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Campo largo, Schlein e Conte preparano l’alternativa: «Pronti al voto, ora accelerare sul programma»
Dopo la sconfitta della maggioranza sulle preferenze, Pd, M5s e Avs cercano di consolidare l’unità delle opposizioni. Schlein si dice pronta alle elezioni, Conte annuncia l’avvio del confronto sul programma comune. Primo voto compatto sul diritto dei fuorisede.
Le opposizioni si dichiarano pronte ad affrontare eventuali elezioni anticipate, ma nel campo largo prende corpo anche la convinzione che il trascorrere del tempo possa accentuare le difficoltà del governo di Giorgia Meloni.
Dopo la bocciatura alla Camera dell’emendamento della maggioranza sulle preferenze, conclusa per un solo voto di scarto, il confronto tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si concentra ora su come trasformare il successo parlamentare in una proposta politica più stabile.
Il vertice nei corridoi della Camera
Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si sono confrontati per circa mezz’ora nei corridoi di Montecitorio, mentre l’Aula proseguiva l’esame della riforma elettorale.
Il colloquio è servito a coordinare le successive mosse parlamentari, ma anche a ragionare sulla costruzione dell’alternativa al centrodestra. I quattro leader avevano già avviato nelle settimane precedenti un percorso comune per definire iniziative e contenuti programmatici.
La priorità, almeno in questa fase, è evitare che il clima di ritrovata unità si disperda rapidamente tra veti, personalismi e differenze politiche.
Schlein: «Pronti in qualunque momento»
La segretaria del Pd sostiene che la sconfitta parlamentare abbia incrinato la narrazione di una maggioranza compatta e pienamente controllata dai suoi leader.
«Saremo pronti in qualunque momento», ha affermato Schlein riferendosi all’ipotesi delle elezioni, accusando il centrodestra di comportarsi come se alla Camera non fosse accaduto nulla.
Per le opposizioni il significato politico del voto supera la singola norma sulle preferenze: per la prima volta il governo è stato sconfitto su un punto qualificante della propria riforma grazie anche ai voti segreti provenienti dalla maggioranza.
Conte vuole accelerare sul programma
Giuseppe Conte spinge perché il confronto tra le forze del campo largo entri rapidamente nella fase programmatica.
Il presidente del Movimento 5 Stelle sostiene che il lavoro interno del suo partito sia ormai quasi concluso e che il dialogo con gli alleati possa cominciare a breve. L’obiettivo è costruire una piattaforma comune prima di affrontare il nodo della leadership e delle candidature.
Restano differenze su fisco, politica estera, energia e collocazione internazionale, ma Conte ritiene che le distanze tra le opposizioni siano inferiori a quelle presenti nella maggioranza.
Il voto comune sui fuorisede
Il primo risultato concreto della nuova sintonia è arrivato durante l’esame della legge elettorale. Pd, M5s e Avs hanno votato insieme l’emendamento che consente agli elettori temporaneamente domiciliati lontano dal Comune di residenza di votare senza dover tornare a casa.
Le opposizioni hanno sostenuto la norma pur considerandola meno ampia rispetto alla propria proposta originaria. La scelta è stata motivata con la volontà di ottenere subito un avanzamento, dopo alcune modifiche concordate durante il lavoro parlamentare.
L’approvazione unanime ha rappresentato uno dei pochi momenti di convergenza generale in un confronto caratterizzato da voti segreti e forti contrapposizioni.
La piazza unisce anche Italia Viva
Il sit-in davanti a Montecitorio organizzato da +Europa dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze ha riunito Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni e rappresentanti di Italia Viva.
La presenza di Davide Faraone per il partito di Matteo Renzi è stata interpretata come un segnale della possibilità di allargare ulteriormente la coalizione, anche se restano aperte differenze profonde sulla composizione e sull’identità politica dell’alleanza.
Prima il programma, poi le alleanze
Il campo largo evita però di accelerare sulle manifestazioni comuni. Dopo le difficoltà emerse nelle precedenti iniziative, l’orientamento è trasformare l’unità parlamentare in un metodo di lavoro e rinviare a dopo l’estate i tavoli più complessi.
Alleanza Verdi e Sinistra insiste affinché la discussione sulle coalizioni sia preceduta da un accordo sui contenuti. Il principio varrà anche per le prossime elezioni amministrative, compresa la futura sfida per Roma.
La sconfitta del governo sulle preferenze ha dunque offerto alle opposizioni un’occasione politica. La capacità di sfruttarla dipenderà ora dalla costruzione di un programma credibile e dalla possibilità di tenere insieme forze che, pur condividendo l’opposizione a Meloni, continuano ad avere identità e strategie differenti.
Esteri
Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita
Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.
Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.
Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.
Più di 360 millimetri in un giorno
Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.
Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.
Settemila passeggeri bloccati a Narita
All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.
Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.
Il governatore: «Mai visto un disastro simile»
Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.
L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.
Il ruolo del riscaldamento globale
Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.
Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.
Esteri
La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi
Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.
La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.
La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.
Trivellazioni rinviate almeno al 2027
Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.
Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.
È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.
Il progetto da 60 milioni di dollari
Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.
L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.
Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.
La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.
Cronache
Ischia e Procida, camion oltre 35 quintali in partenza da Napoli: circa 40 al giorno
Dopo il sisma del 31 luglio e la scoperta di due edifici pericolanti a Pozzuoli, circa 40 camion al giorno diretti a Ischia e Procida saranno trasferiti allo scalo napoletano di Porta di Massa. Deroga per i mezzi dei rifiuti, ancora da definire la soluzione per gas e carburanti.
I camion più pesanti diretti a Ischia e Procida partiranno temporaneamente da Porta di Massa, a Napoli. La soluzione è stata confermata dal prefetto Michele di Bari durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuta a Ischia con i sindaci dell’isola.
Il provvedimento è legato alle condizioni di due edifici del centro di Pozzuoli, risultati pericolanti dopo le verifiche effettuate in seguito al terremoto del 31 luglio. Le limitazioni servono a ridurre il passaggio dei mezzi più pesanti lungo le strade di accesso allo scalo flegreo.
Da Pozzuoli soltanto mezzi fino a 35 quintali
Dal porto di Pozzuoli potranno continuare a partire per Ischia e Procida i veicoli lunghi non più di otto metri e con un peso non superiore a 35 quintali.
I camion oltre tale limite saranno invece imbarcati da Porta di Massa. Secondo i dati forniti dal prefetto, il trasferimento riguarderà circa il 25% dei mezzi commerciali diretti abitualmente verso le isole del Golfo: complessivamente una quarantina di camion al giorno.
La riorganizzazione dovrà garantire la continuità nell’approvvigionamento delle merci, evitando nello stesso tempo il transito dei mezzi più pesanti accanto agli edifici danneggiati.
Deroga per i camion dei rifiuti
Resta prevista una deroga per gli automezzi che trasportano i rifiuti dalle isole alle discariche della terraferma.
Non è stata invece ancora assunta una decisione definitiva per le autobotti e gli altri mezzi incaricati di rifornire Ischia e Procida di gas e carburanti. La questione dovrà essere risolta in tempi rapidi per evitare problemi nella distribuzione.
Una misura temporanea
Il prefetto ha precisato che la soluzione non sarà definitiva. I due fabbricati pericolanti dovrebbero essere messi in sicurezza in tempi brevi, consentendo di ripristinare la piena accessibilità al porto di Pozzuoli per tutti i veicoli.
Fino alla conclusione degli interventi, il traffico commerciale destinato alle isole sarà quindi suddiviso tra i due scali: i mezzi più leggeri continueranno a utilizzare Pozzuoli, mentre quelli oltre i 35 quintali partiranno da Napoli.


