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Calciomercato, nessuna offerta Vlahovic ma è sfida Juve-Bayern

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“‘La Juventus non ha presentato offerte per VLAHOVIC. Con i procuratori del giocatore c’e’ zero comunicazione e anche da parte di Dusan, con il quale ho parlato la scorsa settimana, ho ricevuto zero risposte”. Le parole di Joe Barone ai microfoni della Rai Toscana sembrano voler escludere la partenza del bomber serbo verso la Torino bianconera, anche se in realta’ la societa’ bianconera starebbe lavorando a fari spenti per prendere il giocatore subito, forte anche del fatto che al tecnico viola Italiano piace molto KULUSEVSKI, che potrebbe inserito nell’affare come parziale contropartita tecnica. Il discorso rinnovo di DYBALA e’ sempre in stand by e comunque sulla Joya ora ci sarebbe il Barcellona, specie se riuscira’ ad abbassare il tetto degli ingaggi, mentre ARTHUR, nonostante la fiducia di Allegri, sta spingendo per andare all’Arsenal, che la Juive scambierebbe volentieri con PARTNEY, ghanese che ora e’ in Coppa d’Africa. Per RAMSEY c’e’ sempre la possibilita’ del Crystal Palace, e a quel punto la Juve si sarebbe liberfata di due ingaggi pesanti. Detto che a fine stagione potrebbe lasciare anche CUADRADO in direzione Inter, in entrata la Juve lavora su ZAKARIA, centrocampista in scadenza con il Borussia Moenchengladbach, ma le ultime notizie dalla Germania danno che su questo giocatore e’ in netto vantaggio il Bayern Monaco. E proprio il Bayern, se Lewandowski non rinnovera’ e se i dirigenti capiranno di non poter arrivare ad HAALAND (che preferirebbe andare in Spagna), potrebbe diventare un competitor molto agguerrito per Vlahovic. Il Milan e’ deciso a prendere un difensore e non molla per BOTMAN, vista la volonta’ del giocatore di vestire il rossonero e per i buoni rapporti che ci sono con il Lilla, mentre PELLEGRI dovrebbe essere riscattato dal Monaco, per 3,5 milioni piu’ bonus, e girato in prestito al Torino. Per l’estate e’ possibile l’arrivo di BELOTTI, che si svincola e avrebbe gia’ lanciato messaggi verso Milanello. L’Inter ha bloccato SENSI e cerca un vice Perisic che potrebbe essere KOSTIC, mentre KOLAROV a breve potrebbe annunciare il ritiro. DE VRIJJ non rinnovera’ e il suo agente lo ha offerto alla Roma nonostante il passato laziale dell’olandese. Era derby milanese, invece, per il Pallone d’Oro 2021 del Sudamerica, Julian ALVAREZ del River Plate, ma ormai questo giocatore e’ diretto verso il Manchester City: Guardiola lo vorrebbe subito, il River vorrebbe tenerlo fino a novembre. Capitolo Roma: la dirigenza e’ convinta di poter prendere KAMARA dal Marsiglia nel caso se ne vada DIAWARA. Prende corpo l’ipotesi che VERETOUT possa andare via perche’ sarebbe in rotta con Mourinho, nel cui scacchiere tattico il francese non si ritrova. Ma a 30 milioni di euro, cifra chiesta da Trigoria, il Tottenham non lo prende, nonostante sia interessato. Quanto a Kamara, potrebbe essere inserito in una maxi operazione che prevede i riscatti gia’ sicuri di UNDER e PAU LOPEZ per una ventina di milioni. Ma sul centrocampista del Marsiglia c’e’ molta concorrenza, ecco quindi che per giugno rimane valido il nome di GRILLITSCH dell’Hoffenheim, anche lui in scadenza. Piace anche MAVIDIDI, esterno offensivo attualmente al Montpellier, ed ex Juve under 23. La Lazio e’ sempre bloccata dall’indice di liquidita’, ma se riesce a cedere MURIQI in prestito potra’ comunque prendere un giocatore con la stessa formula.

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Processo Maradona, si riparte: sette imputati per la morte del Pibe

Riparte il processo per la morte di Diego Armando Maradona. Sette sanitari imputati per omicidio con dolo eventuale.

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Riparte oggi, dopo undici mesi di stop, il processo per la morte di Diego Armando Maradona nell’aula della Settima sezione del Tribunale orale di San Isidro.

Sono passati cinque anni e cinque mesi dalla scomparsa del campione argentino, avvenuta il 25 novembre 2020, poco dopo un intervento chirurgico al cervello.

L’accusa: assistenza inadeguata

Secondo i magistrati Patricio Ferrari e Cosme Iribarren, l’arresto cardiorespiratorio sarebbe stato provocato da un’assistenza sanitaria definita “precaria” o addirittura inesistente durante la convalescenza domiciliare.

Nel primo processo, poi sospeso per l’esclusione di un giudice, l’accusa aveva già delineato una linea netta, sostenendo che le condizioni di Maradona fossero evidenti e che non fossero state gestite adeguatamente.

Sette imputati a giudizio

Sono sette i sanitari rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio con dolo eventuale, reato che prevede pene da 8 a 25 anni di carcere.

Il processo vedrà anche un filone separato per un’ulteriore imputata, che sarà giudicata con rito a giuria.

Nuovo collegio e 92 testimoni

Davanti al nuovo collegio giudicante sfileranno 92 testimoni, diversi rispetto a quelli ascoltati nel procedimento precedente. Le udienze sono previste due volte a settimana.

Gli inquirenti intendono ricostruire integralmente la vicenda, partendo dalla decisione di trasferire Maradona in un’abitazione privata dopo l’operazione, invece che in una struttura specializzata.

Il ruolo della famiglia

Le figlie del campione hanno più volte sostenuto che il padre fosse isolato e non adeguatamente seguito. Secondo l’accusa, in quel contesto la morte sarebbe stata “prevedibile”.

Il processo punta ora ad accertare eventuali responsabilità penali. Come previsto dalla legge argentina, gli imputati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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Napoli, rinnovo McTominay: Conte lo vuole al centro del progetto fino al 2030

Il Napoli prepara il rinnovo di McTominay fino al 2030. Conte lo considera centrale nel progetto dopo una stagione da protagonista.

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Il SSC Napoli accelera sul rinnovo di Scott McTominay, uno dei protagonisti della stagione. Con il campionato verso la chiusura e il secondo posto come obiettivo concreto, la società vuole blindare uno dei pilastri del progetto tecnico.

Il contratto attuale scade nel 2028, ma l’idea è quella di prolungarlo almeno fino al 2029 con opzione al 2030, accompagnato da un adeguamento dell’ingaggio rispetto agli attuali circa 3 milioni netti.

Conte e McTominay, stessa mentalità

Il rapporto con Antonio Conte è uno dei punti di forza. I due condividono la stessa mentalità competitiva, una tensione costante verso la vittoria che si riflette anche nelle dichiarazioni del centrocampista dopo il pareggio contro il Parma.

Nonostante i risultati complessivamente positivi, McTominay non si accontenta e guarda già al prossimo step.

Un centrocampista totale

McTominay si è imposto come un giocatore “all around”, capace di ricoprire più ruoli: mezz’ala, mediano, trequartista e, all’occorrenza, anche attaccante. Una duttilità che lo rende indispensabile nello scacchiere del Napoli.

I numeri confermano il rendimento: 12 gol in stagione, con margini per migliorare nelle ultime partite. Negli ultimi due anni è tra i centrocampisti più prolifici in Europa.

Priorità Napoli

Nonostante l’interesse di altri club, il giocatore ha sempre dato priorità al Napoli. La società punta a chiudere l’accordo prima dell’estate e degli impegni internazionali, per garantire stabilità e programmazione.

Un pilastro per il futuro

McTominay è considerato centrale nel Napoli di oggi e di domani. Il rinnovo rappresenterebbe un segnale chiaro di continuità e ambizione, con l’obiettivo di alzare ancora il livello competitivo, anche in Champions League.

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Napoli, infortuni e “piccole” costano lo scudetto: nove punti persi decisivi

Il Napoli paga infortuni e risultati contro le piccole: nove punti di distacco dal primo posto spiegano il mancato scudetto.

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Il SSC Napoli chiude la corsa scudetto con nove punti di distacco dalla vetta. Un gap che nasce da diversi fattori, ma due emergono con forza: i troppi infortuni e il rendimento deludente contro le squadre della parte destra della classifica.

Gli infortuni che hanno condizionato la stagione

La squadra di Antonio Conte ha dovuto fare i conti per lunghi tratti con assenze pesanti. In diversi momenti chiave, il Napoli si è trovato con uomini decisivi fuori, incidendo sulle rotazioni e sulla qualità del gioco.

Una gestione complicata che ha limitato continuità e rendimento, soprattutto nelle fasi più delicate del campionato.

Il nodo delle “piccole”

Se gli infortuni spiegano parte delle difficoltà, l’altro elemento determinante è stato l’approccio contro le cosiddette “piccole”. Gare che nella stagione dello scudetto erano state risolte con concretezza, e che quest’anno si sono trasformate in punti persi.

Il dato è chiaro: almeno 12 punti lasciati per strada contro squadre di bassa classifica. Un peso enorme in una corsa al vertice.

I casi simbolo: Parma, Torino, Udinese

Il Parma rappresenta il simbolo di queste difficoltà, con risultati negativi sia all’andata sia al ritorno. Ma non è l’unico episodio.

Le sconfitte per 1-0 contro il Torino e contro l’Udinese, oltre al pareggio con il Verona, hanno segnato una stagione fatta di occasioni sprecate, spesso in trasferte complicate e con una rosa ridotta.

Il confronto con l’Inter

A fare la differenza è stato anche il rendimento della capolista. L’Inter ha lasciato pochi punti contro squadre di seconda fascia, dimostrando continuità e solidità.

Una differenza che, alla lunga, ha inciso in maniera decisiva sulla classifica.

Da qui ripartire

Per il Napoli il punto di ripartenza è evidente: ridurre l’impatto degli infortuni e ritrovare concretezza contro le squadre meno attrezzate.

Perché, in una stagione lunga, sono proprio queste partite a fare la differenza tra lottare per il titolo e restare indietro.

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