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Cronache

Campania, lo stop all’assistenza sanitaria ogni tre mesi uccide chi ha bisogno di cure: la denuncia Aspat sulla “transumanza” degli assistiti

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“È a rischio il diritto alla salute dei cittadini campani”: è la sintesi del documento di protesta di Aspat Campania che sollecita la Regione, ed in particolare la struttura commissariale, a trovare soluzioni. L’associazione prima di protestare ha evidenziato rischi e contraddizioni della riabilitazione complessa, proponendo correttivi e soluzioni concrete ad alcune criticità concernenti i livelli assistenziali. L’attenzione si concentra sulla specialistica ambulatoriale, cioè sulla necessità di cura dei cittadini campani. L’Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale (Aspat) ha prodotto un report concernente il monitoraggio dei tetti di spesa del primo trimestre 2019, con la specifica al giorno 9 marzo, per ciascuna Asl e per ciascuna branca specialistica dell’interruzione delle prestazioni. Prestazioni che vengono spesso comunque garantite dagli operatori della sanità privata ai cittadini.
“Dall’analisi si evidenzia, con estrema chiarezza , che – sottolinea il direttore Gaetano Gambino – in quasi tutte le Asl, ad eccezione di Avellino e Benevento, alla data attuale, risultano già esauriti in particolare i budget del laboratorio di analisi, della cardiologia e della radiologia, che rappresentano i maggiori volumi di prestazioni richiesti dai prescrittori”.
Gli effetti, secondo gli studi e l’esperienza Aspat, si concretizzeranno nella rinuncia alle cure ed alla prevenzione, con costi che saranno maggiori per il pubblico, e con ulteriore ingolfamento delle liste di attesa.


“Anche quest’anno si conferma come lo stop all’erogazioni di fondi – sottolineano i vertici Aspat – riguardi 30/45 giorni a trimestre in analogia agli anni precedenti e quindi si verificherà ancora tre volte nel corso 2019”. A dimostrazione del fatto che la trimestralizzazione della spesa sanitaria nel settore pensata dal commissario non abbia ridotto i costi ma solo parcellizzato gli stop. Invece di uno stop annuale, quattro stop. Perchè il problema serio è un altro e si fa finta di non  vederlo: una fetta importante della sanità privata in mano a fondi di investimento che detengono importanti laboratori che monopolizzano il settore.

Ma tornando ad Aspat, l’associazione fa alcun esempi riguardo gli stop. Esempi frutto di studio e analisi: la specialistica ambulatoriale per la radiologia si è interrotta il 25 febbraio ad Avellino, il 1 marzo a Caserta, il 23 febbraio a Napoli 1 centro, il 2 marzo a Napoli 2 Nord, il 27 febbraio a Napoli 3 Sud, il 4 marzo a Salerno e si bloccherà il prossimo ‪12 marzo‬ a Benevento.  Drammatico il quadro per la cardiologia. A Napoli 1 centro il blocco è al 16 febbraio, alla Napoli 2 Nord al 18 febbraio, all’Asl Napoli 3 al 26 febbraio ed a Salerno è al 9 marzo.

Sul punto il Presidente Pierpaolo Polizzi rilancia ancora “è necessario programmare bene il fabbisogno. Questo eviterebbe gli ‘stop and go’ non più sopportabili dai cittadini e dalle strutture”. “Abbiamo valutato – aggiunge -positivamente la circolare Postiglione, direttore generale della Regione, che ha accolto la proposta di tetto unico regionale di branca (TURB), così disponendo la cessazione contemporanea dei limiti di spesa di ciascuna branca/Asl, restituendo responsabilità in capo ai medici prescrittori e stroncando l’incivile fenomeno della transumanza degli assistiti in mobilità passiva”. Una formula educata quella usata dal presidente Aspat per sottolineare come certi laboratori enormi che hanno interessi in più province della Campania succhiano risorse là dove ci sono e prosciugano i fondi con la transumanza dei poveri cristi che devono farsi curare.

“Bene – conclude il Presidente Aspat – bisogna battersi per una corretta definizione del fabbisogno prestazionale prodromica ai tetti di spesa e secondo normativa, cioè contemperando sia la spesa storica/Lea che la rimodulazione delle quote capitaria e degli indici di deprivazione”.

 

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Ambiente

Greta a Torino: “Il 2020 è l’anno dell’azione, lottiamo per futuro”

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La battaglia per il clima è soltanto all’inizio. GretaThumberg sceglie Torino per rinnovare l’impegno a favore dell’ambiente. Nel giorno in cui i potenti della Terra concludono a Madrid i lavori della Cop25, l’attivista svedese scende in piazza coi giovani di Fridays For Future, davanti all’Aula del primo Senato Italiano. E ricorda che bisogna “continuare a difendere il Pianeta”, perche’ “non ci ci sono opzioni”. Cappellino di lana e cerata gialla ‘d’ordinanza’, la stessa che indossa nell’immagine sulla copertina del suo libro, Greta parla con un filo di voce, ma arriva dritta al cuore della piazza, che la applaude e scandisce piu’ volte il suo nome. “Sono contenta di essere in questa bellissima citta’ e sono colpita da come avete organizzato tutto in cosi’ poco tempo”, dice la giovane, scelta da Time come personaggio dell’anno. “Quella foto e’ stata un gran divertimento, fortunatamente il fotografo era di grande talento”, e’ l’unica concessione alla vanita’ dei suoi 16 anni. I ragazzi che l’accolgono ricordano che Torino “e’ la citta’ piu’ inquinata d’Europa” e che sotto la Mole lo smog uccide novecento persone all’anno. Non sono l’oceano colorato scelto dall’attivista svedese lo scorso 27 settembre come immagine social del terzo sciopero mondiale per il clima, ma difendono con determinazione le loro ragioni. “Siamo qui come ogni venerdi’ per chiedere alla politica di occuparsi di quella che e’ una vera emergenza, non siamo solo i ragazzi di Greta…”, dicono annunciato che il capoluogo piemontese e’ candidato con Dresda a ospitare, la prossima estate, il secondo meeting internazionale di Fridays For Future.

La sindaca Appendino, in piazza in mezzo alle persone per ascoltare Greta, assicura che la citta’ “dara’ tutto il suo supporto” alla candidatura. “Incontrare Greta mi ha trasmesso una determinazione ancora piu’ forte nel portare avanti le politiche per l’ambiente che abbiamo avviato. Il tema dell’emergenza climatica e’ una necessita’ per tutti”, sostiene indicando come “priorita’ assoluta quella di consegnare a chi verra’ in futuro una citta’ piu’ pulita, piu’ sostenibile, piu’ sana e piu’ sicura”. Anche a costo di fare scelte “che possono non portare consenso”. “La politica dovrebbe dimostrare piu’ serieta’ e fornire risposte che si basano sui dati e sugli studi, non sui soli simboli”, ribatte il segretario cittadino della Lega, Fabrizio Ricca, convinto che “Appendino, e come lei anche altri consiglieri d’opposizione, cerchino solo di cavalcare il fenomeno mediatico ‘Greta’”. La polemica politica non riguarda la svedese, che ha trovato anche il tempo di visitare i Musei Reali e la cappella della Sindone di Guarino Guarini. “Cosa faremo nei prossimi 10 anni influenzera’ le nostre vite, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti – conclude -. Ecco perche’ il 2020 e’ l’anno dell’azione. L’anno in cui ci impegneremo perche’ taglino le emissioni. Dobbiamo essere uniti. Siete con me?”.

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Cronache

Arrestato 77enne: aveva tentato di violentare una coetanea al cimitero e non era la prima volta

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Evidentemente il cimitero ispirava le sue peggiori pulsioni ma stavolta l’accusa di violenza sessuale lo ha portato dritto in carcere: si tratta di un uomo di 77 anni, pregiudicato, accusato di aver tentato di stuprare una donna di oltre 80 anni al cimitero di Robecco d’Oglio, Cremona, lo scorso agosto. Ma l’uomo in questione era stato già condannato per un analogo episodio avvenuto una decina di anni fa quando venne arrestato con l’accusa di aver aggredito, sempre all’esterno di un cimitero, un’anziana donna. Per l’episodio odierno l’uomo aveva tentato di toccare l’anziana signora nelle sue parti intime ma l’anziana donna si era messa ad urlare richiamando l’attenzione dei passanti. L’uomo era scappato ma adesso è stata emesso l’ordinanza di custodia ed è stato bloccato.

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Cronache

“Così mi ha ridotto divertendosi” e posta le sue foto su Fb dopo il pestaggio del compagno: arrestato

Marina Delfi

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Una giovane di Bastia Umbra, Caterina Degli Esposti, qualche giorno fa ha postato su Facebook le fotografie di come è stata ridotta dal compagno dopo botte da orbi e persino morsi. “Così mi ha ridotto divertendosi” è la frase della ragazza a commento delle immagini che ha pubblicato sul suo profilo del social network il 5 dicembre. Il responsabile è stato subito denunciato e messo agli arresti domiciliari. Gli inquirenti cercano di capire in queste ore i contorni della violenza.

Sul profilo della giovane, a commento del post-denuncia con le foto della violenza subita, seguono commenti e altri post eloquenti sul tema.  Le indagini dei carabinieri di Valfabbrica e della compagnia di Assisi sono partite subito. Raccogliendo anche la versione della giovane. Accertamenti che hanno rapidamente portato a risalire al presunto autore delle violenze, un trentenne di origine umbre, risultato già inquisito in passato e spesso in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcool e di stupefacenti.

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