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Cronache

Capannone industriale abbandonato usato come essiccatoio di marjiuana, maxi sequestro dei carabinieri a Taurianova

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Un altro duro colpo alla produzione di marijuana nella Piana di Gioia Tauro da parte dei Carabinieri reggini. Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova unitamente ai “Cacciatori” dello Squadrone Eliportato di Vibo Valentia, nel corso degli ordinari rastrellamenti in area rurale di Contrada Torre Lo Schiavo, hanno individuato un grande capannone in disuso utilizzato per realizzare un enorme essiccatoio di piante di marijuana. In particolare, i Carabinieri delle Stazioni di Taurianova e Cittanova e dei “Cacciatori”, nel corso dei specifici servizi volti alla prevenzione e repressione della produzione e smercio di sostanze stupefacente nel territorio, hanno percepito un forte odore di marijuana proveniente da un vecchio frantoio abbandonato da tempo in una impervia area rurale di Taurianova. Una volta fatto ingresso, i militari si sono trovati davanti un vero e proprio essiccatoio “industriale”, con centinaia di fili di spago attaccati a delle intelaiature in ferro poste sulle pareti, così creando una distesa di piante sospese e distanziate tra di loro, per consentirne l’ottimale essicazione, al termine della quale le piante sarebbero state tritate e vendute in dosi nel mercato illegale. Per di più erano presenti dei grandi ventilatori alimentati da un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, come successivamente accertato dai tecnici intervenuti. 

Circa 7 mila piante di altezza variabile tra mezzo metro e 1 metro, per un quantitativo stimato in oltre 350 kg di sostanza stupefacente che, una volta venduta al dettaglio, avrebbe fruttato alla criminalità oltre 3 milioni di euro. Evidentemente le piante erano state trasportate nel capannone provenendo da alcune piantagioni già estirpate e fatte crescere nella Piana di Gioia Tauro, le cui piazzole sono in corso di individuazione. La sostanza stupefacente rinvenuta è stata sequestrata e sarà trasmessa al RIS di Messina per le successive analisi tossicologiche del caso.   

I Carabinieri di Taurianova svolgeranno tutte gli accertamenti necessari ad individuare i realizzatori della piantagione industriale. Il sequestro rappresenta un altro duro colpo alla criminalità locale, riuscendo a privarla di un ingente fonte di guadagno. 

L’intervento rientra nella più ampia e diffusa azione dei carabinieri della Piana di Gioia Tauro nel contrasto alla coltivazione di cannabis nel territorio, a conferma di una sempre incisiva e pervasiva azione di contrasto al fenomeno disposta e coordinata dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro. 

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Cronache

Professore ucciso nel cortile della scuola a Melito, uomo ascoltato in caserma

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Si sta concentrando su un uomo l’attenzione degli inquirenti che indagano sulla morte di Marcello Toscano, l’insegnante di sostegno di 64 anni trovato senza vita ieri sera all’interno del cortile della scuola media Marino Guarano di Melito di Napoli. Si tratta di un adulto nei confronti al momento non e’ stato adottato alcun provvedimento cautelare. In merito alle circostanze della morte del professore, se l’orario in cui ha smesso di rispondere al cellulare dovesse corrispondere a quello dell’aggressione sarebbe stato ucciso tra le 12 e le 12,30, cioe’ mentre alunni e docenti stavano facendo lezione, Un’ipotesi choccante ma anche probabile. Sul corpo della vittima, scoperto in un cespuglio, dietro una casupola, i carabinieri hanno trovato i segni di diverse coltellate e tracce ematiche, forse anche dell’assassino. Altre tracce sono state repertate proprio nella casupola. “Sono sconcertato, mi stringo al dolore della famiglia e della comunita’ scolastica.

Chiediamo sia fatta luce al piu’ presto”, commenta il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Di Toscano non si sono avute piu’ notizie dalla meta’ della mattinata di ieri, e quando, in serata, non ha fatto ritorno a casa, il figlio della vittima si e’ presentato nella caserma dei carabinieri della vicina Mugnano alle 19.25: dopo la denuncia di scomparsa sono scattate le ricerche e tra le 21 e le 21,30 la figlia ha individuato la macchina del padre nei pressi della scuola e ha chiamato in caserma a Mugnano. I militari hanno fatto aprire i cancelli dai custodi e hanno ispezionato tutti i locali, interni ed esterni, scoprendo il cadavere, nell’aiuola. Per tutto il giorno sono stati ascoltati testimoni, in caserma, alla ricerca di informazioni utili e su uno in particolare si e’ concentrata l’attenzione.

La videosorveglianza della scuola coprirebbe solo parzialmente la zona del ritrovamento ma non si esclude che le telecamere di qualche negozio possano avere registrato immagini utili alle indagini. “Lancio appelli contro la criminalita’ e le baby gang da quando sono stato eletto – ha detto il sindaco di Melito, Luciano Mottola – ma si ha la sensazione di essere abbandonati. Spero che il nuovo governo capisca che questi territori hanno bisogno di piu’ forze dell’ordine”. Le cronache riportano due fatti di violenza, uno risalente allo scorso maggio e l’altro a novembre: un ragazzino accoltellato e una ragazzina picchiata nei bagni.

A descrivere ai giornalisti la figura della vittima e’ l’amico Andrea Cipolletti, anche lui un docente: “Ricordo la sua scelta di fare l’insegnante di sostegno, per stare vicino ai problemi dei ragazzi con passione e professionalita’”. Toscano e’ stato consigliere comunale a Mugnano ma alle ultime amministrative e’ stato il primo dei non eletti del Pd. Almeno al momento, si esclude che la sua morte possa essere riconducibile all’attivita’ politica. Oggi e’ circolata la voce che l’aggressione potesse essere riconducibile a una nota di demerito messa a un alunno, tesi respinta da Cipolletti: “Marcello preoccupato per il padre di un alunno che gli creava problemi? Lo smentisco, era molto sereno gioviale, ultimamente l’ho incrociato e non ho avuto motivo di pensare a nulla di insolito”. Nel cuore della notte il cugino, il giornalista Marcello Curzio, ha affidato il suo sfogo a Fb: “L’hanno ammazzato come un cane nel cortile di una scuola della Repubblica Italiana nella tarda mattinata di un anonimo martedi’ di fine settembre… Cronache da Melito dove si muore senza un perche’ e tra l’indifferenza generale. Grazie a uno Stato che ha abdicato da tempo”. Gli fa eco il sindaco: “Diventa veramente difficile amministrare questi territori e le loro difficolta’ avendo sei vigili urbani e pochi carabinieri. Continuo a sentirmi piccolo piccolo”.

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Morto a Regina Coeli, botte 3 giorni prima in cella

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Un omicidio in cella, nel carcere di Regina Coeli, commesso tre giorni dopo una prima aggressione. E’ questa l’ipotesi che si fa avanti sulla morte di Carmine Garofalo, il detenuto del carcere di Regina Coeli, trovato morto nella sua cella lo scorso 16 agosto: una vicenda sulla quale la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. A dare forza alle testimonianze di alcuni detenuti, i quali per primi avevano detto che Garofalo – trovato senza vita dietro le sbarre per un apparente aneurisma – era stato ucciso dal compagno di cella, che lo avrebbe soffocato prendendolo alle spalle con un braccio stretto al collo. Secondo quanto risulta dagli atti del carcere, l’uomo aveva avuto una prima colluttazione con l’altro suo compagno di detenzione. “E’ un violento, una persona con problemi psichiatrici che gia’ in passato aveva tentato di uccidere Carmine”, dicono due testimoni. Sulla vicenda – per la quale la stessa amministrazione penitenziaria ha disposto una sua indagine – sorge ora piu’ di un interrogativo e diversi dubbi sull’efficacia della sorveglianza di quella cella, l’annoso problema del sovraffollamento delle carcere e sul perche’ un detenuto pericoloso, con precedenti di aggressivita’ e problemi mentali – qualora questi elementi fossero confermati – fosse ristretto con tutti gli altri. In effetti la dirigenza del carcere aveva disposto la sorveglianza a vista per la ‘cella 24′ fin dal 2 agosto ma, nonostante questo, tra il personale nessuno si sarebbe accorto di nulla. L’episodio risale a oltre un mese fa, quando il corpo di Garofalo e’ stato trovato riverso in terra senza vita nel pomeriggio del 16 agosto scorso e secondo il referto la causa sarebbe stata un aneurisma celebrale, forse provocato da una caduta accidentale nella quale avrebbe battuto la testa. Ma dal racconto dei testimoni l’uomo sarebbe morto soffocato per mano del suo compagno di cella, che dopo averlo ucciso avrebbe ripulito tutto prima di rimettersi a dormire. Non e’ escluso che i magistrati, oltre ad aver disposto l’autopsia, abbiano ascoltato in queste ore il compagno di cella di Garofalo. Quest’ultimo in passato aveva anche tentato il suicidio. “Quando ci sono delle voci o qualcosa che viene riferito e riportato e’ sempre necessario andare in fondo su due livelli: da un lato da parte della Procura e dall’altro da parte dell’amministrazione penitenziaria – sostiene il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma -. E se l’ipotesi dell’omicidio di Carmine Garofalo e’ fondata, perche’ il caso non e’ emerso subito, ma solo adesso? E’ chiaro che un’indagine interna e’ assolutamente necessaria per fare chiarezza. E’ sempre inquietante questo bisbigliare, questo dire e non dire”.

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Anziana strangolata in casa a Siena

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Strangolata sul suo letto con un laccio o una corda per motivi che rimangono ignoti cosi’ come la o le persone che l’hanno uccisa. Indaga la squadra mobile senese, coordinata dal procuratore facente funzione della citta’ del Palio, Nicola Marini, sulla morte di Annamaria Burrini, 81 anni, trovata priva di vita nella sua abitazione, al quarto piano di un palazzo in largo Sassetta a Siena, zona benestante alle porte del centro storico. Al vaglio ogni ipotesi o movente, dalla lite alla rapina e al momento il fascicolo per omicidio aperto in procura e’ contro ignoti. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini dopo aver sentito alcuni rumori, intorno all’ora di cena. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno aperto casa trovando il cadavere e stanze messe a soqquadro. Sul posto sono poi intervenuti polizia e la scientifica i cui accertamenti sono proseguiti nella notte e poi fino a stamani: i risultati sono attesi per domani. Disposta oggi poi l’autopsia che dovra’ confermare quanto emerso al momento, ovvero morte per strangolamento. Nella casa arrivati anche lo stesso magistrato e il questore Pietro Milone. Da quanto appreso, sulla porta d’ ingresso e sulle finestre dell’abitazione non sarebbero stati rilevati segni di effrazione. L’intero appartamento e’ stato posto sotto sequestro. La camera dell’anziana, cosi’ come altre stanze della casa ma non tutte, sono state trovate a soqquadro. Si sta cercando di capire se possano essere stati portati via oggetti di valore o denaro e gli inquirenti stanno vagliando tutti i possibili moventi. Il giallo sulla morte dell’81enne gira anche intorno alle persone che frequentavano l’abitazione dato che, secondo quanto emerso, la donna avrebbe affittato piu’ stanze a studenti e lavoratori. Sentite diverse persone tra vicini, altri inquilini del palazzo e negozianti: dalle loro testimonianze emerge che l’anziana avrebbe condotto una vita riservata, con pochi contatti con chi abitava nel suo stesso stabile. La vittima era stata titolare di una storica bottega del centro cittadino poi dismessa e affittava fondi commerciali nella zona. “Era una donna forte, che ha vissuto da sola tutta la vita, quindi era abituata a risolvere problemi e gestire situazioni” ha ricordato una delle titolari di un’attivita’ commerciale che aveva in affitto il fondo di proprieta’ dell’anziana. “La conoscevo bene perche’ era la proprietaria del fondo della nostra attivita’ – ha confermato -; avevamo contatti costantemente, anche perche’ ultimamente non si sentiva molto sicura a camminare da sola e quindi mi occupavo di pagarle le bollette”. La stessa testimone, ascoltata anche dagli inquirenti, ha infine rivelato: “Da quanto mi risulta in casa aveva anche una donna, ma non so cosa era successo di preciso, se le aveva rubato e l’aveva mandata via; era un po’ preoccupata, tant’e’ che le ho suggerito di cambiare la serratura”.

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