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Cronache

Carabinieri di Napoli, tutela dei fragili e lotta ai clan: il bilancio operativo del 2025

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli presenta il bilancio 2025: tutela dei fragili al centro, migliaia di arresti, lotta ai clan, violenza minorile e cyber criminalità.

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È la protezione delle persone fragili – anziani, donne e bambini – il fulcro dell’attività svolta nel 2025 dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Un impegno che si affianca al contrasto alla criminalità organizzata, alla violenza minorile e ai cyber reati.
«Dietro ogni carabiniere c’è una storia, un uomo, una donna, una famiglia. Un militare che investe in competenza», sottolinea il comandante provinciale Biagio Storniolo. Tra i ricordi più intensi, quello legato a un’anziana vittima di truffa: la commozione nel momento in cui il responsabile venne arrestato e il bottino restituito.

I numeri dell’attività quotidiana

A offrire una fotografia concreta sono i dati. Alla centrale operativa del 112 arrivano 3.200 richieste di aiuto al giorno. «I numeri contano – osserva Storniolo – ma a fare la differenza sono le persone, professionisti spesso silenziosi senza i quali nessun ingranaggio funzionerebbe».
In dodici mesi i Carabinieri hanno arrestato 3.495 persone e denunciato 13.295 soggetti. Sono 21 i latitanti catturati, molti inseriti negli elenchi ministeriali e rintracciati anche all’estero; l’ultimo arresto è avvenuto a Scampia.

Armi, droga e minori

Resta alta l’attenzione sul traffico di stupefacenti, con centinaia di arresti e tonnellate di droga sequestrate. Importante anche il fronte armi: nel 2025 (dati aggiornati al 1° dicembre) sono state recuperate 189 armi da fuoco, 141 armi da taglio e 374 armi improprie. Un dato allarmante riguarda la presenza di queste armi anche tra minorenni, spesso incensurati. «Con la Prefettura – aggiunge Storniolo – molto è stato fatto contro la violenza minorile, ma dobbiamo continuare».

Violenza di genere e cyber criminalità

La tutela dei fragili passa anche dalle specializzazioni. La Compagnia di Casoria, guidata dal capitano Valentina Bianchin, è impegnata sul fronte della violenza di genere. «Quando una donna entra in caserma dopo anni di silenzi non porta solo una denuncia, ma un pezzo della sua vita. Il momento più emozionante è quando capisci che non si sente più sola».
Sul versante digitale opera il Nucleo Investigativo – Sezione Cyber Investigations. «Il web non dorme mai – spiega il maresciallo Antonio Silvestre – ma le tracce digitali parlano sempre». L’invito ai cittadini è alla prudenza sui social: evitare di condividere immagini troppo personali e dettagli sul proprio stile di vita.

Il contrasto ai clan

Capitolo centrale resta la lotta alla criminalità organizzata. «Non è fatta solo di grandi numeri – rimarca Storniolo – ma di indagini lunghe e complesse, che colpiscono i clan nelle economie e negli equilibri».
Sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, nel 2025 sono state condotte numerose operazioni. Tra le più rilevanti, a dicembre l’esecuzione di un’ordinanza cautelare contro 21 persone ritenute legate al Clan Licciardi, storico sodalizio dell’Alleanza di Secondigliano.
A luglio, a Caivano, un’operazione ha colpito il Clan Ciccarelli, facendo emergere estorsioni diffuse ai danni di imprenditori e commercianti. A giugno, a Ponticelli, sequestri e sgomberi hanno smantellato una roccaforte del Clan De Martino, realizzata in immobili comunali occupati abusivamente.

Il bilancio del 2025 restituisce l’immagine di un’Arma impegnata su più fronti: dalla protezione dei più deboli alla repressione dei grandi interessi criminali, con un presidio costante del territorio e delle nuove frontiere digitali.

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De Laurentiis, processo a rischio stop: possibile ritorno all’udienza preliminare

Il procedimento su Aurelio De Laurentiis per falso in bilancio potrebbe ripartire dall’udienza preliminare per un vizio di notifica.

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Il procedimento che coinvolge Aurelio De Laurentiis per presunto falso in bilancio rischia di tornare all’udienza preliminare. Nel corso della prima udienza a Roma, la difesa ha sollevato una questione di nullità assoluta del decreto che ha disposto il giudizio, notificato nel novembre scorso. Secondo il legale Lorenzo Contrada, la mancata notifica renderebbe invalidi tutti gli atti successivi.

La posizione della Procura e la decisione attesa

La richiesta di remissione degli atti al giudice dell’udienza preliminare è stata ritenuta fondata anche dalla Procura.

Il tribunale si è riservato di decidere nella prossima udienza fissata per il 20 maggio. In caso di accoglimento dell’eccezione, il procedimento potrebbe ripartire da zero davanti a un altro gup.

Le contestazioni e gli anni sotto esame

Al centro dell’inchiesta ci sono le annualità dal 2019 al 2021, per le quali la Procura di Roma contesta il reato di falso in bilancio.

La vicenda riguarda operazioni di mercato tra club calcistici, già oggetto di attenzione da parte degli inquirenti.

I possibili testimoni

Nelle liste testi figurerebbero anche nomi di primo piano del calcio italiano, tra cui Victor Osimhen e Cristiano Giuntoli, oltre ad altri calciatori coinvolti nelle operazioni di compravendita oggetto di indagine.

Il procedimento resta in una fase preliminare e, come previsto, tutte le posizioni saranno valutate nel contraddittorio tra le parti nel corso del processo.

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Cronache

Giornalisti in sciopero, Fnsi: “Contratto fermo da 10 anni, serve dignità per salvare l’informazione”

Sciopero dei giornalisti per il mancato rinnovo del contratto da 10 anni: Fnsi denuncia salari erosi, precariato e mancanza di regole sull’AI.

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Le giornaliste e i giornalisti italiani tornano a scioperare per la terza volta. A proclamarlo è la Fnsi, che parla di una mobilitazione necessaria per richiamare l’attenzione su una crisi strutturale del settore.

Secondo il sindacato, lo sciopero non è una scelta “a cuor leggero”, ma un passaggio ritenuto indispensabile per informare cittadini e istituzioni su ciò che sta accadendo nel mondo dell’informazione.

Contratto fermo da dieci anni

Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dieci anni e mai aggiornato con la Fieg.

In questo periodo, denuncia la Fnsi, gli stipendi sarebbero stati progressivamente erosi dall’inflazione, mentre gli editori hanno continuato a beneficiare di aiuti pubblici.

Precariato ed equo compenso

Particolarmente critica la situazione dei collaboratori e dei giornalisti autonomi.

Secondo il sindacato, migliaia di professionisti lavorano senza una definizione chiara dell’equo compenso, con redditi spesso al di sotto della soglia di povertà.

La Fnsi punta il dito anche contro il ricorso diffuso a forme di lavoro precario, definite pratiche di dumping contrattuale.

Il nodo dell’intelligenza artificiale

Tra i temi emergenti, anche l’assenza di regole sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale.

Il sindacato segnala la mancanza di tutele economiche per gli autori dei contenuti utilizzati dalle piattaforme digitali e dagli operatori globali del web.

Informazione e democrazia

Per la Fnsi, la vertenza non riguarda solo i lavoratori, ma la qualità stessa dell’informazione.

“Dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale e la difesa dei diritti”, sottolinea il sindacato, evidenziando il legame diretto tra condizioni di lavoro e qualità del prodotto giornalistico.

Il confronto con gli editori resta aperto, ma il messaggio è chiaro: senza un intervento strutturale, il sistema dell’informazione rischia un ulteriore indebolimento.

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Cronache

Casa del Jazz, scavi senza esito: nessun resto umano nei cunicoli legati alla Banda della Magliana

Conclusi gli scavi sotto la Casa del Jazz a Roma: trovate solo ossa animali e bottiglie. Nessuna svolta nei casi Orlandi e Adinolfi.

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Si chiudono senza esito gli scavi nell’area della Casa del Jazz, a Roma, dove non sono stati rinvenuti resti umani né elementi utili alle indagini.

Al loro posto, solo ossa animali e alcune bottiglie. Lo ha confermato il prefetto Lamberto Giannini nel corso di una conferenza stampa in Prefettura.

Verifiche ritenute necessarie

Nonostante l’assenza di riscontri, le attività erano considerate indispensabili. L’area, infatti, insiste sulla villa che fu di Enrico Nicoletti, figura legata alla Banda della Magliana.

Proprio per questo, negli anni, i cunicoli erano stati associati a ipotesi investigative su casi irrisolti, tra cui la scomparsa di Emanuela Orlandi e quella del giudice Paolo Adinolfi.

L’attività nei cunicoli

Le operazioni hanno riguardato un’area ampia e complessa. Sono stati esplorati cunicoli sotterranei per oltre 25 metri, collegando diversi tratti già individuati e verificando anche un pozzo e una struttura di servizio.

Gli specialisti della scientifica e del Ris non hanno repertato tracce significative, neanche con l’utilizzo di strumenti come il luminol.

Il significato delle ricerche

Secondo Giannini, “non si poteva lasciare un punto interrogativo”. Le verifiche sono state definite un passaggio necessario per fare chiarezza su vicende che da decenni restano senza risposta.

Una posizione condivisa anche da chi ha promosso gli approfondimenti, nella convinzione che ogni pista, anche la più incerta, debba essere esplorata.

Le reazioni e il nodo irrisolto

Alla conferenza stampa era presente anche Pietro Orlandi, che ha ribadito la sua convinzione che la verità emergerà.

Al momento, però, nessun elemento collega i cunicoli della Casa del Jazz ai grandi misteri romani degli ultimi decenni.

Le indagini non si fermano, ma questa pista si chiude senza sviluppi: la verità resta ancora da cercare altrove.

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