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Cronache

Cantone attacca quei “legislatori incapaci o non del tutto in buona fede” che vogliono mettere le mani sul 416 bis

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Detta così sembra una delle tante rasi buttate lì, dentro il frullatore mediatico, giusto per dire qualcosa o per creare qualche polemica. E invece Raffaele Cantone, oggi presidente dell’Anticorruzione ma da sempre magistrato tra i più preparati d’Italia, non è uno di quelli che parlano tanto per dire qualcosa. Quest’oggi, parlando a Pisa, agli studenti dell’Università,  ha detto, riportiamo testualmente, “mi auguro che non si metta mano al 416 bis, perché, pur con tutti i limiti che vengono denunciati, è uno strumento che ha avuto effetti devastanti sulle organizzazioni mafiose”. Forse qualcuno (parliamo del legislatore, dunque del Parlamento) vuole cambiare l’unica norma che ha consentito di contrastare (ma non ancora eradicare) la mafia da questo Paese? Se Cantone dice queste cose, qualcosa deve aver subodorato. Cantone è stato per 8 anni dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. È il magistrato che ha dato il via allo smantellamento militare del clan dei casalesi (all’epoca sconosciuto). È il magistrato che ha per primo svelato l’affare milionario dei rifiuti dei casalesi, i rapporti e le cointeressenze di parlamentari e uomini di Governo con la cosca di Casal di Principe. E allora, con la consueta serietà, Cantone spiega pubblicamente, a studenti universitari, che il 416 bis “è una norma  che dobbiamo gelosamente conservare così com’è. Quando si interviene, anche con le migliori intenzioni, su questioni così delicate si rischia di fare danni come sta avvenendo per il voto di scambio la cui modifica sta sostanzialmente neutralizzando l’efficacia della norma originaria. Dunque bisogna tenere lontano dal 416 bis legislatori incapaci e in qualche caso non del tutto in buona fede”. Ecco, legislatori incapaci o non del tutto in buona fede. Usa queste parole Cantone. E lui non è uno che spreca parole. Spesso, chi tra queste due creature (incapaci o in malafede) che albergano in Parlamento sia più pernicioso, è difficile stabilirlo.

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Chiese protestanti: siamo pronti ad ospitare i migranti Sea Watch

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“Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d’Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch”. Si esprime cosi’ il pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. “Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni – continua – e’ dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici e’ anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede. Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d’accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e societa’ civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani”.

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Omicidio Borsellino, la figlia magistrato Fiammetta: depistaggio è una grave offesa al popolo italiano

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“Abbiamo avuto indagini e processi fatti male. Oggi si sta cercando di capire grazie all’attivita’ di nuove Procure perche’ tutto questo sia avvenuto. E’ ovvio che questo depistaggio, per quanto grossolano, e’ veramente un’offesa non soltanto all’intelligenza della nostra famiglia ma dell’intero popolo italiano”. Lo ha detto Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, assassinato da Cosa nostra assieme ai cinque agenti della scorta il 19 luglio 1992, parlando con i giornalisti prima di ricevere il Premio Eccellenza Franco Salvatore nell’ambito del Magna Grecia Awards. La manifestazione, che si e’ svolta ieri sera nel teatro comunale di Massafra (Taranto), e’ giunta alla sua ventiduesima edizione. Quest’anno sono stati attribuiti riconoscimenti a donne resilienti impegnate nel sociale. Il premio e’ ideato dallo scrittore, attore e regista tarantino Fabio Salvatore. “Nel 2017 – ha aggiunto Fiammetta Borsellino – c’e’ stata una sentenza, quella conclusiva del Borsellino quater che ha definito quello di via D’Amelio il piu’ grave e grande depistaggio della storia giudiziaria di questo Paese. Il depistaggio anche nella sua grossolanita’ ha avuto l’effetto che doveva avere, cioe’ il passare del tempo. E il passare del tempo in questi casi e’ deleterio, compromette quasi per sempre la possibilita’ di arrivare alla verita’, ma non per questo si deve smettere di tendere ad essa perche’ significherebbe veramente perdere la speranza. E questo noi non lo riteniamo ammissibile”.

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Piccoli criminali di Manduria, altri 4 minori indagati per le torture inflitte al povero Antonio Stano prima di morire

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Altri quattro minorenni sono indagati per le torture inflitte in più’ occasioni ad Antonio Stano, il pensionato di 66 anni morto il 23 aprile scorso a Manduria, nel Tarantino dopo 18 giorni di ricovero e due interventi chirurgici. Tre dei quattro nuovi indagati, tra i 15 e 17 anni,sono stati invitati a presentarsi per l’interrogatorio il 22 maggio prossimo dinanzi al procuratore per i minorenni Antonella Montanaro. Gli indagati salgono cosi’ a 18. I quattro ragazzi – riportano alcuni quotidiani locali – sarebbero stati identificati attraverso l’analisi dei video dei pestaggi e dalle rivelazioni di altri minori coinvolti. L’accusa e’ di concorso in tortura con l’aggravante della crudelta’. Per gli stessi reati sono in carcere dal 30 aprile scorso sei minorenni e due maggiorenni. Sette, finora, gli episodi contestati dagli inquirenti e diffusi sul web e nelle chat di WhathsApp dalla cosiddetta ‘comitiva degli orfanelli’ di cui facevano parte alcuni degli indagati.

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