Collegati con noi

Ambiente

Caldo estremo, Italia nella morsa dell’afa: 25 città da bollino rosso e Pronto soccorso sotto pressione

La quarta ondata di calore dell’estate porta temperature vicine ai 40 gradi e 25 città al livello massimo di allerta. Aumentano gli accessi ai Pronto soccorso, prosegue l’emergenza incendi e Legambiente lancia l’allarme per i ghiacciai alpini.

Pubblicato

del

L’afa non concede tregua all’Italia. La quarta ondata di calore dell’estate ha raggiunto la fase di massima intensità, con punte superiori ai 40 gradi nella Pianura Padana e nelle zone interne del Centro e temperature notturne che restano elevate.

Secondo il bollettino del ministero della Salute, saranno 25 su 27 le città monitorate interessate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per gli effetti del caldo sulla salute. Il sistema nazionale fornisce quotidianamente previsioni a 24, 48 e 72 ore per valutare i rischi, non soltanto per le persone fragili ma per l’intera popolazione.

Temperature fino a 40 gradi

Nelle ultime 48 ore l’anticiclone ha portato il caldo al punto più intenso. In alcune zone della Pianura Padana e nelle aree interne dell’Italia centrale sono stati superati i 40 gradi.

La situazione è aggravata dal calore accumulato dal terreno e dal mare. Le acque che circondano la penisola presentano temperature molto elevate, contribuendo a mantenere alte anche le minime notturne e impedendo all’organismo di recuperare dopo le ore più calde.

Una possibile attenuazione viene indicata soltanto a partire dall’8-9 agosto, soprattutto al Nord, dove potrebbero aumentare i temporali. Si tratta tuttavia di proiezioni ancora a medio termine e soggette a variazioni.

Aumentano gli accessi ai Pronto soccorso

Gli effetti dell’afa si fanno sentire anche negli ospedali. Nelle grandi città gli accessi ai Pronto soccorso legati direttamente o indirettamente alle alte temperature risultano cresciuti mediamente del 10-15 per cento.

A richiedere assistenza sono soprattutto anziani, persone sole, pazienti affetti da patologie croniche e soggetti con fragilità psichiatriche. Il caldo può infatti aggravare problemi cardiaci, respiratori, renali e metabolici anche senza provocare un vero colpo di calore.

Il presidente della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, Alessandro Riccardi, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere le persone più vulnerabili, garantendo idratazione, ambienti freschi e un controllo attento delle terapie farmacologiche.

Incendi dal Piemonte alla Puglia

Il caldo, la siccità e la vegetazione secca continuano ad alimentare gli incendi.

Nel Cuneese due Canadair sono stati impiegati per contrastare un rogo che ha già distrutto decine di ettari di bosco. Sul Carso triestino l’incendio divampato sabato è stato spento dopo due giorni di lavoro, ma proseguono la bonifica dei terreni e i controlli attraverso i droni. Le fiamme avevano interessato oltre venti ettari e il fumo aveva raggiunto anche il centro di Trieste.

Un altro vasto incendio ha colpito il litorale tarantino, propagandosi dalla zona in cui si trovavano alcune automobili alla vegetazione circostante e provocando momenti di paura tra i bagnanti. Le cause sono ancora in fase di accertamento.

Le Alpi sempre più calde

L’emergenza non riguarda soltanto città e pianure. Sull’arco alpino le temperature risultano generalmente superiori di due-quattro gradi rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.

Legambiente ha lanciato un allarme particolare per i ghiacciai dell’Adamello, della Marmolada e del Monte Bianco, divenuti simboli della crescente fragilità delle montagne italiane.

La quasi totalità dei circa 900 ghiacciai alpini censiti in Italia presenta un bilancio di massa negativo. Oltre il 90 per cento ha ormai una superficie inferiore a mezzo chilometro quadrato.

L’Adamello perde milioni di metri cubi d’acqua

Il ghiacciaio dell’Adamello avrebbe perso nell’ultimo anno circa 12 milioni di metri cubi d’acqua, secondo i dati presentati da Legambiente.

Proprio sull’Adamello è stato organizzato un flash mob per chiedere una strategia europea dedicata alla protezione e al monitoraggio dei ghiacciai. L’iniziativa ha anticipato l’edizione 2026 della Carovana dei ghiacciai, in programma dal 17 agosto al 3 settembre.

Il riscaldamento delle Alpi provoca non soltanto la fusione del ghiaccio, ma anche una maggiore instabilità dei versanti, il degrado del permafrost e un aumento del rischio di frane e crolli in alta quota.

Almeno un’altra settimana di afa

La fase di caldo intenso dovrebbe proseguire ancora per diversi giorni. Le uniche interruzioni potranno essere rappresentate da temporali isolati sulle Alpi e sulle Prealpi, localmente anche violenti ma insufficienti a modificare il quadro generale.

Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali, bere frequentemente, limitare l’attività fisica e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone che vivono sole.

L’Italia resta dunque stretta tra afa, incendi e fragilità ambientale. Un’emergenza che non riguarda più soltanto le giornate eccezionalmente calde, ma la crescente durata e frequenza delle ondate di calore.

Advertisement

Ambiente

Mari mai così caldi a luglio, Copernicus: record negli oceani extrapolari

Nel luglio 2026 la temperatura media degli oceani extrapolari ha raggiunto 20,96 gradi, il valore più alto mai registrato nel mese. Record anche nell’Atlantico europeo e nel Mediterraneo occidentale.

Pubblicato

del

Nel luglio 2026 la temperatura superficiale degli oceani extrapolari ha raggiunto il valore più alto mai registrato per questo mese. La media è stata di 20,96 gradi, superando il precedente primato di 20,89 gradi rilevato nel luglio 2023.

A indicarlo sono i dati di Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra. Il nuovo record è stato alimentato anche dallo sviluppo delle condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale.

Atlantico e Mediterraneo sotto osservazione

In Europa, temperature marine eccezionali sono state rilevate lungo le coste dell’Atlantico e nel Mediterraneo occidentale. Le anomalie sono state associate a diffuse ondate di calore marine, classificate in numerose aree come forti o gravi.

Il fenomeno può avere conseguenze rilevanti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulle attività economiche delle comunità costiere. Secondo le previsioni, le temperature particolarmente elevate potrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Estate eccezionale nell’Europa occidentale

L’Europa occidentale ha vissuto il periodo giugno-luglio più caldo mai osservato. Nel solo mese di luglio si sono verificate la terza e la quarta ondata di caldo dall’inizio di maggio, confermando il carattere eccezionale dell’estate 2026.

In ampie zone della regione è proseguita anche la siccità già rilevata tra maggio e giugno. La combinazione tra temperature elevate, scarsità di precipitazioni e vegetazione secca ha favorito la diffusione e l’intensificazione degli incendi, aumentando la pressione sui territori e sui sistemi di protezione civile.

Continua a leggere

Ambiente

Eclissi e Perseidi, il cielo spettacolare del 12 agosto

Il 12 agosto eclissi parziale di Sole al tramonto e, nella notte, il picco delle Perseidi. Attese fino a 100 meteore l’ora in condizioni ideali.

Pubblicato

del

Prima il Sole parzialmente oscurato al tramonto, poi le scie luminose delle Perseidi. Il 12 agosto il cielo offrirà una rara successione di fenomeni astronomici, favorita anche dalla Luna nuova che renderà particolarmente buia la notte delle stelle cadenti.

L’eclissi sarà totale soltanto lungo una fascia che attraverserà la Russia settentrionale, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e una piccola area del Portogallo. In Italia sarà visibile esclusivamente come parziale.

Copertura vicina al 95% nel Nord-Ovest

L’eclissi inizierà in Italia poco prima delle 19.30, con orari leggermente differenti secondo la località. La copertura del disco solare aumenterà procedendo da Sud-Est verso Nord-Ovest.

Secondo le mappe dell’Istituto nazionale di astrofisica, si passerà da circa il 18% della Calabria a oltre il 93% in Piemonte e Liguria. Le punte più alte, vicine al 95%, sono previste nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.

In diverse zone del Centro-Sud il massimo astronomico si verificherà quando il Sole sarà già tramontato. Per osservare il fenomeno sarà quindi necessario scegliere un luogo con l’orizzonte completamente libero verso ovest-nord-ovest, preferibilmente lungo la costa o su un’altura ben esposta.

Come guardare l’eclissi senza rischi

Non bisogna mai osservare direttamente il Sole, neppure durante un’eclissi parziale. Sono necessari occhiali certificati secondo lo standard ISO 12312-2 oppure filtri solari specifici.

Occhiali da sole, vetri anneriti, pellicole fotografiche e filtri improvvisati non proteggono gli occhi. Binocoli, telescopi e macchine fotografiche devono essere utilizzati soltanto con filtri professionali collocati davanti all’obiettivo.

Fino a 100 Perseidi ogni ora

Dopo il tramonto sarà la volta delle Perseidi, le popolari lacrime di San Lorenzo. Il massimo dello sciame è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando potranno essere osservate teoricamente fino a 100 meteore all’ora in condizioni ideali.

Il numero realmente visibile dipenderà dalla presenza di nuvole, dall’inquinamento luminoso e dal punto scelto per l’osservazione. La Luna nuova garantirà però un cielo privo del disturbo lunare, permettendo di scorgere anche le meteore più deboli.

Le Perseidi hanno origine dai frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di polveri, le particelle entrano nell’atmosfera a circa 59 chilometri al secondo e producono le caratteristiche scie luminose.

Continua a leggere

Ambiente

Alberi monumentali, 82 nuovi giganti verdi

Il Masaf inserisce 82 nuovi alberi monumentali nell’Elenco nazionale. Le nuove iscrizioni riguardano Abruzzo, Umbria e Puglia.

Pubblicato

del

L’Italia protegge altri 82 giganti verdi. Il decimo aggiornamento dell’Elenco nazionale degli alberi monumentali, approvato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, comprende nuovi esemplari di Abruzzo, Umbria e Puglia.

L’Elenco raggiunge così 5.008 schede, corrispondenti a 17.564 esemplari: 4.524 singoli alberi e 13.040 piante appartenenti a gruppi omogenei, come filari, viali, boschetti e alberature di parchi storici. Elenco ufficiale del Masaf

«Questi giganti verdi non sono soltanto alberi, ma parte del nostro territorio, della nostra cultura e della nostra storia», sottolinea il ministro Francesco Lollobrigida.

Il pino coricato di Pescara

Tra i nuovi ingressi figura il Pino d’Aleppo “coricato” di Pescara, con un tronco di oltre due metri di circonferenza disteso sul terreno a causa di un antico cedimento.

Per la scienza rappresenta un raro esempio di adattamento. La leggenda racconta invece che l’albero si sia piegato verso il mare, attratto dal canto delle ninfe.

Il Tasso Vetusto della Foresta Umbra

In Puglia è stato riconosciuto il Tasso Vetusto della Foresta Umbra, esemplare millenario con una circonferenza superiore ai tre metri.

Conosciuto come “Albero della Morte” per la tossicità di foglie e semi, è anche simbolo d’immortalità grazie alla capacità di generare nuovi fusti dal proprio legno in decomposizione.

La Roverella di Nottoria

In Umbria entra nell’Elenco la Roverella di Nottoria, una quercia con un tronco di oltre cinque metri di circonferenza.

Una leggenda popolare narra che l’albero trattenne le foglie secche durante l’inverno per impedire al Diavolo di dominare la Terra nei mesi in cui i rami sarebbero dovuti restare spogli.

Storie e miti accompagnano così esemplari tutelati per età, dimensioni, rarità, valore ecologico e capacità di custodire l’identità del paesaggio italiano.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto