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Cronache

Camorra tribale, l’inferno della ragazzina che “deve sposare il nipote del boss”

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Privata anche dei sentimenti. Questo è il destino di una giovane donna napoletana, vittima di una relazione imposta e oppressiva con Davide Buonocore, nipote del capoclan del clan Contini, Roberto Murano. La loro storia inizia nel 2016, quando lei aveva appena 13 anni, e lui aveva deciso che quella ragazza sarebbe stata sua, nonostante lei non lo avesse mai amato.

L’Inizio dell’incubo

La loro relazione, iniziata con conversazioni su WhatsApp, si trasforma rapidamente in un incubo. Davide inizia a pressarla con regali costosi e un corteggiamento asfissiante. Stefania Palumbo, zia di Davide e moglie del boss, interviene per convincere la ragazza della bontà del nipote, ma era tutto parte di una trappola.

Anni di persecuzione

Quasi otto anni di inferno seguono, caratterizzati da violenza, minacce e controllo ossessivo. La ragazza tenta più volte di troncare la relazione, ma viene sempre ricattata e minacciata. La zia dell’ex fidanzato arriva persino a intimarle di riconciliarsi entro tre giorni o affrontare gravi conseguenze.

Nel maggio 2023, Davide partecipa a una faida tra cosche, che culmina in una sparatoria e nel suo arresto. Tuttavia, anche dalla prigione, continua a tormentare la sua ex, costringendola a mantenere contatti telefonici con lui. Quando ottiene i domiciliari, la persecuzione riprende con falsi profili su TikTok e continui pedinamenti.

La denuncia e l’arresto

La situazione raggiunge il culmine la notte tra il 7 e l’8 maggio, quando Davide, scoperta la nuova relazione della ex, si presenta sotto casa sua, umiliandola pubblicamente. Poco dopo, un commando di giovani in scooter circonda il palazzo e il giorno seguente il capoclan minaccia i parenti della ragazza.

Finalmente, il 8 maggio, la giovane trova il coraggio di chiedere aiuto allo Stato e denuncia la situazione. Le indagini della Squadra mobile portano all’arresto di Davide Buonocore, del capoclan Roberto Murano, di sua moglie Stefania Palumbo, della loro figlia Anna e di altre due donne, cognate di Murano. Tutti sono accusati di atti persecutori aggravati dal metodo mafioso.

Questa storia di camorra tribale mette in luce la crudeltà e la violenza radicate nel sistema mafioso che ancora affligge Napoli. La giovane donna, proveniente da una famiglia di onesti lavoratori, ha trovato la forza di ribellarsi e denunciare, rompendo finalmente il ciclo di terrore. Ma questa vicenda ci ricorda quanto sia ancora lunga la strada per liberare le vite di molte altre persone da simili orrori.

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Cronache

Cambi telefono, antitrojan,’guardie e ladri’ a Venezia

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Cambi di telefono, soffiate (anche da un militare infedele) sulle intercettazioni in corso, sistemi anti-trojan, tecnologie anti-infiltrazione, oppure incontri rigorosamente faccia a faccia, di persona, lasciando i cellulari fuori della porta. Ricorda film d’antan alla ‘guardie e ladri’, però sul filo della più moderna tecnologia, il racconto che si ritrova nelle pagine dell’inchiesta veneziana sulla corruzione. Sono i pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini ad elencare il poderoso lavoro di intercettazione fatto dalla polizia giudiziaria per ricostruire gli intrecci all’ombra del campanile di San Marco. Un’attività che, alla fine, ha premiato la perseveranza e la qualità investigativa della Guardia di Finanza. Nella richiesta di misure cautelari, infatti, compare ad un certo punto il capitolo “Le difficoltà nell’attività intercettiva”. Si spiega così come per alcuni indagati l’intercettazione telematica con captatore informatico abbia “avuto successo”: uno è l’assessore Renato Boraso (arrestato nell’inchiesta), un’altra è la dirigente Bolognini.

Al contrario, per altri indagati nei confronti dei quali è stata disposta l’attività di intercettazione – si tratta di Derek Donadini e Morris Ceron, capo di gabinetto e vice capo di gabinetto del Comune, questa “non ha avuto successo, essendosi fatti dotare dalla società comunale di servizi Venis di apparti di ultima generazione non infiltrabili”. Anche Boraso, “decide da ultimo di dismettere il suo apparato, richiedendo alla Venis di essere dotato di un apparto analogo a quelli in uso a Ceron e Donadini”. Una decisione, il cambio di telefono, che l’assessore assume “dopo ripetuti avvisi ricevuti da persone diverse (tra cui anche un militare infedele) e dallo stesso sindaco Brugnaro”, che lo avvisano di essere sottoposto ad indagini. Il trojan è una sorta di microspia che una volta installata consente di controllare lo smartphone di una persona da remoto, utilizzandone microfono e telecamera. Il telefono diventa così una sorta di ‘ambientale’ portatile. Un dato che non tarda ad essere compreso dagli indagati, che iniziano a prestare molta più attenzione per i loro incontri: “Ci vediamo di persona?”, “dimmi il posto e ti raggiungo”. E tutti senza telefonino in tasca.

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Cronache

Fa il bagno nel lago e viene inghiottito dalle sabbie mobili

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Un uomo di 40 anni residente a Santo Stefano d’Aveto è ‘scomparso’ nel lago di Giacopiane, a Borzonasca. Secondo alcuni testimoni stava uscendo dall’acqua e si stava avvicinando alla riva quando sarebbe stato inghiottito dalle sabbie mobili. Sul posto si trovano adesso i sommozzatori dei vigili del fuoco con la squadra di Chiavari, l’elicottero Drago, il medico del 118, ambulanza e carabinieri. Il lago di Giacopiane è un bacino artificiale e attorno alle sue rive si trovano cartelli di divieto di fare il bagno e annunciano la presenza di sabbie mobili. L’uomo probabilmente per riemergere ha messo i piedi su una massa di fango che lo ha inghiottito.

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Cronache

La tennista Camila Giorgi: fake su di me, presto torno in Italia

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“Purtroppo i giornalisti di poco valore fanno fake news, e per avere qualche click in più alla loro pagina venderebbero anche la propria dignità”. L’ormai ex tennista azzurra Camila Giorgi torna a scrivere sui social parlando della sua irreperibilità e rispondendo ad un suo fan. “Ho un avvocato che mi segue e se avessi problemi non sarei tornata in Italia due settimane fa. E ritornerò presto. Grazie per il vostro amore”, le parole di Giorgi, dopo che nei giorni scorsi il legale che la difende nel procedimento per i falsi vaccini anti-Covid aveva annunciato la rinuncia al suo mandato. Rispondendo ad un altro suo tifoso sul perchè si fosse ritirata così improvvisamente l’ex tennista ha aggiunto: “per me era il momento giusto”.

La Giorgi deve affrontare accuse su mancati vaccini e accertamenti fiscali della Guardia di Finanza: la famiglia non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi, per un ammontare di milioni di euro di debiti.

Nella pagina Instagram della ormai ex tennista sono visibili anche delle foto che la ritraggono a Dallas, in Texas, dove avrebbe fatto ritorno dopo la breve visita in Italia. Giorgi indossa diversi completi estivi, a conferma della sua passione per la moda e l’abbigliamento. Nel 2021 i suoi genitori, il padre Luis Sergio Giorgi e la mamma stilista di moda Claudia Fullone, lanciarono la linea di moda Giomila, fusione di cognome e nome della sportiva, che è stata la principale testimonial del marchio.

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