 miliardi nei prossimi tre anni.

Il nuovo Documento di finanza pubblica

Parallelamente al dato Eurostat, il governo si prepara a presentare il nuovo Documento di finanza pubblica, che aggiornerà il quadro macroeconomico alla luce del rallentamento globale.

Le previsioni di crescita risultano riviste al ribasso: Banca d’Italia indica un Pil allo 0,5% per il 2026 e 2027, valori simili a quelli del Fondo Monetario Internazionale, mentre l’OCSE stima un +0,4% nel 2025 e +0,6% nel 2026.

Un equilibrio fragile tra crescita e conti pubblici

Le previsioni del governo, formulate a ottobre, indicavano un deficit al 2,8% nel 2026 con rientro sotto il 3% già nel 2025. Uno scenario oggi incerto, complicato dal rallentamento economico e dalle tensioni internazionali, tra crisi energetica e instabilità geopolitica.

Il verdetto di Eurostat e le scelte contenute nel Documento di finanza pubblica saranno determinanti per definire la traiettoria dei conti italiani nei prossimi anni e il rapporto con le istituzioni europee.

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Economia

Mondadori, Marina Berlusconi: “Libri trainano la crescita, fiducia nel 2026”

Marina Berlusconi commenta i risultati Mondadori: libri all’85% dei ricavi, dividendi in crescita e fiducia per il 2026.

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Il gruppo Mondadori conferma una fase di solidità e crescita, sostenuta in particolare dal comparto libri. Lo ha sottolineato Marina Berlusconi al termine dell’assemblea degli azionisti.

Secondo la presidente, il settore editoriale continua a dimostrare vitalità, rappresentando un elemento positivo anche per il sistema culturale ed economico del Paese.

Il ruolo centrale dei libri

I libri restano il principale motore del gruppo, generando circa l’85% dei ricavi consolidati e dei margini. Un dato che conferma la centralità dell’editoria tradizionale anche in un contesto segnato dalla crescita del digitale.

Berlusconi ha evidenziato come il libro mantenga una sua stabilità nel tempo, a differenza di strumenti più recenti come social media e intelligenza artificiale, soggetti a evoluzioni continue.

Strategie e sviluppo futuro

La solidità patrimoniale del gruppo consente, secondo la presidente, di cogliere nuove opportunità di mercato. Sono in corso operazioni strategiche, anche in ambito digitale, che dovrebbero rafforzare ulteriormente il posizionamento del gruppo.

La prospettiva per il 2026 viene indicata come positiva, con un orientamento a proseguire negli investimenti in qualità editoriale, cultura e pluralismo.

Dividendi in crescita

L’assemblea ha confermato la distribuzione di un dividendo pari a 0,154 euro per azione. Il monte dividendi complessivo si attesta intorno ai 40 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, con un payout vicino al 75% dell’utile netto.

Un segnale che riflette la redditività del gruppo e la volontà di remunerare gli azionisti mantenendo al contempo capacità di investimento.

Il tema del sostegno alla lettura

Nel suo intervento, Marina Berlusconi ha richiamato anche il ruolo delle istituzioni, sottolineando l’importanza di politiche di sostegno alla lettura.

L’equilibrio tra iniziativa privata e intervento pubblico viene indicato come elemento chiave per garantire lo sviluppo del settore editoriale nel medio-lungo periodo.

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