Cronache
Caldo negli uffici della Regione Campania, la Cgil presenta un esposto all’Asl
Dopo settimane di segnalazioni, la Fp Cgil Campania ha presentato un esposto all’Asl Napoli 1 Centro per i guasti agli impianti di climatizzazione in diverse sedi della Giunta regionale. Il sindacato chiede ispezioni urgenti, lavoro agile e la chiusura temporanea degli ambienti non sicuri.
La Fp Cgil Campania ha presentato un esposto al Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Asl Napoli 1 Centro, chiedendo un’ispezione urgente nelle sedi della Giunta regionale interessate dal malfunzionamento degli impianti di climatizzazione.
La decisione arriva dopo quasi un mese di segnalazioni e solleciti che, secondo il sindacato, non avrebbero prodotto interventi risolutivi.
Le criticità riguardano le Torri A6, C3 e C5 del Centro Direzionale di Napoli, la sede di via De Gasperi e altri uffici regionali nei quali il sistema di raffrescamento non garantirebbe condizioni microclimatiche adeguate.
Le criticità già accertate dagli uffici regionali
Un verbale redatto dall’Ufficio del datore di lavoro, dal Servizio di prevenzione e protezione e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aveva già confermato la presenza di problemi negli ambienti interessati.
Nel documento erano state disposte ulteriori verifiche tecniche. A oggi, tuttavia, secondo la Fp Cgil, le difficoltà non sarebbero state risolte e tra il personale si sarebbero già verificati alcuni episodi di malore.
Il sindacato chiede quindi all’Asl di accertare la conformità degli uffici alle disposizioni previste dal decreto legislativo 81 del 2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
«La salute non può attendere la burocrazia»
«Dispiace essere stati costretti a denunciare l’Amministrazione regionale della Campania all’Asl Napoli 1 Centro», afferma Luciano Nazzaro, segretario Enti locali della Fp Cgil Campania.
«È inammissibile il silenzio dell’Amministrazione di fronte a criticità già accertate dagli stessi uffici regionali. Con episodi di malore già registrati, non potevamo più attendere: la salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata ai tempi della burocrazia o della manutenzione».
Le misure richieste dalla Cgil
In attesa del completo ripristino degli impianti, la Fp Cgil chiede che la climatizzazione venga mantenuta in funzione senza interruzioni, anche durante la notte e nei fine settimana, per evitare che gli ambienti si surriscaldino.
Il sindacato sollecita inoltre il ricorso al lavoro agile come misura emergenziale per il personale impiegato nelle sedi maggiormente colpite.
Qualora non fosse possibile assicurare condizioni adeguate e sicure, viene richiesta la temporanea interdizione degli uffici interessati fino alla risoluzione delle criticità.
Attesa per l’intervento dell’Asl
L’esposto apre ora la strada a possibili verifiche ispettive da parte dell’Asl Napoli 1 Centro.
Gli accertamenti dovranno stabilire se le temperature e le condizioni microclimatiche registrate negli uffici siano compatibili con la normativa sulla sicurezza e se siano necessari provvedimenti immediati per proteggere il personale.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




